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sabato 22 ottobre 2022

USA - Tennessee, Alabama, Louisiana, Oregon e Vermont - 5 Stati al voto per abolire i lavori forzati dei detenuti

Il Fatto Quotidiano
Tennessee, Alabama, Louisiana, Oregon e Vermont al voto per l’abolizione. La forza lavoro praticamente a costo zero delle prigioni produce circa 2 miliardi all’anno in beni, ed oltre 9 miliardi in servizi per la manutenzione delle stesse prigioni. Negli Usa i detenuti sono circa due milioni.

Oggi, nel 2022, sono ottocentomila i detenuti che negli Stati Uniti sono sottoposti ai lavori forzati. Una forma di schiavitù, perché in sette Stati i prigionieri-lavoratori non vengono pagati nulla, mentre a livello nazionale la paga media è di 52 centesimi all’ora, un guadagno già infinitamente minimo che viene ancora ridotto dalle ‘detrazioni’ compiute dalle amministrazioni carcerarie per tasse e spese. 

Ma le cose potrebbero cambiare in Tennessee, Alabama, Louisiana, Oregon e Vermont, che l’8 novembre votano - oltre che per il midterm - per abolire completamente ogni forma di schiavitù ancora ammessa dalla Costituzione.

Il 13esimo emendamento con cui è stata abolita nel 1865 la schiavitù infatti la riconosce ancora possibile come punizione per un crimine. E nell’America della più grande popolazione carceraria al mondo - oltre due milioni secondo i dati del 2021, con un numero sproporzionato di afroamericani - la forza lavoro praticamente a costo zero delle prigioni produce circa 2 miliardi all’anno in beni, ed oltre 9 miliardi in servizi per la manutenzione delle stesse prigioni, secondo i dati dell’Aclu.

I referendum presentati tendono ad eliminare nelle loro Costituzioni statali la formula che, sul modello del 13esimo emendamento, permette i lavori forzati. Finora solo tre stati - Colorado per primo nel 2018, seguito due anni dopo da Nebraska e Utah - hanno adottato legislazioni in questo senso. E secondo gli esperti i referendum del prossimo mese potrebbero essere “l’inizio di un’ondata, sospetto che da qui a dieci anni saremo inorriditi al pensiero che nel 2022 vi erano stati che permettevano questo cose”, come ha detto Sharon Dolovich, docente di diritto dell’University of California a Los Angeles.

“Dobbiamo prendere coscienza del fatto che lo stesso emendamento che ha liberato gli schiavi ha una clausola che ha permesso di renderli di nuovo schiavi - aggiunge Robert Chase, docente della Stony Brook University che dirige il gruppo Historians Against Slavery - permettendo che uomini e donne afroamericani siano rimessi in schiavitù incarcerandoli e vendendo il loro lavoro alle corporation private”. I detenuti che si rifiutano di lavorare a queste condizioni vengono puniti, messi in isolamento o perdono la possibilità di avere la pena ridotta per buona condotta, spiega ancora Chase.

Nel 2002 alla Corte Suprema è arrivato il caso di un detenuto dell’Alabama che era rimasto legato ad un palo sotto il sole per sette ore perché si rifiutava di lavorare alla ‘chain gang’, la fila di forzati, legati ad un’unica catena, che lavorano, nelle divise a righe, sui cigli delle strade, nei campi, sui binari delle ferrovie. Nel 2016 c’è stato anche il più grande sciopero delle prigioni d’America, con 24mila detenuti che si sono rifiutati di lavorare. Ed il mese scorso i detenuti dell’Alabama hanno scioperato ancora, paralizzando i servizi di pulizie del carcere.

La questione centrale infatti è che il sistema delle carceri si basa sul lavoro praticamente gratuito fornito dai detenuti: nei mesi scorsi in California non è stata accolta la misura che avrebbe abolito la servitù involontaria, costringendo l’amministrazione statale a pagare ai detenuti il salario minimo. “Stiamo facendo ricorso” annuncia Dolovich spiegando che pagare i detenuti sotto il salario minimo è sempre “una specie di schiavitù”.

lunedì 28 marzo 2022

Texas - USA - Pena di morte - APPELLO URGENTE per salvare la vita di Melissa Lucio, 53 anni, esecuzione fissata il 27 aprile 2022

santegidio.org
Melissa Lucio, 53 anni, è una donna ispanica (messicano-americana nata negli Stati Uniti), di Harlingen, del sud del Texas/Contea di Cameron, nella Valle del Rio Grande, a 30 minuti di macchina dal confine con il Messico. È cattolica e si trova da 14 anni nel braccio della morte di Gatesville in Texas ed ha avuto 14 figli.


Melissa nel 2007 fu arrestata dopo il ritrovamento da parte della polizia del corpo senza vita di sua figlia Mariah (che all’epoca aveva due anni), morta per un trauma cranico contusivo, come era evidente dall’esame del corpo pieno di lividi.

La polizia immediatamente accusò Melissa dell’omicidio, dopo un interrogatorio estenuante durato 7 ore (fino alle 3 del mattino), condotto senza l’assistenza di un avvocato. Alla fine la donna ammise di aver causato i lividi, ma di essere innocente e di non di aver ucciso la bambina, come continua a ripetere ancor oggi.

sabato 19 marzo 2022

Usa - South Carolina - Pena di morte shock: non si trovano più i veleni per l'iniezione letale e si ripristina il plotone di esecuzione

Rai News
Metodo di esecuzione approvato l'anno scorso, ora è ufficiale
La misura è stata introdotta per superare le difficoltà nel reperire il mix di veleni necessario per le iniezioni letali, con molte case farmaceutiche che hanno vietato la loro esportazione negli Usa per motivi umanitari.ùVia libera ufficiale in South Carolina, nel sud-est degli Usa, alla fucilazione come uno dei metodi di esecuzione dei detenuti nel braccio della morte.


La misura shock era stata approvata a maggio dell'anno scorso per superare le difficoltà nel reperire il mix di veleni necessario per le iniezioni letali, con molte case farmaceutiche che hanno vietato la loro esportazione negli Usa per motivi umanitari. È per questo che l'ultima volta che il boia è entrato in azione in SouthCarolina risale al 2011.

Fino a oggi i condannati, potendo scegliere tra l'iniezione e la sedia elettrica, avevano optato per la prima, di fatto impedendo la loro esecuzione.

Le autorità carcerarie del South Carolina hanno annunciato che i lavori di ristrutturazione della "camera della morte" di Columbia, la capitale del South Carolina, sono stati completati e di aver notificato al procuratore generale Alan Wilson il via libera ufficiale alla fucilazione come metodo di esecuzione delle condanne a morte.

Secondo la Cbs, adesso nella stanza c'è anche una sedia di metallo sulla quale si dovrà sedere il detenuto che scelga il plotone di esecuzione. A circa quattro metri dalla postazione, un muro con un'apertura rettangolare, attraverso il quale tre tiratori spareranno al condannato. Tra i promotori della misura shock c'è il senatore democratico Dick Harpootlian, ex pubblico ministero, ora avvocato penalista, secondo il quale la fucilazione "è il metodo meno doloroso e più umano che esista".

lunedì 28 giugno 2021

giovedì 24 giugno 2021

South Carolina - Due esecuzioni bloccate perché i condannati devono poter scegliere se essere uccisi sulla sedia elettrica o fucilati da un plotone di esecuzione

Blog Diritti Umani - Human Rights

Un tribunale della South Carolina ha bloccato due esecuzioni che erano state pianificate perchè i due condannati non avevano ancora esercitato il diritto di poter scegliere se essere uccisi con la sedia elettrica o fucilati da un plotone di esecuzione.

La sentenza è stata emessa in base alla nuova legge statale sulla pena capitale, che dice che il condannato deve scegliere tra l'elettrocuzione o il plotone di esecuzione dato che non sono più disponibili i "farmaci" per eseguire condanne a morte con l'iniezione letale.

Brad Sigmon sarebbe dovuto essere ucciso venerdì sulla sedia elettrica che ha109 anni chiamata "Old Sparky", secondo quanto riportato dal Times.

La prevista esecuzione su sedia elettrica di un altro uomo nel braccio della morte, Freddie Owens, è stata fissata per il 25 giugno.

La Carolina del Sud ha recentemente ripreso le esecuzioni dopo una pausa di 10 anni che lo stato ha attribuito all'impossibilità di ottenere i "farmaci" letali necessari.

Ora costringe le persone nel braccio della morte a scegliere tra l'elettrocuzione o il plotone di esecuzione se i farmaci non sono disponibili.

"Il dipartimento sta andando avanti con la creazione di procedure per creare un plotone di esecuzione", ha detto in una nota Chrysti Shain, rappresentante del Dipartimento di correzione della Carolina del Sud, secondo The Guardian.

Gli avvocati di entrambi gli uomini hanno detto che la morte per elettrocuzione è crudele e che i loro clienti avrebbero dovuto avere il diritto di morire per iniezione letale. Ma gli avvocati dello stato affermano che i funzionari della prigione stanno semplicemente applicando la legge.

Gli attivisti affermano che Sigmon è terrorizzato dalla prospettiva di essere fulminato. 

La Carolina del Sud è tra gli otto stati, tra cui Mississippi e Oklahoma, che usano ancora la sedia elettrica nelle esecuzioni, secondo il Death Penalty Information Center. Altri tre stati consentono la morte per fucilazione.

Trentasette persone sono in attesa della pena di morte nella South Carolina, che ha visto la sua ultima esecuzione nel 2011.

ES

Fonte: insider.com

lunedì 10 maggio 2021

Pena di morte - Il South Carolina ha esaurito i "farmaci" per l'iniezione letale e ripristina la fucilazione con il plotone di esecuzione.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il parlamento del South Carolina ha votato per aggiungere un plotone di esecuzione ai metodi di esecuzione dello stato a causa della mancanza di "farmaci" per l'iniezione letale - una misura intesa a far ripartire le esecuzioni in uno stato dove la camera della morte aveva una grande attività.
La camera di esecuzione del plotone di esecuzione nella prigione dello Utah,
utilizzata l'ultima volta per uccidere Ronnie Lee Gardner nel 2010. (Reuters: Trent Nelson)

Il Senato ha approvato il disegno di legge a marzo, con un voto di 32 favorevoli e 11 contrari.

La Camera ha apportato solo piccole modifiche tecniche a quella versione, il che significa che dopo una votazione finale di routine alla Camera e l'approvazione del Senato, andrà al governatore repubblicano Henry McMaster, che ha detto che la firmerà.

Ci sono diversi prigionieri in attesa nel braccio della morte e tre di loro hanno esaurito gli appelli. 

Sono probabili delle azioni legali contro le nuove norme che inseriscono la fucilazioni come metodo per l'uccisione dei condannati morte.

ES

Fonte: ABC News

sabato 27 febbraio 2021

Texas - Pena di morte - Buona notizia - Sospesa l’esecuzione di Ramiro Ibarra. Un ringraziamento a chi ha firmato l’appello!

santegidio.org
Una buona notizia! La Corte d’appello penale del Texas ha sospeso l’esecuzione di Ramiro Ibarra, disponendo di verificare la sua disabilità mentale. La condanna a morte di una persona con tale fragilità infatti viola l’ottavo emendamento della costituzione, che vieta la punizione crudele e insolita.


La corte ha emesso la sentenza mercoledì 24 febbraio, ordinando a un tribunale di grado inferiore di riesaminare la fondatezza degli argomenti utilizzati per la condanna capitale. Il tribunale dovrà anche verificare l’affidabilità delle prove usate per la condanna di Ramiro alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche sul test DNA. 

Ramiro Ibarra ha oggi 66 anni, è stato condannato a morte nel 1997. Doveva essere giustiziato il 4 marzo, dopo aver trascorso 23 anni nel braccio della morte.

In questo inizio di 2021 Ramiro Ibarra è il terzo condannato a morte con la data di esecuzione fissata, che ha ricevuto una sospensione da parte dello Stato del Texas.

Ringraziamo tutti coloro che hanno firmato l’appello e che hanno contribuito a promuovere una giustizia più umana.

lunedì 15 febbraio 2021

Biden punta a chiudere Guatanamo (macchia nel rispetto dei diritti umani in USA) entro la fine del suo mandato

Blog Diritti Umani - Human Rights
Biden avvia la revisione del carcere di Guantanamo, punta a chiuderlo prima della fine del suo mandato.


Istituita per ospitare sospetti stranieri in seguito agli attacchi dell'11 settembre 2001 a New York e Washington, la prigione è diventata il simbolo degli eccessi della "guerra al terrore" statunitense a causa dei duri metodi di interrogatorio che, secondo i critici, equivalgono a torture

Gli assistenti del presidente Joe Biden hanno avviato una revisione formale della prigione militare statunitense a Guantanamo Bay a Cuba, rilanciando l'obiettivo dell'era Obama di chiudere la controversa struttura con l'obiettivo di farlo prima che lasci l'incarico, ha detto la Casa Bianca venerdì (12 febbraio). Segnalando un nuovo sforzo per rimuovere quella che i sostenitori dei diritti umani hanno definito una macchia sull'immagine globale dell'America. 

Alla domanda se Biden chiuderà la prigione di massima sicurezza situata presso la stazione navale di Guantanamo entro la fine della sua presidenza, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha detto ai giornalisti: "Questo è certamente il nostro obiettivo e la nostra intenzione". 

Ma è improbabile che un'iniziativa del genere faccia cadere presto il sipario sulla struttura offshore, in gran parte a causa dei seri ostacoli politici e legali che hanno anche frustrato gli sforzi del suo ex capo, l'ex presidente Barack Obama, per chiuderla. 

"Stiamo intraprendendo un processo NSC per valutare lo stato di avanzamento dei lavori che l'amministrazione Biden ha ereditato dalla precedente amministrazione, in linea con il nostro obiettivo più ampio di chiudere Guantanamo", ha detto a Reuters la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Emily Horne, che è stata la prima a segnalare che la revisione era in corso.

Attualmente sono presenti a Guantanamo  40 prigionieri, la maggior parte detenuti da quasi due decenni senza essere accusati o processati. 

ES

Fonte: CNA - Biden launches review of Guantanamo prison, aims to close it before leaving office

sabato 13 febbraio 2021

Appello urgente - Pena di morte - Firma per salvare Ramiro Ibarra, condannato a morte in Texas - Esecuzione fissata il 4 marzo

santegidio.org
Nelle parole di Ramiro, messicano, condannato a morte, un appello alla misericordia. Le nostre firme per salvare la sua vita e fermare una pena disumana
 
L’esecuzione della condanna alla pena di morte di Ramiro Ibarra è prevista il 4 marzo 2021. Ramiro Ibarra è in carcere da 25 anni per l’omicidio efferato di una teenager. I suoi difensori sostengono che non abbia avuto un processo né una difesa adeguati alla gravità del caso: Ibarra soffre di un deficit mentale e, in quanto cittadino messicano, non ha mai ricevuto assistenza consolare.

Sul sito nodeathpenalty.santegidio.org è aperta a tutti la sottoscrizione dell’appello al Governatore del Texas per fermare la sua esecuzione e per riaffermare un senso di giustizia che non annienti la vita. Nella pagina è pubblicata una struggente lettera di Ramiro di qualche giorno fa: è amico di penna della Comunità di Sant’Egidio da venti anni. Scrive: “Vivo in un piccolo mondo di 2 metri e 70 per 1.20, circondato da pareti, senza vedere nessuno. Gesù è diventato per me amico e forza. Solo il Signore sa il perché ancora mi tiene in vita e per questo benedico il suo Santo e prezioso nome”.

venerdì 12 febbraio 2021

USA. Basta ai muri Trump, il "piano Marshall" di Biden per sostenere Guatemala, El Salvador e Honduras e contrastare in modo efficace l'immigrazione

La Stampa
La Casa Bianca pronta a stanziare 4 miliardi per sostenere Guatemala, El Salvador e Honduras. La strategia dovrebbe diminuire gli arrivi dall'America latina e stroncare gli affari dei trafficanti.


Un piano Marshall da quattro miliardi di dollari per l'America centrale col quale contrastare alla fonte il problema dei migranti economici. E questa la strategia con la quale l'amministrazione di Joe Biden punta a fermare i flussi in entrata dal confine meridionale smantellando al contempo la rigida architettura della tolleranza zero messa in piedi da Donald Trump.

Già con i primi tre decreti esecutivi il 46° presidente degli Stati Uniti ha dato seguito alle promesse fatte in campagna elettorale modulando politiche più morbide sul tema. Biden ha fatto ammenda per la politica di separazione delle famiglie adottata da Trump istituendo una task force dedicata a riunire 545 bambini ai loro genitori. Ha inoltre ordinato una revisione della regola che limitava le opportunità di entrata nel Paese a coloro che avrebbero dovuto fare affidamento sull'assistenza del governo.

"Non stiamo solo cancellando le politiche di Trump, ma stiamo andando oltre a ciò che già aveva realizzato l'amministrazione Obama", spiega Thomas Saenz, presidente del Fondo per la difesa legale e l'educazione messicana in America. La nuova strategia Biden pone infatti un focus particolare sul "Triangolo del Nord", ovvero Guatemala, Honduras ed El Salvador, i Paesi più a settentrione dell'America centrale, considerate il serbatoio dei flussi in arrivo dal Sud.

È stata pertanto ribattezzata strategia delle "radici profonde" ad intendere come il nodo immigrazione debba essere risolto andando ad agire laddove sorgono i problemi. Una versione della tanto contestata formula "aiutiamoli a casa loro" declinata in maniera meno ruvida. I quattro miliardi di dollari che l'amministrazione Biden è pronta a stanziare saranno impiegati su tre direttrici rafforzare la democrazia, combattere la violenza delle gang che rappresenta una drammatica piaga con appendici negli stessi Usa. Infine, rilanciare le economie locali attraverso alleanze strategiche tra le piccole e medie imprese e le aziende grandi dimensioni.

Un modello che ha evocato il precedente dell'Alliance for Progress, il programma di assistenza per l'America Latina, lanciato nel 1961 dal presidente John F. Kennedy. Il progetto ambisce ad avere un approccio di lungo termine più realistico e più conveniente rispetto alle recenti misure di sicurezza dei confini.

"Avviare un piano Marshall per l'America centrale è più economico che costruire un muro o assumere funzionari dell'immigrazione. Può fornire posti di lavoro e sicurezza in America centrale chiudendo i rubinetti per i rifugiati che arrivano negli Stati Uniti", sostiene Domingo Garcia, presidente della League of United Latin American Citizens. Il tema è stato oggetto di conversazione nella prima telefonata da presidente di Biden col collega messicano, Andrés Manuel López Obrador, il quale è stato rassicurato sui migranti in transito rimasti bloccati al di là del confine per l'inasprimento delle politiche trumpiane.

Biden, assieme al congelamento del muro, ha sospeso infatti il contestato programma per il quale più di 60 mila richiedenti asilo sono stati rispediti in Messico in attesa del loro processo. Nella speranza di raccogliere i frutti del suo piano Marshall già dal prossimo anno, Biden deve però fare i conti con alcuni problemi di brevissimo termine. Il primo dei quali è rappresentato dalle masse che si stanno avvicinando agli Usa incentivati dall'allentamento dei controlli, fenomeno strettamente connesso al rischio pandemia.

A questi si aggiungono le nuove rotte marittime, barchini e barconi che tentato lo sbarco in California per aggirare gli impedimenti di confine col rischio di ecatombi nel Pacifico. C'è infine il problema dei proprietari di confine, i quali hanno visto i propri terreni confiscati da Trump per realizzarvi il muro, ed ora col suo congelamento non solo non ne sono tornati in possesso ma non vedono nemmeno gli indennizzi promessi per gli espropri, formando così una sorta di girone di frontiera di coloro che sono sospesi.

Francesco Semprini

domenica 7 febbraio 2021

La Virginia abolisce la pena di morte, aveva il triste primato di esecuzioni. Ora sono 23 gli stati USA liberi dalla pena capitale

santegidio.org
Si apre una grande speranza per le sorti dei condannati a morte negli Stati Uniti: se la Virginia ha abolito possono farlo anche gli altri Stati!


La Virginia, che possiede il triste primato di esecuzioni, è divenuto il primo Stato del Sud segregazionista ad abolire la pena di morte. Prima al Senato poi anche alla Camera dei deputati la legge è passata con 57 voti a favore e 41 contrari. 
E’ una legge che pone fine alla pena capitale. 

 Si tratta di un voto storico, la Virginia diventa il ventitreesimo Stato negli Usa a cancellare la pena capitale. L’ultimo passaggio la firma da parte del governatore, il democratico Ralph Northam. Una formalità visto che Northam è da sempre a favore dell’abolizione della pena di morte.

Erano 25 gli Stati americani (Virginia compresa) che prevedono ancora la pena capitale, mentre 23 l’hanno abolita. Altri tre – California, Oregon e Pennsylvania – hanno imposto delle moratorie. Il District of Columbia, con la capitale Washington, ha abolito la pena di morte nel 1981.

La Virginia è lo stato che ha eseguito la condanna a morte di Sacco e Vanzetti e, successivamente ha giustiziato nel 2000 l’italoamericano Derek Rocco Barnabei. Il suo caso suscitò molte polemiche a causa della sua dubbia colpevolezza. Un altro caso che provocò una vasta mobilitazione nel 1997 fu quello di Joseph Roger O’Dell, per lui si mobilitarono anche Papa Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta. Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Palermo.

sabato 16 gennaio 2021

USA - Mississipi - Eddie Lee Howard condannato a morte nel 1994. Riconosciuto innocente dopo 26 anni trascorsi nel braccio della morte.

Blog Diritti Umani - Human  Rights
Eddie Lee Howard è stato condannato a morte ingiustamente nel 1994. Ora, dopo decenni di lotte, è stato prosciolto. 

Eddie Lee Howard nel momento della sua liberazione

Era stato condannato a morte nel 1994, dopo essere stato ingiustamente accusato per l'omicidio e lo stupro dell'84enne Georgia Kemp, che è White, a Columbus, Mississippi.

Secondo l'Innocence Project, che rappresentava Howard. Howard è stato inizialmente indiziato per questo crimine da un medico che ha paragonato i segni di morsi sul corpo di Kemp ai denti di Howard. 

Ma ad agosto, la Corte Suprema del Mississippi ha riconosciuto che i confronti tra segni di morso non erano sufficienti per legarlo all'omicidio e ha affermato che "un singolo colpevole non può essere identificato in modo affidabile attraverso il confronto con segni di morso". 

Di conseguenza, il caso è stato annullato, reso e rinviato a giudizio. Howard è stato rilasciato dal braccio della morte del Mississippi a dicembre ed è stato prosciolto venerdì, ha detto l'Innocence Project. 

"Voglio dire molte grazie alle molte persone che hanno la responsabilità di contribuire a rendere il mio sogno di libertà una realtà", ha detto Howard in un comunicato. 

Gli Stati Uniti hanno alcuni dei tassi di incarcerazione più alti al mondo. Entro la fine del 2019, più di 1,4 milioni di persone sono state incarcerate nella nazione, secondo il Bureau of Justice Statistics degli Stati Uniti. 

I neri americani sono colpiti in modo sproporzionato e nel Mississippi più della metà della popolazione carceraria è nera, secondo un rapporto del Sentencing Project, un'organizzazione di ricerca sulla giustizia penale senza scopo di lucro.

ES

sabato 26 dicembre 2020

Il Corte Federale blocca l'esecuzione, voluta da Trump, di Lisa Montgomery fissata per il 12 gennaio. La data sarà fissata dopo l'insediamento di Biden

Blog Diritti Umani - Human Rights
Un giudice federale ha affermato che il Dipartimento di Giustizia ha riprogrammato illegalmente l'esecuzione dell'unica donna nel braccio della morte federale, costringendo l'amministrazione Trump a programmare l'esecuzione dopo che il presidente eletto Joe Biden sarà entrato in carica. 

Il giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti Randolph Moss ha anche deliberato un'ordinanza del direttore del Bureau of Prisons che aveva fissato la data di esecuzione di Lisa Montgomery per il 12 gennaio. 

Per Lisa Montgomery era stata precedentemente programmata di essere messa a morte presso il Federal Correctional Complex di Terre Haute, Indiana, questo mese, ma Moss ha ritardato l'esecuzione dopo che i suoi avvocati hanno contratto il coronavirus visitando la loro cliente chiedendo di posticipare la scadenza per presentare una petizione di clemenza. 

Moss ha vietato al Bureau of Prisons di eseguire l'esecuzione di Lisa Montgomery prima della fine dell'anno e i funzionari hanno riprogrammato la sua data di esecuzione per il 12 gennaio. Mercoledì, però, Moss ha stabilito era vietato anche riprogrammare la data mentre era in vigore una sospensione.  

Lisa Montgomery è l'unica donna nella braccio della morte federale e al sua esecuzione sarebbe la prima dopo 60 anni. Le sue speranze adesso sono legate alla decisione che Biden ha annunciato di fare una moratoria delle esecuzioni federali.

giovedì 24 dicembre 2020

USA. Covid, grave focolaio nel braccio della morte del carcere di Terre Haute: chiesto stop esecuzioni. Il 20 gennaio moratoria esecuzioni di Joe Biden

adnkronos.com
Un grave focolaio di coronavirus in un carcere federale dell'Indiana potrebbe salvare la vita a diversi condannati a morte. Secondo quanto riporta il New York Times, sarebbero almeno 14 su circa 50 i detenuti contagiati che si trovano nel braccio della morte del carcere di Terre Haute. 

Tra i contagiati figurano anche due condannati a morte la cui esecuzione è stata fissata per gennaio. Gli avvocati dei due condannati hanno già fatto richiesta al tribunale per rinviare le esecuzioni. Un'altra detenuta condannata a morte, Lisa Montgomery, ha già ottenuto il rinvio dell'esecuzione, dopo che i due suoi legali sono risultati positivi al virus.

Il presidente uscente Donald Trump ha ordinato quest'anno una ripresa delle esecuzioni federali, dopo una moratoria durata 17 anni. 

Il presidente eletto Joe Biden, che si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha affermato di volere imporre una nuova moratoria. Secondo le stime attuali, circa un quinto dei detenuti nelle carceri Usa sono risultati positivi al coronavirus.

venerdì 11 dicembre 2020

Gli ultimi atti di Trump - Esecuzione di Brandon Bernard, il più giovane detenuto ucciso dal governo federale in 70 anni

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il detenuto nel braccio della morte Brandon Bernard è stato messo a morte in Indiana dopo che le richieste di clemenza dell'ultimo minuto sono state respinte dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. 


Bernard, 40 anni, è stato condannato per omicidio nel 1999 quando era un adolescente ed è il più giovane detenuto ad essere ucciso dal governo federale in quasi 70 anni. 

Bernard ha detto alla famiglia della coppia che aveva ucciso di essere dispiaciuto, prima di morire giovedì per iniezione letale. 

Sono previste altre quattro esecuzioni prima della fine della presidenza di Donald Trump. Joe Biden sarà nominato presidente il 20 gennaio.
Se si verificheranno tutte e cinque le esecuzioni, Trump avrà deciso il maggior numero di esecuzioni da parte di un presidente degli Stati Uniti in più di un secolo, 13 dal mese di luglio. 

ES

Fonte: BBCNews

venerdì 20 novembre 2020

USA - Migranti - Giudice federale blocca le espulsioni di bambini non accompagnati. Rovesciato il decreto di Trump che ha espulso 13.000 bambini da marzo

Globalist
Erano già stati espulsi 13mila minori fino adesso, ma adesso il giudice federale di Washington ha detto basta, rovesciando un decreto dell'amministrazione Trump.
Il giudice ha ordinato di mettere fine all'espulsione dei minori non accompagnati che attraversano il confine.




Secondo quanto riportato dai media Usa, il giudice ha stabilito che espellere i bambini prima che questi possano fare richiesta di asilo vada oltre l'autorità conferita dal decreto di emergenza sanitaria pubblica emesso lo scorso marzo a causa della pandemia di Covid-19.

"Il decreto dell'amministrazione ha già consentito la pronta espulsione di oltre 13.000 bambini che avevano bisogno di protezione, che avevano diritto di fare richiesta di asilo", ha commentato Lee Gelernt, avvocato dell'American Civil Liberties Union, una delle quattro organizzazioni che hanno promosso la causa.

Complessivamente sono oltre 197.000 i migranti espulsi una volta arrivati al confine in virtù di tale decreto, stando ai dati governativi riportati dal sito Axios.

giovedì 19 novembre 2020

Appello urgente - USA (Indiana) - Salviamo Brandon Bernard dalla pena di morte, esecuzione fissata il 12 dicembre 2020 per un reato compiuto 20 anni fa all'età di 18 anni

santegidio.org
Brandon Bernard è condannato a morte per avere cooperato, a soli 18 anni di età e con un comprovato ruolo secondario passivo nell’azione della gang criminale, al rapimento a scopo di rapina di Todd e Stacie Bagley, due fratelli laici attivi nella pastorale giovanile, conclusosi con la loro uccisione nel rogo della propria auto.

Brandon dopo 20 anni trascorsi nel braccio della morte è una persona assolutamente diversa, diventando un riferimento positivo anche per gli altri giovani detenuti.
Oggi, l’autorità federale respinge ogni elemento di difesa, non considerando né la giovane età e il ruolo passivo di allora, né la riabilitazione di oggi.

Nella vicinanza a chi non può cessare di soffrire per un crimine ingiusto ed odioso, siamo fermamente consapevoli che nessuna riparazione può venire mettendo a morte ancora un essere umano, oggi assolutamente distante dal contesto criminale in cui era stato coinvolto nella più giovane età. Non esiste giustizia senza la vita. Non esiste giustizia senza considerare, di fronte al male più grande, le ragioni della misericordia.

Chiediamo a chi può decidere per la vita di fermarsi e considerare, come sempre più sta accadendo nel mondo, ogni misura alternativa disponibile di giustizia e clemenza.

lunedì 9 novembre 2020

Amnesty International USA lancia un appello a Joe Biden perchè la difesa dei diritti umani sia una priorità negli Stati Uniti

Blog Diritti umani - Human Rights
A seguito delle notizie secondo cui Joe Biden diventerà il 46 ° presidente degli Stati Uniti d'America, il direttore esecutivo ad interim di Amnesty International USA, Bob Goodfellow, ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
"In qualità di organizzazione dedita alla difesa dei diritti umani di tutti negli Stati Uniti e nel mondo, Amnesty International USA invita la nuova amministrazione Biden ad agire immediatamente per porre fine alle violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo degli Stati Uniti, inclusa la detenzione e la separazione dei bambini e dei loro famiglie in cerca di sicurezza."

 “Sebbene l'attuale amministrazione abbia commesso numerose violazioni dei diritti umani, molte sono state prima di Donald Trump. Per iniziare a cambiare le sorti della lunga storia delle violazioni dei diritti umani degli Stati Uniti, il presidente eletto Biden e il Congresso devono dare la priorità a un'agenda audace sui diritti umani. Abbiamo sviluppato undici priorità fondamentali in materia di diritti umani e lavoreremo con i nostri membri per garantire che siano attuate e sostenute, comprese la violenza della polizia, la violenza armata, i rifugiati, il genere, la vendita di armi e la libertà di espressione."

"Da sessant'anni difendiamo la libertà da dittatori e prepotenti in tutto il mondo e non intendiamo fermarci adesso. Lavoreremo per creare slancio attorno a questi cambiamenti che chiediamo al governo degli Stati Uniti e riteneremo l'amministrazione Biden responsabile degli obblighi in materia di diritti umani degli Stati Uniti ".

ES 

martedì 27 ottobre 2020

27 ottobre - Ricordo di Dominique Green - Condannato a morte

santegidio.org
Le lettere di questo giovane afroamericano dal braccio della morte hanno ispirato dal 1995 la campagna per l’abolizione di Sant’Egidio. La sua richiesta di non essere non dimenticato e la sua storia di dolore è ancora attuale nella vita di tanti altri che si trovano nelle prigioni del mondo dove si toglie la vita.

sabato 24 ottobre 2020

USA - Inchiesta della Reuters: Perché 4.998 detenuti sono morti nelle carceri senza arrivare al processo? Suicidi, scarsa assistenza sanitaria, cattive condizioni di detenzione, maltrattamenti.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il governo degli Stati Uniti raccogli
e dati dettagliati sui decessi nelle carceri di tutto il paese, ma tiene segreto i risultati di questo "report". Reuters ha condotto il proprio conteggio delle vittime nelle più grandi carceri americane, individuando dove: suicidi, cattiva assistenza sanitaria, cattive condizioni di detenzione stanno mietendo vite in un sistema dove i controlli sono scarsi.


Sono 7.571 i detenuti deceduti che Reuters ha documentato in un esame della mortalità senza precedenti in più di 500 carceri statunitensi dal 2008 al 2019. I tassi di mortalità sono aumentati vertiginosamente, aumentando del 35% nel decennio conclusosi lo scorso anno. 

Molti di loro sono detenuti con accuse minori e muoiono per maltrattamenti senza mai finire in tribunale. Almeno due terzi dei detenuti morti identificati da Reuters, 4.998 persone, non sono mai stati condannati per le accuse su cui erano detenuti, e per il principio fondamentale del sistema di giustizia penale degli Stati Uniti: innocenti fino a prova contraria.

ES

Fonte:  A Reuters Investigation - Dying Inside The Hidden Crisis in America’s Jails