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venerdì 7 aprile 2017

Siria, Unicef: oltre 280 mila bambini intrappolati in aree sotto assedio

Globalist
Parla Geert Cappelaere, direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa: "Non ascoltare i bambini della Siria mette a rischio molto più del loro futuro".


“Mentre a Bruxelles prende il via una conferenza sulla Siria, sono arrivate allarmanti notizie di attacchi multipli su case e ospedali che hanno ucciso almeno 11 bambini a Idlib e Hama. Mentre i leader del mondo si riuniscono per discutere sul futuro della Siria e della regione, questo attacco dovrebbe essere un duro monito sulle parti in conflitto in Siria che continuano palesemente ad ignorare i diritti e la protezione dei bambini". E' quanto dichiara Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa.

"La realtà quotidiana per i bambini della Siria è molto triste. I bambini continuano a pagare il prezzo più alto di un conflitto violento che non hanno voluto. L’anno scorso è stato l’anno in cui è morto il maggior numero di bambini della Siria da quando il conflitto ha avuto inizio. Pensavamo che le violenze non potessero peggiorare, invece nelle ultime settimane, anche oggi, le violenze sono aumentate e continuano ad Al Raqqa, Damasco e Aleppo. I bambini continuano a vivere sotto terribili attacchi. Oltre 280 mila sono intrappolati in aree sotto assedio, senza alcun tipo di aiuto umanitario. Circa il 70% dei bambini sotto assedio vivono nell’area Orientale di Ghouta dove non esistono nè protezione nè accesso ai servizi di base".

"In Siria, i bambini hanno visto operatori umanitari, dottori e insegnanti rischiare le proprie vite per fare il proprio lavoro. Questi eroi di cui nessuno parla hanno sfidato proiettili e bombe per svolgere le lezioni a scuola, curare i feriti e proteggere i civili. Ma raramente abbiamo visto lo stesso impegno e coraggio da leader politici in tutto il mondo che non sono riusciti a porre una fine a questa guerra".

"Negli anni, il generoso contributo dei donatori è stato fondamentale per rendere le vite dei bambini siriani poco più sopportabili. Dopo la conferenza di Londra dello scorso anno, 650 milioni di dollari sono stati impegnati per l’istruzione: soddisfacendo uno dei desideri dei bambini. In questo modo oltre mezzo milione di bambini siriani hanno potuto ricevere un’istruzione. Dobbiamo fare molto di più. I Leader politici devono unirsi per porre fine a questo conflitto con una risoluzione diplomatica. Inoltre è necessario un grande supporto dalla comunità internazionale per aiutare la popolazione siriana e le comunità ospitanti. Ogni centesimo speso è un investimento per il futuro della Siria".

Questa settimana, ho parlato con Saja, 13 anni, di Aleppo, costretta a scappare per 7 volte. Saja ha un solo desiderio: che la guerra in Siria finisca così che possa vivere senza preoccupazioni e in pace. Non ascoltare i bambini della Siria mette a rischio molto più del loro futuro: mette a rischio il futuro della regione e di tutto il mondo”.

giovedì 6 aprile 2017

Tibet: monaco Gyatso rilasciato dopo nove anni di carcere, torture durante la detenzione

laogai.itIl monaco tibetano Tsulitrim Gyatso era stato condannato per aver guidato una protesta nel 2008 davanti l'ufficio del governo locale a Tsenyi, una piccola città nella contea di Ngaba, nella regione di Ngaba. 

Il monaco tibetano Tsulitrim Gyatso
Il religioso è noto per diverse azioni di protesta contro il dominio cinese in Tibet. Secondo una fonte della regione, il monaco appartenente al Monastero Amchok Tsenyi ha raggiunto la sua città natale dopo la mezzanotte del 1° aprile, accolto da una calorosa accoglienza. Le autorità cinesi avevano imposto al monaco di entrare nella sua città natale solo dopo quest' ora.
Le condizioni fisiche del monaco 52 enne dopo aver subito gravi torture durante la detenzione, non sono state ancora appurate. Il 17 marzo 2008 circa 600 monaci del monastero avevano effettuato una manifestazione davanti alla sede del governo locale chiedendo la libertà in Tibet, il ritorno del Dalai Lama e il rilascio dell'11° Panchen Lama.

La repressione violenta della polizia cinese con utilizzo di armi da fuoco causò il ferimento di due monaci e ne seguì un arresto di massa dopo che i militari avevano circondato il monastero il giorno seguente. Dopo la diffusione su come la polizia cinese abbia affrontato brutalmente la situazione, le aree popolate del Tibet e della Regione autonoma del Tibet furono testimoni di molte auto-immolazioni e proteste contro il dominio cinese in questa regione dell'Asia centrale. 

Finora sono 147 i tibetani che si sono auto-immolati in segno di protesta contro il regime repressivo di Pechino dal 2009.

Associazioni al Comune di Roma - Forte preoccupazione per garanzie diritto iscrizione anagrafica dei senza fissa dimora

SIR
La Caritas di Roma, la Comunità di Sant’Egidio, l’Esercito della Salvezza, Focus-Casa dei diritti sociali e Associazione Centro Astalli esprimono oggi “seria preoccupazione” per la deliberazione della Giunta capitolina n. 31 del 3 marzo 2017 in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora. 

Le cinque organizzazioni – che operano a titolo gratuito e collaborano da oltre 20 anni con il Comune di Roma – ribadiscono “perplessità” sull’accessibilità e l’effettivo futuro esercizio del diritto di residenza per le persone senza dimora. 

Solo con l’iscrizione anagrafica si può richiedere infatti un documento di identità, esercitare il diritto di voto, ottenere l’assistenza sanitaria e tutte le misure sociali collegate alla residenza, come la possibilità di chiedere la cittadinanza, il riconoscimento di invalidità, riscuotere la pensione. 

Ciò avviene oggi per circa 20mila persone a Roma, 18mila delle quali non più “invisibili” grazie al lavoro delle associazioni e solo 2mila per opera delle strutture comunali. “La nuova procedura – denunciano le associazioni – rischia di non garantire tale servizio a tutti i cittadini in situazioni di fragilità sociale, penalizzando quanti hanno meno possibilità di incontrare la pubblica amministrazione”. Chiedono perciò “di risolvere al più presto le criticità” predisponendo le “consequenziali misure correttive”.

Pur “riconoscendo che la nuova delibera investe finalmente l’amministrazione pubblica di un ruolo che le è proprio”, temono che “affidare in modo esclusivo il servizio di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora ai Municipi, in una realtà complessa come quella romana, senza un’adeguata preparazione degli impiegati e un incremento delle risorse, rischia di creare problemi effettivi di esigibilità dei diritti”. 

Ad esempio il servizio di mediazione culturale per gli stranieri; la casella postale per la corrispondenza fiscale e amministrativa (le comunicazioni arriveranno invece all’indirizzo del Municipio); l’assistenza nella compilazione della modulistica. 

Nel caso di cittadini stranieri le organizzazioni ricordano che occorre “assicurare idonee modalità per consentire ai lavoratori domestici di ottenere la residenza anagrafica anche nei numerosi casi nei quali i datori di lavoro non consentono l’iscrizione pur vivendo il lavoratore presso di loro”; assicurare “l’iscrizione anagrafica di chi esce dai centri per i richiedenti asilo con un titolo di soggiorno” ma è “senza alloggio o in un alloggio irregolare o abusivo”. 

Per quanto riguarda i nuclei familiari che vivono in situazioni di indigenza occorre “garantire il diritto all’iscrizione anagrafica delle persone che vivono in sub-affitto o in occupazione abusiva”. Serve anche il riconoscimento delle nuove figure di “senza tetto” e “senza fissa dimora” di chi in seguito a separazione o divorzio perde l’uso della casa familiare.

Venezuela nel baratro - Violenti scontri tra manifestanti contro governo Maduro e polizia

Osservatore Romano
È degenerata in una serie di violenti scontri la manifestazione di protesta convocata ieri dall’opposizione venezuelana a Caracas. La polizia ha impedito ai manifestanti, tra i quali anche il presidente dell’Assemblea nazionale, Julio Borges, di raggiungere la sede del parlamento. Di qui il degenerare degli scontri, con gruppi filogovernativi che hanno aperto il fuoco contro il corteo. 


Nel parlamento, controllato dall’opposizione antichávista, si sarebbe dovuta tenere una sessione per aprire il procedimento di rimozione dei magistrati della corte suprema, vicina al governo chávista, che nei giorni scorsi avevano sottoscritto una sentenza, poi ritirata, nella quale attribuivano all’alta corte le funzioni costituzionali del potere legislativo.

Già dalle prime ore del mattino, però, si capiva che le cose non sarebbero andate per il verso giusto: le vie di accesso a Caracas erano bloccate dalla polizia e dalla guardia nazionale, una decina di stazioni della metropolitana erano chiuse e il centro della capitale era completamente militarizzato. 

I manifestanti hanno dovuto affrontare le forze dell’ordine a ogni passo: la tensione è sfociata più volte in cariche e scontri. Come detto, il momento critico è stato quando i manifestanti hanno raggiunto la sede del parlamento e Borges, insieme ad altri deputati, hanno cercato di entrare. 

La polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e nuove cariche. A quel punto i manifestanti hanno ripiegato verso l’autostrada Francisco Fajardo, che attraversa l’intera Caracas, ma si sono scontrati con gruppi paramilitari legati al governo, che avrebbero aperto il fuoco contro il corteo. Un dirigente studentesco universitario è stato ferito da due spari ed è stato subito ricoverato. Secondo diverse fotni, ci sarebbe anche un altro manifestante ferito.

Gambia - Presidente Barrow apre inchiesta su "desaparecidos" vecchio regime.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Aperta un'inchiesta da parte del nuovo presidente del Gambia Adama Barrow sul rispetto dei diritti umani nel suo paese.

Barrow ha vinto il primo dicembre largamente le elezioni sconfiggendo il presidente in carica Yahya Jammeh che governava in maniera autoritaria il Gambia dal colpo di stato del 1994, e da allora aveva vinto largamente tutte le elezioni.

L’inchiesta riguarda decine di scomparsi. La polizia ha aperto 33 fascicoli sulla sparizione di decine di persone durante il regime del presidente Yahya Jammeh.

L'obiettivo è quello di raccogliere informazioni sui reati commessi dall’ex presidente e dalla sua cerchia.

ES

mercoledì 5 aprile 2017

Giovane migrante trovato morto in un treno merci arrivato dalla Serbia

Globalist
Aveva tentato di entrare in Italia attraverso la rotta balcanica: trovato morto in un carro che trasportava cereali.

La scorsa notte tra mezzanotte e l'una è stato trovato un giovane migrante morto, giunto dalla Serbia, nascosto in un carro silos di grano alla Cereal Docks di Sunmmaga di Portogruaro (Venezia). 

Il giovane aveva tentato di entrare in Italia dalla rotta balcanica con un carico di cereali in un treno merci. Indagini sono in corso da parte della Procura di Pordenone per stabilire le cause del decesso ed eventuali responsabilità di terzi.

Appello Sant'Egidio. Fermare 8 esecuzioni in Arkansans dal 17 al 27 aprile

www.santegidio.org
Il governatore dell'Arkansas, Asa Hutchinson, ha annunciato che a partire dal lunedì di Pasqua saranno uccisi 8 condannati a morte nel giro di 10 giorni: Don Davis e Bruce Ward (17 aprile), Stacey Johnson e Ledelle Lee (20 aprile), Jack Jones, Jr. e Marcel Williams (24 aprile), Jason McGehee e Kenneth Williams (27 aprile). 


Chiediamo a tutti di inviare l'appello al Governatore dell'Arkansas ed a tutti i credenti chiediamo di unirsi alla preghiera per queste persone.
Oltre ad essere inutile e crudele la pena di morte è una violazione della dignità della persona umana e la necessità di evitare la scadenza di un farmaco controverso non può giustificare in nessun modo quesrto provvedimento.


La Comunità di Sant'Egidio si unisce al Catholic Mobilizing Network, organizzazione cattolica statunitense, vicina alla Conferenza Episcopale dei vescovi USA, che si oppone alla pena di morte chiede a tutte le persone di buona volontà di far sentire la loro voce contro queste esecuzioni affrettate ed inutili.
Uniamo tutti la nostra voce chiedendo al Governatore di rispettare la dignità e la vita di ogni essere umano.