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giovedì 23 aprile 2020

La campagna dei Giovani per la Pace per salvare gli anziani esposti a rischi letali: #SalviamoINostriAnziani: troppi morti nelle case di riposo. È ora di cambiare.

Blog Diritti Umani - Human Rights
Circa il  50% dei modi da Covid-19 sono anziani che erano ricoverati negli Istituti.
Il movimento "Giovani per la Pace" lancia una campagna per salvare gli anziani dai rischi letali a cui sono esposti.






#SalviamoINostriAnziani: troppi morti nelle case di riposo. È ora di cambiare. Unisciti alla campagna social dei Giovani per la Pace





venerdì 19 luglio 2019

Giovani per la Pace “A Global Friendship to live Together in Peace” - 1.000 studenti da 16 Paesi europei ad Auschwitz per dire "NO" ad ogni forma di razzismo

Avvenire
A 80 anni dallo scoppio della seconda guerra mondiale, all'incontro in Polonia parteciperanno ragazzi provenienti da 16 diversi Paesi europei.


Arrivano da 16 diversi Paesi europei i mille giovani che saranno a Cracovia, in Polonia, dal 19 al 21 luglio per partecipare all’incontro “A Global Friendship to live Together in Peace”, a 80 anni dallo scoppio della seconda guerra mondiale. 

A organizzarlo, per lanciare un messaggio di unità e pace è il movimento dei Giovani per la Pace - legato alla Comunità di Sant’Egidio - impegnato, ogni giorno, nelle periferie con i bambini in difficoltà, i senza dimora, gli anziani soli in un tempo caratterizzato dalla reviviscenza di pregiudizi antisemiti e razzisti, dalla diffusione di slogan e atteggiamenti intolleranti e dalla crescita, specie tra i giovani, di movimenti nazionalisti, sovranisti e xenofobi.

Durante i giorni dell'incontro, i giovani (studenti universitari e delle scuole superiori) faranno memoria dell’orrore della seconda guerra mondiale, dell’abisso della Shoah e del Porrajmos (lo sterminio di Rom e Sinti), convinti che continui a essere un riferimento decisivo per il futuro dell’Europa, per costruire una civiltà del convivere e società inclusive.

Per i ragazzi ci sarà anche la possibilità di ascoltare la testimonianza di Lidia Maksymowicz, sopravvissuta da bambina al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau e vittima di esperimenti medici nazisti. E sabato 20 luglio sono in programma la visita al museo del campo di Auschwitz e una marcia silenziosa nel campo di sterminio di Birkenau, con la deposizione di corone di fiori al monumento memoriale delle vittime del lager: saranno l’espressione dell’impegno dei ragazzi a contrastare ogni forma di violenza e razzismo

giovedì 3 maggio 2018

"La pace è giovane" - Giovani per la pace a Roma per dire no alle armi e alla violenza

Vatican News
A Roma, iniziativa del movimento giovanile per la pace della Comunità di Sant'Egidio, ispirata dalla marcia dei ragazzi americani contro le armi e la violenza.
Una manifestazione contro le armi e la violenza per dire no a tutte le guerre. A promuoverla sono i “Giovani per la pace”, movimento giovanile legato alla Comunità di Sant’Egidio che ha chiamato a raccolta ragazzi di tutta Roma ad un evento in programma il pomeriggio del 4 maggio all’Istituto Tecnico Industriale Galilei. Nella manifestazione – informa un comunicato degli organizzatori – sono previsti interventi di giovani attivi nella solidarietà, racconti sulla guerra e la memoria, ricordo delle vittime delle armi con un flash mob. Ci saranno inoltre video, poster e altre iniziative per dare forza ad una dimensione concreta della pace.
Giovani italiani e americani uniti contro la violenza

La manifestazione di “Giovani per la pace”, che sono presenti in diverse città d’Italia e del mondo, vuole in particolare collegarsi alla March for our lives, il movimento statunitense di giovani contro le armi, che ha mobilitato 800 mila persone dopo la sparatoria di Parkland e riveste un particolare significato nel 50.mo della morte di Martin Luther King, simbolo sempre vivo della nonviolenza. 

Tra gli organizzatori ci sono anche giovani siriani arrivati con i "corridoi umanitari", che hanno conosciuto l’orrore della guerra e il dramma della vita dei profughi. La proposta di questi giovani liceali e universitari - prosegue la nota - è dunque di “aprire nella città degli spazi che colmino vuoti di proposte e di idee”.​
“Giovani per la pace” impegnati per i bisognosi di Roma
A Roma, i “Giovani per la Pace”​ sono particolarmente impegnati nella periferia in 25 centri gratuiti per il sostegno all’educazione​ dei bambini, noti come “Scuole della Pace”. Altri giovani del movimento visitano ogni settimana gli anziani​ che vivono nelle case di riposo. Durante tutto l’anno il movimento legato a Sant’Egidio è impegnato nell’aiutare le persone​ che vivono in strada.
Alessandro Gisotti

sabato 26 agosto 2017

Sant'Egidio. Barcellona, dai giovani di tutta Europa un appello per la pace

Avvenire
Nella città ferita dall'attentato sulla Rambla il settimo incontro internazionale dei Giovani per la pace. I fiori per le vittime, l'appello alla pace. Domenica le conclusioni di Marco Impagliazzo.


“Dopo l’orrore degli attacchi terroristici in Barcellona noi vogliamo mostrare la nostra volontà di pace e il nostro impegno per lavorare alla costruzione di una società di coesistenza”. L’appello alla pace dei giovani della Comunità di Sant’Egidio risuona in tante lingue diverse, forte e commovente, oggi sulla Rambla, accanto i fiori, ai lumini e ai peluche che ricoprono i punti dove sono cadute 15 vittime nell’attentato terroristico del 17 agosto.

Sono 500, sono giovani e forti e determinati a non cedere alle ragioni del male i ragazzi provenienti da tutta Europa che si sono radunati a Barcellona, la città ferita dall’attentato del 17 agosto, per il settimo incontro internazionale dei Giovani per la Pace Europei. 

L’incontro del movimento dei giovani della Comunità di Sant’Egidio presente in Europa e in altri continenti, dopo Cracovia, Roma, Berlino, Anversa e Parigi si è aperto oggi presso il Museo del Mare di Barcellona per una tre giorni di incontri, riflessioni, scambi e visite anche nei luoghi più poveri e svantaggiati della città catalana. 


A chiudere domenica l’incontro con il presidente della Comunità Marco Impagliazzo e la preghiera della sera. Il tema è “More Youth, More Peace” (Più giovani, più pace) e vedrà a confronto ragazzi che tutto l’anno si occupano di costruire “quotidianamente” la pace operando a favore dei bambini dei quartieri più svantaggiati, degli anziani, dei senza tetto e dei rifugiati.

I ragazzi di Sant’Egidio hanno deciso di lanciare un forte messaggio di pace proprio dalla città ferita dagli attentati. Oggi dalle 18 i giovani hanno sfilato in silenzio sulla Rambla, dal mare sino al punto dove il mezzo degli attentatori ha terminato la sua folle corsa, depositando lì 15 bouquet di fiori, uno per ogni vittima, portati da 15 ragazzi di nazionalità diverse leggendo poi il loro manifesto per la pace dedicato le vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils.

“Ancora una volta abbiamo scelto il dialogo e la solidarietà con i più poveri e i più deboli della nostra società per costruire un futuro di pace e di coesistenza in Europa e nel mondo – dicono fieri e pieni di speranza – Noi siamo convinti che solo il dialogo e l’integrazione aprono la via alla pace. Noi vogliamo sconfiggere il male col bene, far trionfare il perdono sulla vendetta. Per questo noi vogliamo contribuire attivamente a creare un’Europa dove tutti possano vivere insieme: un mondo senza razzismo”.

Al termine dell'appello per la pace è seguito un invito a scambiare un gesto di pace. I ragazzi e la gente comune sulla Rambla hanno cominciato ad abbracciarsi e a stringersi le mani, augurandosi "pace".

Un messaggio che verrà portato domani, sabato, dai 500 giovani che, guidati dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo e dai rappresentanti della Comunità in Spagna, si uniranno a partire dalle 18 alla grande manifestazione contro il terrorismo organizzata dalla Città di Barcellona e dalla Generalitat, presente anche il re Felipe VI di Spagna.

Angela Calvini

domenica 14 agosto 2016

In tante città italiane, festa dell'integrazione tra giovani e immigrati #IoIstigoallAccoglienza

Blog Diritti Umani - Human Rights
Milano, Catania, Genova, Roma, Città della Calabria e della Puglia hanno visto incontri, feste, giochi, eventi per dire che di fronte al clima di inaccoglienza verso chi fugge da guerre e povertà i "Giovani per la Pace" della Comunità di Sant'Egidio si incontrano in modo festoso e fanno vedere il futuro di integrazione che vogliono e che stanno costruendo.


"Giovani per la Pace" e immigrati nella "Tre giorni senza frontiere" a Catania
La "Tre giorni senza frontiere”, a Catania è giunta alla sua terza edizione, il nome della manifestazione racchiude in sé il significato profondo.
Una tre giorni senza frontiere umane, fisiche e esistenziali che spesso sbarrano il passaggio ai sentimenti migliori, come l’amicizia, la simpatia tra persone e popoli diversi, la solidarietà, la voglia di stare insieme e fare del bene divertendosi.
Come ha detto Emiliano Abramo alla cerimonia di apertura della tre giorni siciliana citando il discorso di papa Francesco a Cracovia: "I giovani che non devono essere - Giovani divano - ed per la tre giorni si muovono per integrare! Ed ha aggiunto "in un mondo di Istigatori alla violenza, alla divisione noi vogliamo essere istigatori all'accoglienza"!

Puglia - I giovani pugliesi nell'evento “Carta di Leuca: Mediterraneo, un mare di ponti”, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con la presenza dei "Giovani per la Pace" di "Genti di Pace" con la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, nei giorni dell'11 al 14 agosto nel Salento hanno voluto vivere in tanti l'integrazione che costruisce ponti di amicizia tra giovani che provengono da realtà e paesi differenti. Giovani italiani del Sud si sono uniti ai propri coetanei immigrati dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo per dire basta all’esclusione dell’altro e al respingimento di chi è diverso, e per intavolare un dialogo per far sì che il Mediterraneo cessi di essere un mare di morte per i tanti rifugiati che cercano di navigarlo alla ricerca di un futuro per la propria vita. La speranza comune: che il Mediterraneo torni ad essere un mare di pace e di unità tra i popoli, attraversato da ponti di solidarietà e di collaborazione.

In Calabria a fine Luglio è stato organizzato "Il tour della solidarietà". Una settimana all’insegna della pace, dell’accoglienza, della preghiera e incontro vissuto da giovani romani e calabresi con il desiderio di coinvolgere tante persone in questo clima di solidarietà e integrazione.

A Milano, di fronte alle polemiche sull'accoglienza, Sant'Egidio ha moltiplicato gli sforzi per aumentare i posti per accogliere i profughi al Memoriale Shoah

A Genova a Ventimiglia i "Giovani per la Pace" insegnano francese ai migranti in attesa alla frontiera.

E da non dimenticare la "cocomerata" che a Roma vedrà come ogni anno centinaia di italiani e immigrati il 15 agosto, presso la mensa della Comunità di Sant'Egidio, far festa nello stile della tradizione estiva.

Un popolo di giovani che dicono insieme di fronte ad un clima cupo e di diffidenza verso chi è povero e straniero: "Io istigo all'accoglienza".

domenica 17 luglio 2016

Centinaia di giovani europei a Parigi - Appello di pace “Change you city, Change Europe!”

Giovani per la Pace

Appello di pace “Change you city, Change Europe!” 
Noi giovani europei, provenienti da Italia, Belgio, Spagna, Portogallo, Germania, Francia, Olanda, Svizzera e Gran Bretagna, ci siamo ritrovati qui a Parigi con la Comunità di Sant’Egidio, un anno dopo i terribili attentati terroristici che hanno colpito questa città e dopo l’attentato a Nizza. La nostra presenza qui rappresenta il rifiuto di lasciar vincere la paura e la chiusura in noi stessi, perché nessuno possa rubarci il nostro sogno, il sogno di cambiare le nostre città per cambiare l’Europa. Tutti diciamo con forza “change your city, change Europe”. 
Il nostro sogno è di riscoprire il sogno europeo. Lo stesso che ha creato l’unione tra i nostri paesi che ci ha permesso di vivere in pace in Europa occidentale sin dalla fine della seconda guerra mondiale. 
Ma questo sogno fallisce quando ci sono guerre e conflitti in Oriente, quando il razzismo è onnipresente, quando persistono le divisioni tra ricchi e poveri, giovani e anziani, tra chi viene dall’Europa e chi dall’Africa, Asia o Sudamerica. Si, questo sogno è fallito quando ci si rifiuta di accogliere rifugiati che scappano da regimi tirannici e dalla guerra, perché non è questa l’Europa che i suoi fondatori hanno sognato. 
L’ Europa che ci piace è quella che segue la chiamata di Papa Francesco, quando va ad accogliere i rifugiati, come in Germania dove ci sono migliaia di loro. l’Europa che ci piace è quella che si apre all’umanità come in Italia, quando costruisce corridoi o ponti per unire i paesi. 
Tutto questo ci fa credere che l’Europa possa diventare quella che noi sogniamo. Sogniamo un’Europa di amore e unità, forte nella solidarietà con i continenti più poveri e specialmente con l’Africa. Sogniamo un’Europa in cui non ci siano guerre, discriminazione, razzismo, un posto di accoglienza, di dialogo tra culture e di integrazione. 
Durante questo incontro a Parigi abbiamo meditato sui luoghi degli attentati terroristici e ascoltato la testimonianza di una persona che ha avuto il coraggio di affrontare questa violenza. Pertanto vogliamo rinnovare il nostro impegno a non cedere al ricatto del male e della divisione e invece a cercare sempre l’incontro con l’altro, con più determinazione a costruire ponti tra le persone. Ponti costruiti nell’amicizia e nella fiducia. 
Siamo la generazione che vivrà il futuro, per questo siamo la generazione che deve costruire questa Europa e noi pensiamo che possiamo cambiare quest’Europa, ma prima dobbiamo cambiare le nostre città a partire dall’amicizia con i poveri. 
E insieme potremmo dire “Change your city, Change Europe!”.
Parigi, 16 luglio 2016


venerdì 15 luglio 2016

Con il dolore del cuore, la speranza di 400 giovani europei a Parigi per costruire la pace

Blog Diritti Umani - Human Rights
Questa mattina mentre si capiva dalla notizie diffuse dai media la gravità dell'attentato a Nizza che ci ha profondamente sconvolti, 400 giovani della Comunità di Sant'Egidio che provengono da tutta l'Europa si imbarcavano sugli aerei per raggiungere Parigi per l'incontro #changeyoureurope.

Questo incontro assume il valore di una risposta al dolore, al disorientamento, alla rabbia, e al senso di impotenza che prende ognuno di noi davanti a questi gravi avvenimenti che vogliono minare la convivenza di uomini e donne che amano vivere in pace.
Ieri su questo Blog è stata postata una'intervista del filosofo Bauman dal titolo: "La paura e l'odio si nutrono dello stesso cibo", mi sembra che l'attentato di Nizza sia di nuovo in questa logica: alimentare il terrore per far crescere l'odio.
 
No! Se avere paura è naturale e lecito non avranno il nostro odio!
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Giovani per la Pace
12 luglio 2016 - E’ questo che faranno oltre 400 giovani della Comunità di Sant’Egidio da tutta Europa dal 15 al 18 Luglio per partecipare alla manifestazione “Change Your City, Change Europe” .
Durante questi giorni i giovani per la Pace della comunità di Sant’Egidio parteciperanno a numerosi incontri per testimoniare la necessità di unità e pace, a partire dal cuore dell’Europa ferita dal terrorismo. 

Così nel tempo della Brexit, di un’Europa sempre meno interconnessa, di un pensiero che rischia di minare il dialogo tra le religioni a causa della follia terrorista, i giovani per la pace si propongono come giovani europei che vogliono cambiare il Vecchio continente a partire dalle sue periferie, dai suoi quartieri abbandonati, dal dialogo tra religioni. Periferie, quartieri e dialogo, è lì che troppi giovani soffrono l’esclusione e finiscono per fare scelte sbagliate, è da lì che bisogna partire.

I giovani per la pace vogliono essere figli del pensiero che ha dato vita all’Europa grazie ai padri fondatori.

E’ così che giovani italiani, inglesi, francesi, tedeschi impegnati nel cambiamento delle proprie città con la prossimità ai più poveri, si ritroveranno a pregare insieme al Bataclan teatro di un sanguinoso attacco terroristico, a partecipare a incontri pubblici sull’accoglienza e l’integrazione dei rifugiati, focus group sullo stato delle periferie europee, porteranno la loro esperienza di giovani impegnati in prima line e la condivideranno con tutti per trovare spunti e soluzioni.

Sabato 16 luglio in un incontro pubblico in piazza i Giovani per la pace si ritroveranno tutti insieme per leggere un appello di pace.
In un’Europa che si divide i giovani per la pace hanno scelto per l’unità, hanno scelto di non abbandonare nessuno e di costruire un’Europa dei popoli che nasca dall’attenzione ai più poveri.
Se l’obbiettivo dei terroristi è spaventare per dividere e portare guerra, i giovani per la pace hanno deciso di unirsi per portare una cultura di pace, perché se la pace è sempre possibile, cambiare l’Europa è persino necessario.

Seguici con l’hastag #ChangeYourEurope!

domenica 6 dicembre 2015

Giovani per la Pace - Sant'Egidio - Benìn - In difesa della vita: campagna contro i linciaggi

www.santegidio.org
Iniziative nelle scuole per diffondere una cultura della vita e contrastare una pericolosa forma di pena di morte che invade la società
Tra le iniziative del 30 novembre «Città per la vita» la Comunità di Sant’Egidio in Bénin ha lanciato una campagna contro i linciaggi. L’iniziativa è rivolta in particolare ai giovani, studenti dei collegi e dei licei in diverse città del paese.

Iniziata ufficialmente il 30 novembre 2015, ha radunato 1300 giovani nel Collegio San Paolo ed altri 700 al Corso di sostegno scolastico (CED) presso la parrocchia Sacro Cuore nel quartiere di Akpakpa.

I Giovani per la Pace hanno lanciato un appello contro questa forma velata di pena di morte ed hanno sottolineato la grande ingiustizia di una vendetta popolare che colpisce soprattutto i più poveri. Hanno quindi invitato gli studenti ad aderire firmando un appello contro ogni forma di violenza.

La campagna continuerà tutta la settimana in numerosi licei nelle città più importanti del Bénin.

giovedì 19 marzo 2015

Bukavu, RD Congo - I Giovani per la Pace e l’abbraccio agli anziani isolati perché ritenuti “stregoni”

Notizie dalle Comunità di Sant'Egidio nel mondo
A Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, il movimento dei Jeunes pour la Paix (Giovani per la Pace), espressione delle comunità di Sant’Egidio nelle scuole superiori del paese, lavora per quell’abbraccio tra le generazioni per cui prega papa Francesco: “Come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani! 

E questo è quello che oggi chiedo al Signore, questo abbraccio!”.
Si è recentemente concluso in città un ciclo di incontri, conferenze, feste, preghiere e manifestazioni, tutti animati da un’idea: quella di cambiare lo sguardo della società sugli anziani proprio a partire dai più giovani, contro ogni pregiudizio, contro ogni forma di violenza, per una solidarietà intergenerazionale, per una convivenza più umana e pacifica.
Troppe volte infatti, nel Congo, ma anche in tanti altri contesti subsahariani, gli anziani sono considerati “stregoni”, accusati di rubare la vita dei più piccoli per allungare la propria. 

I Giovani per la Pace sono convinti di poter mettere in moto una rivoluzione culturale, un processo di cambiamento destinato a portare a una vera e più solida rinascita del continente africano. La cui crescita non potrà mai essere solo economica, ma dovrà fondarsi sul recupero di quei valori umanistici e profondi che sono il cuore di ogni cultura.

sabato 14 febbraio 2015

Catania: Un fiore per i migranti morti l'omaggio dei Giovani per la Pace della Comunità di Sant'Egidio

Live Sicilia
Una margherita bianca per ciascuna bara. È l'omaggio dei giovani della comunità di Sant'Egidio di Catania, ieri, a Porto Empedocle per accogliere le salme dei migranti morti al largo del canale di Sicilia sabato scorso durante l'ultima tragica traversata.