Pagine

Visualizzazione post con etichetta Marina Militare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marina Militare. Mostra tutti i post

lunedì 2 settembre 2019

La linea sui migranti è già cambiata? Sbarco da una nave della Marina a Pozzallo, senza clamori.

Open
La notizia diffusa da Radio Radicale. E il Viminale tace. Per ora
Nuovo sbarco nelle prossime ore a Pozzallo: naufraghi raccolti da una imbarcazione della Marina militare arriveranno nel porto siciliano, senza che questo desti allarmi o blocchi navali lunghi ore.
 

A dare la notizia, citando fonti istituzionali, è stato l’inviato di Radio Radicale, Sergio Scandura, con un post su Twitter che, dopo più di un anno di lunghi blocchi navali già dà il segnale che qualcosa (almeno per ora) è cambiato in tema di politiche migratorie e soccorsi in mare.

sabato 25 giugno 2016

La Marina Militare italiana continua a salvare migliaia di vite di migranti nel Mediterraneo

Panorama
Ancora sbarchi. È una conta inarrestabile di arrivi quella che avviene in Sicilia. Tra oggi e domani sono attesi altri 3.600 migranti che si vanno ad aggiungere alle 2 mila persone soccorse in mare ieri.


Ad Augusta, Siracusa, giungerà la nave Bourbon Argos con a bordo 1.135 extracomunitari. A Catania, è previsto l'approdo di nave Spica della marina militare italiana sulla quale viaggiano 765 migranti e che ha a bordo anche il corpo di una donna recuperato nel Mediterraneo. Nave Vega, della marina italiana, con a bordo 745 persone soccorse in mare, invece, sta facendo rotta verso il porto di Messina. Nave 'Diciotti' della guardia costiera arriverà a Trapani con 571 migranti e l'Enterprise con 456 persone approderà a Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Ieri ne erano arrivati 2 mila. Ad agevolare il traffico di gommoni e barconi carichi di migranti sono le condizioni meteorologiche favorevoli, il mare calmo dalle coste libiche a quelle nostrane dove gli sbarchi si intensificano e alla fine della giornata si contano gli ingressi e, spesso purtroppo anche i corpi.

Ieri erano stati ben 20 gli interventi di soccorso coordinati e portati a termine dalla Centrale Operativa di Roma della Guardia Costiera, durante i quali sono state tratte in salvo migliaia di persone al largo delle coste libiche a bordo di varie imbarcazioni grazie alla Guardia Costiera, della Marina Militare e di organizzazioni non governative, e alle unità navali inquadrate nel dispositivo EunavforMed, l'operazione lanciata dall'UE per smantelare la tratta di esseri umani.

venerdì 6 maggio 2016

La Marina Militare, ieri, con 10 interventi salva 1.759 migranti nel Mediterraneo

AGI
Sono stati 1.759 i migranti soccorsi in dieci diversi interventi nella giornata di ieri dalle navi della Marina Militare durante il pattugliamento del Canale di Sicilia nell'ambito dell'Operazione Mare Sicuro. 



La fregata Grecale e' intervenuta in due diverse operazioni recuperando un totale di 698 migranti, il pattugliatore Bettica ha effettuato cinque interventi recuperando 588 persone e la fregata Bergamini ha recuperato 473 migranti in tre soccorsi.

Le navi Bergamini e Bettica hanno trasbordato i migranti recuperati durante i soccorsi sulle navi: SIEM PILOT (Frontex), DIGNITY I (Medici Senza Frontiere), motovedette CP 302 e CP 311 della Capitaneria di Porto e sulla motovedetta Barletta della Guardia di Finanza.Nave Grecale dirige verso il porto di Augusta per sbarcare i migranti. 

L'arrivo nel porto siciliano e' previsto nella mattinata di domani. Le navi Grecale, Bergamini e Bettica della Marina Militare sono inserite nel dispositivo aeronavale "Mare Sicuro" che svolge attivita' di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo Centrale e Canale di Sicilia al fine di assicurare la tutela degli interessi nazionali mediante la protezione delle linee di comunicazione, delle navi commerciali e delle piattaforme off-shore d'interesse nazionale.

mercoledì 16 marzo 2016

Migranti, partono in massa dalla Libia con il mare buono. Mille salvati su 8 gommoni

Rai News
Migliorate le condizioni metereologiche, ripartono i flussi migratori dalla Libia. Otto gommoni con quasi mille persone a bordo sono stati intercettati nella notte tra lunedì e martedì. Tutti in salvo a bordo -

Dopo giorni di mare grosso e vento di maestrale, i flussi migratori attraverso il mar Mediterraneo si erano fermati. Ora, appena le condizioni metereologiche lo hanno permesso, sono partiti in massa. 

Nella notte tra lunedì e martedì, otto gommoni, lunghi una decina di metri, con circa mille persone a bordo hanno preso il largo dalle coste della Libia e sono stati salvati dalla missione europea EuNavFor Med e quella italiana Mare Sicuro. 

E' l'operazione di salvataggio più grande del 2016. Sette dei gommoni sono stati individuati dai mezzi aerei della missione Ue e uno dalla Grecale in servizio per Mare Sicuro. 

Il ricognitore lussemburghese Seagull, partito da Sigonella per battere le acque internazionali da Zuarah a Garaboulli, ha visto i primi due degli otto maxi-canotti, sparsi nel raggio di una ventina di miglia, poco fuori della acque territoriali, tra 15 e 20 miglia dalla costa. La segnalazione è arrivata alla portaerei Cavour, piazzata ad una sessantina di miglia dalla costa al centro del grande triangolo che ha l'apice a Lampedusa e la base lungo la costa della Tripolitania. 

A recuperare circa un terzo dei 953 disperati ripescati oggi, le fregate Vega e Grecale per Mare Sicuro, 615 invece sono stati imbarcati dalle navi di 'Sophia', il cacciatorpediniere britannico 'Enterprise' e la corvetta tedesca 'Frankfurter'. Alla fine sono stati radunati tutti sulla 'Frankfurter' e inviati verso il primo porto sicuro, sulla costa italiana. Gli immigrati provenivano per lo più da Costa d'Avorio, Mali, Gambia e Nigeria.

martedì 15 marzo 2016

Migranti, Marina Militare, Comandante Credendino abbiamo salvato 10mila vite nel Mediterraneo in 7 mesi

ANSAmed
A bordo della Nave Cavour - A sette mesi e mezzo dall'avvio operativo, 'Sophia' "ha salvato oltre diecimila vite", ha "distrutto 84 barconi", ha "arrestato 53 contrabbandieri" e soprattutto "fa deterrenza" nella rotta sud delle migrazioni. 


'Sophia', come la chiamano i militari, è la missione navale europea 'EuNavFor Med' che dal 27 luglio opera nelle acque internazionali davanti alla Libia.

Ma i disperati in fuga dall'Africa, spiega Credendino, continuano a morire soprattutto nelle acque territoriali libiche, in quelle 12 miglia che sono ancora fuori dal raggio di azione della missione europea. 

I nuovi schiavisti, vista la presenza di 'Sophia', hanno cambiato tattiche. Vanno meno in mare personalmente, ma dalla costa della Tripolitania lanciano per lo più gommoni - spesso acquistati in Cina - carichi con un centinaio di migranti. I barconi di legno, che possono caricare fino a 500 persone, invece cominciano a scarseggiare. 

Il modello dei trafficanti si è adeguato: incassano il denaro (fino a centomila euro il bottino con un gommone, fino a 400mila con un barcone) e abbandonano i migranti al loro destino. Qualcuno li raccoglierà. Per salvare più vite e combattere più efficacemente il business dei trafficanti sarebbe necessario che EuNavFor Med "fosse invitata da un governo di unità nazionale e ci fosse una risoluzione dell'Onu" per passare prima alla 'fase 2B', che permetterebbe di operare nelle acque territoriali libiche. Poi alla 'fase 3', ma solo per combattere i trafficanti "assieme alle forze libiche sulla costa".

Credendino sottolinea come l'obiettivo di Sophia - lanciata "a tempo di record" dopo il naufragio in cui lo scorso anno morirono 800 migranti a largo di Tripoli - è sì la "distruzione del business model di trafficanti e contrabbandieri", ma la priorità morale è quella di salvare le vite umane. Rispettando strettamente, allo stesso tempo, il principio di "non respingimento": tutte le persone salvate, compresi gli scafisti che vengono consegnati alla giustizia, vengono portati in Italia. "Mai in Libia o in paesi terzi". Nel 2015, prima che cominciasse l'operazione europea, il flusso dei migranti era diviso praticamente a metà tra la rotta sud e quella balcanica.

Dopo i primi mesi in 'fase 1', dedicati soprattutto alla raccolta di informazioni, la missione il 7 ottobre è passata alla 'fase 2A'. Ed i flussi sono cambiati drasticamente: 82% sulla rotta balcanica, 16% su quella mediterranea. Valore sceso a 7% nei primi mesi del 2016. 

A cambiare la situazione, secondo Credendino, tre fattori, assieme a quello climatico. Intanto un Egitto che fa "un controllo molto efficace delle sue frontiere", che quindi impedisce gli attraversamenti di chi fugge dal Medio Oriente, ed ha anche fermato le partenze dai suoi porti. Poi il fatto che "la rotta sud è la più pericolosa ed i migranti lo sanno", tanto che "nel 2015 ha fatto quasi tremila morti, tutti nelle acque territoriali libiche". 

Infine il fatto che proprio Sophia "ha fatto deterrenza sui trafficanti, che hanno perso la libertà di manovra nelle acque internazionali". 

Con la chiusura della rotta balcanica però c'è da attendersi che migranti e trafficanti possano tornare non solo a passare per la Libia (affrontando il periplo attraverso il Sudan), ma anche a partire direttamente da Siria, Libano e Turchia "come già visto nel 2012 e 2013". 

Per ora però il traffico è concentrato in Tripolitania, in attesa delle prossime mosse. "I trafficanti sanno che prima o poi arriveremo", dice Credendino. Che tende ad escludere l'infiltrazione di terroristi, considerandolo "possibile ma molto improbabile", prima di tutto - spiega - perché "la rotta sud è la più pericolosa", poi perché "sanno che saranno presi e consegnati alla polizia". Ed è chiaro che per i terroristi è "più facile prendere aerei, navi commerciali o mescolarsi nella rotta balcanica".

domenica 3 maggio 2015

Guardia Costiera e Marina Militare - Sono almeno 3.690 i migranti salvati nelle ultime ore nel Mediterraneo

Askanews
Le operazioni di salvataggio di sabato 2 maggio sono state diciassette, per un totale di 3.690 persone soccorse nel Mediterraneo grazie all’intervento della marina militare, della guardia di finanza e della guardia costiera. 

Anche il pattugliatore francese Commandant Birot ha partecipato alle operazioni nel soccorso di 217 migranti davanti alle coste libiche che trasferiti nel porto di Crotone, in Calabria.


giovedì 25 dicembre 2014

Navi della Marina alla ricerca di naufraghi a sud est di Lampedusa. Salvati centinaia di migranti con loro alcune vittime

La Repubblica
La nave Driade e la nave Borsini della Marina militare sono impegnate in un intervento di ricerca e soccorso a circa 100 miglia a sud-est di Lampedusa su un'imbarcazione con circa 100 migranti. Lo ha reso noto la stessa Marina.

Un'altra nave, la Orione, aveva ultimato ieri sera lo sbarco di 440 migranti e una salma nel porto di Augusta.

Nel complesso le navi della Marina Militare hanno soccorso oltre mille migranti e stanno trasportando a terra i corpi delle quattro vittime già recuperate ieri. Sono stati oltre mille i migranti soccorsi, da ieri e durante questa notte, dalle navi della Marina Militare impegnate nel dispositivo di sorveglianza e sicurezza marittima nello Stretto di Sicilia, a Sud Lampedusa.

Nel dettaglio - spiega un comunicato - sono state impegnate: la corvetta Driade ha recuperato 223 migranti, tutti uomini; Nave Etna ha recuperato oltre 363 migranti in diversi soccorsi e con il contributo di unità mercantili e delle Capitanerie di Porto. Nave Etna ha a bordo una salma recuperata in precedenza dalla motonave Happy Venture (Malta); il pattugliatore Orione Immigrati: domani a Pozzallo nave con profughi e un morto.

Un'altra nave, "Foscari" arriverà domani alle 12 a Pozzallo in provincia di Ragusa, con 368 profughi a bordo ed un cadavere. Già allertati le forze dell'ordine, il personale medico e paramedico e la protezione civile.