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domenica 30 aprile 2023

Migranti - Tunisia - L'obitorio di Sfax stracolmo di migranti annegati, sono più di 200

Ansa
L'obitorio centrale di Sfax, città tunisina da cui sono partiti molti migranti dall'inizio dell'anno, è stracolmo di un gran numero di cadaveri, vittime di naufragi.

Obitorio di Sfax (Foto Ansa)

"Martedì abbiamo contato più di 200 corpi, ben oltre la capacità dell'ospedale Habib Bourguiba di Sfax, il che crea anche un problema sanitario", ha detto all'Afp Faouzi Masmoudi, portavoce del tribunale di Sfax, seconda città del paese con quasi un milione di abitanti.
"Non sappiamo chi siano o da quale naufragio provengano e il numero sta crescendo", ha aggiunto, precisando che "quasi ogni giorno ci sono funerali". 

Solo il 20 aprile sono state seppellite almeno 30 persone. Ma "durante la festa musulmana dell'Eid tra il 21 e il 23 aprile scorsi sono stati ripescati molti cadaveri". 

I defunti vengono seppelliti dopo aver prelevato il loro Dna e assegnato un numero a ciascun corpo per facilitare la loro possibile identificazione da parte dei parenti, ha spiegato Masmoudi riferendo di significative "difficoltà" nel trovare un luogo di sepoltura per questi corpi, pur rilevando "sforzi concertati per seppellirli nei cimiteri comunali di Sfax".

"Dall'inizio dell'anno abbiamo contato il 24 aprile, più di 220 morti e dispersi, per lo più provenienti dall'Africa sub-sahariana", ha affermato Romdhane Ben Amor dell'Ong Forum Tunisino per i diritti economico e sociali (Ftdes), specializzata in migrazione. 

Secondo il Ftdes, "oltre il 78% delle partenze è avvenuto dalle coste di Sfax e Mahdia". Ben Amor ha ricordato che le autorità locali si erano impegnate lo scorso anno "a creare un cimitero speciale per i migranti, sulla base del fatto che non sono musulmani", ma che non è ancora pronto.

La partenza dei migranti africani dalla Tunisia si è intensificata dopo un duro discorso del 21 febbraio del presidente Kais Saied che ha condannato l'immigrazione clandestina presentandola come una minaccia demografica per il suo Paese. 

La Tunisia, alcune delle cui coste distano meno di 150 km dall'Italia, sta attraversando una grave crisi politica ed economica che sta spingendo anche molti tunisini a tentare di raggiungere l'Europa clandestinamente via mare a rischio della propria vita.

domenica 12 marzo 2023

Nuovo naufragio al largo della Libia, 30 dispersi e 17 sono stati soccorsi. Alarm Phone: "L'Italia ha ritardato i soccorsi"

Il Gazzettino del Sud
Il barcone con 47 migranti per il quale era stato lanciato un allarme nelle ore scorse è naufragato: il bilancio è di 30 dispersi e 17 soccorsi . Il barchino si è capovolto durante il trasbordo delle persone sulla nave Froland, inviata tra i mercantili sul posto dalla centrale operativa della stessa Guardia costiera.
Il barchino con 47 migranti a bordo individuato 

Un filmato di Sea-Watch, pubblicato dal giornalista Sergio Scandura di Radio Radicale, inquadra il barcone in fortissime difficoltà, e i mercantili che tentano di fargli scudo dalle onde ma non in grado di intervenire. «Dopo aver chiamato il centro di soccorso di Tripoli - afferma Sea-Watch, che ha monitorato il barcone attraverso il velivolo Seabird - abbiamo richiamato il Centro di soccorso di Roma e chiesto chi, a quel punto, coordinerà i soccorsi, il funzionario ha riattaccato il telefono».

Poi è partita l’operazione Sar. Troppo tardi: l’allarme era stato lanciato già ieri, quando l’imbarcazion e si trovava, secondo Scandura, a 113 miglia a nord ovest da Bengasi, alla deriva e con il motore in avaria. L’area è la stessa dell’operazione Irini, in cui sono impegnate anche navi italiane.

domenica 26 febbraio 2023

Migranti - Tragico naufragio in Calabria - Decine di morti tra cui un neonato, molti dispersi.

Corriere della Sera
I cadaveri sono stati trovati stamattina sulla spiaggia in località «Steccato», a venti chilometri da Crotone

Sale a 33 il numero dei migranti morti stamattina a «Steccato» di Cutro, a 20 chilometri da Crotone, dopo che il peschereccio sul quale si trovavano si è spezzato in due. Un bilancio che è destinato certamente ad aggravarsi. Secondo quanto si apprende dalle operazioni di soccorso, erano circa 250 i migranti ammassati sul vecchio barcone che non ha retto al moto ondoso. 


Per questo l’ipotesi che viene fatta da investigatori e soccorritori è che le vittime del naufragio siano dunque molte di più delle 33 accertate fino adesso. Tra le vittime numerosi bambini (anche un neonato).

Al momento sono circa un centinaio le persone tratte in salvomentre continuano le ricerche. Fonti della prefettura di Crotone parlano di 33 morti, 70 dispersi e 58 sopravvissuti, di cui quattro sono stati trasferiti in ospedale.

Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ha posto il problema delle salme: «Crotone era già in sofferenza, ma ci organizzeremo, anche nei vari paesi. Ci vuole solidarietà anche in questo».

L’imbarcazione partita dalla Turchia - su cui viaggiavano migranti in arrivo da Iran, Afghanistan e Pakistan - sarebbe finita contro gli scogli a causa del mare agitato. Secondo quanto si apprende, dai racconti fatti dai superstiti ai soccorritori, erano almeno 250 i migranti ammassati sul vecchio barcone che non ha retto al moto ondoso. Sul posto polizia, carabinieri, vigili del fuoco, 118 ed istituzioni civili locali. 

Secondo le fonti, i migranti «non hanno fatto in tempo a chiedere aiuto» e alcuni dei sopravvissuti avrebbero raggiunto la costa con i propri mezzi. Sono ancora molti i cadaveri da recuperare. In mare si notano tantissimi pezzi di legno. È quello che rimane dell’imbarcazione. In una zona della spiaggia, accuditi dai volontari, ci sono i sopravvissuti e poco distante una lunga file di sacchi bianchi. 

Un elicottero della Guardia Costiera sorvola la zona, mentre di fronte alla costa pattuglia una motovedetta della Capitaneria di Porto, che però non si può avvicinare a causa delle onde alte.

sabato 15 ottobre 2022

Continua la strage di migranti, recuperati undici corpi a largo della Tunisia

Stranieri in Italia
Undici corpi in decomposizione di migranti sono stati recuperati tra giovedì e venerdì al largo del governato di Mahdia. A rendere nota la notizia è stata la Guardia costiera tunisina. La stessa ha anche dichiarato che dai resti sono stati prelevati dei campioni per l’analisi del Dna.

Le analisi, ha spiegato all’Afp il portavoce della Guardia nazionale Houcem Eddine Jebabli, serviranno per capire se i corpi dei migranti appartengono oppure no all’imbarcazione di fortuna partita da Zarzis naufragata circa venti giorni fa. A bordo di quella barca erano presenti 18 persone.

Intanto, le autorità tunisine nei giorni scorsi hanno smantellato quattro reti di immigrazione clandestina attive su una nuova rotta migratoria che passa attraverso la Turchia e la Serbia. La situazione, a causa delle condizioni meteorologiche favorevoli, infatti, è piuttosto difficile da controllare. Di fronte alla pressione migratoria, le autorità tunisine faticano per intercettare o soccorrere i migranti a causa, dicono, della mancanza di mezzi. Stando a quanto dichiarato dal ministero della Difesa tunisina, inoltre, quasi 200 migranti ,per lo più tunisini, sono stati intercettati in mare lo scorso fine settimana. Stavano tentando di raggiungere l’Europa per mezzo del Mediterraneo.

Da inizio 2022 sono più di 22.500 i migranti intercettati al largo delle coste tunisine. Di questi, 11.000 sono di origine subsahariana. Infine, secondo l’agenzia europea Frontex, la rotta del Mediterraneo centrale è stata utilizzata da oltre 42.500 migranti da gennaio a luglio. Questo dimostra un aumento del 44% rispetto ai primi sette mesi del 2021.

venerdì 23 settembre 2022

Nuova tragedia - Naufragio migranti, 71 i corpi recuperati al largo Siria. Imbarcazione partita dal Libano con 100 migranti siriani, libanesi e palestinesi. Tra loro donne e bambini.

TRT
Sale a 71 morti il bilancio del naufragio di una barca di migranti provenienti dal Libano, a largo delle coste siriane. Lo ha confermato il ministro dei trasporti del Libano Ali Khamiye, dicendo che le operazioni di soccorso, durate tutta la notte, proseguono in queste ore.

Fin’ora sono state salvate 20 persone mentre si tratta del ritrovamento di 71 corpi.

Secondo quanto riportato dai media libanesi una barca che trasportava migranti dal Libano si e’ capolta al largo dell’isola Ervad, vicino al distretto di Tarsus. La maggior parte dei migranti morti sono libanesi, siriani, e palestinesi.

sabato 20 novembre 2021

Sono 1236 nel 2021 le persone morte nel Mediterraneo nel tentativo di venire in Europa. Erano 858 nel 2020. Le Ong denunciato: sistematicamente ignorate le richieste di soccorso

Blog Diritti Umani – Human Rights
10 persone trovate morte sul fondo di un barcone dove erano stipate di oltre 100 migranti. La loro richiesta di aiuto è stata ignorata e hanno vagato per 13 ore al largo della Libia.


Queste morti fanno raggiungere al numero di 1236 i migranti che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nel 2021.

La Sea Wath e Alarm Phone ricostruiscono la vicenda e dichiarano:
"Non ne possiamo più di queste morti annunciate e che si potrebbero impedire. Condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari".
La ong tedesca denuncia che aveva avvistato il natante in pericolo "vicino alle navi italiane AssoVenticinque e Almisan che non hanno risposto al Mayday Relay lanciato dal nostro equipaggio".

Sono 1.236 - spiega il portavoce dell'Oim, l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni, Flavio Di Giacomo - le persone morte nel Mediterraneo centrale nel 2021 (erano 858 nello stesso periodo del 2020).

ES

lunedì 12 novembre 2018

Tragedia migranti: affonda questa mattina barcone diretto a Lesbo, 10 dispersi.

AnsaMed
Istanbul - Almeno 10 migranti risultano dispersi dopo il naufragio nel mar Egeo di un barcone partito dalle coste turche e diretto in Grecia. Il natante, che puntava probabilmente verso Lesbo, si è rovesciato alle prime ore del mattino per ragioni ancora da chiarire al largo del villaggio di Denizkoy nella provincia di Smirne, secondo i media locali.

Delle 12 persone a bordo, 2 sono riuscite a mettersi in salvo nuotando fino alla terraferma. Un'operazione di ricerca e soccorso della guardia costiera turca è in corso con 3 navi e il supporto di un elicottero.

domenica 18 giugno 2017

Morire di Speranza: preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l'Europa

www.santegidio.org
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, Sant'Egidio si raccoglie in preghiera in Italia e in Europa, ricordando i migranti che perdono la vita nei viaggi della speranza. 



In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la Comunità di Sant'Egidio insieme ad altre comunità di immigrati e rifugiati e associazioni di volontariato, organizza a Roma, e in molte città d'Italia e di Europa, la veglia di preghiera ''Morire di Speranza'', in memoria di tutti i profughi e i migranti che ogni anno perdono la vita nei viaggi verso l'Europa. 



Nel corso della preghiera vengono letti i nomi e le storie delle vittime dei viaggi della speranza. Perchè la loro memoria non vada perduta. Perchè non accada più. 


A ROMA l'appuntamento è il 
22 giugno 
nella basilica di Santa Maria in Trastevere 
alle 18:30


giovedì 23 giugno 2016

Morire di speranza: preghiera in memoria di quanti perdono la vitaneiviaggi verso l'Europa

www.santegidio.org
Anche quest'anno, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, la Comunità di Sant’Egidio, insieme a Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Acli, promuovono "Morire di Speranza", una veglia di preghiera, per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita nei viaggi della speranza.

Durante la preghiera saranno letti i nomi e le storie di quanti hanno intrapreso questo viaggio e sono morti nel tentativo di raggiungere il nostro continente. Un'invocazione perchè nasca una cultura di accoglienza, e cessino le morti nel Mediterraneo.

Quest'anno la preghiera "Morire di Speranza" si terrà in diverse città italiane ed europee.




domenica 25 ottobre 2015

Ennesima tragedia. Migranti, decine di cadaveri sulle spiagge della Libia

La Repubblica
Quaranta i corpi recuperati sul litorale fra Tripoli e Khoms; altri trenta sarebbero i dispersi in seguito al naufragio
Roma - Una nuova tragedia dei migranti nel Mediterraneo, stavolta sulle coste della Libia. I corpi senza vita di 40 persone sono stati ritrovati sulla battiglia delle spiagge di Zliten, una città a est della capitale Tripoli. La croce rossa libica ha detto che i corpi erano sparsi a distanza sulla costa tra Tripoli e Khoms. Secondo Mohamed al-Masrati, portavoce dell'organizzazione umanitaria, nella maggior parte si tratterebbe di migranti provenienti da paesi dell'area subsahariana. La stessa fonte ha riferito che le autorità marittime sono

alla ricerca di altri trenta profughi che sarebbero dispersi in mare in seguito al naufragio del barcone che li trasportava. La Libia resta la base operativa delle maggiori organizzazioni criminali del traffico di esseri umani, aumentato a dismisura dopo il caos seguito alla caduta di Gheddafi.

lunedì 19 ottobre 2015

Migranti, recuperato gommone davanti la Libia con altri 8 morti. Due bambini annegati in Grecia, con quattro adulti

Ansa
Altri due bambini annegati in Grecia, con quattro adulti
I corpi di otto migranti morti, sette donne e un uomo, sono stati recuperati dagli uomini della Marina Militare a bordo di un gommone in difficoltà al largo della Libia su cui viaggiavano altre 112 persone, che sono state tutte tratte in salvo.
Altra tragedia del mare stamattina nel Mar Egeo dove, al largo dell'isola di Kastellorizo, sono stati trovati morti cinque migranti, tra cui un bambino, due ragazzi e due donne. Un altro bimbo di 8 anni è stato trovato invece morto tra un gruppo di migranti sbarcato a Farmakonisi. Lo riferisce Liberation citando la guardia costiera greca.

domenica 4 ottobre 2015

Migranti, 2 anni fa la strage di Lampedusa. Mattarella: "Fu una vergogna"

ANSA
Il naufragio che "costò la vita a un numero spaventoso di persone migranti, superiore persino ai 366 corpi recuperati in mare, è una ferita drammaticamente aperta"



"Lampedusa può diventare il simbolo di una riscossa dell'Europa, dopo essere stata a lungo la frontiera della speranza e della solidarietà". Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini, in occasione della "Seconda Giornata della Memoria e dell'Accoglienza" in ricordo del naufragio di migranti del 3 ottobre 2013 a largo di Lampedusa.

Il naufragio che "costò la vita a un numero spaventoso di persone migranti, superiore persino ai 366 corpi recuperati in mare - è una ferita drammaticamente aperta, un simbolo di umanità tradita, un grido che ancora scuote il nostro Paese e l'Europa intera. Fummo posti di fronte alla vergogna di una strage immensa, che non si riuscì a evitare e che, anzi, in troppi nel nostro civilissimo continente osservarono con distacco, se non addirittura con indifferenza" scrive il Capo dello Stato ricordando tuttavia i generosi soccorsi della popolazione di Lampedusa.

Anche per questo, "la strage di Lampedusa segnò una svolta. Proprio nelle coscienze, prima ancora che nelle politiche. Oggi avvertiamo una maggiore consapevolezza sia nelle opinioni pubbliche sia nei governi europei. Soltanto due anni fa era difficile sostenere che l'immigrazione e l'asilo per i rifugiati sono questioni pienamente europee e devono essere affrontate dall'Unione nel suo insieme" sostiene il Presidente secondo il quale "ora, dopo migliaia di vite umane spezzate, dopo tanta disperazione, speriamo si apra finalmente il capitolo di una responsabilità condivisa, di una politica lungimirante e rispettosa della dignità dell'uomo, di un contrasto efficace e comune alle mafie dei trafficanti".

giovedì 27 agosto 2015

Immigrazione: decine morti per asfissia in un camion in Austria che era diretto in Germania..

Il Sole 24 Ore
La polizia austriaca avrebbe trovato decine di cadaveri di profughi nascosti in un camion parcheggiato nell'autostrada A4 nell'est del Paese. 
Sarebbero morti asfissiati mentre viaggiavano clandestinamente attraverso l'Austria in un camion. Il bilancio è ancora incerto: secondo la polizia il numero dei morti potrebbe essere tra 20 e 50. 

Il camion che trasportava le decine di
migranti trovati morti per asfissia
Sarebbero deceduti all'interno del mezzo, probabilmente soffocati dalla mancanza di aria. «Si tratta di almeno 20 persone, ma potrebbero essere addirittura 50», ha detto Hans-Peter Doskozil, capo della polizia locale, in una breve conferenza stampa. «La morte è sopravvenuta già diversi giorni fa. Non siamo ancora in grado di fornire altri dettagli sulle cause. Possiamo affermare che si tratta di migranti», la cui provenienza non è stata precisata. 

Il ministro austriaco: subito centri di accoglienza sui confini dell'Ue Il ministro dell'Interno dell'Austria, Johanna Mikl-Leitner, ha chiesto all''Ue di istituire subito dei centri di accoglienza sui confini dell'Unione europea «per permettere il trasferimento in sicurezza di profughi nei 28 stati membri». «Questo è adesso il passo più importante», ha detto in una conferenza stampa sulla strage dei rifugiati trovati morti nel tir. Ieri altri arresti in Austria di trafficanti di esseri umani 

La versione online del Kronen Zeitung ha reso noto che ieri sono stati arrestati tre trafficanti di esseri umani vicino a Bruck an der Leitha, poco più a est. Uno è accusato di aver trasportato 34 persone attraverso il confine austriaco, facendo scendere in autostrada i migranti, fra cui dieci bambini. I profughi erano chiusi nel furgone, dove era «appena possibile» respirare. Il conducente non si è mai fermato, nonostante le pressanti richieste dei profughi e ha guidato ininterrottamente dal confine serbo, attraversando l'Austria.

sabato 15 agosto 2015

Immigrati - 40 morti a bordo: «Soffocati nella stiva» ne trasportava 400. I trasporti del bestiame sono molto più sicuri!

Corriere della Sera
L’imbarcazione trasportava circa 400 persone, i migranti che erano nella stiva sarebbero morti per soffocamento
Ancora una tragedia in mare che vede coinvolti dei migranti. La Marina militare ha soccorso a sud di Lampedusa un barcone in difficoltà con circa 400 migranti a bordo. Ci sarebbero almeno 40 morti. Sono in corso le manovre di salvataggio dei migranti da parte della nave della Marina militare «Cigala Fulgosi».

mercoledì 5 agosto 2015

Tragedia migranti al largo della Libia. 700 a bordo, 400 recuperati, 25 i morti accertati.

Ansa
E' di 25 morti e circa 400 migranti salvati il primo bilancio del naufragio avvenuto al largo della Libia. I corpi dei 25 migranti morti sono stati già recuperati. Continuano nella zona le operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia Costiera italiana. A bordo 700 migranti. L'incidente è avvenuto quanto da bordo del peschereccio hanno visto i soccorsi arrivare nella zona.

L'allarme era arrivato alla centrale operativa della Guardia Costiera di Roma nella tarda mattinata da Catania, che a sua volta aveva ricevuto una segnalazione con una chiamata satellitare nella quale si sosteneva che un motopeschereccio in ferro, con a bordo diverse centinaia di persone, era in difficoltà. Nella zona sono state immediatamente dirottate dalla Guardia Costiera la Dignity One, una nave di Medici senza frontiere, e la Le Niamh, una nave della Marina militare irlandese. 

Quest'ultima è stata la prima ad arrivare e, a circa un miglio di distanza dal peschereccio, ha calato due rescue boat per andare a soccorrere i migranti. A quel punto dalla nave irlandese hanno visto il barcone capovolgersi: l'ipotesi più probabile è che i migranti si siano spostati tutti nella direzione delle barche di soccorso, provocando così il ribaltamento. Nella zona, oltre alle due imbarcazioni che erano già presenti, la centrale operativa della Guardia Costiera ha dirottato il Phoenix, una nave di soccorso di 40 metri del Moas (Migrant Offshore Aid Station), nave Fiorillo della Guardia Costiera e il mercantile Barnon Argos. Inoltre stanno arrivando nel punto due unità della Marina Militare.

martedì 28 luglio 2015

Immigrazione, 13 cadaveri su barcone verso Italia Altri 522 migranti sono stati tratti in salvo

Ansa
Tredici cadaveri sono stati recuperati nel pomeriggio di ieri su un barcone diretto verso l'Italia, raggiunto da mezzi di soccorso al largo delle coste della Libia. Sullo stesso barcone vi erano altri 522 migranti che sono stati tratti in salvo. 


Non sono chiare al momento le cause del decesso dei 13 migranti. L'interevento di soccorso è stato coordinato dalla centrale operativa di Roma della Guardia costiera che, ricevuta una richiesta di intervento, ha inviato in direzione del barcone la nave Le Niam della Marina militare irlandese inquadrata nel dispositivo Triton. 

Dal barcone l'equipaggio ha recuperato i tredici cadaveri ed i superstiti. Nella giornata di ieri sono stati 1810 i migranti soccorsi nel Canale di Sicilia in cinque distinte operazioni, tutte coordinate dal centro nazionale soccorsi della Guardia costiera. Ai soccorsi, oltre alla nave della Marina militare irlandese, hanno partecipato due unità di Medici senza frontiere ed un pattugliatore svedese.

sabato 11 luglio 2015

Migranti - Altra tragedia in mare, 12 morti in un gommone

Avvenire
Mentre a Bruxelles si continua a litigare su come ripartire tra i paesi dell’Ue le decine di migliaia di disperati che fuggono da Siria e Libia, nel Mediterraneo si continua a morire: i corpi di 12 migranti sono stati recuperati dalla Guardia Costiera su un gommone semi affondato. In tutto sono 823 i migranti tratti in salvo giovedì dalla Guardia Costiera in otto operazioni di soccorso.

La nuova tragedia si è verificata a una quarantina di miglia a nord della Libia nel primo pomeriggio di ieri, quando è arrivata una richiesta d’intervento alla centrale operativa della Guardia Costiera di Roma. Nella zona sono state dirottate nave Dattilo e nave Corsi, due pattugliatori d’altura, e inviate due motovedette da Lampedusa. 

I primi ad arrivare sono stati i marinai di nave Dattilo, che hanno trovato 4 gommoni stracarichi di migranti, uno dei quali era semi affondato: solo la prua era rimasta a galla, mentre il motore e il resto dell’imbarcazione erano già sommersi. Immediati sono scattati i soccorsi e gli uomini a bordo sono riusciti a salvare complessivamente 393 migranti, 106 dei quali erano sul gommone affondato. Ma nulla hanno potuto per quei 12 che erano finiti nel fondo del gommone: i loro corpi sono stati portati a bordo e sistemati sul ponte, accanto ai sopravvissuti. Gli uomini della Guardia Costiera hanno continuato le ricerche nella zona, per verificare la presenza di eventuali dispersi.

Le due motovedette partire da Lampedusa sono invece intervenute a poca distanza dal luogo del naufragio, recuperando un gommone con a bordo 106 persone.

E gli interventi di soccorso non sono finiti: mentre nave Dattilo recuperava i corpi dei migranti morti e forniva assistenza ai sopravvissuti, un’ulteriore chiamata di soccorso ha segnalato la presenza di altre tre imbarcazioni poco distanti.

Un altro naufragio di immigrati si è verificato al largo della Tunisia. Secondo il sito tunisino d'informazione "Kapitali", i corpi di una decina di vittime sono stati recuperati da motovedette della Guardia costiera tunisina e trasportati a El-Ketef, porto meridionale non distante dal confine con la Libia. Lo scorso 5 luglio nella stessa zona, nei pressi di El-Bibane, erano stati ritrovati in mare i corpi di cinque immigrati.

giovedì 18 giugno 2015

Profughi, Sant'Egidio: il degrado non è di chi fugge dalle guerre, ma di chi non è capace di accogliere e integrare

Comunità di Sant'Egidio
Comunicato Stampa
Ci uniamo a Papa Francesco che invita a “chiedere perdono per chi chiude le porte” ai profughi. Le proposte di Sant'Egidio nella conferenza stampa con il presidente Marco Impagliazzo, giovedì 18 giugno alle 17.30, a Santa Maria in Trastevere.
Roma - In questi giorni si è parlato troppo di “degrado” accostandolo, in modo più o meno aperto, alla presenza dei profughi approdati sulle nostre coste, in fuga da guerre e condizioni di vita impossibili in alcuni Paesi mediorientali e africani. Si tratta di parole gravi, alimentate dalla scarsa conoscenza della realtà, e a volte pronunciate da chi, per dovere istituzionale o politico, dovrebbe invece preoccuparsi di gestire l’accoglienza in modo sostenibile.


L’Europa, a partire dai Paesi più grandi e autorevoli, sta rivelando miopia e disumanità di fronte a presenze gestibili con meno paura, maggiore attenzione e più umanità. L’opinione pubblica italiana appare disorientata di fronte a chi grida, ingiustamente, all’invasione e ai Comuni che chiudono le porte mentre Roma è alle prese con Mafia Capitale che si serve dei poveri invece di servirli.

Occorre arrestare una pericolosa deriva nei rapporti sociali: i più deboli devono essere difesi e non strumentalizzati. E’ necessario dare voce non solo a chi reagisce con il rifiuto, ma ai tanti italiani che in queste ore, con grande generosità, stanno offrendo il loro tempo e la loro solidarietà a chi arriva dal Sud del mondo.

Per questo ci uniamo a Papa Francesco, che invita oggi a “chiedere perdono” per chi chiude le porte ai profughi e chiama la comunità internazionale ad intervenire “per prevenire le cause delle migrazioni forzate”.

La Comunità di Sant’Egidio renderà pubbliche le sue proposte domani, alle 17.30, presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere dove, poco dopo, si svolgerà - insieme a tutte le associazioni che accolgono i profughi e al cardinale Antonio Maria Vegliò - la preghiera “Morire di speranza”, in memoria di tutti gli scomparsi in mare degli ultimi anni, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato. Perché chi fugge dalla guerra e dalla fame non sia più condannato a rischiare nuovamente la sua vita.

domenica 14 giugno 2015

Morire di Speranza - Veglia di preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l'Europa

Comunità di Sant'Egidio, Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Acli, Associazione Papa Giovanni XXIII


Morire di Speranza
Veglia di preghiera in memoria 
di quanti perdono la vita nei viaggi verso l'Europa


18/06/2015 ore 18.00
Basilica di Santa Maria in Trastevere
Piazza Santa Maria in Trastevere, 1

Partecipano comunità e associazioni di migranti,
rifugiati, organizzazioni di volontariato




sabato 30 maggio 2015

Mediterraneo, 4 mila migranti soccorsi nelle ultime ore. Trovati 17 morti nelle imbarcazioni

Redattoe Sociale
Non sono vittime di un naufragio: i loro corpi senza vita trovati a bordo dei barconi soccorsi, forse morti di stenti o per la grande calca. In acqua anche unità navali europee. Sul sistema delle quote Ue arriva il giudizio negativo del Vaticano: “Poco umano, ci vuole un programma”
Roma – Ancora morti in mare, ma stavolta sulle imbarcazioni e non in acqua. Diciassette le persone morte che gli uomini della nave “Fenice” della Marina militare hanno trovato su vari natanti in difficoltà e alla deriva al largo delle coste libiche. Si trattava di nove barconi e tredici gommoni, a bordo dei quali sono state soccorse 217 migranti e recuperati i cadaveri di altri 17. Non si è trattato dunque di un naufragio, ma le persone – secondo le prime informazioni – potrebbero essere morte di stenti o forse soffocate o calpestate a causa del sovraffollamento a bordo dei barconi. Nelle ultime ore sono state complessivamente diciassette operazioni di soccorso, sotto il coordinamento del centro nazionale di soccorso della Guardia costiera, che ha portato al salvataggio di circa 4 mila persone. 

Le richieste di aiuto sono state effettuate da telefoni satellitari e le unità impegnate nei soccorsi fanno capo alla Guardia costiera, alla Marina militare italiana, alla Guardia di finanza, ma anche alle marine militari irlandese e tedesca, inquadrate nel dispositivo Triton. Anche alcuni mercantili sono stati dirottati nel luogo dei soccorsi dal centro nazionale di soccorso.

Frattanto, il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, alla Radio Vaticana ha definito non umano il sistema della ripartizione dei rifugiati tra i Paesi della Ue secondo quote: "L'Europa – ha affermato - non ha mai avuto un programma. Adesso hanno fatto le quote per i rifugiati e io trovo questa decisione veramente poco umana e poco cristiana. L'immigrazione è un problema che bisogna affrontare non nell'emergenza: bisogna avere un programma. E' una realtà che c'è e ci sarà sempre di più. Quali sono le cause delle immigrazioni e le cause dei rifugiati? Per le migrazioni, la povertà. Per i rifugiati, le guerre. Finché ci saranno povertà e guerre nulla cambierà". Anche papa Francesco ha nuovamente fatto riferimento alle tragedie del mare Mediterraneo: incontrando l’associazione Scienza & Vita ha parlato dei tanti attacchi al valore della vita affermando che “è un attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel Canale di Sicilia".