Pagine

Visualizzazione post con etichetta clemenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta clemenza. Mostra tutti i post

venerdì 8 novembre 2019

La clemenza dell'Oklahoma. 462 detenuti scarcerati. Il più importante provvedimento di clemenza nella storia degli USA

Internazionale
Il 4 novembre 462 persone detenute nelle carceri dell'Oklahoma per reati non violenti sono state scarcerate dopo che il governatore Kevin Scott, repubblicano, ha commutato la loro pena. Altri 56 detenuti torneranno in libertà nei prossimi mesi.

Un carcere in Oklahoma
"Si tratta del più importante provvedimento di clemenza nella storia degli Stati Uniti", scrive Vox, "ed è una delle tante misure adottate negli ultimi anni dall'Oklahoma per ridurre la popolazione carceraria e fare in modo che le persone condannate per reati non violenti riescano a rifarsi una vita e a reinserirsi nella società".

La decisione rivela un cambio di approccio sul tema dell'incarcerazione di massa, che non riguarda solo l'Oklahoma. In tutto il paese molti politici, sia democratici sia repubblicani, cominciano a dare retta agli studi secondo cui sentenze lunghe per reati non violenti non riducono il crimine e non rendono la società più sicura, e che dimostrano come l'attuale sistema sia discriminatorio nei confronti delle minoranze.

domenica 5 luglio 2015

USA: il perdono di Obama "droga, fuori dal carcere i detenuti non violenti"

La Repubblica
Si chiama "clemency executive power" ed è il potere (garantito dalla Costituzione) che ha un presidente degli Stati Uniti di concedere la grazia, la commutazione o la sospensione di una pena per i reati federali commessi "contro gli Stati Uniti". 

Nei suoi primi sei anni alla Casa Bianca Barack Obama l'ha usato con una certa parsimonia (attirandosi le critiche della parte più liberal dell'elettorato democratico), ma all'inizio della primavera (era il 30 marzo) ha cambiato registro, annunciando - "a sorpresa solo per chi non lo conosce bene", fecero sapere allora dal suo staff-di aver ridotto le sentenze per ventidue carcerati (di cui otto condannati all'ergastolo) colpevoli di reati legati al traffico e alla detenzione di droga (saranno, eccetto uno, tutti in libertà per la fine di luglio).

Da allora il presidente americano ha moltiplicato i "perdoni" e nelle prossime settimane si avvia a firmare (come ha anticipato Peter Baker sul New York Times) decine di nuove "clemenze", diventando il presidente Usa che nell'ultimo mezzo secolo ha fatto più ricorso al "potere esecutivo". In, termini assoluti sono numeri molto piccoli (negli Stati Uniti la popolazione delle carceri federali e statali supera il milione e mezzo su un totale di oltre due milioni di inmates e sei milioni di persone "sotto controllo correzionale") ma l'impatto politico - e con inevitabili conseguenze giudiziarie - è indubbiamente forte e per una volta ha messo d'accordo anche diversi esponenti repubblicani. La revisione del sistema penale è ormai un fatto bipartisan, come Obama (e Hillary Clinton) anche diversi candidati del Grand Old Party in corsa per la Casa Bianca 2016 si sono espressi a favore e al Congresso deputati e senatori dei due partiti stanno mettendo a punto nuove leggi.

"Mi sto concentrando su persone in prigione per reati di droga non-violenti che spesso sono stati condannati a 20, 25 o 30 anni di carcere", aveva spiegato a marzo Obama parlando in South Carolina ad un pubblico prevalentemente afro-americano (negli Usa i carcerati neri sono quasi il 40 per cento del totale), portando ad esempio quello di una ragazza la cui unica colpa era di essere la girlfriend dell'amico di uno spacciatore.

E con i condannati per reati correlati alla droga che oscillano tra il 35 e il 40 per cento (di cui una buona metà per marijuana - che in quattro Stati degli Usa è legale - e droghe leggere) e una spesa federale (e statale) da anni fuori controllo, il fatto che insieme alla Casa Bianca si siano schierati (lavorando assieme) il Center of American Progress (liberal) e Koch Industries (l'impero dei fratelli ultra-conservatori Charles e David Koch) non ha sorpreso più di tanto. Un lavoro che la United States Sentencing Commission (Ussc) ha già portato avanti, riducendo le sentenze di circa 9.500 carcerati per "fatti di droga non-violenti" di cui tre quarti sono afro-americani o ispanici.

"È arrivato il momento in cui conservatori, liberal, libertari e altra gente dei più diversi segmenti politici lavorino insieme e focalizzino la pubblica attenzione su sentenze eccessive, sui loro costi e sulle loro conseguenze", ha spiegato Neil Eggleston il legale della Casa Bianca che sta consigliando Barack Obama su chi (tra le migliaia di petizioni che arrivano) può essere preso in considerazione per il "clemency executive power". Nelle prossime settimane dovrebbero essere circa un'ottantina i carcerati che verranno "perdonati", nei prossimi mesi e fino alla fine del 2016 (quando il primo presidente afro-americano lascerà la Casa Bianca) sicuramente molti di più.

di Alberto Flores D'Arcais

martedì 11 febbraio 2014

Iran: anniversario rivoluzione, rilasciati alcuni prigionieri politici in carcere dal 2009

Adnkronos
Sono stati scarcerati in Iran alcuni prigionieri politici arrestati durante le proteste antigovernative del 2009, scoppiate dopo la contestata rielezione dell'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. 

Lo ha riferito il sito riformista Kalemeh, precisando che il provvedimento è un atto di clemenza in occasione del 35esimo anniversario della rivoluzione islamica che si celebra oggi. I detenuti scarcerati - ha sottolineato Kalemeh, senza precisare il loro numero - hanno scontato quasi tutta la pena che è stata loro comminata. Nella maggior parte dei casi si tratta di prigionieri ai quali mancavano pochi mesi prima di tornare in libertà.