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venerdì 17 novembre 2017

USA - Nebraska - Pena di morte - Si rimette in moto la macchina della morte dopo 20 anni. Composizione iniezione letale mai sperimentata.

Blog Diritti umani - Human Rights
La pena capitale riprenderà nello stato centrale del Nebraska, dopo una pausa di 20 anni, con l'esecuzione di un condannato utilizzando una combinazione di "farmaci" mai sperimentata.
José Sandoval
I funzionari della prigione hanno informato il trentasettenne José Sandoval nel braccio della morte per un reato compiuto nel 2002 nel 2002 che sarà messo a morte utilizzando l'intenzione letale.

Gli oppositori della pena di morte hanno sollevato delle preoccupazioni sull'utilizzo di questo nuovo protocollo affermando che "Qualsiasi nuova combinazione di farmaci significa che l'esecuzione è una sorta di esperimento umano", ha detto l'AFP Robert Dunham, il Centro per l'informazione sulla pena di morte.

Se la sua esecuzione dovesse avvenire, sarebbe il primo prigioniero ad essere ucciso in Nebraska dal 1997, quando quello stato usava la sedia elettrica.
Come molti stati, il Nebraska ha faticato a trovare le sostanze necessarie per le iniezioni letali. I gruppi farmaceutici hanno effettivamente ceduto alla pressione dell'opinione pubblica cessando di fornire questi prodotti.

Le autorità non hanno rivelato come si sono procurate per questo nuovo protocollo, costituito da un sedativo - diazepam (Valium) -, un forte analgesico - fentanil citrato - un rilassante muscolo - cisatracurio - besilato e cloruro di potassio, che blocca il cuore.

Danielle Conrad, della filiale del Nebraska della potente American Civil Liberties Union (ACLU), ha denunciato un "cocktail per l'iniezione letale non testato e sperimentale". "Siamo inorriditi", ha detto in una dichiarazione.

La pena di morte è stata rimossa dai parlamentari del Nebraska nel 2015, ma è stata reintrodotta in un referendum popolare nel 2016.

Il numero di esecuzioni è diminuito negli Stati Uniti nell'ultimo decennio, con 23 esecuzioni dall'inizio dell'anno, secondo il Capital Punishment Information Center ad esempio erano 98 nel 1999 e 52 nel 2009.

ES

Fonte: AFP

giovedì 24 novembre 2016

California, Nebraska e Oklahoma affermazione della pena di morte nell'anno del minimo storico di esecuzioni in USA

Il Manifesto
Il 2016 sembrava l'anno giusto per festeggiare una sensibile regressione della pena di morte negli Stati uniti. Da una recente statistica del Pew Research Center, infatti, risulta che quello in corso è l'anno con meno esecuzioni capitali dell'ultimo quarto di secolo. Dal mese di gennaio i boia statunitensi hanno giustiziato 17 persone, con altre 3 esecuzioni previste entro la fine dell'anno, per un totale di 20, il minimo storico dal 1991, quando vennero portate a termine "soltanto" 14 esecuzioni.


Tuttavia, negli stessi giorni in cui gli Usa eleggevano il nuovo presidente, i cittadini di tre stati, California, Nebraska e Oklahoma, hanno votato anche in rispettivi referendum, i cui esiti non hanno affatto smentito i risultati che incoronavano contemporaneamente il repubblicano Trump. 

La California è lo Stato che vanta il braccio della morte più affollato, con 750 condannati. Tra la proposta referendaria 62, che chiedeva l'abolizione definitiva della pena di morte e la proposta 66 che, al contrario, auspicava addirittura l'accelerazione delle procedure per le uccisioni legalizzate, il 52% degli elettori ha votato per quest'ultima opzione. Il problema è che se adesso la proposta 66 venisse applicata alla lettera, sarebbe una vera e propria mattanza; parecchi giuristi si augurano che non sarà così, altrimenti dovremmo assistere "all'esecuzione di una persona a settimana per 14 anni".
Poi è toccato al Nebraska, dove la pena di morte era stata abolita nel maggio 2015 e reintrodotta dopo appena una manciata di mesi con il consenso del 57% dei cittadini. 

Infine l'Oklahoma, paese forcaiolo (percentualmente ha il numero più alto di esecuzioni in rapporto al numero di abitanti), che ha confermato la sua ferale tradizione con il 67% degli elettori. Dopo questo voto l'Oklahoma è diventato il primo Stato americano che legittima la pena capitale, includendola nella propria stessa Costituzione.

 Eppure lo stesso sondaggio del Pew Research Center, soltanto il 30 settembre scorso, aveva rivelato una sensibile decrescita di consensi verso la pena di morte da parte dei cittadini americani, con il 49% che restava favorevole alla legge dell'occhio per occhio.

All'interno di queste percentuali, come riportato anche dal Comitato Paul Rougeau nel suo ultimo "Foglio di collegamento", è interessante vedere come si pongono le varie categorie della cittadinanza statunitense. Tanto per cominciare, si conferma che la maggioranza dei Repubblicani (72%) continua ad essere favorevole alla pena di morte, mentre solo il 34% dei Democratici lo è. Per quanto riguarda gli "indipendenti", la percentuale è equamente ripartita (45% a favore, 44% contrari).
Anche il sesso, la razza, il credo religioso e il livello culturale fanno pendere il piatto della bilancia da una parte o dall'altra: i maschi sono più favorevoli alla pena di morte delle femmine (55% contro 43%), i bianchi lo sono molto più degli afroamericani e degli ispanici (57%, contro rispettivamente 29% e 36%), i protestanti evangelici sono favorevoli (69%) mentre i cattolici sono quasi equamente ripartiti (43% favorevoli, 46% contrari) e, concludendo la rassegna, le persone che hanno conseguito almeno la licenza della scuola superiore sono meno "forcaiole" di quelle meno colte (43% contro 51%).
Come se non bastasse, però, adesso anche il New Mexico si è messo nella scia della triade di Stati tornati a quei fasti medievali che permettono ai governi di disporre della vita dei propri cittadini. Nel New Mexico la pena di morte era stata abolita da sette anni, ma l'attuale Governatrice repubblicana, Susana Martinez, sta facendo di tutto per ripristinarla, pretendendo che il Parlamento del suo Stato approvi la legge per la reintroduzione già a gennaio. 

In tema di diritti umani, sembra che negli Usa tutte le più rosee aspettative si siano infrante nella manciata di poche settimane ed ora, con l'avvento di Donald Trump, forse ci sarà da aspettarsi il peggio.

di Marco Cinque

mercoledì 9 novembre 2016

Referendum USA - Passi indietro nell'abolizione della pena di morte in Nebraska, Oklahoma e California

Blog Città per la Vita - Comunità di Sant'Egidio
Referendum USA: Preoccupazione e sconforto tra gli abolizionisti: torna il consenso alle esecuzioni in Nebraska, Oklahoma e California


Insieme alle elezioni presidenziali si sono tenuti ieri negli USA anche tre referendum sull'applicazione della pena di morte che hanno dato risultati sconfortanti, facendo fare al paese parecchi passi indietro rispetto al recente trend abolizionista. 

In Nebraska, si è votato sul rigetto o mantenimento della legge di abolizione della pena capitale che l'assemblea legislativa aveva approvato nel maggio 2015, superando il veto del governatore. Più del 62% dei votanti si è dichiarato a favore del reinserimento della pena di morte nella legislazione dello Stato.

In California, stato mantenitore, si è votato sulla sostituzione della pena capitale con l'ergastolo senza possibilità di grazia (Proposition 62). Inoltre, si è votato sulle norme che regolano appelli e petizioni dei condannati a morte, per ridurre ad un massimo di 5 anni il tempo per esaurirli (Proposition 66) e sull'obbligo di lavoro per i condannati a morte, inteso quale mezzo per indennizzare i famigliari delle vittime. Il 54% dei votanti ha rifiutato di abolire la pena di morte, mentre il 51% ha votato per rendere più rapido il processo di appello dei condannati a morte. 
La California aveva già votato nel 2012 sull'abolizione della pena di morte: allora il 52% dei votanti si era dichiarato contrario.

In Oklahoma la pena di morte è ammessa ma vige una moratoria da ottobre 2015 in attesa di verificare i problemi di alcuni metodi di esecuzione. Ieri si è votato su un emendamento costituzionale che ammette la pena di morte, rifiutando di considerarla punizione crudele ed inumana, e considera costituzionali tutti i metodi di esecuzione, esclusi quelli vietati dalla costituzione federale. Più del 66% dei votanti si è dichiarato a favore della costituzionalità della pena di morte.

mercoledì 1 luglio 2015

1° Luglio 2015 - Accensione speciale del Colosseo per l'abolizione della pena di morte in Nebraska

NEBRASKA: La storica scelta di abolire la pena di morte presa il 27 maggio  viene celebrata a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio e dalla Città di Roma, con l'accensione speciale del Colosseo 
Roma - 1° Luglio Colosseo ore 20.30 



Comunicato Stampa - Comunità di Sant'Egidio
  
Roma - Una promessa mantenuta. Quando il Parlamento del Nebraska si avvicinava a una decisione storica, la prima abolizione votata da uno stato a guida repubblicana, dopo il Nord Dakota nel 1973, la Comunità di Sant'Egidio aveva annunciato, insieme a Mario Marazziti, presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, l'accensione speciale del Colosseo.
Da tempo il Colosseo è il centro del movimento mondiale delle Città per la Vita, le Città contro la pena di morte, nella Giornata mondiale del 30 novembre di ogni anno, giorno anniversario della prima abolizione della pena capitale, avvenuta nel 1786 per iniziativa del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana.
E' il modo per celebrare una svolta che accorcia la distanza tra America ed Europa sul terreno decisivo del rispetto della vita umana, anche quella dei colpevoli.
E' stato un percorso difficile quello che ha portato all'abolizione. Iniziata nel 1981, con un tentativo ogni anno, la vittoria degli abolizionisti indica un cambiamento importante che può avere conseguenze anche in altri stati mantenitori. In un Parlamento mono camerale il voto è arrivato fino a 32 voti favorevoli, bi-partisan, e i voti contrari hanno oscillato da 15 a 17, per arrivare a 19 in quello decisivo che ha annullato il veto del governatore Pete Ricketts.
Il governatore Ricketts, che è pesantemente intervenuto per bloccare il provvedimento, e che alla vigilia del voto ha comprato nel sub-continente indiano le sostanze letali che potrebbero provocare esecuzioni "difettose" come quelle in Oklahoma e Arizona, sembra intenzionato a promuovere un referendum e a contrastare la storica decisione del suo Parlamento.
Per questo è importante che il mondo mostri la sua solidarietà e che Roma e il Nebraska siano più vicini.
La festa di domani è solo l'anticipazione della celebrazione cui saranno presenti i Membri del Congresso del Nebraska e il movimento abolizionista, prevista
in occasione della Giornata Mondiale delle Città contro la Pena di Morte del prossimo 30 novembre 2015. 

L’evento è organizzato con patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e di Roma Capitale
Con il contributo tecnico di ACEA

Roma, 30 giugno 2015

lunedì 15 giugno 2015

Editorial New York Times: "Will Nebraska’s Death Penalty Come Back?"

New York Times
Editorial
In a sensible, humane move last month, Nebraska lawmakers abolished the state’s death penalty by a 30-to-19 vote that crossed party lines and overrode a veto by Gov. Pete Ricketts. These lawmakers aren’t renegades; an April poll by the American Civil Liberties Union of Nebraska found that 58 percent of Nebraskans supported alternatives to the death penalty, like life without parole.

Now comes the counterattack.

A new group called Nebraskans for the Death Penalty has started a petition drive, supported by Mr. Ricketts, to put the issue directly before voters in 2016. Last week, they got the support of the Nebraska Sheriffs’ Association, which claimed, as Mr. Ricketts has, that public safety depends on the state’s ability to kill certain inmates.

To put the proposed referendum on the ballot, death penalty supporters have about three months to get signatures from 5 percent of registered voters, or about 58,000 Nebraskans. If they can get 10 percent, state law will put the ban on hold until the voters have a chance to weigh in. Whether the effort succeeds will depend in large part on how much money death penalty supporters can muster; paying people to go door to door asking tens of thousands of voters for their signatures doesn’t come cheap.

In addition to supporting the referendum, Mr. Ricketts is insisting that he still has the legal authority to execute the 10 people remaining on Nebraska’s death row, on the grounds that the Legislature cannot alter an existing sentence. Lawmakers, however, say they have eliminated all executions. Whatever the courts may decide on this question, it remains unclear whether the state even has the means to carry out these killings.

Like most death penalty states, Nebraska has struggled for years to obtain lethal-injection drugs. In 2011, after European drugmakers refused to sell their drugs for use in killing people, the state tried to sneak them in through a middleman in India. When a Swiss manufacturer found out and demanded the drugs’ return, Nebraska said no. In May, Mr. Ricketts said a new batch of drugs had been purchased — again, reportedly, from an Indian supplier, for $54,400, a batch large enough to kill 300 people. But one of those drugs, sodium thiopental, has not been approved by the Food and Drug Administration, and it is illegal to import it into the United States. The agency is under order from the federal appeals court in Washington to seize any new shipments of it. As a lawyer who argued that case put it, if the state wanted to get the drug, it would have to “smuggle it in in someone’s backpack.”

That sums up the state of the modern death penalty: a shady undertaking that depends on subterfuge and secrecy, lest the American people learn what is really going on.

In contrast, the votes of the Nebraska Legislature show that when lawmakers across the political spectrum can have an open, honest and informed debate on the issue, capital punishment is quickly exposed for the immoral, ineffective, arbitrary and costly practice that it is.

martedì 2 giugno 2015

Death Penalty Activists Say Nebraska Is The First Domino

The Daily Caller
The recent repeal of the death penalty in deeply conservative Nebraska surprised the nation, and now repeal advocates are saying this is just the beginning.

Nebraska’s legislature voted Wednesday to override Republican Gov. Pete Ricketts’ veto of a bill that would abolish the death penalty, making the home of Big Red the first red state to abolish the death penalty since North Dakota in 1973. This has given hope to repeal advocates in other conservative states that still enforce capital punishment.

Gallup polls show that in 1994, 85 percent of Republicans favored the death penalty. That number dropped to 76 percent in 2014. This coincides with the lessening up of a wave of a tough on crime mentality that swept America in the 90’s because of high crime rates.

Nebraska, in which 36 of 49 state legislature seats are Republican, voted for Mitt Romney by a wide margin in the 2012 presidential race which is why so many were surprised by the repeal effort being not only strong enough to pass but also to override a veto.


Heather Beaudoin is the National Coordinator for Conservatives Concerned About The Death Penalty. She says CCATDP, which was formally launched at CPAC in 2013, is the only national conservative group dedicated to this issue, and that their strategy is to win over fiscal conservatives and evangelicals.

“I think that the main reason that evangelicals are paying attention is because we believe in redemption,” Beaudoin told The Daily Caller News Foundation. “God has the ability to transform their lives and use them for good.”

Marc Hyden, National Advocacy Coordinator for CCATDP, travels the country trying to convince Republicans that true conservatism is about being pro-life, fiscally responsible, and having limited government, things the death penalty completely contradicts. Recent surveys have found that it is actually cheaper to imprison people for life than to execute them.

“I’m just trying to raise up new voices that are against the death penalty and let others know that traditional conservatism is completely inconsistent with the death penalty,” Hyden told TheDCNF. “If you boil it down to its lowest common denominator and ask any conservative if they support a program that doesn’t achieve its goals, may kill innocent people, and costs millions more dollars than the alternatives, nine out of 10 will say we need to repeal a program that dangerous and that broken.”

giovedì 21 maggio 2015

Pena di morte abolita nello Stato del Nebraska. 19esimo stato USA senza pena capitale

Aska News
Voto a larga maggioranza dei Parlamento per superare il veto del governatore
Washington - I parlamentari del Nebraska hanno approvato l'abolizione della pena di morte, votando a larga maggioranza un testo di legge che prevede che venga sostituita dal carcere a vita. 


La maggioranza che ha sostenuto la norma è tale da consentire di superare il veto annunciato dal governatore repubblicano Pete Ricketts. La norma è infatti passata nella Camera unica dello Stato con 32 voti a favore e 15 contrari, confermando il risultato ottenuto nella precedente votazione del 17 aprile, quando i voti a favore furono 34 e quelli contrari 14. 

I 30 voti di sostegno vanificano la minaccia di veto del governatore. La norma entrerà subito in vigore e avrà effetto retroattivo, per cui gli 11 detenuti oggi nel braccio della morte vedranno la propria pena commutata in ergastolo. Il Nebraska è diventato così il 19esimo Stato americano su 50, oltre alla capitale federale Washington, ad abolire formalmente la pena di morte. L'ultima condanna capitale risale al 1997. L'80% delle esecuzioni compiute negli Stati Uniti nel 2014 sono concentrate in tre Stati: Texas, Missouri e Florida. Sim