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martedì 7 gennaio 2020

Florida, James Dailey, da 32 anni nel braccio della morte, ma ora un detenuto lo scagiona ma rischia lo stesso di essere ucciso.

Corriere della Sera
James Dailey, 73 anni, veterano della guerra del Vietnam, rischia di essere messo a morte nello stato americano della Florida, se il governatore Ron De Santis non interverrà direttamente.
Il 30 dicembre è infatti scaduto il rinvio della data di esecuzione, prevista a novembre, e presto potrebbe esserne fissata una nuova. Dailey è stato condannato a morte 32 anni fa per l'omicidio, avvenuto nel 1985 nella contea di Pinellas, della quattordicenne Shelly Boggio. Fu un omicidio terribile: 31 coltellate, il corpo gettato in acqua e lasciato annegare.

A convincere la giuria fu la testimonianza di un noto informatore seriale della polizia, Paul Skalnik, che aveva un "curriculum" di tutto riguardo: molestatore seriale, otto matrimoni alle spalle, 25 condanne per frode e una condanna a 20 anni in vista per furto aggravato. Skalnik, che in seguitò si sarebbe vantato di aver mandato in carcere 34 persone, quattro delle quali nel braccio della morte, venne rilasciato non appena dichiarò che Dailey gli aveva rivelato di aver assassinato Shelly Boggio.

Per quell'omicidio fu condannato, ma all'ergastolo, anche Jack Pearcy, all'epoca co-inquilino di Dailey. Appena tre settimane fa, il 18 dicembre, Percy ha sottoscritto una dichiarazione volontaria attribuendosi ogni responsabilità e scagionando Dailey: "Quella notte stava a casa a dormire". 

Come minimo, il governatore De Santis dovrebbe concedere a Dailey la possibilità che le dichiarazioni di Percy vengano esaminate approfonditamente. Il 20 per cento dei 367 annullamenti di condanne a morte nella recente storia degli Usa è dipeso da false incriminazioni fatte da informatori in cambio di benefici di pena. 

In Florida è accaduto ben 29 volte, più che in ogni altro stato della federazione.

Riccardo Noury

venerdì 14 dicembre 2018

USA - Florida, messo a morte Jose Antonio Jimenez ma la pena di morte negli Stati Uniti si conferma un calo di esecuzioni e di consenso.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Quella di Jose Antonio Jimenez, avvenuta giovedì 13 dicembre in Florida, è l'ultima esecuzione, del 2018 in Usa. 

Ma per la pena di morte negli Stati Uniti si conferma un calo di esecuzioni e di consenso.

Tre stati hanno ripreso, nel 2018, le esecuzioni di condannati presenti nel braccio della morte dopo lunghe pause, ma a livello nazionale, le esecuzioni sono rimaste vicino ai minimi storici.

Il rapporto "District of Columbia-based Death Penalty Information Center" 
afferma che sono state condotte 25 esecuzioni nel 2018, mentre nell'anno precedente erano state eseguite 30 condanne a morte. 

Dal 1976, anno del ripristino della pena di morte negli Usa, si è avuto il picco massimo di 98 esecuzioni nel 1999 e il minino nel 2016 con 20 esecuzioni.
Il sostegno degli americani alla pena di morte, ugualmente, ha raggiunto il picco negli anni '90 e da allora è diminuito. Secondo sondaggi di opinione pubblica di Gallup nel 2018 rileva un calo al 56% del sostengono alla pena di morte

Le esecuzioni nel 2018 sono state raggruppate in otto stati: Alabama, Florida, Georgia, Nebraska, Ohio, South Dakota, Tennessee e Texas. 
Circa la metà di tutte le esecuzioni nel 2018 si sono svolte in Texas, che ha effettuate 13. 
Il Tennessee ne ha eseguite 3. Alabama, Florida e Georgia due, mentre Nebraska, Ohio e South Dakota una.
Secondo una lista mantenuta dalla Death Penalty Information Center, non ci sono altre esecuzioni in programma quest'anno.

Ezio Savasta

Fonte: AP

lunedì 19 novembre 2018

Florida - pena di morte - Clemente Aguirre-Jardin, 14 anni da innocente nel braccio della morte

Corriere della Sera
Nello stato americano della Florida negli ultimi 45 anni sono stati rilasciati perché innocenti 28 condannati a morte, uno ogni anno e mezzo: un record nella storia contemporanea della pena di morte negli Usa.
Clemente Aguirre-Jardin dopo il rilascio (Foto Orlando Sentinel)
L’ultimo che potrà raccontare gli anni, ben 14, trascorsi nel braccio della morte si chiama Clemente Aguirre-Jardin (nella foto dell’Orlando Sentinel).

Era “il condannato perfetto”: uno straniero proveniente dall’Honduras, entrato negli Usa senza documenti. Accusato di un delitto efferato, un duplice omicidio con oltre 130 coltellate, dalle reali autrici, la figlia e la nipote delle vittime che per cinque volte, a quattro persone diverse, avevano confessato le loro responsabilità.

Sull’innocenza di Clemente Aguirre-Jardin ha lavorato molto l’Innocence Project, un’associazione statunitense che si occupa di detenuti condannati ingiustamente.

La Corte suprema della Florida, all’inizio della settimana, ha posto fine a questo calvario, annullando la condanna a morte.

sabato 20 ottobre 2018

In attesa della pena di morte in Florida chiede la cittadinanza italiana. Condannato nel 1976. Nonni siciliani. Il Comune: 'E' uno di noi'

Ansa
Un italo-americano da oltre 40 anni nel braccio della morte in Florida chiede la cittadinanza italiana. E' l'ultima speranza per Henry Sireci, condannato nel 1976 per l'assassino di Howard Poteet, un venditore di auto usate, delitto che lui nega di aver commesso. 

Henry Sireci
I nonni di Sireci sono entrambi nati a Caccamo, un piccolo comune nell'area metropolitana di Palermo, e il nonno è diventato cittadino Usa dopo la nascita del padre di Henry. Gli avvocati del condannato hanno inviato a suo nome una richiesta di cittadinanza. Hanno anche chiesto l'assistenza consolare "per impedire l'esecuzione di un innocente".

Il Comune siciliano ha fatto sponda: "E' un concittadino", ha detto il sindaco Nicasio di Cola dicendosi pronto a premere sulla Farnesina. Il caso Sireci due anni fa divise la Corte Suprema. Il giudice Stephen Breyer, dissentendo dai colleghi che avevano rifiutato il riesame, aveva preso spunto dai 40 anni passati da Henry nel braccio della morte per chiedere un ripensamento sull'intero sistema della pena capitale.

domenica 18 febbraio 2018

USA - Florida - URGENT APPEAL TO SAVE ERIC BRANCH scheduled to be executed on February 22

Comunità di Sant'Egidio
Halt Florida Executions!
We endorse the appeal launched by Catholic Mobilizing Action catholicsmobilizing.org/action/2018-01/stop-execution- by Mark Elliott  and www.fadp.org/halt-florida-executions/

Governor Scott has ordered the execution of Eric Branch for Thursday, February 22nd at 6pm ET. Branch was sentenced to death in 1994 after being convicted of killing Susan Morris.

Please contact Gov. Rick Scott now with the new direct action tool developed in partnership with Equal Justice USA.

Gov. Scott had been ordering a new execution every month before the U.S. Supreme Court essentially halted Florida executions by ruling Florida’s death sentencing scheme unconstitutional. It looks like Scott is now back on track ordering monthly executions. This would be the 27th execution ordered by Gov. Scott, a new record for a Florida governor. Please click on our FADP/EJUSA Take Action

Please support the statewide organized grassroots effort to end executions in Florida. Make your much needed and appreciated donation today. Monthly donations in any amount are especially helpful and needed.

Please share this message with others. Only with your help can the work be done and progress made.

domenica 16 ottobre 2016

USA - Pena di morte, bocciata la nuova legge della Florida

Corriere della Sera
Venerdì la Corte suprema della Florida ha rimandato al mittente la nuova legge sulla pena di morte introdotta dallo stato dopo che anche la precedente, all'inizio dell'anno, era stata giudicata incostituzionale. La ragione della prima pronuncia negativa era stata la previsione che fosse il giudice del caso, più che la giuria, ad avere l'ultima parola; nel secondo caso, è stata la norma che consentiva alla giuria di chiedere la pena di morte anche senza aver raggiunto l'unanimità.

La sentenza dell'altro ieri è stata presa nel caso Hurst vs Florida. Altrove negli Usa, dove le corti hanno a che fare con una serie di ricorsi legati al metodo d'esecuzione - problema sorto, come già scritto in questo blog, a seguito dell'esaurimento delle scorte di un farmaco usato per l'iniezione letale e dell'indisponibilità delle aziende farmaceutiche europee di ripristinarle - le sentenze hanno esito alterno. 

In Missouri, giovedì scorso, una corte d'appello ha dato ragione a un soggetto di questo stato (non sappiamo se sia un'azienda o un singolo farmacista, dato che in tutto il procedimento è chiamato "M7") che si era detto disponibile a rifornire lo stato del Mississippi, a condizione di rimanere anonimo, dell'anestetico essenziale per portare a termine un'esecuzione. Se la sua identità fosse stata rivelata, avrebbe ritirato la disponibilità.

Così i giudici della corte d'appello hanno stabilito che al condannato a morte che aveva fatto ricorso non deve interessare chi fornirà uno dei tre farmaci che porranno termine alla sua vita.

di Riccardo Noury

lunedì 9 maggio 2016

USA - Florida: 400 detenuti nel braccio della morte potrebbero sfuggire alla pena di morte

Blog Diritti umani - Human Rights
Washington - Quasi 400 detenuti nel braccio della morte in Florida possono sfuggire alla pena di morte a seguito di una decisione presa dalla Corte Suprema dello Stato del sud-est degli Stati Uniti, che ha discusso su questa delicata questione.

Il Tribunale della Florida
Questa audizione eccezionale è stata sollecitata da una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti del 12 gennaio, che ha concluso che il processo di condanna alla pena di morte in Florida viola la Costituzione, perché da troppo potere ad un solo giudice a danno dei giurati.
La Corte Suprema di Washington ha preso l'iniziativa a partire del caso di Timothy Hurst, un uomo condannato a morte nel 1998 per aver omicidio. Al suo processo, la giuria si era espressa con 7 voti contro e 5 a favore la della pena di morte, ma è stato in ultima analisi la pena capitale è stat ordinata dal Giudice.
Il pronunciamento della Corte Suprema potrebbe incidere sulle condanne a morte già inflitte.
Dopo la California, la Florida è lo stato americano con il più grande braccio della morte, con 396 condannati al 1 ° gennaio, secondo il Centro informazioni sulla pena di morte (TRIP). Il procuratore della Florida ha manifestato l'intenzione di non rinunciare alla pena di morte per i condannati.

Se la Corte Suprema della Florida ha stabilito emettendo un provvedimento in difesa di Timothy Hurst anche che circa 400 prigionieri nel braccio della morte non vengano eseguiti. Sarebbe la più grande sospensione della pena capitale nel braccio della morte negli Stati Uniti dal 1972. 
Quell'anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva dichiarato incostituzionale la pena di morte, prima di rivedere la sua posizione, quattro anni dopo.

Ezio Savasta

Fonte: AFP

martedì 3 maggio 2016

Corte Suprema USA: incostituzionale applicazione pena di morte in Alabama - Implicazioni anche in Florida

Blog Diritti Umani - Human Rights
Washington - La Corte Suprema degli Stati Uniti richiesto alla Corte d'Appello dell'Alabama di rivedere la condizione della pena di morte alla luce della sentenza del gennaio 2016 che ha evidenziato che l'applicazione della pena di morte in Florida è incostituzionale.

In questa sentenza contro la Florida si condanna il fatto che sia un solo giudice, non è una giuria, determinano la sentenza di morte. La Corte ha ritenuto che questo sistema sia incostituzionale.

Oggi, l'alta corte ha chiesta alla Corte di Appello dell'Alabama di riconsiderare la condanna a morte per Bart Johnson, che è stato condannato nel 2011 di aver un omicidio compiuto nel 2009. L'ordine del tribunale ha detto che la corte d'appello dovrebbe prendere in considerazione il caso, "in luce della sentenza Hurst vs Florida."

Il sistema della pena di morte in Alabama è molto simile a quello applicato in Florida la sentenza della Corte d'Appello potrebbe avere implicazioni di vasta portata per l'applicazione della pena di morte dello Stato.

ES

Fonte: WHNT

venerdì 4 marzo 2016

USA - Florida la Corte Suprema sospende un'altra esecuzione in quanto l'iniezione letale è "difettosa" e incostituzionale

Blog Diritti Umani - Huma Rights
Miami (USA) - La Corte Suprema della Florida ha ordinato all'unanimità la sospensione 
a tempo indeterminato la pena di morte per Mark James Asay, accusato di aver ucciso due persone e la cui esecuzione era prevista per il 17 marzo.
Questa è la seconda volta che la Corte di Stato rinvia un'esecuzione, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti lo scorso gennaio ha dichiarato  incostituzionale questa pena.
Mark James Asay
La Corte ha preso la decisione dopo l'udienza di Appello di Asay, 51, condannato a morte nel 1987 per il duplice omicidio compiuto nella città di Jacksonville, in North Florida.

L'applicazione della pena di morte in Florida è nel limbo dal momento che la sentenza della Corte suprema federale, l'ho considerata "difettosa" procedura di condanna da parte dello Stato.

Quella di Asay è la seconda sospensione di un'esecuzione quest'anno in Florida dopo quella di Cary Michael Lambrix, che è stato condannato alla pena massima per la morte di due persone nel 1983, nel febbraio scorso.

Dal 1976, la Florida, ha eseguito 92 detenuti. Attualmente ci sono 400 persone, tra cui 4 donne sono in attesa nel braccio della morte in attesa dell'iniezione letale

Nel 2015, gli Stati Uniti ha chiuso il suo anno con un minor numero di esecuzioni (28) a partire dal 1991 equindi ha approfondito un calo dal picco di 98 esecuzioni raggiunto nel 1999, secondo le statistiche ufficiali. 

ES

Fonte EFE

mercoledì 13 gennaio 2016

Pena di morte, la Corte suprema USA blocca la legge della Florida

QN
La legge non prevede che sia una giuria a decidere all'unanimità. Negli ultimi anni sono diminuite sia le sentenze che le esecuzioni della pena di morte
New York - La Corte suprema degli Stati Uniti ha fermato la legge sulla pena di morte della Florida, dichiarandola incostituzionale perché non prevede che una giuria prenda la decisione se condannare o meno una persona incriminata.

La decisione (8 concordi e 1 contro) è l'ultimo colpo nei confronti la pena di morte: negli ultimi anni sono diminuiti sia i numeri delle sentenze che le esecuzioni. "Il sesto emendamento richiede una giuria e non un giudice per provare tutti gli elementi necessari a imporre una sentenza di morte. Solo la raccomandazione di una giuria non è abbastanza", ha scritto Sonia Sotomayor, uno dei nove giudici della Corte suprema.
La Florida è uno dei pochi Stati americani a non richiedere a una giuria di raggiungere una sentenza all'unanimità per condannare alla pena di morte.

venerdì 8 gennaio 2016

USA - Eseguita in Florida la condanna a morte di Oscar Ray Bolin che si è sempre dichiarato innocente

Blog Diritti umani - Human Rights
Oscar Ray Bolin
L’ex giostraio Oscar Ray Bolin condannato a morte per l’omicidio di tre donne è stato messo a morte con iniezione letale in Florida. 


Per lui la Conferenza Episcopale della Florida aveva fatto un accorato al Governatore per iniziate con un gesto di clemenza il 2016 e non iniziare con una ennesima esecuzione.

L’appello finale dell’uomo si è dichiarato innocente fino all’ultimo affermando di non aver mai conosciuto le tre vittime è sta respinto dalla Corte Suprema. 

mercoledì 6 gennaio 2016

Bishops of Florida has appealed to Governor Scott to stop executions beginning with Oscar Bolin

Florida Conference of Catholic Bishops
Urge Governor Scott to Commute Death Sentence; Stop Signing Warrants

Oscar Ray Bolin
Oscar Ray Bolin, Jr. is scheduled to be executed by the State of Florida on January 7 at 6:00 p.m. for the 1986 murder of Teri Lynn Matthews. If carried out, Bolin would be the 23rd Death Row inmate executed under Governor Scott's leadership. Bolin is serving a separate death sentence for the murder of Stephanie Collins and received a life sentence for the murder of Natalie Blanche Holley.

On behalf of the bishops of Florida, Michael Sheedy, FCCB executive director, has appealed to Governor Scott to stop executions in Florida beginning with Oscar Bolin. "We urge you to recognize that the life of each person has dignity and should be respected, even those who have done great harm," said Sheedy in his January 4 letter to the governor.

We sympathize with the profound pain of the victims of brutal crimes. Another death, however, does not provide true healing for those who mourn.

By ending the use of the death penalty, we would take an important step to abandon the culture of death and embrace the culture of life.
ACTION: Please send a message to Governor Scott urging him to commute Oscar Bolin's death sentence to life imprisonment without the possibility of parole and to stop signing death warrants.
Also, join Catholic faithful and members of the community to pray for victims and aggressor, and their families, for our society which continues to impose violence in return for violence, and for an end to the use of the death penalty. Click here to find locations and times of prayer vigils in your area.

venerdì 30 ottobre 2015

USA - L'esecuzione di Jerry Correl ha avuto luogo in Florida dopo 30 anni dalla condanna

Blog Città per la Vita
Washington - Circa trent'anni dopo la condanna a morte, ieri sera lo stato della Florida ha proceduto con l'esecuzione capitale di Jerry Correll di 59 anni attraverso una iniezione letale.


Jerry Correll
I vescovi della Florida avevano presentato un appello per salvare la vita di Jerry Correll, come Comunità di Sant'Egidio avevamo aderito alla loro petizione inviando numerose richieste al governatore Scott per la salvezza di Jerry.
Quella di Jerry Correl è la venticinquesima esecuzione capitale negli Usa nel 2015. Lo stato della Florida sta accelerando la ripresa delle esecuzioni. Negli ultimi anni, la pena di morte è stata utilizzata meno frequentemente a livello nazionale, ma il governatore Rick Scott ha contrastato questa tendenza. Come governatore, ha firmato più condanne a morte di tutti i suoi predecessori da quando la pena di morte è tornato in uso nel 1977.

“Abolite la pena di morte!" speriamo che queste parole di Papa Francesco rivolte al Congresso Usa nel suo recente viaggio siano ascoltate, ricordiamole:

"Sono convinto che questa sia la via migliore, dal momento che ogni vita è sacra, ogni persona umana è dotata di una inalienabile dignità, e la società può solo beneficiare dalla riabilitazione di coloro che sono condannati per crimini. Recentemente i miei fratelli vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l’abolizione della pena di morte. Io non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione”.

mercoledì 28 ottobre 2015

Ahead of Florida execution, bishops renew calls against death penalty

CNA
Tallahassee, Fla.- Stressing that capital punishment is not necessary in the modern-day U.S., Florida’s Catholic bishops have asked the state governor to commute the death sentence of inmate Jerry Correll, who is scheduled to be executed Thursday.
“Everyone, even people who have caused great harm, possess a human dignity that is sacred. State-sanctioned killing is unwarranted, promotes vengeance rather than justice, and reinforces a growing disrespect for the sacredness of all human life,” the Florida Conference of Catholic Bishops said Oct. 27.

They appealed to Florida Gov. Rick Scott to commute the sentence to life in prison without parole.

“Spending the remainder of one’s life in prison is a severe punishment, which allows for the prospect of conversion for the sinner and the opportunity to forgive the aggressors wrong doings.”

Correll was convicted in the 1985 murders of his ex-wife, their five-year-old daughter, and his ex-wife’s mother and sister.

His execution had been scheduled for February but was delayed pending a U.S. Supreme Court decision about the use of the drug midazolam in executions, the Orlando Sentinel reports. The court approved the use of the drug in July.

Florida’s bishops said Correll deserved “a just punishment” but not execution. They cited Pope Francis’ call for an end to the death penalty in his Sept. 24 address to a joint meeting of Congress during his U.S. visit.

The Pope had said “a just and necessary punishment must never exclude the dimension of hope.”

The bishops added: “through advances in our penal system, the state can keep society safe from an aggressor and justice can be served without resorting to the deliberate taking of a person’s life.”

Twenty-two inmates have been executed since Gov. Scott took office, the most executions under any Florida governor since 1976.

Florida’s bishops also announced multiple Catholic and interfaith prayer vigils against the death penalty in the week ahead of the scheduled execution.

They said Catholics and others will pray for both the victims and the aggressor, as well as for their families. They will pray “for our society which continues to impose violence in return for violence, and for an end to the use of the death penalty.”

venerdì 16 gennaio 2015

Florida: agente di polizia si sente male, salvato da un detenuto ammanettato

Ansa
Il giovane, nonostante fosse ammanettato, ha chiamato i soccorsi e il pronto intervento è stato fondamentale perché l'ufficiale sopravvivesse. 

Siamo all'ufficio di polizia di Fort Lauderdale, Florida. L'agente Franklin Foulks è impegnato con le procedure nel suo ufficio contro Jamal Rutledge, un giovane detenuto, quando all'improvviso si sente male. I due sono soli nel locale, ma Jamal, pur ammanettato, subito comincia a picchiare con i pugni contro la porta per attirare l'attenzione della security e avvisare gli altri ufficiali che si trovano nei paraggi.

È il sergente Todd Bunin il primo a intervenire: si rende conto della situazione, vede Foulks steso a terra in preda a forti dolori al petto e chiama subito i soccorsi, che arrivano e trasportano il poliziotto all'ospedale di Broward. 

Sono i medici del centro a sottolineare che l'immediata richiesta d'aiuto di Rutledge e il pronto intervento degli ufficiali presenti sono stati fondamentali per la sopravvivenza di Foulks. 

E adesso Jamal è stato pubblicamente lodato: il giovane riceverà un premio per il suo comportamento. Ad assegnarglielo saranno le autorità cittadine in una cerimonia alla City Hall mercoledì 21 gennaio.

giovedì 15 gennaio 2015

USA - Obispos de Florida preparan vigilias contra la primera pena de muerte del año

EFE
Miami (EE.UU.)- La Conferencia de Obispos Católicos de Florida (EE.UU.) tiene previsto realizar mañana vigilias en una veintena de templos en rechazo a la pena de muerte en el estado, donde mañana se realizará la primera ejecución del 2015.

La organización católica urgió al gobernador de Florida, Rick Scott, a conmutar la pena capital por cadena perpetua a John Kormondy, condenado por el asesinato en 1993 de un banquero y la violación de la esposa de este.
"Kormondy merece un severo castigo por el asesinato de Gary McAdams y el brutal crimen contra su esposa, Cecilia McAdams. Sin embargo, imponiendo la sentencia de pena de muerte como consecuencia del asesinato, perpetúa el ciclo de violencia", señalaron los obispos en un comunicado.
El reo, de 42 años, fue acusado y sentenciado a la pena capital en 1994 por la muerte de McAdams, ocurrida en Pensacola, en el norte de Florida.
La muerte por inyección letal de Kormondy, prevista para este jueves a las 18.00 hora local (23.00 GMT) en la prisión Starke, se sumará al récord del gobernador Scott, quien durante su mandato, que comenzó en 2011, ha aprobado 21 ejecuciones.
El exgobernador de Florida Jeb Bush (1999-2007) ordenó la ejecución de 21 reos durante su mandato, pero lo hizo en un período de 8 años.
En 2014, el 80 % de las 35 ejecuciones en Estados Unidos se concentraron en Texas (10), Misuri (10) y Florida (8). Según la Conferencia de Obispos de Florida, la pena capital "contribuye a una creciente falta de respeto por lo sagrado de la vida humana y alimenta un sentimiento de venganza en vez de justicia".

sabato 8 novembre 2014

USA: in Florida un 90enne finisce in carcere perché serviva cibo ai senzatetto

La Stampa

Un uomo di 90 anni, Arnold Abbott, è stato arrestato la scorsa domenica per aver offerto del cibo ai senzatetto di Fort Lauderdale in Florida. La polizia è intervenuta mentre Abbott stava riscaldando del cibo in occasione di un evento di beneficenza, chiamato Love Thy Neighbor, organizzato insieme alla comunità locale. L'uomo è stato arrestato perché secondo una nuova ordinanza del comune non è possibile condividere prodotti alimentari in spazi pubblici.

Per Abbott si tratta del secondo arresto per la stessa motivazione, ma nonostante ciò - secondo quanto ha dichiarato alla stampa locale - non ha intenzione di smettere di servire i pasti con l'organizzazione che ha fondato oltre 20 anni fa.

"È nostro diritto nutrire le persone, lo dice il Primo Emendamento. Credo in Dio e nella fratellanza degli uomini, ci dovrebbe essere consentito di nutrire il nostro prossimo. Per questo mi batterò fino a quando ci sarà vita nel mio corpo". Anche se la storia di Abbott ha avuto grande risalto sui media statunitensi, il sindaco della città continuerà a punire chi infrange la legge. L'infrazione per il momento è costata all'uomo 500 dollari. In aggiunta Abbott potrebbe scontare anche fino a quattro mesi di carcere.

domenica 27 luglio 2014

USA - Florida: cappellano “death row”, condizioni “medievali”

ONUItalia.com
New York - Chiusi in “gabbie” due metri per tre, senza aria condizionata quando d’estate la colonnina di mercurio sale “a livelli astronomici”: sono le condizioni “quasi medievali” dei 412 prigionieri nel braccio della morte della Florida.”La nostra prima preoccupazione e’ il calore. Sentiamo di detenuti che non ce la fanno, che chiedono ‘basta con i ricorsi, ammazzatemi’”, ha detto alla rivista dei gesuiti Usa America Dale S. Recinella, avvocato e cappellano laico cattolico nella seconda “death row” per numero di occupanti degli Stati Uniti.
“85 per cento delle esecuzioni degli ultmi 37 anni, da quando la Corte Suprema ha ripristinato la pena capitale, sono state in Stati del Sud, gli stati della Confederazione e dello schiavismo”, ha aggiunto Recinella. Una considerazione dalle profonde implicazioni culturali da cui il cappellano, nell’intervista, non trae esplicitamente le logiche conclusioni, che la pena di morte discrimina sproporzionatamente sulla base del colore della pelle.
A poche settimane dal via all’Onu del dibattito sulla moratoria delle esecuzioni, una priorita’ della politica estera dell’Italia, negli Stati Uniti e’ in atto una riflessione sulla pena di morte soprattutto dopo una serie di esecuzioni “mal riuscite” dall’inizio dell’anno, l’ultima qualche giorno fa in Arizona. “Il fatto e’ che questi sono esseri umani che noi chiudiamo in gabbia fino al momento di ucciderli”, ha detto Recinella: “Abbiamo gente di tutte le eta’, alcuni piu’ giovani dei miei figli, altri dell’eta’ di mio padre, messi sotto il controllo dello stato e che non possono piu’ nuocere a nessuno. 

E tuttavia, un giorno o l’altro, li uccideremo. Questa realta’ pesa su ogni singola visita in cella ed e’ snervante per tutti: i prigionieri, i loro consiglieri spiirituali, la gente che lavora nel carcere. Dio non ci fa sentire buoni perche’ siamo parte della macchina della morte”.

Recinella e la moglie Susan, una psicologa, passano lunghe settimane con i condannati in attesa di esecuzione: “Quando il mandato e’ firmato, il prigioniero e’ spostato dal normale braccio della morte all’ala del carcere piu’ vicina al lettino dell’iniezione letale. 

Questo succede cinque o sei settimane prima della data della morte, ed e’ quando la famiglia comincia ad arrivare per dare gli ultimi saluti. Il condannato puo’ anche scegliere a quel punto il consigliere spirituale che lo assisterà’ negli ultimi giorni e che sara’ con lui dall’altra parte della finestra quando muore. Preparare qualcuno a morire: e’ diverso dell’aiuto che si da’ ai malati terminali, perche’ una malattia letale e’ un processo naturale. Qui si tratta di aiutare un individuo sano a prepararsi ad essere ucciso da un altro essere umano, ed e’ un processo molto, molto dark”.
Alessandra Baldini

giovedì 19 giugno 2014

USA: eseguita pena di morte in Florida, la terza nel Paese in 24 ore

La Presse
Le autorità della Florida hanno eseguito la pena di morte nei confronti di un uomo condannato per omicidio. 

È stata la terza esecuzione in meno di 24 ore negli Stati Uniti e anche la terza da quella del 29 aprile scorso in Oklahoma, quando un detenuto era morto d'infarto 20 minuti dopo l'interruzione della procedura. 

John Ruthell Henry è stato dichiarato morto alle 19.43 ora locale (le 2.43 in Italia). Il 63enne uccise nel 1985 la moglie, Suzanne Henry, e il figlio di 5 anni avuto dalla donna da una precedente relazione. 

Prima dell'esecuzione Henry ha chiesto perdono e si è scusato per quello che aveva fatto. Precedentemente l'uomo fu condannato per omicidio di secondo grado per aver ucciso la compagna Patricia Roddy e, dopo aver scontato otto anni di carcere, fu rilasciato nel 1983. 

L'esecuzione di Henry si è svolta dopo che la Corte suprema Usa ha respinto un appello presentato dai suoi legali.

mercoledì 8 gennaio 2014

Stati Uniti: in Florida prima esecuzione del 2014, nel 2013 sono stati giustiziati 39 detenuti

Tm News
È avvenuta in Florida la prima esecuzione dell'anno degli Stati Uniti, dopo il netto calo registrato nel 2013. Le autorità hanno praticato un'iniezione letale ad Askari Abdullah Muhammad, conosciuto anche come Thomas Knight, condannato a morte per tre omicidi.

Nel 2013 sono stati 39 i detenuti giustiziati negli Stati Uniti, contro i 43 del 2012. Dal 1999, anno in cui vennero registrate 98 esecuzioni, il numero dei condannati a morte è diminuito del 60% in tutto il paese. Complessivamente erano 3.108 i prigionieri nel braccio della morte il 1 aprile scorso, contro i 3.170 dell'anno precedente. 

Inoltre, oggi sono 18 gli Stati americani che hanno deciso di non ricorrere alla pena capitale; sei di questi hanno preso tale decisione negli ultimi sei anni.