Pagine

Visualizzazione post con etichetta Sinti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sinti. Mostra tutti i post

sabato 1 dicembre 2018

Gallarate, sinti sgomberati. Le lacrime di una bambina: "Salvate i miei libri di scuola"

Il Giorno
Gallarate (Varese) - La volontaria si allontana dal campo di via Lazzaretto con le lacrime agli occhi. In mano ha una scatola, dentro c’è un contenuto prezioso per chi gliel’ha consegnato. Sono libri di scuola. Una ragazzina, che frequenta la scuola media, ha vissuto questi giorni con il terrore che le ruspe arrivassero nel campo all’improvviso distruggendo anche i suoi libri, il suo tesoro.
I bambini del campo di Gallarate
Ieri mattina ha raccolto quei volumi, li ha sistemati con ordine in una scatola di cartone e appena ha visto le volontarie del doposcuola, ha consegnato loro i testi. «Salvate i miei libri per favore, non voglio vengano distrutti dalle ruspe», ha detto. Una delle volontarie che la conosce racconta: «frequenta la scuola con profitto, e vuole continuare a studiare». 

Poco distante dalla casetta della ragazzina una mamma, Josita, dà sfogo al suo dolore: «Ma come può il sindaco fare questo? - dice con rabbia - Abbiamo figli piccoli, anche lui è un papà, non pensa che ci sta mettendo per strada? La tendopoli non è la soluzione». Si ferma un attimo, vorrebbe piangere, ma frena le lacrime: «Noi mamme ci appelliamo a Papa Francesco. Gli chiediamo di aiutarci. Sotto questo cielo siamo tutti figli di Dio, invece qui ci stanno trattando come cani».

Un'altra donna chiede la solidarietà della moglie del sindaco Andrea Cassani: «È una mamma, ci sostenga, come può rimanere indifferente di fronte a quanto sta accadendo a noi, mamme come lei?». Nel campo ci sono le volontarie del doposcuola.«Era un progetto che funzionava - dice Anna Balzarini - adesso non so che cosa accadrà». 

Intanto una ragazzina ha affidato a loro i suoi libri di scuola: sono la speranza per il futuro che le ruspe non possono frantumare.

venerdì 5 aprile 2013

Amnesty International: "Rom e Sinti discriminati in Europa"

Rassegna.it
L'accusa della Ong: in sei milioni sotto tutti gli indici di sviluppo sui diritti umani". E ancora: "L'Ue attui immediatamente le numerose misure a sua disposizione per sanzionare i governi che non contrastano la discriminazione "


Anziana rom davanti alla sua roulotte
distrutta per gli sgomberi
Alla vigilia dell'8 aprile, Giornata internazionale dei rom e dei sinti, Amnesty International accusa la Ue. Amnesty afferma che l'Unione europea non sta facendo abbastanza per porre fine alla discriminazione dei rom negli stati membri.

"L'Ue deve attuare immediatamente le numerose misure a sua disposizione per sanzionare i governi che non contrastano la discriminazione e la violenza ai danni dei rom" - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. "Si tratta di comportamenti contrari alle norme e ai principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani su cui è stata fondata l'Ue".

I circa sei milioni di rom che vivono nei paesi dell'Unione europea si trovano, a livello nazionale, al di sotto di quasi tutti gli indici di sviluppo sui diritti umani: otto su 10 sono a rischio povertà e solo uno su sette ha terminato le scuole di secondo grado.


Gli sgomberi forzati continuano a costituire la regola, e non l'eccezione in molti paesi europei, tra cui Francia, Italia e Romania. L'istruzione è segregata in Grecia, Repubblica Ceca e Slovacchia, in contrasto con le leggi nazionali ed europee che proibiscono la discriminazione razziale.
Tra il gennaio 2008 e il luglio 2012, in Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria sono stati registrati oltre 120 gravi attacchi contro i rom e le loro proprietà, tra cui sparatorie, accoltellamenti e incendi. Le autorità, comprese le forze di polizia, non hanno prevenuto molte di queste aggressioni e, in seguito, non hanno compiuto indagini approfondite.

La Direttiva sull'uguaglianza razziale, adottata dall'Ue nel 2000, vieta la discriminazione basata sulla razza o l'etnia sui luoghi di lavoro, nell'educazione, nell'accesso ai beni e ai servizi, all'alloggio e alle cure mediche. La Carta dei diritti fondamentali, entrata in vigore nel 2009, a sua volta proibisce la discriminazione e tutela i diritti all'educazione, all'assistenza sociale e nel settore degli alloggi nonché al lavoro.

In quanto organo esecutivo dell'Ue, la Commissione europea ha il potere di intervenire contro gli stati membri quando non rispettino le norme dell'Ue e la Carta. Ciò, tuttavia, non si è ancora mai verificato nei casi che hanno riguardato politiche e prassi nazionali discriminatorie contro i rom o altre minoranze etniche.

"La Commissione europea può produrre un impatto duraturo sulle vite delle comunità emarginate e discriminate in Europa, compresi i rom. Purtroppo, finora ha esitato ad agire contro gli stati che violano i diritti umani dei rom" - ha dichiarato Dalhuisen. "Osserviamo la Commissione sanzionare stati membri su questioni tecniche relative ai settori dei trasporti e delle tasse, ma non su quelle che sono d'importanza vitale per milioni di persone, come gli sgomberi forzati, la segregazione e gli attacchi basati sull'odio".

"L'Ue, Nobel per la pace, ha il potere di porre fine alle diffuse prassi discriminatorie di molti dei suoi stati membri. Deve farlo adesso" - ha concluso Dalhuisen.