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lunedì 4 febbraio 2019

Mentre l'Europa chiude le porte il Centro Astalli apre a Roma nuovo centro per accogliere profughi da guerre e persecuzioni

Gesuiti
In un tempo in cui le porte dell’Europa sembrano chiudersi a chi chiede protezione da guerre e persecuzioni, il Centro Astalli inaugura un nuovo centro d’accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati nel cuore di Roma, a pochi passi da piazza Venezia, nel complesso monumentale della Chiesa del Gesù, in via degli Astalli 13. 

La nuova struttura porta il nome di Matteo Ricci, il grande gesuita che ha dedicato la sua vita a mettersi nei panni dell’altro e a cercare la via del dialogo e dell’integrazione in Cina. 

Il Centro è stato inaugurato oggi 4 febbraio alla presenza del Presidente della Repubblica e del Padre Generale della Compagnia Arturo Sosa. Presenti all’evento tanti rifugiati, volontari, operatori e amici del Centro Astalli. Sono intervenuti inoltre S.Em. Card. Angelo De Donatis, S.Em.za Card. Konrad Krajewski, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e rappresentanti istituzionali e della Chiesa.

sabato 8 settembre 2018

Il centro Astalli sui migranti: preoccupati per il clima di odio e discriminazione

Globalist
La struttura dei gesuiti denuncia la criminalizzazione di uomini e donne che arrivano in Europa in cerca di una vita migliore


Una denuncia secca, senza se e senza ma: i Centro Astalli esprime "seria preoccupazione per il trattamento riservato alle persone migranti e richiedenti asilo in Italia nelle ultime settimane. Ci pare importante ribadire che i diritti umani e civili ineriscono la persona e non il cittadino e che in quanto tali non sono soggetti a deroghe o violazioni, anche se disposte da chi ha responsabilità di governo".
La struttura dei Gesuiti per migranti, profughi e rifugiati ricorda che "la detenzione in Italia è regolata da norme chiare. In nessun caso si possono discrezionalmente stabilire misure restrittive per i migranti per il solo fatto di trovarsi sul territorio italiano. Ci pare particolarmente grave il clima generale di odio e di conflittualità che cresce a causa della criminalizzazione di uomini e donne che arrivano in Europa in cerca di una vita migliore".
 
Inoltre, "reputiamo ancor più grave che rappresentanti istituzionali possano abbandonarsi a dichiarazioni ad effetto, che possono lasciare intendere una messa in discussione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali alla base del nostro sistema democratico".
Alla luce degli ultimi sviluppi relativi al caso dei migranti della nave Diciotti, il Centro Astalli chiede "il rispetto della persona e dei diritti umani sempre e in ogni circostanza, invita il mondo politico e della comunicazione a non alimentare paure e tensioni sociali che ci rendono tutti più insicuri e per questo più influenzabili".

martedì 11 aprile 2017

Rapporto Annuale 2017 del Centro Astalli sui rifugiati e migranti

Centro Astalli
>>> Download Rapporto 2017
Sintesi del Rapporto
Lo sforzo dell’accoglienza: un processo ancora incompiuto 
La chiusura, sia pur non totale, della rotta balcanica ha concentrato sulla rotta del Mediterraneo centrale la maggior parte degli arrivi via mare dei migranti forzati. Allo stesso tempo, il ripristino dei controlli alle frontiere interne dell’Europa fa sì che la maggior parte dei migranti che arriva nel nostro continente resti in Italia. Nel corso del 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone, di cui 25.772 minori non accompagnati. Le richieste di protezione internazionale presentate nel nostro Paese nel corso dell’anno sono state 123.000.

Ormai tutti i richiedenti asilo allo sbarco vengono distribuiti in tutte le regioni d’Italia e il sistema di accoglienza nazionale ha registrato alla fine del 2016 un totale di presenze pari a 176.554 persone. La maggior parte di questi posti però continua ad essere offerta da centri di accoglienza straordinaria (CAS) che non sempre prevedono lo stesso livello di servizi mirati all’integrazione e soprattutto non prevedono un coinvolgimento diretto dei Comuni in cui si trovano. Il Centro Astalli, che gestisce sia centri di accoglienza straordinaria (a Trento, Vicenza, Grumo Nevano - NA) che centri SPRAR (a Roma, Trento, Vicenza, Palermo), auspica che la rete SPRAR, che alla fine del 2016 accoglieva appena 23.822 persone, diventi al più presto l’unico sistema di accoglienza per richiedenti e titolari di protezione internazionale, affinché a tutti gli accolti possa essere garantito un efficace supporto all’integrazione, secondo standard uniformi.
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giovedì 6 aprile 2017

Associazioni al Comune di Roma - Forte preoccupazione per garanzie diritto iscrizione anagrafica dei senza fissa dimora

SIR
La Caritas di Roma, la Comunità di Sant’Egidio, l’Esercito della Salvezza, Focus-Casa dei diritti sociali e Associazione Centro Astalli esprimono oggi “seria preoccupazione” per la deliberazione della Giunta capitolina n. 31 del 3 marzo 2017 in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora. 

Le cinque organizzazioni – che operano a titolo gratuito e collaborano da oltre 20 anni con il Comune di Roma – ribadiscono “perplessità” sull’accessibilità e l’effettivo futuro esercizio del diritto di residenza per le persone senza dimora. 

Solo con l’iscrizione anagrafica si può richiedere infatti un documento di identità, esercitare il diritto di voto, ottenere l’assistenza sanitaria e tutte le misure sociali collegate alla residenza, come la possibilità di chiedere la cittadinanza, il riconoscimento di invalidità, riscuotere la pensione. 

Ciò avviene oggi per circa 20mila persone a Roma, 18mila delle quali non più “invisibili” grazie al lavoro delle associazioni e solo 2mila per opera delle strutture comunali. “La nuova procedura – denunciano le associazioni – rischia di non garantire tale servizio a tutti i cittadini in situazioni di fragilità sociale, penalizzando quanti hanno meno possibilità di incontrare la pubblica amministrazione”. Chiedono perciò “di risolvere al più presto le criticità” predisponendo le “consequenziali misure correttive”.

Pur “riconoscendo che la nuova delibera investe finalmente l’amministrazione pubblica di un ruolo che le è proprio”, temono che “affidare in modo esclusivo il servizio di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora ai Municipi, in una realtà complessa come quella romana, senza un’adeguata preparazione degli impiegati e un incremento delle risorse, rischia di creare problemi effettivi di esigibilità dei diritti”. 

Ad esempio il servizio di mediazione culturale per gli stranieri; la casella postale per la corrispondenza fiscale e amministrativa (le comunicazioni arriveranno invece all’indirizzo del Municipio); l’assistenza nella compilazione della modulistica. 

Nel caso di cittadini stranieri le organizzazioni ricordano che occorre “assicurare idonee modalità per consentire ai lavoratori domestici di ottenere la residenza anagrafica anche nei numerosi casi nei quali i datori di lavoro non consentono l’iscrizione pur vivendo il lavoratore presso di loro”; assicurare “l’iscrizione anagrafica di chi esce dai centri per i richiedenti asilo con un titolo di soggiorno” ma è “senza alloggio o in un alloggio irregolare o abusivo”. 

Per quanto riguarda i nuclei familiari che vivono in situazioni di indigenza occorre “garantire il diritto all’iscrizione anagrafica delle persone che vivono in sub-affitto o in occupazione abusiva”. Serve anche il riconoscimento delle nuove figure di “senza tetto” e “senza fissa dimora” di chi in seguito a separazione o divorzio perde l’uso della casa familiare.