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domenica 23 maggio 2021

Guerra in Palestina. Il rene di un ebreo linciato a Lod donato a una donna araba

Avvenire
Stava tornando a casa in macchina, a Lod, mentre sui canali radio e Tv di tutta Israele rimbalzava quella parola assurda – linch, linciaggio – che non poteva davvero avere niente a che fare con lui, la sua storia, il suo Paese. Yigal Yehoshua, ebreo di 56 anni, faceva l’elettricista. 
Yigal Yehoshua                Randa Aweis

Aveva sistemato le case di tutti, ebrei e arabi. Mai un problema. Settimana scorsa, quando la violenza è dilagata nelle città miste, un gruppo di arabi ha bloccato la sua auto, l’ha presa a sassate. L’hanno colpito alla testa. È morto lunedì, all’ospedale, dove i medici hanno tentato di tutto senza riuscire a salvarlo.

È riuscito, lui, però a salvare la vita di Randa Aweis, una donna araba di Gerusalemme Est, cristiana, madre di sei figli. Quando la famiglia di Yehoshua ha deciso di donare gli organi, il rene è stato destinato a lei, che da nove anni aspettava un trapianto. 

L'altro rene è andato a un uomo ebreo di 67 anni; il fegato a un ragazzo ebreo di 22. «Ringrazio la famiglia di Yigal, che è diventata la mia famiglia», ha detto Randa dopo l’intervento all’Hadassah Medical Center. 

Randa ha espresso grande tristezza per la morte di Yigal. Ha detto che vorrebbe incontrare la famiglia. «Siamo cresciuti insieme, arabi ed ebrei, e vogliamo solo poter stare insieme, in pace». Il responsabile del reparto trapianti dell'Hadassah, Abed Halaila, ha letto in questa storia un simbolo forte: «Voglio ringraziare con tutto il cuore la famiglia del donatore. Spero solo ci potrà essere pace e tranquillità e salute per tutti noi».

Yigal Yehoshua è stato sepolto nel cimitero del moshav Hadid, nel centro di Israele. Ai funerali hanno partecipato centinaia di persone. Suo fratello Efi ha spiegato che quell'esplosione di rabbia nelle città miste lo aveva molto addolorato, ma sperava che tutto, alla fine, sarebbe andato bene. «Era un testimone della convivenza possibile», ha detto la moglie Irena. «Siamo testimoni della convivenza».

Barbara Uglietti

sabato 22 maggio 2021

Migranti - Ebrina Darboe - Una storia di successo (ma ce ne sono tante) di un minore di 14 anni: da Gambia, Libia, Lampedusa alla serie A con la AS Roma.

TPI
La storia di Ebrima Darboe, il giovane centrocampista della Roma, ha colpito tutti. Dal Gambia alla Serie A passando per la Libia e il centro di accoglienza di Lampedusa quando aveva appena 14 anni. L’arrivo in Italia gli ha cambiato letteralmente la vita. 


Tutto è nato grazie a un incontro. Quello con Miriam Peruzzi, la sua attuale agente che lo scoprì in un torneo di calcio giovanile giocato a Rieti nel 2018. “Aveva già un’intelligenza tattica sopra la media, era sempre nel punto giusto per ricevere il pallone. Gioca in modo maturo perché ha vissuto esperienze che lo hanno segnato”, ha detto l’agente a calciomercato.com.

I primi approcci con la Roma non sono stati facilissimi: “Durante il primo provino con i giallorossi non capiva nulla di italiano, parlava solo in inglese. Seguiva e imitava ciò che facevano i compagni. È grazie ad Alberto De Rossi (allenatore della primavera della Roma, ndr) se oggi è arrivato in prima squadra. Ha un contratto con i giallorossi fino al 2023, i rapporti sono buoni e a breve ci incontreremo per rinnovare adeguando lo stipendio. Darboe vuole rimanere per giocarsela con Mourinho, anche se lo vogliono grandi club da tutta Europa”.

Intanto, come raccontato dalla sua agente Miriam Peruzzi a calciomercato.com, cambierà nome: si chiamerà Ebrima Darboe Peruzzi, come lei che ne gestisce gli interessi, visto che suo padre ha deciso di adottarlo. “Ebrima è un ragazzo d’oro, educato e davvero per bene. Sta vivendo con serenità questa situazione, con noi ha una famiglia di cui fa parte al 100 per cento. A breve mio padre firmerà le carte legali per adottarlo al 100 per cento, abbiamo deciso di farlo tanti anni fa e se lo merita”.

La Storia
La vita di Darboe, come detto, è stata ricca di ostacoli. A 14 anni ha deciso di mettersi in viaggio dal Gambia (dove è nato) per raggiungere l’Europa con la speranza di una vita migliore. Dopo una traversata lunghissima in pullman fino in Libia, è salito su un barcone che lo ha portato a Lampedusa. Da lì, è entrato a far parte del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo) che lo ha portato fino a Rieti. Nel capoluogo laziale ha iniziato a giocare a calcio con i ragazzi dello Young Rieti, fino a disputare il torneo “Scopigno Cup” che gli ha cambiato la vita. Miriam Peruzzi lo ha notato ed è finito alla Roma.

Nel 2021 l’esordio in Serie A contro la Sampdoria e le ottime prestazioni in partite importanti come quelle contro il Manchester United in Europa League, l’Inter e nel derby contro la Lazio. I tifosi giallorossi lo amano già alla follia e vedono in lui un prospetto importante per il futuro. Ora avrà la possibilità di convincere uno degli allenatori più vincenti al mondo: Josè Mourinho che a breve prenderà posto sulla panchina della Roma. La sua Roma.

Antonio Filippo Ferrari

giovedì 20 maggio 2021

Afghanistan: difensori dei diritti umani sotto attacco. Negli ultimi 8 mesi uccisi 17 attivisti tra cui 9 giornalisti

Blog Diritti Umani - Human Rights
Da settembre 2020 a maggio 2021, sono stati uccisi un totale di 17 difensori dei diritti umani, inclusi nove giornalisti, sulla base delle informazioni raccolte dal Comitato afghano dei difensori dei diritti umani (AHRDC). Nove di quelli uccisi sono stati nei primi cinque mesi di quest'anno.

Durante questo periodo, oltre 200 difensori dei diritti umani e rappresentanti dei media hanno riferito, all'AHRDC e al Comitato per la sicurezza dei giornalisti afgani, 
di aver ricevuto gravi minacce

Un rapporto pubblicato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) nel febbraio 2021, ha rilevato che 65 professionisti dei media e difensori dei diritti umani sono stati uccisi dal 2018.

Per la maggior parte di queste gravi violazioni non sono stati individuati i responsabili. Questi attacchi mirano a mettere a tacere il dissenso pacifico e coloro che lavorano sui diritti umani, in particolare i diritti delle donne, nonché coloro che cercano giustizia e responsabilità per le violazioni dei diritti.

La tempistica dell'escalation degli attacchi contro difensori dei diritti umani, attivisti e giornalisti sembra essere collegata al processo di pace in corso tra il governo dell'Afghanistan, gli Stati Uniti ei talebani.


Organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno affermato che le minacce, le molestie, le intimidazioni e gli attacchi contro difensori dei diritti umani, attivisti, giornalisti e operatori dei media in Afghanistan devono finire.

Durante questo periodo critico in Afghanistan e per il suo futuro, è fondamentale sostenere e dare la priorità alla libertà di espressione. I progressi compiuti nella creazione di uno spazio sicuro per i difensori dei diritti umani, in particolare i difensori dei diritti delle donne e dei giornalisti, sono a rischio dopo l'annuncio del completo ritiro degli Stati Uniti e delle forze NATO dall'Afghanistan entro l'11 settembre 2021.

I meccanismi statali per la protezione dei difensori, compresa la Commissione mista per la protezione dei difensori dei diritti umani recentemente nominata, devono ancora essere resi operativi. ll governo afghano deve assumersi tempestivamente una maggiore responsabilità per garantire la sicurezza e l'incolumità di difensori, attivisti e giornalisti e di porre fine all'impunità per gli attacchi contro di loro.

ES

Fonte: Fidh

mercoledì 19 maggio 2021

Migranti - Crisi di Ceuta - 8mila migranti arrivati in 48 ore nell’enclave spagnola - Foto simbolo: neonato salvato dalla Guardia Civil - 4 mila respinti.

Il Fatto Quotidiano
Nella serata di ieri il governo marocchino ha chiuso nuovamente i valichi di confine, dopo che Madrid aveva già respinto 4 mila delle persone giunte illegalmente sul territorio e schierato l'esercito per per impedire a migranti di raggiungere la città. Sanchez, "Il governo sarà fermo nella difesa dei confini nazionali". Dalla Commissione Ue: "Non ci lasceremo intimidire"

Almeno 8.000 migranti in due giorni, tra cui donne e bambini. A distanza di 48 ore, la crisi dei migranti di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, non sembra destinata a concludersi, mettendo a rischio la vita di migliaia di persone. Questa mattina è stata diffusa una foto che ritrae un neonato salvato dalla Guardia Civil spagnola e che testimonia la drammaticità delle ultime ore.

Nella serata di ieri il governo marocchino ha fatto sapere di aver chiuso nuovamente i valichi di confine, dopo che Madrid aveva già respinto 4 miladelle persone giunte illegalmente sul territorio, e schierato l’esercito per per impedire a migranti di raggiungere la città. Il premier spagnolo Sanchez si è recato personalmente a Ceuta e Melilla, accolto tanto da fischi quanto da applausi. Il suo governo, dice, sarà “fermo” nella difesa dei confini nazionalie nelle attività volte a ristabilire l’ordine alla frontiera con il Marocco.

domenica 16 maggio 2021

Myanmar. Giornalista Min Nyo, condannato a tre anni per aver denunciato il colpo di stato

Corriere della Sera
Arrestato il 3 marzo, Min Nyo, giornalista di "Voce democratica della Birmania", storico organo d'informazione indipendente del paese del sud-est asiatico, è stato condannato a tre anni di carcere ai sensi dell'articolo 505 del codice penale, che punisce chi "pubblica o diffonde dichiarazioni, dicerie o rapporti con l'intento di spingere, o che potrebbe spingere ad ammutinarsi o a venir meno al loro dovere appartenenti alle forze armate, all'aeronautica o alla marina".
 Min Nyo, giornalista di "Voce democratica della Birmania"

Dal colpo di stato del 1° febbraio, numerosi giornalisti sono stati arrestati, minacciati o raggiunti da colpi d'arma da fuoco mentre seguivano le proteste. 

"Voce democratica della Birmania", che era nata in esilio, è tornata di nuovo a fare informazione dall'estero dopo che i militari golpisti le hanno ritirato - così come accaduto ad altri organi d'informazione - la licenza. Proprio dall'esilio, nel frattempo, rischiano di tornare in Myanmar tre giornalisti della "Voce", arrestati in Tailandia il 9 maggio.

Riccardo Noury

giovedì 13 maggio 2021

Migranti - MSF di nuovo nel Mediterraneo per salvare vite umane con la nave Geo Barents

ANSAMed
Msf annuncia ripresa attività soccorso in mare. Ong pronta ad operare nel Mediterraneo con la nave Geo Barents.


Medici Senza Frontiere annuncia il rilancio delle proprie attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le vite di migranti e rifugiati che tentano la traversata dalla Libia.

Msf opererà con una propria nave la Geo Barents per soccorrere persone in pericolo e fornire loro assistenza medica.
"Nel Mediterraneo centrale si continua a morire, in un desolante vuoto di capacità di soccorso. Di fronte alle morti incessanti e alla colpevole inazione degli Stati, siamo obbligati a tornare in mare per portare soccorso, cure e umanità facendo la nostra parte per fermare queste tragedie"
dice la presidente di Msf Claudia Lodesani.

Auguri a tutti i lettori di fede islamica per la festa dell'Eid'al-Fitr per la fine del mese di Ramadan

Blog Diritti Umani - Human Rights

Auguri a tutti i lettori di fede islamica di questo Blog, 
per la festa dell'Eid'al-Fitr per la fine del mese di Ramadan