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giovedì 13 maggio 2021

Migranti - MSF di nuovo nel Mediterraneo per salvare vite umane con la nave Geo Barents

ANSAMed
Msf annuncia ripresa attività soccorso in mare. Ong pronta ad operare nel Mediterraneo con la nave Geo Barents.


Medici Senza Frontiere annuncia il rilancio delle proprie attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le vite di migranti e rifugiati che tentano la traversata dalla Libia.

Msf opererà con una propria nave la Geo Barents per soccorrere persone in pericolo e fornire loro assistenza medica.
"Nel Mediterraneo centrale si continua a morire, in un desolante vuoto di capacità di soccorso. Di fronte alle morti incessanti e alla colpevole inazione degli Stati, siamo obbligati a tornare in mare per portare soccorso, cure e umanità facendo la nostra parte per fermare queste tragedie"
dice la presidente di Msf Claudia Lodesani.

Auguri a tutti i lettori di fede islamica per la festa dell'Eid'al-Fitr per la fine del mese di Ramadan

Blog Diritti Umani - Human Rights

Auguri a tutti i lettori di fede islamica di questo Blog, 
per la festa dell'Eid'al-Fitr per la fine del mese di Ramadan



lunedì 10 maggio 2021

Pena di morte - Il South Carolina ha esaurito i "farmaci" per l'iniezione letale e ripristina la fucilazione con il plotone di esecuzione.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il parlamento del South Carolina ha votato per aggiungere un plotone di esecuzione ai metodi di esecuzione dello stato a causa della mancanza di "farmaci" per l'iniezione letale - una misura intesa a far ripartire le esecuzioni in uno stato dove la camera della morte aveva una grande attività.
La camera di esecuzione del plotone di esecuzione nella prigione dello Utah,
utilizzata l'ultima volta per uccidere Ronnie Lee Gardner nel 2010. (Reuters: Trent Nelson)

Il Senato ha approvato il disegno di legge a marzo, con un voto di 32 favorevoli e 11 contrari.

La Camera ha apportato solo piccole modifiche tecniche a quella versione, il che significa che dopo una votazione finale di routine alla Camera e l'approvazione del Senato, andrà al governatore repubblicano Henry McMaster, che ha detto che la firmerà.

Ci sono diversi prigionieri in attesa nel braccio della morte e tre di loro hanno esaurito gli appelli. 

Sono probabili delle azioni legali contro le nuove norme che inseriscono la fucilazioni come metodo per l'uccisione dei condannati morte.

ES

Fonte: ABC News

domenica 9 maggio 2021

Etiopia - Denuncia della commissione dei diritti umani etiope: nella regione Oromia detenute donne con i figli, minori in cella con gli adulti in condizioni disumane

Africa Rivista
La polizia dell’Oromia sta trattenendo un gran numero di persone, compresi neonati e bambini, senza accusa, in stazioni di polizia “antigieniche e sovraffollate”. La dura denuncia arriva dalla Commissione etiope per i diritti umani in un comunicato emesso ieri.

Secondo la Commissione, i bambini di età compresa tra i 5 mesi e i 10 anni sono detenuti insieme alle loro madri, ma bambini di età inferiore a 9 anni, sospettati di reati, sono tenuti in celle con prigionieri adulti.

I detenuti nella regione, che si trova nell’Etiopia centrale e come altre regioni ha una certa autonomia dal governo centrale nella gestione di questioni come l’applicazione della legge e l’istruzione, sono detenuti in “condizioni disastrose” senza accesso ad acqua, cure mediche o servizi igienico-sanitari e con cibo limitato.

Il rapporto afferma che la Commissione ha visitato 21 stazioni di polizia nella regione tra novembre e gennaio, documentando “gravi violazioni dei diritti umani”, comprese le percosse. “I centri di detenzione ospitano un gran numero di persone che erano state arrestate senza ordine del tribunale”, ha detto, senza fornire alcun numero.

Il rapporto ha anche documentato detenzioni arbitrarie e prolungate di sospetti le cui accuse erano state ritirate o che avevano ricevuto l’ordine di rilascio da un tribunale. Molti non si erano presentati davanti a un tribunale nelle 48 ore di detenzione previste dalla legge etiope.

Molti dei detenuti sono stati arrestati all’indomani dell’uccisione del cantante politico oromo Haacaaluu Hundeessaa, ucciso a colpi d’arma da fuoco da sconosciuti ad Addis Abeba lo scorso giugno. La sua morte violenta ha scatenato proteste nella capitale e in tutta Oromia nelle quali sono morte almeno 178 persone.

sabato 8 maggio 2021

Diritti umani - Mentre l'Italia riapre, gli anziani nelle Rsa in eterna zona rossa, isolati da parenti e amici. La denuncia di Sant'Egidio.

La Repubblica
"Rsa, eterna zona rossa". La denuncia di Sant'Egidio sugli anziani isolati nonostante i vaccini.
Rapporto della Comunità sulle case di riposo: "Anche con le immunizzazioni, la vita lì resta insostenibile". Il 64% delle 237 strutture esaminate non consente visite. Meno del 20% ha una stanza degli abbracci. Solo la metà è organizzata con le videochiamate. Il presidente Impagliazzo: "Bene le risorse per rafforzare l'assistenza domiciliare".



Il Covid ha colpito gli anziani non solo sotto il profilo sanitario, ma anche perché ha aumentato il loro isolamento in Rsa e Case di riposo, che sono ormai "un'eterna zona rossa". La denuncia arriva dalla Comunità di Sant'Egidio che ha svolto un'indagine nazionale, su 237 strutture in 11 città e 10 regioni italiane. 
"La vita in Rsa o in Casa di riposo si è fatta durissima, insostenibile. Malgrado appelli, evidenze scientifiche e le raccomandazioni delle istituzioni sugli effetti nefasti della solitudine e dell'isolamento, e nonostante le vaccinazioni, nelle strutture per anziani dobbiamo constatare che nulla è cambiato" 
Dall'indagine risulta che il 64% delle strutture esaminate non consente alcun tipo di visita ai propri ospiti, e solo il 15%ammette, oltre ai parenti, amici e volontari; la cosiddetta stanza degli abbracci di cui si è a lungo parlato, dopo un anno è presente in meno del 20% delle strutture esaminate; il servizio delle video-chiamate è presente in meno della metà delle strutture; nel 61,18% delle strutture analizzate è proibita ogni tipo di uscita, comprese quelle per effettuare esami medici specialistici. L'assistenza religiosa, diritto fondamentale, è assente nel 65%delle strutture.

"Quello che chiediamo - afferma Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio - è che questi diritti negati vengano immediatamente ripristinati e che si proceda poi ad un ripensamento profondo, come è scritto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ad una 'riconversione' di queste strutture verso un modello di assistenza che consenta realmente ai nostri anziani di essere curati e sostenuti sul territorio, a casa propria".

Il video della conferenza stampa di Marco Inpagliazzo
Presidente della Comunità di Sant'Egidio


Sant'Egidio dunque chiede: "Che vengano consentite le visite in sicurezza a parenti e volontari, attraverso la fornitura di dispositivi Dpi all'ingresso e mediante l'effettuazione di tamponi; che vengano considerate le maggiori fragilità degli ospiti che non hanno alcun legame familiare effettivo; che vengano predisposti spazi adeguati, interni ed esterni alle strutture, per consentire le visite con dignità e in sicurezza; che le modalità di predisposizione delle visite siano 'adeguate' nella loro durata temporale (almeno 30 minuti) e negli orari stabiliti (mattina e pomeriggio); che venga consentito agli ospiti vaccinati l'uscita dalle strutture per effettuare visite mediche e, nel caso di ospiti autosufficienti, anche l'espletamento di necessità legate alle loro attività quotidiane interrotte da un anno; che vengano ripristinate le attività di riabilitazione e socializzazione; che venga effettivamente implementato un servizio di video-chiamate concretamente utilizzabile da tutti gli ospiti, anche da quelli parzialmente o non autosufficienti; che venga garantita la fruizione da parte di tutti gli ospiti dell'assistenza religiosa ove richiesta".

"Le Rsa - ha proseguito Impagliazzo - sono un sistema fuori controllo perchè sono in un regime di monopolio. Il sistema della istituzionalizzazione, che finora è l'unica risposta che ha saputo dare il paese ai nostri anziani, non può funzionare. E non funzionava già prima del Covid. C'è una sproporzione tra il costo di queste strutture e la qualità di servizio che erogano".

Impagliazzo ha poi ricordato che "l'assistenza domiciliareintegrata in Italia è ridotta a nulla: 18 ore all'anno per anziano". Questo fa si che le residenze siano "fuori controllo perchè sono l'unica risposta. Per uscire da questa mancanza di diritti l'unica soluzione è quella di differenziare".

Il presidente di Sant'Egidio ha lodato la proposta di usare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per aumentare l'assistenza domiciliare. "Esprimiamo grande soddisfazione per le parole di Draghi e per il modo in cui il Pnrr ha immaginato il futuro dei nostri anziani".

giovedì 6 maggio 2021

In Bielorussia, unico paese europeo con la pena di morte - Grazia ai fratelli, Illia e Stanislau Kostseu, già condannati all'esecuzione

Vatican News
La pena di morte s’incrina anche in Bielorussia. Con un provvedimento rarissimo, decretato infatti dal presidente Aleksandr Lukashenko solo per la seconda volta in 30 anni, i fratelli Illia e Stanislau Kostseu, già condannati a morte senza appello nel gennaio 2020, sono stati graziati dalla pena capitale il 30 aprile scorso, come rivelato direttamente dai loro familiari, che recatisi in visita nel braccio della morte di Minsk sono venuti sorprendentemente a sapere che i loro congiunti non erano più lì ma erano stati trasferiti in un carcere ordinario nella città di Zhodzina, senza peraltro ricevere alcun documento ufficiale del caso.

Illia Kostseu di 21 anni e suo fratello Stanislau di 19, erano stati condannati il 10 gennaio 2020 dal Tribunale Regionale di Mahiliou (Mogilev in russo) per il presunto delitto di una loro vecchia insegnante di scuola. La sentenza era stata confermata dalla Corte Suprema di Minsk il 22 maggio successivo. 

Per la loro salvezza non restava che un intervento di grazia proveniente direttamente dal presidente della Repubblica. Quasi un miracolo, dato che il Capo dello Stato aveva usato questa sua prerogativa solo in un caso prima di loro. Eppure il prodigio si è realizzato.

La Bielorussia rimane l’unico paese europeo che ancora adotta la pena capitale. Le esecuzioni, pur non frequenti, avvengono all’improvviso e nel più totale segreto con un colpo d’arma da fuoco alla nuca. 

I parenti delle vittime vengono così a sapere della scomparsa dei loro cari solo tempo dopo. I familiari di Illia e Stanislau il 30 aprile scorso non li hanno trovati nel palazzo della morte. Ma li hanno saputi vivi. In un altro luogo.

martedì 4 maggio 2021

La Danimarca, vuole rimandare nella "città sicura" di Damasco centinaia di rifugiati siriani. Sono stati già privati del permesso di soggiorno.

Amnesty International
Amnesty International ha denunciato che centinaia di rifugiati siriani, cui il governo della Danimarca ha revocato il permesso di soggiorno, rischiano arresti arbitrari, torture e sparizioni forzate se costretti a un rimpatrio illegale.

Tra il 1° gennaio e il 1° aprile 2021 il Servizio danese per l’immigrazione ha informato almeno 380 rifugiati siriani, bambini compresi, che dovranno rientrare in Siria poiché la Danimarca giudica la capitale Damasco e i suoi dintorni “zone sicure”, contrariamente a quanto hanno dichiarato gli esperti internazionali sui diritti umani e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite sui rifugiati.

Mentre la maggior parte di loro ha presentato appello contro la decisione, per 39 rifugiati il destino pare segnato, soprattutto dopo l’annuncio della ripresa delle relazioni diplomatiche della Danimarca col regime siriano.

Nel frattempo, anche coloro che sono in attesa dell’esito dell’appello sono stati privati del permesso di soggiorno e della protezione temporanea e dunque esclusi dai benefici sociali dall’accesso al lavoro e all’istruzione.

“Fuggiti dalla guerra, per almeno 39 rifugiati siriani la prospettiva appare ora quella di un ritorno ‘volontario’ in Siria o della reclusione nei centri di rimpatrio in attesa della partenza. Il destino di centinaia di altri è incerto. È incredibile che il governo danese consideri sicure alcune zone della Siria, uno stato dove le persone vengono regolarmente arrestate, torturate e fatte sparire”, ha dichiarato Nils Muižnieks, direttore per l’Europa di Amnesty International.

Le ricerche di Amnesty International hanno dimostrato che i civili rientrati nelle zone della Siria controllate dal governo, compresa la capitale Damasco, devono passare attraverso “controlli di sicurezza”, ossia interrogatori da parte dei servizi di sicurezza locali, responsabili di violazioni dei diritti umani così gravi da poter essere considerate crimini contro l’umanità.

L’anno scorso la prima ministra danese Mette Frederiksen aveva annunciato l’intenzione di ridurre a zero le domande d’asilo. In seguito, le autorità di Copenaghen hanno deciso di riesaminare la situazione di circa 900 rifugiati siriani residenti nel paese. Tale valutazione ha portato al ritiro del permesso di soggiorno ad almeno 380 di loro.

lunedì 3 maggio 2021

Migranti, la strage continua - Altri 50 morti al largo della Libia - Occorre un piano di emergenza di soccorso in mare

RaiNews24
Migranti, Mezzaluna Rossa: 50 morti in un naufragio al largo della Libia.
Ancora una tragedia nel Mediterraneo. Cinquanta migranti sarebbero morti al largo della Libia nel naufragio di un barcone. E' quanto riferisce la Mezzaluna Rossa libica, citata in un tweet da Al Arabiya. Unhcr: 95 migranti riportati indietro da Guardia Costiera libica, oltre 700 in pochi giorni I 95 migranti da ieri mattina alla deriva su un barcone al largo della Libia, sono stati intercettati in mare ieri sera e riportati a Tripoli dalla Guardia costiera libica. 

"Circa 95 persone sono state intercettate/soccorse in mare e riportate a Tripoli questa notte dalla Guardia costiera libica". Lo scrive su Twitter l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in Libia precisando che "Unhcr e Irc stanno attualmente fornendo loro coperte, acqua e assistenza medica". 

Oltre 700 migranti sono stati riportati in Libia negli ultimi giorni, "solo per finire in detenzione arbitraria" afferma Tarik Argaz, portavoce dell'Unhcr in Libia. Le Ong avevano chiesto l'intervento di mercantili che erano stati inviati sul posto. Davanti al Paese africano ieri è avvenuto l'ennesimo naufragio con 11 corpi recuperati e 12 migranti tratti in salvo. "E' necessario - aggiunge - fornire urgentemente più vie legali per uscire dalla Libia per evitare che accadano tragici incidenti in mare e per frenare il traffico di esseri umani". 

Gargano, 35 sbarcano sulla costa in barca a vela I militari della Guardia di finanza hanno intercettato la scorsa notte, nelle acque a dieci miglia al largo di Vieste (Foggia), una barca a vela battente bandiera bulgara con a bordo 35 migranti, tra cui nove donne e 12 bambini, tutti afghani. I migranti stanno tutti bene e sono stati ospitati in alcune strutture del porto di Vieste. Sull'imbarcazione, già intercettata nelle acque di Vieste a settembre 2020, c'erano due presunti scafisti, entrambi ucraini,di 35 e 41 anni. La loro posizione è a vaglio degli investigatori.

sabato 1 maggio 2021

Migranti: Appello Unicef: 1.100 bambini presenti nei centri di detenzione in Libia - Vanno rilasciati. In una settimana 125 quelli salvati in mare'

ANSAmed
"Questa settimana, 125 bambini, di cui 114 non accompagnati, sono stati salvati in mare, al largo della Libia: il Mediterraneo centrale continua a essere una delle rotte migratorie più pericolose e letali del mondo". 

Lo sottolinea, in una nota l'Unicef ricordando che dall'inizio dell'anno, "almeno 350 persone, tra cui bambini e donne, sono annegate o scomparse nel Mediterraneo centrale mentre cercavano di raggiungere l'Europa, di cui 130 solo la settimana scorsa".

La maggior parte di coloro che sono stati salvati vengono mandati "in centri di detenzione sovraffollati in Libia, in condizioni estremamente difficili e con limitato o nessun accesso all'acqua e ai servizi sanitari: sono quasi 1.100 i bambini che si trovano in questi centri", denuncia l'Unicef precisando che "in Libia ci sono 51.828 bambini migranti e sono stimati 14.572 bambini rifugiati. La maggior parte non è in grado di accedere ai servizi ed è vulnerabile allo sfruttamento e agli abusi all'interno del paese".
"Chiediamo alle autorità libiche - conclude la nota - di rilasciare tutti i bambini e di porre fine alla detenzione per motivi migratori. La detenzione di bambini in situazioni di migrazione non è mai nel superiore interesse del bambino.
Chiediamo alle autorità in Europa e nel Mediterraneo centrale di sostenere e accogliere i migranti e i rifugiati che arrivano sulle loro coste e di rafforzare i sistemi di ricerca e soccorso".