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sabato 25 maggio 2019

"Relazioni in gioco". La personale di Isabella Monari. In mostra l'opera, copertina del libro: "Liberi dentro, cambiare è possibile, anche in carcere"

AgCult
Riflessioni su vizi e virtù della società di oggi emergono dai quadri di Isabella Monari, in mostra a partire dal 22 maggio fino al 5 giugno nei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma (piazza San Salvatore in Lauro n. 15).





Tra le opere in mostra è di particolare interesse “Amici oltre i muri” (2018), un quadro realizzato dall’artista per diventare la copertina del libro “Liberi dentro, cambiare è possibile anche in carcere” di Ezio Savasta, volontario della Comunità di Sant’Egidio. Il volume tratta di storie di amicizia, vissute in carcere, che aiutano a riflettere sulla situazione carceraria in Italia.
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Venezuela: rivolta in carcere, 30 morti. Gli scontri dopo la morte di un detenuto.

Ansa
E' di almeno 30 morti il bilancio di una rivolta scoppiata nel carcere di Acarigua, nella zona occidentale di Caracas. 

Secondo quanto riferito dall'Ong "Observatorio Venezolano de Prisiones", la rivolta, alla quale sono seguiti pesanti scontri tra detenuti e polizia, sarebbe stata scatenata dalla morte di un detenuto un giorno fa. 

Durante gli scontri, sottolinea l'ong, sono rimasti feriti anche altri 7 detenuti e 18 agenti di polizia.

Mauritania. Da tre mesi in carcere, Cheikh Ould Jiddou e Abderrahmane Weddady, due blogger che denunciarono la corruzione

Articolo 21
Cheikh Ould Jiddou e Abderrahmane Weddady hanno terminato oggi il loro secondo mese di detenzione e non è chiaro quanto altro tempo dovranno trascorrere in cella.

Cheikh Ould Jiddou e Abderrahmane Weddady
I due famosi blogger, esempio e fonte d'ispirazione per molti giovani della Mauritania, sono stati arrestati il 22 marzo nella capitale Nouakchott dal reparto Crimini economici della polizia per aver fatto "accuse calunniose". 

La colpa di Cheikh Ould Jiddou e Abderrahmane Weddady è di aver pubblicato su Facebook una serie di post sulla corruzione all'interno del governo.

Nessun reato dunque. Per di più, i due blogger si sono limitati a riprendere articoli della stampa internazionale secondo i quali gli Emirati Arabi Uniti avevano congelato conti bancari su cui persone vicine al governo mauritano avevano depositato circa due miliardi di dollari. 

Le organizzazioni per i diritti umani continuano a chiedere che Cheikh Ould Jiddou e Abderrahmane Weddady siano rilasciati.

venerdì 24 maggio 2019

La UE alla Cina: rilasci l'avvocato Yu Wensheng e gli altri avvocati difensori dei diritti umani

Corriere della Sera
L'Unione Europea si aspetta dalle autorità cinesi l'immediato rilascio dell'avvocato Yu Wensheng, così come di altri difensori dei diritti umani detenuti e condannati tra cui Wang Quanzhang, Qin Yongmin, Gao Zhisheng, Ilham Tohti, Huang Qi, Tashi Wangchuk, Li Yuhan, Wu Gan e Liu Feiyue.
L'avvocato Yu Wensheng
Lo ha dichiarato il Servizio europeo per l'azione esterna (Seae). L'organismo ha sottolineato come il noto avvocato cinese per i diritti umani, Yu Wensheng, che per diversi anni ha difeso i diritti umani, promosso lo stato di diritto in Cina e rappresentato attivisti e avvocati per i diritti umani, è stato processato a porte chiuse il 9 maggio presso il tribunale popolare intermedio della città di Xuzhou.

In questo contesto, secondo il Seae, non sono stati rispettati i suoi diritti ai sensi della legge sulla procedura penale cinese né gli obblighi della legge internazionale per un processo equo, senza indebito ritardo, per la difesa adeguata e l'accesso a un avvocato di sua scelta. Poiché la data del processo non è stata annunciata pubblicamente in modo tempestivo, né la sua famiglia né l'avvocato nominato erano in grado di partecipare al processo.

"In linea con il loro dichiarato obiettivo di rafforzare lo stato di diritto, le autorità cinesi dovrebbero rispettare gli obblighi di legge internazionali della Cina, inclusa la Dichiarazione universale dei diritti umani, e rispettare i diritti di tutti i cittadini come garantito dalla Costituzione cinese. L'Unione europea si aspetta l'immediato rilascio di Yu Wensheng, così come di altri difensori dei diritti umani detenuti e condannati e avvocati tra cui Wang Quanzhang, Qin Yongmin, Gao Zhisheng, Ilham Tohti, Huang Qi, Tashi Wangchuk, Li Yuhan, Wu Gan e Liu Feiyue".

giovedì 23 maggio 2019

Cinquantaduemila migranti detenuti alla frontiera USA. Molti in isolamento ingiustificato da mesi

L'Osservatore Romano
Sono 52.000 gli immigrati detenuti dall'Immigration and Customs Enforcement (Ice) degli Stati Uniti. A darne notizia ai media locali sono stati alcuni funzionari, secondo i quali si riscontra un numero record, che ha registrato un picco rispetto a due settimane fa, quando erano circa 49 mila. Si tratta di persone che tentando di entrare nel paese, bloccate in alcuni casi per settimane o mesi anche in celle di isolamento.




Il sovraffollamento delle strutture di detenzione temporanea insieme alle lentezze nelle pratiche burocratiche per esaminare le richieste di asilo comportano notevoli disagi e sofferenze per i migranti. 


Ma a preoccupare sono soprattutto le misure di isolamento a cui sarebbero sottoposti. Numerosi i casi registrati di persone colpite da ansia, rabbia, depressione e impulsi suicidi. 

Secondo un rapporto della piattaforma informativa sul web 7he Intercept, specializzata sul tema, migliaia di immigrati sarebbero stati costretti a stare in isolamento anche per reati minori. "I funzionari dell'immigrazione - si legge stanno usando l'isolamento come punizione standard invece che come ultima risorsa, costringendo le persone a stare 23 ore al giorno da sole anche per mesi".

A denunciare questo dramma è anche il rapporto pubblicato negli ultimi giorni dal consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (con sede a Washington), nel quale si evidenzia che migliaia di immigrati di diverse nazionalità detenuti dalle autorità statunitensi hanno trascorso più di quindici giorni e, in decine di casi, fino a un anno, o anche oltre, in isolamento.

Più della metà dei detenuti provengono da Messico, El Salvador, Honduras e Guatemala. 

L'Ice, rivela il rapporto, utilizza l'isolamento come strumento per perseguire e punire "anche i detenuti più vulnerabili per settimane e mesi", nonostante le proprie linee guida mettano in guardia che "si tratta di una misura seria che richiede un'attenta valutazione delle alternative".

mercoledì 22 maggio 2019

Si discrimina anche tra i poveri: bocciato il reddito di cittadinanza ai senzatetto

Globalist
La proposta veniva da un deputato di Fratelli d'Italia, Walter Rizzetto, che ha annunciato che presenterà ricorso.


Contrariamente alla proposta del Presidente dell'Inps Pasquale Tridico, il reddito di cittadinanza non sarà esteso ai senzatetto. L'emendamento era stato presentato dal deputato di Fratelli d'Italia Walter Rizzetto ed è stato dichiarato inammissibile. 

Nell'emendamento si prevedevano due elementi che rendevano possibile l'estensione ai senza fissa dimora: la residenza fittizia o la residenza in base al luogo di nascita.

Pasquale Tridico sosteneva che "il problema della residenza è superabile" in quanto esiste una legge del 1953 che “consente a tutti gli italiani di avere la residenza nel luogo di nascita. Molti cittadini italiani quindi hanno la possibilità di installare la residenza in una via fittizia dove l'individuo viene registrato”. 

Rizzetto, ideatore dell'emendamento, aveva dichiarato: "l'idea mi era venuta già prima perché i senza tetto – in quanto senza residenza – non possono accedere, nonostante siano i poveri tra i più poveri”. 

Rizzetto ha annunciato di aver presentato ricorso e che ripresenterà lo stesso emendamento in Aula alla Camera se si dovesse rendere necessario.

martedì 21 maggio 2019

Porti aperti alle armi, chiusi agli umani

Il Manifesto
Nella visione del governo la guerra è da tempo diventata "umanitaria" e l'accoglienza umanitaria è tout-court "criminale". Quando dovrebbe essere evidente che chi apre i porti ai mercanti di armi e li chiude al soccorso umanitario e all'accoglienza, distrugge la civiltà, cancella il futuro e prepara il campo aperto dell'odio. 


Se volete avere una rappresentazione tangibile e concreta della natura del governo in carica, quello del "contratto" tra sovranismo razzista della Lega e populismo giustizialista del M5S, guardate il Belpaese da nord a sud, nei suoi due porti di Genova e di Lampedusa.

Da una parte, nella capitale ligure, è attraccata la nave saudita Bahri Yanbu, tradizionalmente carica di armamenti; dall'altra nell'estrema isola siciliana rimaneva fino a 48 ore fa confinata al largo la Sea Watch, la nave di soccorso umanitario ai profughi. Porti aperti, per decisione del governo italiano, ai carichi di armi per un paese in guerra come l'Arabia saudita e per il conflitto sanguinoso in Yemen; porti chiusi, sempre per decisione del governo italiano e in particolare del ministro dell'odio Matteo Salvini, invece per i carichi di esseri umani disperati.

Ma per entrambi, ecco la novità, di fronte ai silenzi, alle ambiguità, alla tracotanza del governo che ora si rimpalla le responsabilità, in crisi con se stesso e con la coscienza della società civile italiana, sul fronte dei porti è scesa in campo la protesta. Di chi a Genova, attivisti e sindacalisti, non vuole più contribuire ad insanguinare il mondo con i traffici di armi e blocca una nave la Bahri Yanbu di fatto militare - appartiene infatti alla società saudita che gestisce il monopolio della logistica militare di Riyadh.

A Lampedusa è scesa in strada una lenzuolata di civiltà che vuole accogliere invece che respingere chi fugge disperato dalle troppe nostre guerre e dalla miseria prodotta dal nostro modello di rapina delle risorse energetiche, in Africa e non solo.

È una sintonia di avvenimenti con la quale irrompe nell'Italietta ripiegata su se stessa, la questione internazionale. Perché entrambe le vicende sono casi internazionali e chiamano in causa subito l'Europa, significativamente alla vigilia del voto per le europee. Infatti la nave saudita, che porta armi e/o strumentazioni comunque destinate alle forze armate della monarchia saudita infatti, è partita dagli Stati uniti, passata per il Canada prima di arrivare in Europa, ha come destinazione Gedda e, dopo avere caricato munizioni di produzione belga nel porto di Anversa, ha visitato e cercato di approdare nel Regno unito, in Francia e in Spagna. Sempre accolta dalla protesta dei pacifisti, degli attivisti dei diritti umani e dei portuali locali.

E l'Italia non è un attracco qualsiasi: qui su licenza tedesca sono prodotte bombe dalla Rwm Italia (con sede a Ghedi, Brescia, e nello stabilimento a Domusnovas, in Sardegna) che vengono utilizzate contro la popolazione civile yemenita. È un traffico di morte con il concorso dell'intera Europa: secondo i rapporti della stessa Ue sulle esportazioni di armi, gli Stati membri dell'Ue hanno emesso nel solo 2016 almeno 607 licenze per oltre 15,8 miliardi di euro in Arabia saudita. Ieri il porto di Genova è stato bloccato dalla manifestazione degli attivisti e dei camalli, ma il governo ha aggirato la protesta e fatto attraccare la nave lo stesso.

Anche a Lampedusa alla fine, la nave Sea Watch confinata al largo per giorni è stata fatta approdare e sono stati fatti scendere i migranti. E con l'accoglienza popolare, quasi festosa allo sbarco dei 47 profughi, è andata in onda l'alternativa del "modello Mimmo Lucano", l'ex sindaco di Riace ora al bando ed esiliato perché ha dimostrato che l'integrazione è possibile, è concreta ed è fattore produttivo, di nuovo lavoro e di nuova civiltà. Subito si è scatenata la reazione rabbiosa del ministro dell'Inferno, sponsor di quel "Decreto sicurezza bis" che le Nazioni unite accusano apertamente di "violare di diritti umani". Così la nave umanitaria è stata sequestrata e il comandante è stato denunciato per "favoreggiamento dell'immigrazione clandestina".

Ecco che le due anime del "contratto di governo" si ritrovano unite negli intenti finali, anche elettorali. Non dimentichiamo però che la loro forza, sempre più fragile, deriva dai disastri provocati dai governi precedenti italiani ed europei, di centrodestra e di centrosinistra, sia per l'accoglienza dei migranti che per le guerre infinite in corso. È così. Questo governo gestisce nient'altro che una vergognosa eredità, quella delle decine di muri eretti alle frontiere di ogni paese europeo e, nel Mediterraneo, della esternalizzazione dei confini alle presunte autorità della Libia.

Che, nonostante sia travolta da mesi da una guerra intestina e per procura, continua ad essere chiamata in causa ogni giorno dal ministro degli interni Salvini perché, con la sua milizia che si chiama "guardia costiera libica", tenga ben aperti ai migranti le carceri e i campi di concentramento. Mentre nella grammatica corrente, la guerra è da tempo diventata "umanitaria" e l'accoglienza umanitaria adesso è tout-court "criminale". Quando dovrebbe essere evidente che chi apre i porti ai mercanti di armi e li chiude al soccorso umanitario e all'accoglienza, distrugge la civiltà, cancella il futuro e prepara il campo aperto dell'odio.