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venerdì 8 novembre 2019

Giappone. Detenuti di un Centro per l'immigrazione in sciopero della fame

Agenzia Nova
Una decina di cittadini stranieri detenuti presso un centro per l'immigrazione a Osaka, in Giappone, hanno intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro il protrarsi del loro confinamento nella struttura. 


Lo riferisce l'agenzia di stampa "Kyodo", secondo cui la maggior parte di quanti prendono parte allo sciopero della fame sono rinchiusi nel centro da oltre due anni. L'Ufficio per l'immigrazione giapponese non ha fornito commenti ufficiali, limitandosi ad affermare che "non esistono situazioni che necessitino di essere resi pubblici.

I detenuti chiedono un miglioramento dei servizi medici e una maggior selezione di beni acquistabili all'interno della struttura, oltre alla fine delle detenzioni di lungo termine e ai respingimenti ingiustificati delle richieste di rilascio. 

Ad aprile dello scorso anno 40 cittadini stranieri detenuti in un centro per l'immigrazione a Ushiku, nella provincia di Ibaraki, avevano intrapreso uno sciopero della fame dopo il suicidio di un uomo di nazionalità indiana nella struttura.

La clemenza dell'Oklahoma. 462 detenuti scarcerati. Il più importante provvedimento di clemenza nella storia degli USA

Internazionale
Il 4 novembre 462 persone detenute nelle carceri dell'Oklahoma per reati non violenti sono state scarcerate dopo che il governatore Kevin Scott, repubblicano, ha commutato la loro pena. Altri 56 detenuti torneranno in libertà nei prossimi mesi.

Un carcere in Oklahoma
"Si tratta del più importante provvedimento di clemenza nella storia degli Stati Uniti", scrive Vox, "ed è una delle tante misure adottate negli ultimi anni dall'Oklahoma per ridurre la popolazione carceraria e fare in modo che le persone condannate per reati non violenti riescano a rifarsi una vita e a reinserirsi nella società".

La decisione rivela un cambio di approccio sul tema dell'incarcerazione di massa, che non riguarda solo l'Oklahoma. In tutto il paese molti politici, sia democratici sia repubblicani, cominciano a dare retta agli studi secondo cui sentenze lunghe per reati non violenti non riducono il crimine e non rendono la società più sicura, e che dimostrano come l'attuale sistema sia discriminatorio nei confronti delle minoranze.

La vergogna continua! La giunta di destra di Pescara dice no alla cittadinanza onoraria per Liliana Segre.

Globalist
Da Carlo Masci una incredibile giustificazione: "dovremmo conferirla anche ai tanti rappresentanti delle istituzioni che ricevono pubbliche offese e minacce".

Alla fine non si smentiscono e, come al solito , trovano le scuse più adatte per non far vedere che non sopportano la senatrice a vita: "Mancano i presupposti per dare la cittadinanza onoraria purché manca un legame con il nostro territorio: a questo punto dovremmo conferirla anche ai tanti rappresentanti delle istituzioni che ricevono pubbliche offese e minacce".
Frasi ignoranti e perfino provocatorie quelle pronunciate dal sindaco di centrodestra di Pescara, Carlo Masci, sulla proposta di Marinella Sclocco, consigliera comunale di centrosinistra, di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. 


Perché non si tratta di minacce contro il primo che passa per la strada, ma per una senatrice a vita testimone della Shoah e che rappresenta un esempio vivente della brutalità del nazi-fascismo e dell’obbrobrio dell’antisemitismo.

Ha detto Masci: "Segre è una persona che ha sofferto, che riconosciamo come simbolo e che invito ufficialmente a Pescara, il 27 gennaio, per la commemorazione della Shoah - ha proseguito Masci - Su questi argomenti non si può essere divisi, ma la proposta di Sclocco mi sembra strumentale e ritengo non si possano fare strumentalizzazioni per creare divisioni".

Dare la cittadinanza a Liliana Segre è strumentalizzazione politica?

giovedì 7 novembre 2019

Italia - La vergogna di dover proteggere Liliana Segre con una scorta!

La Repubblica
Segre sotto scorta, dopo le minacce assegnata tutela a senatrice a vita.
Dopo le minacce via web e lo striscione di Forza nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico cui partecipava a Milano, il prefetto Renato Saccone ha deciso di assegnare la tutela alla senatrice a vita Liliana Segre, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz quando aveva 14 anni.
 

Da oggi, avrà due carabinieri che la accompagneranno in ogni suo spostamento. La notizia è pubblicata su alcuni quotidiani milanesi, dopo le polemiche che hanno accompagnato il battesimo della commissione “Segre”, la commissione straordinaria che si occuperà del contrasto all'intolleranza, al razzismo, all'antisemitismo e all'istigazione all'odio e alla violenza.

La decisione di assegnare alla senatrice a vita è stata presa durante il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto ieri. Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta allo stato contro ignoti. A occuparsene è il Dipartimento antiterrorismo. Sono oltre 200 i messaggio di odio online che la senatrice riceve quotidianamente.

Filippine continue violazioni dei diritti umani, 30.000 vittime nella guerra alla droga e tragico sovraffollamento nelle carceri. La Chiesa in difesa delle vittime e dei detenuti, alza la voce

Osservatore Romano
Pace e giustizia per le vittime degli omicidi extragiudiziali. E più dignità per i detenuti. E quanto torna a chiedere con forza la Chiesa cattolica nelle Filippine che tenacemente interviene in difesa di chi non ha voce. Ai ripetuti appelli dell'episcopato si è aggiunto nelle ultime ore quello lanciato da alcuni sacerdoti, che hanno guidato una manifestazione e celebrato una messa a Manila.

Corpi accatastati nell'l'inferno del carcere di Manila (afp)
Il gesuita Albert Alejo, padre Flavie Villanueva e padre Robert Reyes - riferisce l'agenzia Fides - hanno organizzato una veglia di preghiera in ricordo delle persone innocenti uccise durante la "guerra contro la droga" lanciata dal governo, che avrebbe fatto circa 30.000 vittime in due anni. Padre Alejo ha esortato i filippini a "parlare delle ingiustizie che si verificano nel paese".

Infatti, "se i vivi sono silenziosi, come possono essere i morti a parlare?". Le vittime delle esecuzioni, ha rilevato, "non sono solo numeri o statistiche, perché l'ingiustizia sta uccidendo anche la verità, la fede e la speranza dei filippini".

E ha invocato "il rispetto dello stato di diritto nel paese". Un appello dei vescovi al rispetto della dignità dei detenuti nel paese - dove le condizioni all'interno delle carceri sovraffollate vanno peggiorando - è contenuto in un messaggio diffuso in occasione della recente giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione sulla situazione dei carcerati. Un testo attraverso il quale l'episcopato ribadisce che "l'amore di Dio è incondizionato e radicale e si estende anche a coloro che hanno commesso il più atroce dei crimini".

Nel documento, a firma di monsignor Joel Z. Baylon, presidente della commissione per la pastorale carceraria e vescovo di Legazpi, la Conferenza episcopale delle Filippine si augura che la popolazione sia consapevole "della difficile situazione dei membri della comunità carceraria, in particolare le persone private delle loro libertà e delle loro famiglie".

[...]

E a seguire l'esempio di Papa Francesco che "ci implora di ricordare i prigionieri come parte della nostra missione di cura dei poveri, dimenticati e trascurati". Le parole del vescovo di Legazpi fanno eco all'appello a "trattare i detenuti con dignità" che il vicepresidente della Conferenza episcopale filippina, monsignor Pablo Virgilio S. David, ha rivolto nei giorni precedenti al governo e ai funzionari delle prigioni dell'arcipelago.

[...]
Secondo il rapporto di una commissione governativa, le condizioni all'interno delle carceri sono in netto peggioramento: il sovraffollamento delle strutture carcerarie ha raggiunto il 612 per cento, con una popolazione totale di 146 mila detenuti, rispetto a una capacità di circa 21 mila. Negli ultimi anni la popolazione carceraria è aumentata a seguito della politica antidroga lanciata dal presidente filippino Rodrigo Duterte.
Alcune ong fanno pressione sul governo chiedendo un'indagine approfondita sulle operazioni intraprese che avrebbero portato alla morte di almeno 30.000 persone. Nel giugno scorso, per il tredicesimo anniversario dell'abolizione della pena di morte nelle Filippine, la Chiesa ha ribadito la responsabilità dei legislatori a favore della vita e della dignità umana. I vescovi cattolici hanno protestato contro ogni tentativo di ripristinare la pena di morte.

"I legislatori hanno l'obbligo di opporsi a qualsiasi legge che attacca la vita umana", ha dichiarato Rodolfo Diamante, segretario generale della commissione per la pastorale carceraria.

mercoledì 6 novembre 2019

Migranti - Salvata per un soffio dal barcone, arriva in Italia con Sant’Egidio - Feven, eritrea rifugiata in Etiopia, ha 23 anni e un passato tremendo alle spalle.

Corriere della Sera
Aveva 17 anni quando suo padre morì a poche miglia da Lampedusa nella catastrofe del barcone affondato che il 3 ottobre 2013 provocò 368 morti e 20 dispersi. Feven, eritrea rifugiata in Etiopia, sei anni dopo aveva trovato il coraggio e si era messa in cammino verso il Sudan per fare lo stesso viaggio.
(foto Guaitoli)
E probabilmente la stessa fine. Ma a cambiare il suo destino Taddes, un amico del padre, l’ultimo dei superstiti di quel barcone, ripescato da un marinaio con una cintura, salvo per un soffio. Lui l’ha «chiamata ogni giorno», costretta a fermarsi e tornare indietro. 

Le ha fatto conoscere la possibilità dei corridoi umanitari organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio e ieri ha potuto abbracciarla a Fiumicino dove la ragazza è arrivata con un volo di linea dell’Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, assieme ad altri 50 profughi del Corno d’Africa che erano rifugiati da tempo in Etiopia. 

Gli occhi grandi, un sorriso dolcissimo, Feven al suo arrivo ha spiegato: «Ero nel campo profughi e avevo deciso di partire per l’Italia, alcuni familiari mi avevano pagato il viaggio verso il Sudan. Poi mi ha chiamato Taddes. All’inizio non gli ho creduto.E volevo arrivare in Libia per partire con la barca. Alla fine mi ha convinto».

I corridoi umanitari
Sono oltre 2800 le persone messe in salvo in Europa con i corridoi umanitari di Sant’Egidio che fa da tramite a volte con i valdesi, a volte, come in questo caso con la Cei. Feven è subito partita per Bologna dove sarà accolta da una famiglia. 

Gli altri 50 andranno in diverse città (Roma, Bologna, Firenze, Genova, Gubbio, Martina Franca, Milano, Padova) presso associazioni, parrocchie, appartamenti di privati e istituti religiosi, con il supporto di famiglie italiane che si occuperanno di accompagnare il percorso d’integrazione sociale e lavorativa sul territorio, garantendo servizi, corsi di lingua italiana, inserimento scolastico per i minori, cure mediche adeguate. Per molti di loro si è trattato di un ricongiungimento familiare. 

Attualmente previsto solo per coniugi e figli minorenni, e quindi impossibile per chi, maggiorenne come Feven, voglia ricongiungersi ai genitori.

Virginia Piccolillo

Ormai la lotta al razzismo non è più valore assoluto. In Lombardia la "destra" boccia la commissione contro il razzismo e si ripete la vergogna vista in Parlamento

Globalist
Il Pd aveva proposto di istituire in regione un organo simile a quello voluto da Liliana Segre e approvato dal Senato.


Il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto con 42 No e 30 Sì la proposta del Pd di istituire una commissione consiliare speciale “per il contrasto ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” sul modello di quella approvata in Senato su proposta della senatrice a vita Liliana Segre. Contrari Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, il gruppo Misto e gli altri esponenti del centrodestra, favorevoli Pd, M5S e gli altri consiglieri di opposizione.


La richiesta era stata inserita su proposta del consigliere Pd Pietro Bussolati tra i punti della mozione urgente presentata da Monica Forte del Movimento 5 Stelle, che è stata votata per parti separate. 

Gli altri punti sono stati approvati da tutte le forze politiche tranne Fratelli d’Italia e Viviana Beccalossi del Gruppo Misto, ma con alcune modifiche richieste dalla maggioranza. In sintesi il testo definitivo votato dall’Aula impegna la giunta regionale a invitare la senatrice Segre a una visita istituzionale in Consiglio regionale, “con l’auspicio - aggiunto da Forza Italia - che tale visita avvenga in una data vicina al giorno della memoria”. 

Inoltre, a “manifestare a Liliana Segre la stima e la profonda solidarietà per le ignobili aggressioni di cui è stata oggetto e il nostro profondo rispetto per la sua storia personale sulla quale non è tollerabile alcuna forma di negazionismo e sottovalutazione”.
Su richiesta della Lega, infine, nelle premesse è stato posto un accenno di condanna alle contestazioni subite dalla Brigata Ebraica nel corso del corteo del 25 Aprile a Milano.