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venerdì 15 gennaio 2021

Il Blog "Diritti Umani - Human Rights" compie 8 anni. Grazie a tutti i lettori!

Il Blog "Diritti Umani - Human Rights" compie 8 anni.

Grazie a tutti i lettori che  seguono i contenuti proposti dal Blog 


Crediamo che dare visibilità alle violazioni dei diritti umani nel mondo, da quelle più conosciute a quelle che difficilmente hanno rilevanza tra le notizie che vengono diffuse dai mezzi di comunicazione sia un modo per contribuire a far crescere una cultura del rispetto dei diritti delle donne e degli uomini con particolare attenzione ai più deboli e fragili.


Tunisia: Il presidente Kais Saied concede la grazia per 919 detenuti per la festa della Rivoluzione del 14 gennaio,

ANSAmed
Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, ha deciso di concedere la grazia a 919 detenuti in occasione del decimo anniversario della rivoluzione del 14 gennaio, quando fu cacciato l'ex presidente deposto Zine El Abidine Ben Alì. La decisione è stata presa dopo un incontro con il ministro della Giustizia, Mohamed Boussetta.


Il provvedimento prevede per 154 detenuti la scarcerazione immediata e una riduzione della durata delle pene detentive per gli altri. 

La concessione della grazia è stata valutata da una commissione speciale che ha esaminato un dossier di 2.350 detenuti, seguendo i requisiti del principio di uguaglianza, della natura del reato, del tempo di permanenza in carcere e della buona condotta dei reclusi. Rimangono esclusi i condannati per reati gravi, tra cui terrorismo e incitamento all'odio.

Guantánamo entra nel ventesimo anno e le violazioni dei diritti umani sono ancora in corso. Biden ha espresso la volontà di chiuderlo

La Repubblica
In occasione dell’ingresso nel ventesimo anno di operatività e mentre un nuovo presidente sta per insediarsi alla Casa Bianca, Amnesty International ha diffuso un nuovo rapporto sulle violazioni dei diritti umani ancora in corso nel centro di detenzione di Guantánamo Bay. 

“Il nostro rapporto - dice Daphne Eviatar, direttrice del programma sicurezza e diritti umani di Amnesty International Usa - non riguarda solo le 40 persone ancora detenute, ma anche i crimini di diritto internazionale commessi a Guantánamo negli ultimi 19 anni e la continua mancanza di accertamento delle responsabilità. Riguarda allo stesso tempo il futuro - ha aggiunto - dato che nel 2021 saranno trascorsi 20 anni dagli attacchi dell’11 settembre e dall’inizio della ricerca di una giustizia autentica”.

Sono lì a tempo indeterminato, senza processo.Il rapporto descrive tutta una serie di violazioni dei diritti umani commesse ai danni dei detenuti di Guantánamo, dove ancora oggi vittime di tortura sono trattenute a tempo indeterminato, senza cure mediche adeguate e in assenza di un processo equo. I trasferimenti si sono fermati e anche i detenuti per i quali è stato deciso il rilascio anni fa restano lì. Il centro di detenzione di Guantánamo è stato aperto nel contesto della “guerra globale al terrore”, la risposta statunitense agli attacchi dell’11 settembre, con l’obiettivo di ottenere informazioni d’intelligence a spese delle tutele sui diritti umani.

Violazioni del diritto internazionale. Nei confronti di persone sottratte alla supervisione giudiziaria e trattenute a Guantánamo o in centri segreti di detenzione diretti dalla Central intelligence agency (Cia), sono stati commessi crimini di diritto internazionale come torture e sparizioni forzate. Il rapporto di Amnesty International chiede un genuino e urgente impegno in favore della verità, dell’accertamento delle responsabilità e dei rimedi giudiziari insieme al riconoscimento che la detenzione a tempo indeterminate a Guantánamo non può proseguire oltre. “Le persone ancora detenute - ha commentato Eviatar - sono inesorabilmente intrappolate a causa di multiple condotte illegali dei governi Usa: trasferimenti segreti, interrogatori in regime d’isolamento, alimentazione forzata durante gli scioperi della fame, torture, sparizioni forzate e il totale diniego del diritto a un giusto processo”.

Le promesse di Biden. Nel 2009, in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, l’allora vicepresidente e ora presidente eletto Joe Biden dichiarò: “Rispetteremo i diritti delle persone che vogliamo portare a processo e chiuderemo il centro di detenzione di Guantánamo Bay (…) I trattati e gli organismi internazionali che edifichiamo devono essere credibili ed efficaci”. Dodici anni dopo, mentre si appresta a diventare presidente degli Usa, Biden ha l’occasione per dare seguito alle sue parole. Non deve perderla.

mercoledì 13 gennaio 2021

Medio Oriente. 36 donne palestinesi nell'inferno del carcere di Damon in condizioni di detenzione disumane

ilfarosulmondo.it
La Commissione palestinese per gli affari dei detenuti e degli ex detenuti ha affermato che 36 donne palestinesi sono detenute nel carcere di Damon in condizioni di detenzione disumane. 24 di queste donne stanno scontando pene detentive diverse, di cui due a 16 anni. Nove sono in custodia cautelare e tre donne sono detenute amministrative, riferisce la Commissione.


Alcuni dei detenuti soffrono di condizioni di salute molto difficili e di deliberata negligenza medica, come il caso della prigioniera Israa Jaabis, che soffre di ustioni e necessita di procedure chirurgiche.

Altre donne palestinesi che necessitano anche di cure mediche speciali includono Amal Taqatqa, che è stata ferita da cinque proiettili e necessita di un'operazione per rimuovere i fissatori interni dalla gamba; il prigioniero Iman Awar, che soffre di noduli cancerosi alle corde vocali, e il prigioniero Nasreen Abu Kamil, chi soffre di ipertensione, diabete e dolori alle dita dei piedi.

A dicembre, fonti ufficiali della Palestina hanno rivelato che ci sono oltre 4.400 prigionieri palestinesi all'interno delle carceri israeliane, inclusi 700 detenuti malati. Il regime israeliano continua a violare la Quarta Convenzione di Ginevra relativa alla detenzione amministrativa. 

Questa misura è una sorta di detenzione senza processo che permette al regime di Tel Aviv di incarcerare i palestinesi per un massimo di sei mesi, prorogabili a tempo indeterminato. In pratica, il regime di detenzione amministrativa di Israele viola numerosi altri standard internazionali. Ad esempio, i detenuti amministrativi della Cisgiordania vengono espulsi dal territorio occupato e internati all'interno di Israele, in diretta violazione dei divieti della Quarta Convenzione di Ginevra.



martedì 12 gennaio 2021

Sospesa l'esecuzione di Lisa Montgomery - Giudice dell'Indiana blocca l'esecuzione voluta da Trump a 8 giorni dall'insediamento di Joe Biden contrario alla pena di morte

HuffPost
Un giudice ha concesso la sospensione di quella che sarebbe stata la prima esecuzione da parte del governo degli Stati Uniti di una detenuta in più di 67 anni. Lo riporta l’Associated Press, che cita il quotidiano locale Topeka Capital-Journal.

Lisa Montgomery

L’iniezione letale era prevista per oggi presso il Federal Correctional Complex di Terre Haute, nell’Indiana, appena otto giorni prima dell’inaugurazione di Joe Biden, un oppositore della pena di morte federale. 

Ma il giudice Patrick Hanlon della Corte distrettuale degli Stati Uniti (distretto meridionale dell’Indiana) ha deciso di sospendere l’esecuzione, indicando la necessità di un’udienza probatoria per determinare le condizioni mentali della donna.

Lisa Montgomery, che la difesa ha sempre sostenuto incapace di intendere e volere a causa dei terribili abusi subiti da bambina, ha ucciso la 23enne Bobbie Jo Stinnett nel dicembre 2004, tagliandole il feto dal grembo e tendando di far passare il neonato come suo.

Il Topeka Capital-Journal riporta un passaggio della decisione del giudice Hanlon: “alla signora Montgomery sono state diagnosticate menomazioni cerebrali fisiche e malattie mentali multiple, e tre esperti sono dell’opinione che, sulla base della condotta e dei sintomi riferiti loro dal legale, la percezione della realtà della signora Montgomery sia attualmente distorta e compromessa ”.

L’avvocato di Montgomery Kelley Henry ha elogiato la decisione del giudice, poiché il suo team legale per anni ha sostenuto che il background della donna - pieno di abusi, esperienze traumatiche e disturbi mentali - l’abbia resa “inadatta all’esecuzione ai sensi dell’Ottavo Emendamento”, oltre ad avere un ruolo nell’omicidio del 2004.

Migranti - Liberata la nave "Ocean Viking" di Sos Méditerranéen che riparte per salvare vite nel Mediterraneo dopo 6 mesi di sequestro

AnsaMed
Ong Mediterranée, liberata da fermo imposto da autorità italiane
Dopo una sosta di sei mesi, la nave Ocean Viking dell'associazione europea di ricerca e soccorso Sos Mediterranéen sta lasciando Marsiglia, in Francia, diretta verso il Mediterraneo centrale. 

La "Ocean Viking" di Sos Méditerranée in una precedente missione di salvataggio

"Questa prima missione dell'anno - riferisce la ong in un comunicato - giunge dopo mesi di costosi sforzi per liberare la nave da un fermo amministrativo imposto il 22 luglio scorso dalle autorità italiane, sulla base di nuove interpretazioni dei requisiti di sicurezza per le navi di soccorso".

"Il 2020 - prosegue l'ong - "è stato un anno devastante nel Mediterraneo centrale: il vuoto di soccorsi è diventato sempre più evidente con 779 morti segnalate e un'alta probabilità che molti altri decessi non siano stati documentati. Sos Mediterranée è sollevata di poter riprendere le operazioni di salvataggio, pur ribadendo l'assoluta necessità che gli Stati europei reintroducano un sistema di coordinamento delle operazioni di soccorso efficace e a guida degli Stati".

lunedì 11 gennaio 2021

Roma. Appello di Sant'Egidio - In aumento i clochard morti di freddo. Aprire edifici pubblici! Mario 58 anni morto di freddo davanti ad un albergo chiuso per Covid.

Avvenire
Aprire gli alberghi vuoti per Covid per dare ricovero notturno ai senza dimora, che nella Capitale sono almeno 3mila. La Comunità di Sant'Egidio lancia anche una raccolta nazionale di coperte per chi nelle nostre città dorme in strada. 

Già 7 morti di freddo a Roma dall'inizio di novembre. Sant'Egidio lancia l'allarme: quest'inverno nelle strade della città sono morte troppe persone senza dimora, "un numero inaccettabile per la Capitale d'Italia". L'ultimo si chiamava Mario e aveva 58 anni: è deceduto il giorno dell'Epifania vicino alla stazione Termini, proprio davanti a un albergo chiuso per Covid.

Ecco appunto la proposta della Comunità trasteverina: aprire edifici pubblici e alberghi inattivi per il virus. "Di fronte al freddo - che in questa stagione non può considerarsi un'eccezione - occorre agire in fretta scavalcando l'ordinaria, colpevole, burocrazia che dispensa gli aiuti con il contagocce. Anche perché l'inverno, quest'anno, arriva nel cuore di una pandemia non risolta che ha aggravato la condizione di chi vive per strada accentuandone l'isolamento".

Sant'Egidio punta il dito sull'amministrazione comunale: "Agli 800 posti letto offerti tutto l'anno, il Comune di Roma è riuscito finora ad aggiungerne solo alcune decine in più per l'inverno, mentre la Caritas e le altre associazioni accolgono complessivamente 1.700 persone, cioè il doppio". La stessa Comunità partecipa allo sforzo aprendo per l'ospitalità notturna, "oltre all'accoglienza ordinaria, la chiesa di San Callisto a Trastevere e avviando alcuni progetti (tra cui "Housing First" e "Riparto da casa") per fornire risposte alloggiative alle persone fragili e ai senza dimora". Dunque - si chiede - "perché le istituzioni non possano fare altrettanto"?

Nella Capitale sono circa 3mila i senza dimora che passano la notte all'aperto. Sant'Egidio chiede "un piano coordinato dalla prefettura per la disponibilità immediata di edifici e stabili di pronto utilizzo, del Comune o dello Stato, nonché di alberghi e altre strutture chiuse per il Covid-19, anche con la messa disposizione di contributi per i proprietari, e più in generale una sinergia con la società civile che in questi mesi ha mostrato generosità negli aiuti".

Alle risorse dei privati fa appello la Comunità stessa, lanciando una raccolta nazionale straordinaria di coperte, sacchi a pelo e indumenti pesanti a favore di chi vive per strada; sul sito www.santegidio.org o al numero 06/4292929 è possibile informarsi sui centri di raccolta anche in numerose città.

Dall'inizio dell'anno infatti si contano già diversi morti per il freddo in varie località. A Genova ieri è deceduto per ipotermia un clochard tra i 50 e i 60 anni: dormiva in un riparo di fortuna vicino all'ospedale Galliera, in pieno centro, e i soccorsi non sono riusciti a salvarlo. Un senzatetto egiziano di 53 anni è stato trovato morto in un sottopassaggio presso la stazione Garibaldi il 2 gennaio a Milano. Tra l'altro quest'anno l'emergenza Covid (che obbliga a eseguire tamponi a ogni ospite) allunga i tempi d'accettazione e scoraggia gli ingressi nei ricoveri caritativi notturni.

Giulio Isola