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domenica 27 dicembre 2020

Incendio nel campo profughi siriano in Libano nella città di Tripoli a seguito di scontri tra rifugiati e libanesi

Blog Diritti Umani - Human Rights 

Un campo profughi siriano è stato incendiato domenica in Libano a seguito di scontri tra due gruppi. Secondo la stampa libanese, scontri armati sono scoppiati tra profughi siriani e gruppi libanesi nella zona di Minieh della città settentrionale di Tripoli, tre persone sono rimaste ferite. 

Incendio in un campo profughi siriano nella regione di Miniyeh, 
nel nord del Libano, il 26 dicembre 2020 (via Twitter).

Un campo profughi che ospitava le tende ha preso fuoco durante gli scontri. Poiché il fuoco si è diffuso rapidamente nel campo, alcuni siriani sono dovuti fuggire a Tripoli mentre altri si sono rifugiati nei campi vicini. 

I vigili del fuoco hanno spento l'incendio. I funzionari statali libanesi non hanno ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sull'incidente. 

Secondo le statistiche ufficiali libanesi, circa 1,5 milioni di siriani, che dal 2011 sono dovuti fuggire dal loro Paese a causa della guerra civile in corso, si sono rifugiati in Libano.

sabato 26 dicembre 2020

Il Corte Federale blocca l'esecuzione, voluta da Trump, di Lisa Montgomery fissata per il 12 gennaio. La data sarà fissata dopo l'insediamento di Biden

Blog Diritti Umani - Human Rights
Un giudice federale ha affermato che il Dipartimento di Giustizia ha riprogrammato illegalmente l'esecuzione dell'unica donna nel braccio della morte federale, costringendo l'amministrazione Trump a programmare l'esecuzione dopo che il presidente eletto Joe Biden sarà entrato in carica. 

Il giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti Randolph Moss ha anche deliberato un'ordinanza del direttore del Bureau of Prisons che aveva fissato la data di esecuzione di Lisa Montgomery per il 12 gennaio. 

Per Lisa Montgomery era stata precedentemente programmata di essere messa a morte presso il Federal Correctional Complex di Terre Haute, Indiana, questo mese, ma Moss ha ritardato l'esecuzione dopo che i suoi avvocati hanno contratto il coronavirus visitando la loro cliente chiedendo di posticipare la scadenza per presentare una petizione di clemenza. 

Moss ha vietato al Bureau of Prisons di eseguire l'esecuzione di Lisa Montgomery prima della fine dell'anno e i funzionari hanno riprogrammato la sua data di esecuzione per il 12 gennaio. Mercoledì, però, Moss ha stabilito era vietato anche riprogrammare la data mentre era in vigore una sospensione.  

Lisa Montgomery è l'unica donna nella braccio della morte federale e al sua esecuzione sarebbe la prima dopo 60 anni. Le sue speranze adesso sono legate alla decisione che Biden ha annunciato di fare una moratoria delle esecuzioni federali.

giovedì 24 dicembre 2020

USA. Covid, grave focolaio nel braccio della morte del carcere di Terre Haute: chiesto stop esecuzioni. Il 20 gennaio moratoria esecuzioni di Joe Biden

adnkronos.com
Un grave focolaio di coronavirus in un carcere federale dell'Indiana potrebbe salvare la vita a diversi condannati a morte. Secondo quanto riporta il New York Times, sarebbero almeno 14 su circa 50 i detenuti contagiati che si trovano nel braccio della morte del carcere di Terre Haute. 

Tra i contagiati figurano anche due condannati a morte la cui esecuzione è stata fissata per gennaio. Gli avvocati dei due condannati hanno già fatto richiesta al tribunale per rinviare le esecuzioni. Un'altra detenuta condannata a morte, Lisa Montgomery, ha già ottenuto il rinvio dell'esecuzione, dopo che i due suoi legali sono risultati positivi al virus.

Il presidente uscente Donald Trump ha ordinato quest'anno una ripresa delle esecuzioni federali, dopo una moratoria durata 17 anni. 

Il presidente eletto Joe Biden, che si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha affermato di volere imporre una nuova moratoria. Secondo le stime attuali, circa un quinto dei detenuti nelle carceri Usa sono risultati positivi al coronavirus.

martedì 22 dicembre 2020

Amnesty - Il rapporto "Abbandonati" sugli anziani: «Nelle Rsa durante la prima ondata Covid violati i diritti umani»

Io Donna
La Ong raccoglie nel rapporto "Abbandonati" le indagini sulle carenze nelle strutture di residenza sociosanitarie e socioassistenziali durante la pandemia, sia nei confronti degli ospiti che del personale

Anziani abbandonati. In Italia, migliaia di ospiti delle Rsa durante la prima ondata di Covid 19 hanno perso la vita. E il ritardo nell’emanazione di provvedimenti adeguati, o la loro totale mancanza, si sono spesso tradotti in violazioni dei diritti umani, dal diritto alla vita, alla salute, alla non discriminazione.


Il rapporto “Abbandonati”, che nasce da una ricerca condotta da Amnesty International Italia, è una fotografia impietosa su cosa sia successo nelle strutture per anziani in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

L’indagine ha messo in luce le lacune delle istituzioni italiane a livello nazionale, regionale e locale nell’adottare misure tempestive per proteggere la vita e la dignità delle persone anziane nelle case di riposo nel corso dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

domenica 20 dicembre 2020

Migranti, Corte Ue condanna Ungheria: 'Non ha accolto. Violato il diritto Ue su asilo e rimpatri'

AnsaMed
"L'Ungheria è venuta meno agli obblighi del diritto dell'Unione in materia di procedure di riconoscimento della protezione internazionale e di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare": lo ha stabilito la Corte di giustizia dell'Ue in una sentenza. 


In particolare, Budapest ha violato il diritto dell'Unione per "la limitazione dell'accesso alla procedura di protezione internazionale, il trattenimento irregolare dei richiedenti in zone di transito nonché la riconduzione in una zona frontaliera di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, senza rispettare le garanzie della procedura di rimpatrio".

La Corte ha di fatto accolto la parte essenziale del ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione contro l'Ungheria. Ed ha stabilito che "è venuta meno al proprio obbligo di garantire un accesso effettivo alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale, in quanto i cittadini di Paesi terzi che desideravano accedere, a partire dalla frontiera serbo-ungherese, a tale procedura si sono trovati di fronte, di fatto, alla quasi impossibilità di presentare la loro domanda".

Per la Corte Ue è poi una violazione delle norme europee anche "l'obbligo imposto ai richiedenti protezione internazionale di rimanere in una zona di transito durante l'intera procedura di esame della loro domanda", che "costituisce un trattenimento". Infine, l'Ungheria è venuta meno agli obblighi della direttiva 'rimpatrio', "in quanto la normativa ungherese consente di allontanare i cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno nel territorio è irregolare senza rispettare preventivamente le procedure e le garanzie previste da tale direttiva".

sabato 19 dicembre 2020

Premio Sakharov all'opposizione bielorussa. riconoscimento a Svetlana Tikhanovskaya e Veronika Tsepkala

Ansa
"Siamo destinati a vincere e noi vinceremo". Così la rappresentante dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo alla cerimonia di consegna del premio Sakharov per la libertà di pensiero 2020. 


Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha consegnato il premio Sakharov alle leader dell'opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya e Veronika Tsepkala.

"Sono davvero onorato e lieto di dare il benvenuto ai vincitori del Premio Sacharov del Parlamento europeo, che rappresentano l'opposizione democratica in Bielorussia. Porgo il benvenuto a Sviatlana Tsikanouskaya e Veronika Tsepkala - che sono con me in tribuna. Porgo inoltre il benvenuto a Siarhei Dyleuski, Ales Bialiatski e Stisapan Putsila", 

ha detto Sassoli alla cerimonia di consegna del premio. "Porgo un caloroso benvenuto anche a Svetlana Alexievich, che segue la cerimonia a distanza. Purtroppo, non tutti hanno potuto essere presenti. Sergei Tikhanovsky è ancora in carcere per il solo reato di aver voluto esercitare il suo diritto di candidarsi alle elezioni, così come Mikola Statkevich e Maria Kalesnikava, che sono rappresentati dai loro familiari - Maria Adamovic e Tatiana Khomich", ha aggiunto. 

"Cari vincitori, sono molto onorato di avervi oggi con me al Parlamento europeo. Negli ultimi sei mesi avete mostrato al mondo cosa vuol dire davvero non arrendersi. Avete difeso i vostri diritti e non rinunciate a lottare - nonostante il dolore, la sofferenza e la paura. Come ha detto Nelson Mandela - il coraggio non è l'assenza di paura, ma il trionfo su di essa. Il vostro coraggio e la forza del vostro spirito hanno aperto la strada alla rivoluzione che ha preso il potere nel paese nel 2020. Vi rendiamo onore e rendiamo omaggio oggi alla vostra resistenza e perseveranza".

venerdì 18 dicembre 2020

Covid: situazione grave a Gaza, quasi metà tamponi positiva, 935 casi in 24 ore, sistema sanitario a rischio collasso

AnsaMed
La situazione covid a Gaza si aggrava sempre più. Secondo il Ministero della sanità di Hamas - citato dai media - nelle ultime 24 ore quasi la metà dei tamponi effettuati, il 44,8%, ha dato un risultato positivo. Va detto che i test sono sempre di meno, visto lo scarseggiare dei preparati. I casi - riferiti questa volta dal ministro della sanità dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) May al Khaila - sono stati lo scorso giorno quasi mille (935).

Nella Striscia attualmente ci sono 8.851 casi attivi e da inizio pandemia i decessi sono arrivati a 220. Hamas ha fatto sapere che il sistema sanitario della Striscia può collassare per il propagarsi delle infezioni.