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domenica 13 gennaio 2019

Cairo, un imam, Saad Askar, ha sventato strage di cristiani alla vigilia del Natale copto

Asia News
Lo sceicco Saad Askar ha lanciato l’allarme da un microfono, dopo aver raccolto segnali di alcuni fedeli. Fondamentale la testimonianza di due studenti di al-Azhar. L’imam invita a “restare vicini”. Cristiani e musulmani devono prendersi “cura l’uno dell’altro. Quanti vogliono colpire i luoghi di culto, non hanno religione”. 


Il Cairo - “Dobbiamo restare vicini, prenderci cura l’uno dell’altro. Quanti vogliono colpire i luoghi di culto, non hanno religione. Non sono musulmani, né cristiani”. È quanto ha affermato l’imam egiziano Saad Askar (nella foto), che nei giorni scorsi ha scongiurato con il proprio intervento un attentato contro una chiesa nel sobborgo orientale del Cairo. L’allarme lanciato dal leader musulmano ha portato all’intervento di una squadra di artificieri, che ha disinnescato due dei tre ordigni. L’ultimo è esploso, uccidendo sul colpo uno dei poliziotti.

La vicenda risale alla sera del 5 gennaio, alla viglia dei festeggiamenti per il Natale copto-ortodosso. Nel mirino la chiesa della Vergine Maria a Ezbat al-Haganah, Nasr City, sobborgo orientale della capitale egiziana. Un dipendente della vicina moschea Diaa al-Haq, il 63enne Gouda Shaaban Khalifa e l’imam Askar hanno notato movimenti sospetti, in particolare un uomo (clicca qui per il filmato) che si muoveva con in mano un pacco sospetto.

A preoccupare il guardiano e l’imam, il fatto che l’uomo - secondo la testimonianza di due studenti di al-Azhar - sarebbe scappato via di corsa dall’area dopo aver lasciato nei pressi dell’edificio il pacco sospetto. L’intervento della polizia ha poi chiarito che si trattava di una valigia di medie dimensioni contenente, al suo interno, tre ordigni esplosivi. Il capitano della polizia Mustafa Ebeid, funzionario della Direzione della sicurezza del Cairo, ne ha disinnescati due prima che il terzo esplodesse uccidendolo sul colpo.

Fonti locali riferiscono che l’obiettivo dell’attacco erano i cristiani copti, pronti a celebrare il Natale. Lo sceicco Saad Askar, imam della moschea che si trova dal lato opposto della chiesa, ha avvertito i fedeli invitandoli a lasciare il luogo di culto. Un video, diventato virale sui social, mostra lo sceicco che grida attraverso un microfono: “Chiunque si trovi nella chiesa, per favore esca rapidamente”.

L’imam racconta di essersi recato lui stesso nell’area e di aver visto la borsa vicino all’ingresso della chiesa. Le forze di sicurezza, prosegue, “sono intervenute immediatamente” e hanno “creato un cordone di sicurezza”. Disinnescato gli ordigni, gli agenti hanno “pattugliato la zona alla ricerca di altri esplosivi”.

In una nazione di quasi 95 milioni di persone a larga maggioranza musulmana, i cristiani [soprattutto copti ortodossi] sono una minoranza consistente, pari al 10% circa del totale della popolazione. Fra il 2016 e il 2017 il Paese dei faraoni ha registrato una serie di attentati sanguinosi, che hanno coinvolto la stessa comunità cristiana.

In vista delle feste, le autorità avevano innalzato il livello di allerta e rafforzato la sicurezza nei pressi dei luoghi di culto. Tra gli obiettivi sensibili vi sono proprio le chiese e gli edifici cristiani, visti come “anello debole” della catena e target “facile” e “accessibile” per i fondamentalisti. Un obiettivo che, secondo gli esperti, garantisce “ampia visibilità” sul piano internazionale.

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