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venerdì 6 maggio 2016

Replicare i corridoi umanitari: Sant'Egidio ne parla alla Commissione Europea con i diplomatici di 16 Paesi

www.santegidio.org
Si è tenuto ieri nella sede della delegazione della Commissione Europea a Roma un incontro con la Comunità di Sant'Egidio sui corridoi umanitari.


Durante l'incontro, introdotto dalla rappresentante della Commissione Europea Beatrice Covassi, Daniela Pompei della Comunità di Sant'Egidio, ha illustrato ai diplomatici di 16 Paesi europei il progetto dei corridoi umanitari, spiegandone la replicabilità. 

Si è sottolineato come il rilascio di visti per emergenze umanitarie sia già previsto della normativa europea e che i rifugiati coinvolti nel progetto rispondono ai criteri di vulnerabilità definiti dalle Nazioni Unite.

Oltre agli aspetti tecnici, si è parlato anche del sistema di accoglienza e di integrazione, parte fondamentale del progetto dei corridoi umanitari, interamente a carico delle associazioni, e che è sostenuto dalla generosità di molti cittadini che vogliono contribuire gratuitamente all'accoglienza dei rifugiati. 

Diversi rappresentanti diplomatici hanno mostrato interesse, con domande e richieste di approfondimenti, nella speranza che presto anche altri Paesi europei possano aprire corridoi umanitari per i profughi.

martedì 1 settembre 2015

La Commissione europea prepara un nuovo diritto d'asilo

La Repubblica
Roma - Ora che il dramma migranti mette in difficoltà e scuote le coscienze di quasi tutti i governi europei, Bruxelles prepara il rilancio per imbrigliare la crisi. 


La data cruciale è l'8 settembre, giorno nel quale a sorpresa la Commissione europea approverà un robusto pacchetto con nuove misure poi da sottoporre ai governi con il quale chiederà alle capitali di accogliere un numero di migranti sbarcati in Italia e Grecia superiore ai 40mila chiesti a maggio. Ma soprattutto l'esecutivo comunitario emenderà in modo permanente le regole di Dublino sull'asilo all'insegna della solidarietà verso i paesi sotto pressione.

La Commissione guidata da Jean-Claude Juncker a maggio ha approvato la sua agenda sulle migrazioni, un progetto ambizioso ridimensionato tra giugno e luglio dai governi. Basti pensare alla fine delle quote per la ripartizione dei migranti sbarcati in Italia e Grecia: per Bruxelles si doveva partire da 40mila da ridistribuire obbligatoriamente tra i soci dell'Unione, ma la rivolta guidata da Polonia e dalle altre capitali dell'Est, appoggiate da Madrid, ha depotenziato l'iniziativa al punto che a luglio le quote sono diventate volontarie e si è faticosamente arrivati alla ripartizione di 32mila richiedenti asilo.

Le tragedie degli ultimi giorni e l'epicentro della crisi che si è allargato all'Europa centrale ora danno maggior forza a Bruxelles. Se le imminenti elezioni in Spagna e Polonia non lasciano sperare in un ammorbidimento di Mariano Rajoy ed Ewa Kopacz, le sortite pubbliche della Merkel, da sempre favorevole alla solidarietà in materia di immigrazione ma fino a poche settimane fa più coperta, fanno pensare che la pressione tedesca possa travolgere le resistenze dei governi più egoisti.

mercoledì 17 giugno 2015

Emergenza immigrazione: la Commissione Ue propone il carcere da 6 a 18 mesi

La Stampa
La lettera del commissario Ue Dimitris Avramopoulos inviata ai governi nazionali alla vigilia del Consiglio dei ministri degli Interni in corso a Lussemburgo: “Per assicurarsi che gli irregolari siano effettivamente rimpatriati, si dovrebbe ricorre all’incarcerazione, come una legittima misura di ultima istanza”
Usare anche il carcere - solo se serve e non a cuor leggero - per esser certi che gli stranieri espulsi lascino effettivamente il paese e non spariscano nel nulla. La Commissione Ue scrive agli stati e ricorda che, «per assicurarsi che i migranti irregolari siano effettivamente rimpatriati, si dovrebbe ricorre all’incarcerazione, come una legittima misura di ultima istanza, laddove sia necessario impedire che gli illegali prendano il largo». La reclusione è ammissibile fino a un massimo di sei mesi, che possono diventare diciotto in caso di mancata collaborazione.

«L’efficacia del sistema europeo per il rimpatrio dei clandestini deve essere rafforzato», afferma il commissario Ue, Dimitris Avramopoulos, in una lettera inviata ai governi nazionali alla vigilia del Consiglio dei ministri degli Interni in corso a Lussemburgo. Solo il 39 per cento degli espulsi viene in media mandato a casa, davvero troppo poco.

sabato 7 dicembre 2013

Europa - Un piano d'azione contro le morti di immigrati in mare

Tribuna Economica
L'UE ha presentato una serie di misure radicali per rafforzare i pattugliamenti lungo le frontiere marine ed evitare le morti degli immigrati che tentano di raggiungere l'Europa attraversando il Mediterraneo.
Ogni anno diverse centinaia di migranti attraversano il Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste dell'Europa. Nell'ottobre di quest'anno oltre 360 di essi sono morti affogati quando l'imbarcazione nella quale viaggiavano si è capovolta al largo di Lampedusa. È stato l'incidente più recente e più tragico tra i tanti che negli ultimi anni hanno colpito gli aspiranti immigrati nella loro traversata in mare dall'Africa all'Europa.

Rivedere la politica di asilo. Per scongiurare una nuova tragedia, la Commissione ha proposto di permettere ai migranti di presentare all'estero la domanda di asilo nell'UE, evitando in tal modo che si imbarchino in un viaggio spesso pericoloso verso le sponde dell'Europa.

L'attuale politica dell'UE prevede che i richiedenti asilo, molti dei quali fuggono dalla guerra e dalla persecuzione nel loro paese di origine, debbano raggiungere l'Europa per poter invocare lo status di rifugiato.

In base alla proposta l'Agenzia europea per le frontiere esterne (Frontex) utilizzerebbe le imbarcazioni dei paesi membri dell'UE per pattugliare le acque tra Cipro e la Spagna. Costo dell'operazione: circa 14 milioni di euro l'anno.

La Commissione si augura che, oltre ad evitare le morti in mare, il piano permetta di arrestare un maggior numero di trafficanti di persone. Il rafforzamento dei pattugliamenti dovrebbe inoltre contribuire a combattere la tratta di esseri umani e la criminalità organizzata. L'organo esecutivo dell'UE ha inoltre proposto di fornire un aiuto amministrativo ai paesi membri che hanno difficoltà a gestire un elevato numero di richieste d'asilo.

Reinsediamento dei rifugiati. Un'altra proposta è quella di versare ai paesi membri 6000 euro per ogni rifugiato reinsediato per incoraggiarli, ad esempio, a trasferire in aereo i rifugiati direttamente dai campi di raccolta dei richiedenti asilo o dalle zone di conflitto.

La Commissione auspica infine che vengano conclusi degli accordi con i paesi extra-UE per la gestione congiunta dei flussi migratori, in particolare i paesi del Nordafrica, attraverso i quali transita gran parte dei migranti diretti in Europa.

I ministri europei della giustizia e degli affari interni esamineranno le nuove proposte questa settimana prima che si giunga a una decisione finale al vertice dei leader dell'UE del 19-20 dicembre.