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sabato 6 luglio 2019

Migranti. Il veliero Alex attracca a Lampedusa. Migranti bloccati a bordo.

Avvenire
Svolta al largo dell'isola. Drammatica la situazione sanitaria sulla barca della Missione Mediterranea. Anche la Alan Kurdi pronta a forzare il blocco. Salvini ammette: la Libia non è un porto sicuro.


Ore 18.15
A un'ora dall'attracco non sono ancora iniziate le operazioni di disimbarco. Alcune persone stremate chiedono aiuto al medico di bordo. L'ufficiale in comando della capitaneria di porto ha comunicato di non aver avuto indicazioni per lo sbarco dall'autorità competente, il Viminale. Viene ventilata l'ipotesi che facciano rifornimento di gasolio e acqua alla Alex & co e che scortati da due motovedette le impongano di raggiungere Malta.

Ore 17.15 La Alex & co arriva al porto di Lampedusa. La capitaneria di porto indica la banchina commerciale come punto di approdo e specifica: non siete autorizzati a entrare, lo fate sotto la vostra responsabilità. Le forze dell'ordine sono schierate. All'arrivo dal porto si sono uditi anche insulti nei confronti dei migranti.

ore 16.30 La nave Alex è ormai in acque territoriali italiane dopo avere forzato il blocco e diretta a Lampedusa, è scortata ai lati da due motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Nuova comunicazione dalla motovedetta della Gdf: Mediterranea viene avvisata che questa operazione significa resistenza a nave da guerra.

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venerdì 5 luglio 2019

Migranti - Sea-Eye, salvati 65 naufraghi al largo della Libia. Rifiutano di riportarli nei lager libici e aspettano l'offerta di un porto sicuro

La Repubblica
La nave Alan Kurdi, che ha rifiutato di attraccare in Libia, aspetta una risposta da Roma, Malta e Tripoli. Salvini: "In Italia non arrivano", poi dà l'ok per fornire una nave dove trasportare i migranti dal veliero di Mediterranea a La Valletta.
AFP
La nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea-Eye ha soccorso e salvato stamani 65 migranti al largo della Libia. Ora attende una risposta da Malta, Roma e Tripoli per la presa in carico dei migranti. A bordo del gommone soccorso c'è una giornalista.

"In Italia non arrivano: c'è un porto maltese a disposizione, vanno a Malta, e la ong tedesca può scegliere fra la Tunisia e la Germania". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, rispondendo a una domanda dei cronisti a Trieste. "Chiunque difenda i confini e la sicurezza del mio Paese è benvenuto", ha aggiunto. 

E poi raggiunto al telefono avrebbe detto: "Si può fare", acconsentendo a fornire una nave per trasportare i migranti che si trovano sul veliero Alex a Malta.

"Salvare vite in mare è un compito europeo": così una portavoce del governo tedesco Martina Fiez. "Siamo al corrente della notizia della nave Alan Kurdi", ha proseguito, "sottolineiamo ancora una volta che il nostro obiettivo come governo tedesco è trovare una soluzione veloce: si tratta di trovare un porto sicuro e di chiarire la questione della redistribuzione" in ambito europeo.

Berlino precisa anche che "al momento il governo federale non ha ricevuto alcuna richiesta di accoglienza delle persone" sbarcate a Lampedusa alcuni giorni fa dalla nave dell'ong tedesca Sea Watch. All'indomani dello sbarco, la Germania aveva infatti annunciato la propria disponibilità di accogliere un terzo dei 40 migranti sbarcati dopo il contestato ingresso in porto della nave. Allo stato attuale però secondo Berlino non sono giunte richieste formali.

"La guardia costiera libica ci ha inviato un'e-mail di assegnazione di un porto in Libia" per far sbarcare le 65 persone a bordo di Alan Kurdi ma "abbiamo respinto questa indicazione". Lo scrive su twitter la ong tedesca Sea Eye. "La guardia costiera finanziata dall'Ue ci chiede di violare il diritto internazionale. Non riporteremo le persone salvate nelle prigioni di tortura libiche"

Critiche sostanziali al Decreto Sicurezza Bis nell'audizione parlamentare di Daniele Tissone, Sindacato Polizia

Blog Diritti Umani - Human Rights
Alcuni stralci dell'audizione parlamentare di Daniele Tissone del Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia Cgil

Con amarezza assistiamo a una falsa quanto sfuggente rappresentazione della realtà in cui, invocando motivazioni di necessità e urgenza inesistenti, al Parlamento viene impedito di affrontare tematiche delicate attraverso la dialettica democratica del procedimento legislativo.
[...]
Tutte queste costruzioni giuridiche afflittive hanno come presupposto l’insicurezza, percepita e veicolata, in gran parte, da campagne propagandistiche che instillano le paure, mentre tutte le rilevazioni e i dati oggettivi indicano i vari fenomeni criminali in diminuzione o comunque, non rispondenti all’allarme sociale suscitato.
[...]
L’incremento dell’attività sul fronte repressivo e l’inasprimento delle pene, inevitabilmente si abbatterà sul “Pianeta Giustizia”, già gravato da un ingente numero di procedimenti e processi pendenti, che cresceranno per l’effetto domino dell’aumento delle pene e del blocco della prescrizione, nonchè a seguire, sul mondo carcerario, ove sono ben note le carenze di spazi e le difficoltà vissute dai magistrati di sorveglianza e dagli operatori penitenziari.
[...]
Si assiste a una escalation della criminalizzazione delle condotte che è iniziata dall’immigrazione, dalle frontiere, ed è giunta alle riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero nelle piazze cuore del paese e luoghi dove i cittadini esprimono opinioni.
[...]
La ricerca del consenso da una parte carica sulle spalle delle Forze di Polizia l’aspettativa dei risultati promessi con la propaganda, mentre dall’altra, specie durante le occasioni di protesta, inasprisce la contrapposizione tra i cittadini dissenzienti, che vengono etichettati come nemici, e chi è deputato a far rispettare la legalità quindi a contemperare la difesa dei diritti di tutti, viene visto, a sua volta, come il nemico dei nemici.
[...]
Questo peggiorato clima di relazioni sociali, che vede nella sola repressione di condotte ritenute devianti o comunque difformi ed in contrasto con il pensiero e i desiderata di chi governa, rischia di portare alla strumentalizzazione delle FF.PP., viste come braccio armato e violento dell’esecutivo del momento, quasi a voler far tornare indietro di quarant’anni la storia.
[...]
Il SILP, che si riconosce nel processo di cambiamento ed evoluzione della Polizia di Stato, avviato con la riforma attuata con la L.121/81, che ha portato alla smilitarizzazione, si oppone a questo snaturamento della funzione democratica di tutela di tutte le persone e della civile convivenza, bene supremo per uno Stato ed il suo popolo nella più ampia accezione.

Daniele Tissone

Migranti - La nave Alex dell'ong Mediterranea con 54 naufraghi vicino Lampedusa. A bordo diverse situazioni critiche.

Ansa
La nave Alex dell'ong Mediterranea, con 54 migranti a bordo, è arrivata alle 4 di questa mattina a 12 miglia da Lampedusa. Lo annuncia la stessa ong sottolineando come "un decreto dei Ministri di Interno, Difesa e Trasporti ci vieta l'ingresso". 

Migranti a bordo della nave Alex di Mediterranea - Foto Repubblica
"Il decreto è illegittimo - spiega Mediterranea in un tweet -: perché non può applicarsi a una nave che ha effettuato una operazione di soccorso a tutela della vita umana in mare. E perché non può essere vietato a una bandiera italiana ingresso nelle acque del proprio Paese".

Intanto da Malta è arrivata la disponibilità a offrire un porto, ma la ong ha risposto che "per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta". "Ma siamo disponibili a trasferire i naufraghi su motovedette maltesi o della Guardia Costiera italiana", conclude Mediterranea.

Salvini, Mediterranea vada a Malta o sarà atto violenza - "Se non dirigeranno verso Malta, è chiaro che sarà l'ennesimo atto di disobbedienza, violenza e pirateria: io non mollo!". E' l'avvertimento del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, all'ong Mediterranea. 

"Le autorità marittime maltesi hanno dato alla nave dei centri sociali indicazione di dirigersi verso il porto di La Valletta, dove potranno attraccare", spiega, aggiungendo che durante la notte ha firmato, insieme con i ministri Trenta e Toninelli, il divieto di ingresso, transito e sosta in acque territoriali italiane della nave Alex.

Nuovo mini sbarco la scorsa notte a Lampedusa, dopo quello di ieri sera con 55 persone recuperate dalle motovedette della guardia di finanza e della capitaneria. Intorno alla mezzanotte è approdato direttamente in porto l'ennesimo barchino con a bordo 14 migranti, tra i quali due donne e 4 bambini.

giovedì 4 luglio 2019

Migranti. Allarme per un naufragio al largo della Tunisia. Si temono 80 vittime

Avvenire
Più di 80 persone sono disperse e solo tre sopravvissute a causa di un naufragio avvenuto ieri al largo di Zarzis, sulla costa della Tunisia. Lo ha riferito su Twitter Alarm Phone.
Un nuovo naufragio è avvenuto ieri al largo delle coste tunisine, nella zona di Zarzis, con 82 dispersi, un morto e 3 persone sopravvissute: lo comunica la Ong Alarm Phone, citando il volontario e attivista della Mezzaluna rossa tunisina, Chamseddine Marzoug.

Contattato dall'agenzia Ansa, Marzoug ha riferito che un gommone partito dalle coste libiche ha fatto naufragio al largo di Zarzis. E dei 4 superstiti uno, originario della Costa d'Avorio, è morto all'ospedale di Zarzis dove era stato portato dalla Marina tunisina. Gli altri tre restano ricoverati.

«Siamo sconvolti da queste continue stragi in mare - afferma Alarm Phone -. Auguriamo forza alle famiglie e amici che hanno perso i loro cari».
Il naufragio

Pescatori tunisini si sono imbattuti mercoledì sera, al largo di Zorzis, nel gommone che stava affondando e sono riusciti a trarre in salvo quattro uomini ma non hanno trovato nessun altro a bordo, ha riferito Lorena Lando, che guida l'Organizzazione Internazionale per la Migrazione in Tunisia.

All'inizio della settimana, un'altra imbarcazione partita dalla Libia era giunta nel porto di Sfax con 65 persone a bordo.

USA - Giudice del Kentucky dichiara incostituzionale la pena di morte

Blog Diritti Umani - Human Rights
Kentucky - Un giudice della contea di Franklin ha stabilito il 2 luglio che i regolamenti della pena di morte del Kentucky sono incostituzionali perché non prevedono una sospensione automatica dell'esecuzione per i detenuti intellettualmente disabili.

La Conferenza Cattolica del Kentucky e padre Patrick Delahanty, presidente in pensione della Kentucky Coalition to Abolish the Death Penalty, hanno elogiato la decisione della Corte come un passo nella giusta direzione.

La Conferenza Cattolica dello stato ha ringraziato la Corte per aver riconosciuto l'ingiustizia dell'esecuzione di persone intellettualmente disabili, ma il suo direttore esecutivo, Jason Hall, ha sottolineato che "i legislatori devono agire presto per abolire la pena capitale una volta per tutte."

Delahanty, un prete in pensione dell'Arcidiocesi di Louisville, ha affermato che la coalizione di stato apprezza gli sforzi dei difensori pubblici per "costringere lo stato ad aderire alle leggi che governano le esecuzioni".

e ha proseguito: "Tuttavia, il modo migliore per garantire che lo stato non esegua disabili mentali e malati di mente è l'abolizione totale della pena di morte. Continueremo a far pressione sui legislatori del Kentucky al fine di revocare questa pratica immorale "


ES

Fonte: Catholic News Service 

mercoledì 3 luglio 2019

Carola Rackete e Sea Watch - Il GIP smonta il Decreto sicurezza bis: "Non può essere applicato a chi salva naufraghi"

La Repubblica
Sul decreto sicurezza bis innanzi tutto, secondo la gip, "le direttive ministeriali sui porti chiusi e il divieto di ingresso in acque territoriali" previsto dal decreto sicurezza e per il quale le motovedette italiane hanno intimato l'alt alla Sea Watch fin dall'approssimarsi alle acque italiane non può essere applicato. Perché una nave che soccorre migranti non può essere giudicata offensiva per la sicurezza nazionale e il comandante di quella nave ha l'obbligo di portare in salvo le persone soccorse. In ogni caso, sottolinea il giudice, la violazione del divieto viene punito dal decreto solo con la sanzione amministrative e non più penale.

Il dovere di soccorso
E' il principio fondamentale dell'ordinanza della gip Vella, appunto la scriminante che la giudice ha fatto prevalere nell'analisi della condotta della comandante. "L'attracco al porto di Lampedusa - scrive la gip - appare conforme al testo unico per l'immigrazione nella parte in cui fa obbligo al capitano e alle autorità nazionali indistintamente di prestare soccorso e prima assistenza allo straniero rintracciato in occasione dell'attraversamento irregolare della frontiera".
I porti sicuri
L'ordinanza mette per la prima volta per iscritto che la scelta di un comandante di nave che soccorre migrati in zona sar libica di far prua verso l'Italia è legittima perché "in Libia e in Tunisia non ci sono porti sicuri" e l'obbligo del comandante non si esaurisce nel prendere a bordo i naufraghi ma prevede lo sbarco in un luogo dove sono loro garantiti i diritti, a cominciare dal diritto d'asilo. Che la Tunisia non prevede.
La nave da guerra
Secondo il gip Vella, le motovedette della Finanza non sono da considerarsi una nave da guerra e dunque l'inosservanza di un loro ordine non è punibile secondo quanto previsto dal codice della navigazione. "Le unità navali della Guardia di finanza - scrive la gip - sono da considerarsi navi da guerra solo quando operano al di fuori dalle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia un'autorità consolare".
Nessuna volontà di schiacciamento
La giudice ha accolto in pieno anche la ricostruzione di carola Rackete secondo cui con la sua manovra in porto non aveva alcuna intenzione di colpire la motovedetta della Finanza. "Da quanto emerge dal video deve essere molto ridimensionato nella sua portata offensiva rispetto alla prospettazione accusatoria fondata solo sulle rilevazioni della polizia giudiziaria".

Nelle prossime ore partirà anche l'iter di espulsione di Carola Rackete dal territorio nazionale firmato ieri sera dal prefetto di Agrigento Dario Caputo secondo le direttive impartite dal ministro Salvini. Ma l'esecuzione del provvedimento sembra impossibile visto che dovrà essere convalidato dal giudice. La Procura però ha già negato il nullaosta fino a quando non saranno cessate le esigenze di giustizia, dunque certamente fino al 9 luglio. 

Nel frattempo il procuratore Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella valuteranno se proporre ricorso contro il provvedimento del gip andato ben oltre la loro richiesta di applicare a Carola Rackete il divieto di dimora in provincia di Agrigento. Allo studio dei legali della Sea-Watch anche il possibile ricorso contro il sequestro probatorio della nave che ieri è stata condotta al porto di Licata.