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giovedì 12 luglio 2018

USA - Nevada - Casa farmaceutica Alvogen ferma il boia: non usate il nostro medicinale per uccidere!

Globalist
La Alvogen ha contestato l'utilizzo di un suo medicinale nel mix dell'iniezione letale e il giudice ha bloccato l'esecuzione in Nevada di un condannato a morte.

Un fatto del tutto nuovo. Per la prima volta una casa farmaceutica ha bloccato un'esecuzione capitale in Usa per impedire che fosse usato un suo farmaco: la casa farmaceutica, la Alvogen, ha contestato l'utilizzo di un suo medicinale nel mix dell'iniezione letale e il giudice ha bloccato l'esecuzione in Nevada di un condannato a morte.
Il farmaco in questione è il Midazolam, un sedativo noto per aver provocato convulsioni o comunque dolore durante altre esecuzioni.

Dozier, 47 anni e condannato per due assassinii, aveva chiesto di essere giustiziato e aveva rinunciato all'appello. L'azienda ha sostenuto che il Nevada aveva ottenuto in maniera fraudolenta il farmaco dopo che si era visto opporre il rifiuto: secondo la casa farmaceutica, il dipartimento penitenziario del Nevada, incaricato dalla polizia carceraria, ha ottenuto il Midazolam da una farmacia di Las Vegas. 


Le aziende farmaceutiche americane si oppongono da diversi anni all'utilizzo dei loro farmaci nelle iniezioni letali e questo ha innescato un calo delle esecuzioni per mancanza dei componenti.
E' la seconda volta che un'azienda farmaceutica ricorre alla giustizia per bloccare il boia e la prima volta che ottiene il risultato: la prima volta, in Arkansas, non c'era riuscita

venerdì 17 novembre 2017

USA - Nebraska - Pena di morte - Si rimette in moto la macchina della morte dopo 20 anni. Composizione iniezione letale mai sperimentata.

Blog Diritti umani - Human Rights
La pena capitale riprenderà nello stato centrale del Nebraska, dopo una pausa di 20 anni, con l'esecuzione di un condannato utilizzando una combinazione di "farmaci" mai sperimentata.
José Sandoval
I funzionari della prigione hanno informato il trentasettenne José Sandoval nel braccio della morte per un reato compiuto nel 2002 nel 2002 che sarà messo a morte utilizzando l'intenzione letale.

Gli oppositori della pena di morte hanno sollevato delle preoccupazioni sull'utilizzo di questo nuovo protocollo affermando che "Qualsiasi nuova combinazione di farmaci significa che l'esecuzione è una sorta di esperimento umano", ha detto l'AFP Robert Dunham, il Centro per l'informazione sulla pena di morte.

Se la sua esecuzione dovesse avvenire, sarebbe il primo prigioniero ad essere ucciso in Nebraska dal 1997, quando quello stato usava la sedia elettrica.
Come molti stati, il Nebraska ha faticato a trovare le sostanze necessarie per le iniezioni letali. I gruppi farmaceutici hanno effettivamente ceduto alla pressione dell'opinione pubblica cessando di fornire questi prodotti.

Le autorità non hanno rivelato come si sono procurate per questo nuovo protocollo, costituito da un sedativo - diazepam (Valium) -, un forte analgesico - fentanil citrato - un rilassante muscolo - cisatracurio - besilato e cloruro di potassio, che blocca il cuore.

Danielle Conrad, della filiale del Nebraska della potente American Civil Liberties Union (ACLU), ha denunciato un "cocktail per l'iniezione letale non testato e sperimentale". "Siamo inorriditi", ha detto in una dichiarazione.

La pena di morte è stata rimossa dai parlamentari del Nebraska nel 2015, ma è stata reintrodotta in un referendum popolare nel 2016.

Il numero di esecuzioni è diminuito negli Stati Uniti nell'ultimo decennio, con 23 esecuzioni dall'inizio dell'anno, secondo il Capital Punishment Information Center ad esempio erano 98 nel 1999 e 52 nel 2009.

ES

Fonte: AFP

giovedì 4 maggio 2017

USA - Ohio - Pena di morte - Rinviate 9 imminenti esecuzioni per la battaglia legale sull'iniezione letale

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il governatore dell'Ohio il Repubblicano John Kasich, ha deciso, il primo maggio, di rinviare nove delle imminenti esecuzioni in programma, contrastate dalla battaglia sulla legalità delle iniezioni letali.


L'Ohio non effettua esecuzioni dal gennaio 2014, il prigioniero Dennis McGuire aveva avuto delle crisi dopo aver ricevuto l'iniezione letale di Midazolam, un sedativo mai provato prima e che ha anche fallito in seguito in altri Stati.

Dopo tre anni di moratoria di fatto, Ohio voleva riavviare nel 2017 le esecuzioni, ma diversi giudici lo hanno impedito ritenendo che il Midazolam può causare nuovi problemi.

Lo Stato difenderà il 14 giugno l'uso di questo sedativo davanti alla Corte d'Appello del sesto circuito, con sede in Cincinnati, un'istanza immediatamente al di sotto della Corte Suprema.

Nel 2015, la stessa Corte Suprema ha autorizzato l'uso del controverso Midazolam, quindi, se il caso arrivasse sul loro tavolo, l'
Ohio rischia poter ottenere l'autorizzazione a usare il Midazolam.

Ohio aveva progettato di eseguire questo 10 maggio Ronald Phillips, la sua esecuzione è stata riprogrammata per il 26 luglio.

Lo stato inoltre ha previsto di eseguire il 14 giugno al Gary Otte. La sua esecuzione è stata riprogrammata il 13 Settembre.

Sono presenti 139 detenuti nel braccio della morte in Ohio, di cui 30 con esecuzioni previste entro il 2021. 

ES

Fonte: EFE

sabato 14 maggio 2016

Pena di morte: Pfizer, stop all'uso dei nostri farmaci per le iniezioni letali

Ansa
Già 20 aziende Usa e europee hanno posto restrizioni


Pfizer blocca l'uso dei suoi medicinali per le iniezioni letali usate nelle esecuzioni della pena di morte. Lo riporta il New York Times, sottolineando che piu' di 20 societa' farmaceutiche europee e americane hanno gia' adottato restrizioni per l'uso dei propri medicinali. 

L'annuncio di Pfzier, una delle maggiori case farmaceutiche al mondo, e' pero' considerato come una pietra miliare.

mercoledì 30 marzo 2016

USA - Mississippi - Pena di morte - Ritorna la fucilazione l'iniezione letale è difficile e costa troppo

Smartweek
La Mississippi House of Representatives permette allo Stato di attuare l’esecuzione dei prigionieri condannati a morte attraverso la fucilazione con un plotone di esecuzione, solo se per i funzionari statali l’iniezione letale risulta essere troppo costosa o inattuabile.
Ad inizio anno, il procuratore generale Jim Hood, ha chiesto ai membri della camera del Missisipi di approvare metodi di esecuzione alternativi alla somministrazione di farmaci letali. Somministrare un cocktail di farmaci letali, infatti, risulta essere troppo costoso per le casse dello stato. Un metodo meno dispendioso potrebbe essere, quindi, quello di eseguire le pene capitali per fucilazione.

Il repubblicano Robert Foster ha affermato che il plotone di esecuzione è un’opzione più umana e più efficace dell’iniezione letale. Secondo il membro del partito repubblicano, inoltre, anche la stragrande maggioranza dei residenti in Mississippi sarebbe a favore dell’introduzione di un plotone di esecuzione per eseguire le condanne a morte. Questa è ad esempio una sua dichiarazione a favore dell’introduzione di questo metodo “alternativo” di attuazione della condanna alla pena capitale:
E ‘stata una delle pratiche più comuni della storia, è molto immediata ed è quanto di più umano che si possa proporre per un’esecuzione”.
I politici contrari alla pena capitale hanno definito quest’idea come qualcosa di “barbarico”. Jim Craig, avvocato che ha citato in giudizio lo stato del Mississippi per il suo modo di compiere esecuzione attraverso somministrazione di farmaci letali, ha fatto notare come i legislatori abbiano votato la proposta di introdurre metodi alternativi per eseguire le condanne a morte nel pomeriggio del Venerdì Santo, il giorno in cui i cristiani credono che Cristo fu crocifisso . Jim Craig ha, inoltre, affermato:
“Trovo francamente disgustoso che, nel corso della settimana durante la quale si ricorda l’esecuzione di Gesù di Nazareth, i legislatori del Mississippi vogliano riportare il Mississippi indietro fino al 19 ° secolo”.
La Corte Suprema del Mississippi ha ascoltato le argomentazioni di Jim Craig a novembre, ma non si è ancora pronunciata sulla questione, molti secondini, invece, si sono rifiutati di far parte di un eventuale plotone di esecuzione per paura di rappresaglie future nei loro confronti.

Robert Dunham, direttore esecutivo del Death Penalty Information Center, ha affermato che da quando è stata istituita la pena di morte, lo Utah risulta essere l’unico paese americano che ha eseguito le condanne a morte per fucilazione. La Death Penalty Information Center,un’organizzazione senza scopo di lucro che si oppone alla pena capitale, fa notare come lo Utah abbia eseguito ben 3 condanne a morte tramite fucilazione, la più recente delle quali nel 2010.

Il problema, purtroppo, non sembra riguardare il solo stato del Mississippi, in Virginia, ad esempio, il Senato ha approvato un disegno di legge che permetterà allo Stato di effettuare esecuzioni mediante sedia elettrica quando non si è in grado di reperire i farmaci necessari per l’iniezione letale. 

martedì 20 ottobre 2015

USA Pena di morte: Ohio, nessuna esecuzione fino al 2017 per dubbi sui "farmaci" per cocktail letale

Swiss Info
L'Ohio rinvia ancora le esecuzioni: almeno per un altro anno la camera della morte resterà chiusa. La decisione è legata ai dubbi sull'uso dei farmaci usati nei cocktail letali. Lo riferiscono i media Usa.
Dopo lo sospensione temporanea nel gennaio del 2015, quando il detenuto Dennis McGuire impiegò 25 minuti a morire, la prossima esecuzione in Ohio era prevista per il 12 gennaio prossimo. Ma le polemiche sui farmaci letali avevano già spinto lo stato americano a sospendere per quest'anno le esecuzioni. Sospensione che ora è stata confermata fino al 2017. Ed ora la sua esecuzione è stata rinviata al 12 gennaio del 2017.

domenica 15 marzo 2015

Pena di morte. Il Texas al secco di veleni potrebbe essere costretto ad indire una moratoria delle esecuzioni

America Oggi
Austin. L'esecuzione di Randall Mays la prossima settimana potrebbe essere l'ultima in Texas per qualche tempo: lo stato che nel 1982 ha inventato l'iniezione letale ha finito le dosi di veleno necessarie ad applicare la pena capitale.

Ieri in Texas è stato messo a morte con un'iniezione letale Manuel Vasquez, un mafioso messicano [...]. Il 18 marzo dovrebbe essere la volta di Mays per l'uccisione di due poliziotti. Altre cinque iniezioni letali sono in programma nell'arco dei prossimi due mesi ma lo stato sta per esaurire la scorta di veleno per l'iniezione letale.

"Ce ne sono abbastanza per un'altra esecuzione su sei da qui a maggio", ha appreso il Washington Post. Il caso texano è emblematico delle difficoltà che hanno messo il metodo dell'iniezione letale sul banco degli imputati della Corte Suprema. I giudici di Washington decideranno entro l'inizio dell'estate su protocolli improvvisati e adottati stato per stato, a pelle di leopardo, da quando il boicottaggio delle case farmaceutiche ha reso difficile, quasi impossibile, procurarsi nuove scorte.

Il Department of Criminal Justice texano ha confermato al Washington Post che le siringhe dello stato resteranno a secco dopo l'esecuzione di Mays. Le iniezioni letali in Texas vengono somministrate con dosi mortali di pentobarbital, un barbiturico usato di routine dal 2011. Non è chiaro cosa succederà dopo quella esecuzione: se il Texas, cioè, troverà abbastanza pentobarbital per mettere a morte condannati in aprile e maggio o se sarà invece costretto a imporre una moratoria, come è successo altrove. Proprio a causa del boicottaggio dei fornitori, altri stati della "cintura della forca" stanno studiando metodi alternativi. E' di mercoledì la notizia che lo Utah si sta preparando a tornare alla fucilazione mentre l'Oklahoma sta valutando la camera a gas. La Georgia e la Pennsylvania hanno invece imboccato la strada della moratoria. Lo stesso è successo in Virginia, il primo stato in epoca coloniale a praticare una esecuzione.

Il Texas è stato il primo stato negli Usa a introdurre l'iniezione letale come metodo di esecuzione, metodo successivamente applicato anche in Cina, Guatemala e Taiwan: originariamente si trattava di un mix di tre farmaci - un anestetico, una sostanza paralizzante e un'altra che fermava il cuore - ma le forniture sono diventate a questo punto pressoché impossibili.

"Stiamo cercando di procurarci i farmaci", ha detto al Washington Post Jason Clark, un portavoce del Department of Criminal Justice: "Il nostro obiettivo è di portare a termine quelle esecuzioni".

giovedì 29 gennaio 2015

USA - Pena di morte, la Corte Suprema ferma tre esecuzioni in Oklahoma

Corriere della Sera
La decisione dopo il ricorso di tre detenuti contro il farmaco utilizzato per il procedimento: potrebbe non essere abbastanza potente da eliminare il dolore

La Corte Suprema USA
La Corte Suprema ha ordinato all’Oklahoma di rinviare le prossime tre esecuzioni previste fino a quando non sarà presa una decisione sul controverso farmaco usato per il procedimento, che potrebbe violare il divieto, imposto dalla Costituzione americana, di punizioni “troppo” crudeli. 

La sentenza arriva dopo il ricorso di tre condannati a morte che si erano rivolti alla Corte per far fermare le esecuzioni, previste da qui a marzo. In attesa della decisione dei giudici, lo stato dell’Oklahoma(che continua a sostenere che il farmaco utilizzato è giusto) voleva comunque procedere con le esecuzioni usando un altro farmaco, ma la Corte Suprema ha respinto la richiesta. Questo significa che Richard Glossip, John Grant e Benjamin Cole, ritenuti colpevoli di assassinio, non andranno nel braccio della morte. Glossip, accusato di aver ordinato l’assassinio del suo capo nel 1997, doveva morire giovedì prossimo. L’esecuzione di Grant era prevista per il 19 febbraio e quella di Cole, accusato di avere ucciso la sua bambina di nove anni, per il 5 marzo.

Sedativo sotto processo
«Si ordina che le esecuzioni, dove è previsto l’uso del midazolam, siano bloccate in attesa della disposizione finale sul caso», si legge nella decisione della Corte Suprema. Lo scorso venerdì i giudici hanno accettato la richiesta dei tre detenuti e deciso di verificare se il sedativo midazolam possa essere utilizzato nelle esecuzioni a seguito dei timori che non produca un profondo stato comatoso e di incoscienza come è accaduto nelle esecuzioni avvenute in Arizona, Ohio e Oklahoma. 

Il caso sarà discusso ad aprile e una decisione è attesa per giugno. Il midazolam è sotto accusa dall’aprile 2014, dopo l’esecuzione di Clayton Lockett: in quel caso il condannato, dato per incosciente, aveva cominciato ad agitarsi e urlare perché la vena dove dove essere iniettato il mix di farmaci letali era scoppiata, poi è morto d’infarto. La Casa Bianca in quell’occasione aveva commentato: «Nel caso di Lockett non sono stati rispettati gli standard di umanità necessari».
[...]

lunedì 26 gennaio 2015

USA - Pena di morte: Wyoming problemi con mix dell'iniezione letale si valuta ritorno alla fucilazione

OnuItalia.com
Cheyenne (Wyoming) – I problemi sul mix dell’iniezione letale che hanno fatto finire il protocollo dell’Oklahoma davanti alla Corte Suprema hanno indotto il Wyoming, uno degli Stati del West che hanno la pena di morte ancora nei codici, a contemplare la possibilita’ del ritorno alla fucilazione.

Una legge approvata dal Senato in gennaio prevede il ritorno del plotone di esecuzione nel caso in cui l’iniezione letale non possa essere somministrata o se dovesse essere giudicata incostituzionale dai giudici di Washington.

Il Wyoming e’ lo stato meno popoloso degli interi Stati Uniti e ha solo una persona nel braccio della morte. Nello Utah una proposta che ripristina la fucilazione se i farmaci dell’iniezione letale non dovessero essere disponibile va all’esame dei parlamentari locali in questa sessione legislativa mentre in Tennessee il governatore Bill Haslam ha ratificato la possibilita’ di tornare alla sedia elettrica.

Lo Utah aveva abolito le esecuzioni per fucilazione nel 2004 ma coloro che erano già stati condannati in quella data hanno conservato il diritto di scegliere come lasciare questo mondo, se con il plotone o con l’iniezione letale. Questo ha permesso nel 2004 Ronnie Lee Gardner, 49 anni, di essere fucilato nel carcere di Salt Lake City dopo 25 anni nel braccio della morte. (25 gennaio 2015)

sabato 24 gennaio 2015

USA, pena di morte: sotto esame la costituzionalità dei nuovi cocktail per l'iniezione letale

Ansa
La Corte Suprema degli Usa ha deciso di riesaminare la costituzionalità delle nuove combinazioni di farmaci per l'iniezione letale che alcuni Stati utilizzano per le esecuzioni.
La decisione è stata presa in seguito al ricorso di tre condannati a morte in Oklahoma. L'Alta Corte, che proprio la settimana scorsa ha permesso l'esecuzione di un detenuto con lo stessa combinazione di farmaci, dovrà decidere se l'uso del cocktail viola il divieto della Costituzione Usa di infliggere punizioni crudeli.

In particolare, i giudici hanno deciso di verificare se il sedativo midazolam possa essere utilizzato nelle esecuzioni a seguito dei timori che non produca un profondo stato comatoso e di incoscienza. Dovranno inoltre assicurarsi che il detenuto non sperimenti un dolore intenso e inutile quando gli vengono iniettati altri farmaci per ucciderlo.

La decisione giunge otto giorni dopo che la Corte Suprema si si è rifiutata di bloccare l'esecuzione di un detenuto in Oklahoma dove viene usato lo stesso tipo di cocktail. Oltre al midazolam viene utilizzato un farmaco per paralizzare il detenuto e un terzo per bloccarne il cuore. Il caso alla Corte Suprema sarà probabilmente discusso ad aprile con una decisione attesa per la fine di giugno.

Corte Suprema Usa esaminerà casi di 3 condannati
La Corte Suprema degli Stati Uniti esaminerà il caso di tre detenuti rinchiusi nel braccio della morte che contestano - in quanto incostituzionale perché rischia di causare sofferenze e dolore - l'uso di determinati farmaci nel cocktail usato per le esecuzioni con l'iniezione letale. La Corte aveva precedentemente deciso di non posticipare l'esecuzione di 4 detenuti in Oklahoma, una delle quali è stata eseguita il 15 gennaio: Charles Warner è stato il primo la cui esecuzione è stata portata a termine nello Stato americano dopo quella che nell'aprile 2014 si risolse in un'agonia di tre quarti d'ora per il condannato, Clayton Lockett.

sabato 27 dicembre 2014

USA - Arizona e Oklahoma sfidano Onu. Giudice, ok a iniezione letale: "è più umana della forca"

Ansa
Oklahoma e Arizona sfidano l'Onu: entrambi gli Stati hanno dato nuovamente il via alle esecuzioni, fermate dopo la morte di due condannati sul lettino dell'iniezione letale dopo prolungate agonie. 


"L'iniezione letale è più umana della forca", ha giustificato il verdetto il giudice Stephen Friot della Corte Federale Distrettuale di Oklahoma City. 

La settimana scorsa l'Assemblea Generale dell'Onu aveva esortato gli Stati membri ad adottare una moratoria della pena di morte.

domenica 10 agosto 2014

USA - Pena di morte: Louisiana, richiesto all'ospedale farmaco per un detenuto malato ma serve per l’iniezione letale

OnuItalia.com
Luisiana - Lake Charles Hospital – Una volta finite le scorte di veleni per l’iniezione letale le autorita’ penitenziarie della Louisiana si sono rivolte a un ospedale dove le stesse sostanze vengono usate per lenire le sofferenze dei malati. 

Il Lake Charles Memorial - scrive l’organizzazione abolizionista The Lens – e’ finito nella bufera per aver fornito senza saperlo 20 fiale di idromorfone al Dipartimento delle Prigioni una settimana prima della prevista esecuzione di Christopher Sepulvado.

“Pensavamo che il farmaco fosse per un detenuto malato, non per una esecuzione: lo avessimo saputo non lo avremmo dato”, ha detto a The Lens Ulysses Gene Thibodeaux, giudice e membro del consiglio di amministrazione dell’ospedale.

lunedì 28 luglio 2014

USA: senatore repubblicano McCain "ultima esecuzione in Arizona è stata tortura"

La Presse
L'esecuzione di Rudolph Wood in Arizona è stata una tortura. Così il senatore repubblicano John McCain ha commentato l'uccisione del detenuto, che mercoledì nella prigione di Tucson è durata due ore. Il senatore, che sostiene la pena di morte per alcuni reati, ha definito con termini coloriti le complicazioni avvenute durante l'esecuzione.
"L'iniezione letale deve essere davvero letale", ha dichiarato il senatore, e non dovrebbero accadere situazioni in cui si perde il controllo. "Ecco la tortura", ha aggiunto. Woods ha ricevuto l'iniezione letale con una combinazione di due farmaci, ma ha impiegato quasi due ore prima di morire. Ha trascorso più di 90 minuti senza riuscire a respirare, poi si è spento.

Lo Stato dell'Arizona ha sospeso tutte le esecuzioni, mentre è stata aperta un'inchiesta sul caso. Secondo McCain i responsabili dell'esecuzione dovrebbero rispondere della sofferenza di Wood.

sabato 26 luglio 2014

USA - Pena di morte: Arizona, dopo la scandalosa esecuzione con 2 ore di agonia, moratoria temporanea

ONU Italia
Florence (Arizona) – Dopo il flop record di una iniezione letale in Arizona, scatta nello stato americano una moratoria temporanea della pena di morte. La governatore Jan Brewer ha ordinato al dipartimento delle prigioni di riesaminare l’esecuzione di Joseph R. Wood, il condannato che ha impiegato quasi due ore a morire, mentre l’Attorney General Tom Horne ha annunciato che non firmerà più’ mandati di morte fintanto che il riesame non sara’ ultimato: “Motivi precauzionali”.
Joseph R. Wood, condannato per due omicidi, e’ morto sul lettino dell’iniezione killer 152 minuti dopo l’inizio dell’esecuzione e dopo aver boccheggiato e rantolato per oltre 600 volte “cercando l’aria come un pesce fuor d’acqua”, secondo il racconto di un testimone. La direzione del carcere-fortezza di Florence Charles Ryan ha detto che le procedure seguite dal boia sono state “da manuale”, con “i cateteri infilati perfettamente nelle vene” e “senza che ci fosse alcuna fuoriuscita di liquido”, come era invece avvenuto con Clayton Lockett, il detenuto protagonista in aprile di un’altra esecuzione flop in Oklahoma.

A poche settimane dalla ripresa all’Onu del dibattito sulla moratoria della pena di morte (una priorita’ per l’Italia), il fiasco dell’Arizona ha riaperto la polemica sulla pena di morte e sull’uso negli Stati Uniti di farmaci non testati dal momento che quelli usati nel cocktail tradizionale di tre veleni sono diventati indisponibili. “Un problema e’ che non conosciamo la catena di custodia di questi farmaci e dove fossero conservati”, ha detto al New York Times Mark Heath, anestesista della Columbia University. L’esecuzione di Wood e’ stata la quarta dall’inizio dell’anno a presentare problemi: la stessa combinazione di idromorfone, un’antidolorifico derivato dall’oppio, e del sedativo midazolam, era stata impiegata in Ohio, un’altra iniezione letale durata ben oltre la media, in gennaio.

Difficile dire cosa sia successo stavolta: secondo Heath, una possibilita’ e’ che “i farmaci non funzionano come ci immaginiamo se somministrati in alte dosi”. E dal momento che queste dosi sono usate solo con le iniezioni letali “siamo in un terreno dove tutti lavorano al buio”.

Nelle iniezioni letali, d’altra parte, i dosaggi sono finora variati da stato a stato: la Florida usa 500 milligrammi di midazolam mentre l’Ohio inizialmente aveva detto che ne avrebbe usati dieci, per salire a 50 dopo l’esecuzione fallita di Dennis McGuire (26 minuti di agonia) in gennaio. L’Oklahoma usa 100 milligrammi, l’Arizona 50. Segreta in ogni caso e’ la provenienza dei farmaci, un problema nuovamente sollevato nei giorni scorsi dall’organizzazione abolizionista italiana Nessuno Tocchi Caino: “Le societa’ farmaceutiche multinazionali, dopo una nostra campagna, hanno bloccato le forniture delle sostanze usate per compiere le esecuzioni capitali e ora sono laboratori farmaceutici locali a fornire i farmaci, ma non se ne conosce la natura e non si conoscono le reazioni degli stessi farmaci”, aveva dichiarato Sergio D’Elia in occasione della presentazione annuale del rapporto sulla pena di morte messo a punto dall’associazione.

Blog Link: 24/07/14 USA - Pena di morte, in Arizona un detenuto muore dopo 2 ore di sofferenze L'agonia più lunga in una esecuzione in USA

giovedì 24 luglio 2014

USA - Pena di morte, in Arizona un detenuto muore dopo 2 ore di sofferenze

Rai News 24
Il 55enne Joseph Rudolph Wood, condannato per un duplice omicidio commesso nel 1989, è stato dichiarato morto alle 15.49 ora locale dopo un'iniezione letale effettuatagli alle 13.52. Di solito un'esecuzione dura circa 10 minuti. Scoppia la polemica per il cocktail di farmaci utilizzati e sulle inutili sofferenze
Una morte lunga, un'agonia disumana. Alla fine Joseph Rudolph Wood è morto alle 15.49 locali, nel carcere di Florence, in Arizona. L'iniezione letale gli era stata effettuata due ore prima alle 13.49 quando in genere un'esecuzione di questo tipo dura circa 10 minuti. 

L'uomo, 55 anni, era nel braccio della morte da più di 20 anni, condannato alla pena di morte per un duplice omicidio commesso nel 1989. Una storia, quella di Wood, destinata sicuramente a sollevare un vespaio di polemiche. 

Perchè proprio pochi giorni fa, il 21 luglio, i suoi avvocati avevano chiesto alla corte d’appello di San Francisco di bloccare l’esecuzione e informare il proprio cliente sul cocktail di farmaci che gli sarebbero stati somministrati. Niente da fare. 

E' stato un calvario. Un calvario senza precedenti nella storia delle esecuzioni negli Stati Uniti. I legali di Wood hanno presentato inutilmente un appello d'emergenza durante l'agonia. E' il terzo caso in pochi mesi di un'esecuzione andata male e negli Stati Uniti se ne discute da settimane. 

La governatrice dell'Arizona Jan Brewer ha ordinato un'inchiesta. Lo Stato dell’Arizona aveva reso noto soltanto che a Woods sarebbero stati somministrati nelle vene sostanze approvate dalla Food and Drug Administration, ma non ha fatto il nome del produttore, per non fare cattiva pubblicità. Ma ora saranno obbligati da un tribunale a fornire tutti i dettagli. 

Ad aprile c'era stato un precedente. Clayton Lockett, in Oklahoma, era morto dopo 43 minuti di sofferenze. A gennaio, in Ohio, Dennis McGuire aveva rantolato e ansimato per 26 minuti.  
Ultimamente negli Stati Uniti molte aziende si sono rifiutate di vendere farmaci per le esecuzioni capitali e così vengono sperimentate nuove miscele di morte con i terribili risultati che sono davanti agli occhi di tutti.

mercoledì 18 giugno 2014

Usa, Georgia prima esecuzione con iniezione letale dopo stop per orrenda esecuzione in Oklahoma

La Repubblica
La Corte suprema ha autorizzato la condanna a morte, "cancellando" le polemiche sollevate per le sofferenze inferte in Oklahoma ad uno dei condannati, ucciso con il cocktail di farmaci
La Georgia ha eseguito nella notte la prima condanna a morte negli Stati Uniti in sette settimane, dopo quella dell'Oklahoma che aveva sollevato polemiche per le sofferenze inferte al condannato.

Marcus Wellons, 58 anni [...] omicida nel sudest della Georgia.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, poche ore prima, aveva dato il via libera a questa esecuzione, confermando anche il sì ad altre esecuzioni che saranno messe in atto nelle prossime ore sia in Georgia che in Oklahoma.

mercoledì 4 giugno 2014

USA: Corte Ohio esaminerà l'appello di un sopravvissuto all'iniezione letale

La Presse
La Corte suprema dell'Ohio, negli Stati Uniti, ha deciso di ascoltare il caso di Romell Broom, unico uomo a essere scampato all'iniezione letale mentre era già sul lettino e che sostiene che sarebbe sottoposto a una punizione ingiusta se venisse nuovamente messo a morte. 

"Qualunque tentativo di uccidere Broom per una seconda volta costituirà necessariamente la ripetizione di almeno una parte del dolore che ha già provato e che può essere inflitto una sola volta, perciò eseguire la condanna a morte equivarrebbe a punirlo due volte per lo stesso reato", affermano gli avvocati del detenuto. L'esecuzione di Broom, nel 2009, venne fermata dall'allora governatore Ted Strickland dopo che gli addetti all'iniezione tentarono senza successo per due ore di trovare una vena.

Il detenuto sostiene di avere subito almeno 18 tentativi di iniezione in quel periodo di tempo, fatto che gli procurò un dolore tale da farlo scoppiare in lacrime e urla. L'appello in sede federale di Broom è al momento sospeso, in attesa del verdetto della Corte suprema dello Stato. Dal giorno della tentata esecuzione, Broom è tornato nel braccio della morte, senza che venisse stabilita una nuova data per l'iniezione letale. Un caso del 1947 potrebbe costituire un precedente nel caso di Broom.

venerdì 23 maggio 2014

USA: problemi con farmaci iniezione letale, il Tennessee reintroduce sedia elettrica

La Presse
Il Tennessee risponde alla scarsità di farmaci per le iniezioni letali delle condanne a morte tornando alla sedia elettrica. Il governatore repubblicano Bill Haslam ha firmato un provvedimento che permette questo tipo di esecuzione, in caso le carceri non riescano a procurarsi i farmaci necessari al cocktail per l'iniezione con cui uccidere i detenuti.
I farmaci sono sempre più difficili da reperire, a causa del boicottaggio europeo alla loro vendita quando lo scopo è uccidere persone. La legge a favore della sedia elettrica era stata passata ad aprile con larga maggioranza, con 23 voti favorevoli contro tre al Senato e 68 contro 13 alla Camera.

Il Tennessee è il primo Stato Usa a reintrodurre questo metodo senza dare una scelta su come morire ai condannati, spiega Richard Dieter, direttore dell'organizzazione no profit Centro di informazione sulla pena di morte, perché "altri Stati permettono ai detenuti di scegliere: nessuno Stato si era spinto così oltre". Dieter si aspetta che i ricorsi e le cause aumenteranno se si deciderà di usare la sedia elettrica, sia per motivi legati alle prove che i farmaci siano indisponibili, sia per le protezioni previste dalla Costituzioni contro le pene cruente.

La decisione segue l'esecuzione con iniezione letale dello scorso mese in Oklahoma, dove il 38enne Clayton Lockett ha sofferto oltre 40 minuti di agonia. L'esecuzione è stata interrotta e l'uomo è morto per un presunto attacco di cuore dieci minuti dopo. Il Tennessee ha 74 prigionieri nel braccio della morte e la più recente esecuzione risale al 2010. Il prossimo a dover essere ucciso è Billy Ray Irick, condannato per l'omicidio di una bambina di 7 anni nel 1985. L'esecuzione è programmata per l'8 ottobre.

mercoledì 19 marzo 2014

Pena di morte: Usa, rinviate due esecuzioni - Societa' farmaceutiche rifiutano di vendere prodotti necessari

Ansa
New York - Una corte d'appello dell'Oklahoma ha rinviato l'esecuzione di due condanne a morte in programma nei prossimi giorni, a causa della mancanza del farmaco letale da iniettare nelle vene dei condannati. 

Da tempo, l'Oklahoma e altri stati degli Usa hanno difficolta' a reperire sul mercato farmaci da utilizzare per le esecuzioni con iniezioni letali, dopo che societa' farmaceutiche in Europa, America e Asia si sono rifiutate per ragioni etiche negli ultimi anni di vendere i loro prodotti utilizzabili a tale scopo.

domenica 16 febbraio 2014

USA - Arkansas blocca esecuzioni a morte con iniezione letale

Il Messaggero
L’America si allontana sempre un poco di più dalla pena di morte e questa volta tocca all’Arkansas fare un passo indietro. Un giudice dello Stato venerdì 14 febbraio ha deciso di bloccare tutte le esecuzioni previste fino a quando la legge sull’esecuzione del metodo di applicazione della pena capitale non venga rivisitata. 


Questa decisione segna un capitolo importante nella controversia sulle iniezioni letali nella quale si trovano coinvolti tutti gli Stati americani che praticano la pena di morte.
Il giudice Wendell Griffen ha infatti deciso di dare ragione ai nove condannati a morte i quali hanno chiesto la sospensione delle condanne in Arkansas. Il giudice infatti ha stimato che la legge del 2013 sulle procedure di esecuzione manca di “linee direttrici” e che “la legge non correggerebbe i vizi di quella precedente” spiega Jeff Rosenzweig, avvocato di uno dei detenuti.

Questa legge infatti si limita ad ordinare alle autorità penitenziarie di utilizzare dei barbiturici per svolgere le esecuzioni ma non precisa quali, e non parla neppure della formazione che il personale deve seguire per svolgere l’iniezione. I condannati lamentano dunque la violazione dell’8° emendamento che protegge da una “punizione crudele ed insolita” secondo Rosenzweig.

Nessuna esecuzione era comunque prevista a breve nello Stato che ha nel suo braccio della morte 298 condannati ma dal 2005 non svolge più esecuzioni.


Secondo il rapporto annuale pubblicato dal Centro d’informazione sulla pena di morte(DPIC), infatti, sono 39 le condanne totali eseguite nel 2013 negli Usa, contro le 43 del 2012. Il calo è dovuto alla decisione di diversi Stati di abbandonare l’esecuzione letale, come Maryland, Connecticut, Illinois, New York, New Jersey e Nuovo-Messico. Nel 2013, il Maryland è diventato il 18esimo Stato a votare per questa abolizione. Altri invece hanno optato per una moratoria.


Diversi Stati americani difronte al ritiro dei prodotti usati per le esecuzioni da parte dei produttori europei hanno deciso di cercare delle alternative per svolgere le iniezioni letali. Di conseguenza sempre più detenuti si rivolgono ai tribunali federali per chiedere la sospensione della condanna per il rischio di provare sofferenza nel corso della esecuzione.
Solo la settimana scorsa il governatore di Washington aveva deciso di attuare una moratoria sulla pena di morte, affermando che “ci sono troppe falle nel sistema”. Mentre ilSenato del Kansas sta valutando la decisione di abolire la pena capitale, come già fatto da altri 18 stati degli Usa.