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giovedì 31 gennaio 2019

Afghanistan - Con il ritiro di Usa e Italia a rischio e senza futuro le 500 bambine della scuola Cutuli

Corriere della Sera
A Kush Rod, vicino a Herat. dove si trova l’istituto intitolato all’inviata del Corriere, si preparano a una nuova guerra civile con i talebani: «Ora la loro vita è a rischio».


E ora? Ora che le truppe italiane sono pronte ad andarsene dall’Afghanistan, ora che l’America di Trump sembra aver raggiunto un accordo per permettere ai talebani di tornare al governo del Paese, ora cosa succederà alle 500 bambine che studiano nella bella scuole blu di Kush Rod intitolata alla giornalista del Corriere Maria Grazia Cutuli? Cosa succederà a loro? E cosa succederà a tutte le altre (e gli altri) che in 18 anni si sono opposti al terrorismo talebano, li hanno sfidati e hanno studiato altro oltre al Corano, hanno insegnato altro oltre ad alcuni precetti religiosi e hanno mandato a scuola le figlie oltre ai figli?
A Kush Rod, distretto di Injil, a 15 chilometri da Herat, si preparano a una nuova guerra civile. «Nessuno combatterà solo perché le figlie vadano in classe, ma temo che saremo costretti a farlo per difendere la loro vita e quella di tutta la famiglia» sostiene uno degli «anziani» del villaggio, Haji Khan Badrawi raggiunto al telefono dal Corriere. 

«Se i talebani potranno tornare in città con il permesso degli americani e non del governo afghano o dei comandanti locali, scatteranno le vendette, le ruberie, le violenze. Non si combatte per 23 anni per poi dividersi sorridenti i posti in municipio, alla dogana, nell’esercito, nella compagnia dei telefonini, ovunque si facciano affari».

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