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mercoledì 21 novembre 2018

Libia. Abusi sui minori nei campi profughi finanziati dall'Ue: "Un inferno in terra"

Il Giornale
Un'inchiesta del Guardian fa luce sugli abusi nei campi profughi finanziati anche dall'Unione europea. Malnutrizione e violenze sono all'ordine del giorno. In Libia, i campi profughi finanziati anche dall'Unione europea attraverso il Fondo per l'Africa, sono un "inferno in terra". Secondo l'ultima inchiesta del Guardian, i minori detenuti nei campi libici subiscono violenze e maltrattamenti all'ordine del giorno.


Secondo i testimoni, i minori vengono picchiati violentemente dalla polizia e dalle guardie che controllano i campi, vengono lasciati senza cibo per giorni ed è vietato loro avere qualsiasi tipo di contatto con l'esterno. 

Come spiega il quotidiano britannico, in Libia ci sono 26 campi profughi. Non esistono cifre esatte che dicano il numero dei bambini e dei minori detenuti in questi centri. L'idea è che siano probabilmente già oltre il migliaio.

L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) stima che in questi campi, attualmente, ci siano almeno 5.400 migranti detenuti in totale su tutto il territorio libico. Ovviamente si parla solo di una parte, e probabilmente anche quella minore. 

A questi 5.400, si aggiungono infatti i centri clandestini, gestiti dai trafficanti di persone e con la complicità delle milizie locali e di gruppi terroristi. Tra le testimonianze raccolte dal Guardian, che sono state pubblicate nella Giornata mondiale dell'infanzia, c'è quella, tragica, di un rifugiato eritreo di 13 anni, detenuto, più che ospitato, in uno di questi campi finanziati dall'Ue vicino Tripoli, capitale della Libia.

Il ragazzo ha raccontato che le persone ricevono una piccola porzione di pasta in bianco al giorno, in condizioni igienico-sanitarie certamente molto precarie. Molti sono affamati e denutriti. Nei campi, serpeggiano diverse malattie, fra cui la tubercolosi. Tante persone, specialmente ragazzi e bambini, sono vestiti solo una maglietta e dei pantaloncini: e l'arrivo dell'inverno rischia di provocare congelamenti, malattie e morti.

Renato Zuccheri

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