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domenica 23 settembre 2018

Pressioni italiane su Panama che cancellerà Aquarius dai registri navali, l'accusa è per non aver restituito alla Libia i migranti salvati

Ansa
SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere sono "sconvolte dall'annuncio dell'Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l'iscrizione dell'Aquarius dal proprio registro navale sotto l'evidente pressione economica e politica delle autorità italiane.


Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, alla disperata ricerca di sicurezza, ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria di Aquarius". Così in una nota le due organizzazioni umanitarie.

SOS Mediterrannee e MSF chiedono all'Europa di permettere all'Aquarius di poter continuare ad operare nel Mediterraneo centrale e di far sapere alle autorità panamensi che "le minacce del governo italiano sono infondate o di garantire immediatamente una nuova bandiera per poter continuare a navigare". 

E' quanto chiedono le due Ong in una nota nella quale è riportata anche una dichiarazione di Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf. "I leader europei - afferma Kleijer - sembrano non avere scrupoli nell'attuare tattiche sempre più offensive e crudeli che servono i propri interessi politici a scapito delle vite umane. Negli ultimi due anni, i leader europei hanno affermato che le persone non dovrebbero morire in mare, ma allo stesso tempo hanno perseguito politiche pericolose e male informate che hanno portato a nuovi minimi la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale e in Libia. Questa tragedia deve finire, ma ciò può accadere solo se i governi dell'Ue permetteranno all'Aquarius e alle altre navi di ricerca e soccorso di continuare a fornire assistenza".

Salvini,denuncerò ong che aiutano scafisti - "Denuncerò per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti". Lo afferma il Ministro dell'Interno Matteo Salvini che aggiunge: "Nelle ultime ore i trafficanti hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong. Tra queste c'è Aquarius 2, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione".

Aquarius 2 recupera 50 persone,altre 100 in arrivo - Aquarius 2 ha recuperato 50 persone al largo della Libia, più precisamente al largo della città di Zuara. A renderlo noto è il Ministro dell'Interno Matteo Salvini.
Salvini riferisce anche che Aquarius 2 sta per essere cancellata dai registri navali di Panama. La notizia era stata pubblicata due giorni fa dal quotidiano panamense La Prensa.

 "Per aver disatteso le procedure internazionali in materia di immigranti e rifugiati assistiti al largo delle coste nel Mediterraneo - si legge nell'articolo - l'amministrazione marittima panamense ha avviato l'iter per annullare d'ufficio la registrazione della nave "Aquarius 2", ex "Acquarius", con numero IMO 7600574. Questa nave ha registrato la prima immatricolazione in Germania e circa un mese fa è arrivata a Panama". 
"L'autorità marittima di Panama - riporta ancora la Prensa - ha riferito che la denuncia principale proviene dalle autorità italiane, che hanno riferito che il capitano della nave si è rifiutato di restituire gli immigranti e i rifugiati assistiti al loro luogo di origine". 
Nell'articolo si ricorda inoltre che già "l'amministrazione marittima di Gibilterra aveva negato il permesso di 'Aquarius' di agire come un battello di emergenza e anche nel mese di giugno e luglio di quest'anno, ha chiesto formalmente che 'sospenda le sue operazioni' e ritorni al suo stato di registrazione originale come 'nave oceanografica'".

Galantino, strano parlare di migranti in dl sicurezza - "A me sembra strano che si parli di immigrati all'interno del decreto sicurezza. Inserirlo lì dentro significa giudicare già l'immigrato per una sua condizione", "per il suo essere immigrato e non per i comportamenti che può avere. E' un brutto segnale sul piano culturale, perché si tratta di un tema sociale che va affrontato nel rispetto della legalità ma non possiamo considerare la condizione degli immigrati come una condizione di delinquenza". Lo ha detto a "Stanze Vaticane" di Tgcom24, Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale Cei.

ONU - Denuncia violazioni dei diritti umani in Nicaragua per la violenta repressione che ha causato 400 morti

Treccani
La situazione del Nicaragua è sotto l’attenzione dell’ONU; il 18 settembre il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite si è riunito a Ginevra ponendo la crisi nel Paese centroamericano all’ordine del giorno dopo che la Commissione permanente dei diritti umani nicaraguense (CPDH) ha denunciato la violenta repressione – con uccisioni, arresti e torture – da parte del governo di Daniel Ortega delle manifestazioni che si susseguono ormai da cinque mesi. 

Adolfo Jarquín Ortel, che ha partecipato alla riunione di martedì 18 in rappresentanza ufficiale del Nicaragua, ha negato le violazioni, sostenendo che gli scontri sono solo atti vandalici frutto di una campagna contro il governo. 

Del resto Managua si è sempre opposta con decisione a qualsiasi ingerenza da parte dell’ONU: il 31 agosto era stata espulsa dal Paese la missione delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, dopo che era stato pubblicato un rapporto dell’Alto commissariato ONU per i diritti umani che denunciava un «uso sproporzionato della forza» da parte delle autorità, un tema che è stato poi oggetto di discussione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lo scorso 5 settembre.

Le proteste e i disordini sono iniziati in aprile a seguito di alcune riforme socioeconomiche del governo e le manifestazioni, represse con la forza, si sono trasformate in veri e propri scontri che hanno causato un numero altissimo di morti: oltre quattrocento secondo organizzazioni non governative, circa duecento secondo fonti ufficiali.

Sant'Egidio - Corridoi Umanitari: arrivati in Belgio altri 29 profughi siriani dalla Turchia

www.santegidio.org
All’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, sono giunti oggi 29 profughi siriani dalla Turchia, grazie ai corridoi umanitari. Il nuovo gruppo, composto da 22 adulti e 7 minori, verrà accolto dalle strutture messe a disposizione dalle diverse associazioni belghe che hanno aderito.


I corridoi umanitari – promossi in Italia, Francia, Andorra e Belgio dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con diverse confessioni religiose – hanno permesso finora l’arrivo in Europa di quasi 2000 persone in condizioni di “vulnerabilità”: famiglie con bambini, anziani e malati.

Fonte: www.santegidio.org

Liberati dopo 20 giorni di carcere 6 pescatori tunisini che avevano salvato 14 migranti: "Non sono scafisti"

Il Giornale di Sicilia
Il tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata il 2 settembre scorso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto nei confronti dei 6 componenti l’equipaggio del peschereccio tunisino, arrestati il 29 agosto dalla guardia di finanza.

Il peschereccio tunisino mentre porta in salvo i 14 migranti a bordo di un barchino
Erano accusati di aver favorito l’immigrazione clandestina, trainando un barchino con migranti. I sei sono stati immediatamente scarcerati. Si sono sempre difesi sostenendo d’aver salvato i 14 migranti che vagavano su un barchino al largo di Lampedusa.

La richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata avanzata dall’avvocato Salvatore Cusumano, legale di fiducia del comandante Chamseddine Bourassine, e dagli avvocati Leonardo Marino e Giacomo La Russa.

Ieri, mentre al tribunale del Riesame si è svolta l’udienza, ad alcune decine di metri dal palazzo di giustizia di Palermo hanno manifestato - per sollecitare la scarcerazione dei pescatori tunisini - alcune decine di militanti di associazioni di volontariato.


Il video del salvataggio

sabato 22 settembre 2018

La pagina Facebook di questo Blog "Diritti Umani - Human Rights" seguita da più di 10.000 persone

Blog Diritti Umani - Human Rights

La pagina Facebook di questo Blog "Diritti Umani - Human Rights" ha raggiunto un traguardo importate, piace ed è seguita da più di 10.000 persone.


Grazie a tutti gli amici e follower che la seguono 
e ai preziosi contributi dati con i loro commenti.


Tragedia Rebibbia - Signor ministro Bonafede, di che cosa dovete occuparvi se non dei bambini?

Il Foglio
Il fallimento di una giustizia che manda i neonati in galera e se muoiono dice: state zitti.
Chiedo al ministro della Giustizia, che davanti alla tragedia dei due bambini uccisi a Rebibbia ha detto che "i tuttologi gli fanno schifo", ma anche a tutti gli altri ministri: di che cosa dovete occuparvi se non dei bambini? Su che cosa dovete fare decreti, fare casino, scandalizzarvi, fare la rivoluzione, se non sui bambini che non devono stare in carcere?


Il ministro Bonafede ha detto, di fronte al trattamento abominevole verso una madre georgiana che non parla una parola d'italiano, con i suoi due figli di sei e venti mesi (morti, lanciati giù dalla tromba delle scale, in carcere), che "c'è solo da stare zitti". Zitti, e continuare a credere che sia normale che i bambini stiano in carcere in braccio a una madre probabilmente devastata che non sa nemmeno come dire: bisogna scaldare il latte.

Che si trova in carcerazione preventiva (in attesa di giudizio, quindi presunta innocente), perché l'hanno fermata ed era su un'auto con i suoi figli e altri due uomini, e su quell'auto c'era molta marijuana, e allora l'hanno arrestata. Lei che parla solo tedesco ha detto che non ne sapeva niente, ma con una bambina in braccio di cinque mesi (l'hanno arrestata a fine agosto) e un altro di un anno e mezzo è andata lo stesso in galera. Il ministro ha detto, per far tacere i tuttologi che appunto gli fanno schifo, che questa madre andava sorvegliata "acca ventiquattro".

Per la sicurezza degli altri cittadini? Che cosa poteva farmi questa madre, chiedermi due euro, provare a vendermi una canna? Andava sorvegliata non in carcere, proprio perché aveva (aveva, perché adesso sono morti) due bambini così piccoli. In carcere in base a quale principio, in base a quale studio, poteva stare meglio, riprendersi, rasserenarsi, riuscire a occuparsi dei suoi figli? Appunto: il carcere. È come se il carcere non ci riguardasse, come se quello che accade in carcere non succedesse davvero. 

Due bambini piccolissimi muoiono in carcere, e "c'è solo da stare zitti". Signor ministro, a me non importa niente delle sue misure a tempo di record, del licenziamento della direttrice e vicedirettrice della sezione femminile, e anzi sono sicura che loro facevano tutto quello che potevano. Che cosa cambia adesso?
Non erano loro a mandare in galera i bambini. 

Una società la valuti per quello che riesce a fare per gli ultimi, e questa donna con i suoi figli era proprio l'ultima fra gli ultimi, e questa nostra società allora ha completamente fallito: è stata disumana nella sua totale indifferenza. Quella giovane donna avrà avuto un avvocato d'ufficio che ha chiesto la scarcerazione, e la scarcerazione è stata negata, e questo avvocato dovrebbe incatenarsi da qualche parte e urlare che lui aveva sbattuto i pugni sul tavolo e poi si era inginocchiato per evitare la carcerazione preventiva a una piccola, debolissima, famiglia.

Ma nessuno si è incatenato, e quasi nessuno si pone il problema, che non è di tuttologia ma costituzionale, che le mamme con bambini piccoli non devono stare in carcere. Che i bambini non hanno nessuna colpa e vanno protetti. C'è una legge complicata, c'è il diritto alla salute, c'era un pacchetto di misure dell'ex ministro Orlando, che diceva fra le altre cose: fuori i bambini dalle carceri, che è stato buttato via per paura di perdere voti.

Meglio far morire i bambini che perdere voti. Va bene. Ma c'era una possibilità per questa madre con i suoi due figli: l'unica casa protetta di Roma, prevista dalla legge del 2011, ha posto per sei madri con i figli e ne ospita adesso soltanto quattro, mentre a Rebibbia sono tredici. Signor ministro, lei lo sa che una bambina di sei mesi sta sempre in braccio a sua madre o le sembra una tuttologia? E che un bambino di venti mesi sa dire quasi solo: mamma?

Annalena Benini

Belgio come in Texas. Bimbi detenuti per essere espulsi: "abbiamo paura di morire"

today.it
È polemica sui "Centre fermé", le strutture create dal governo di Bruxelles per espellere i migranti irregolari e le loro famiglie. Un bambino è stato liberato dopo che i servizi sociali hanno riscontrato "traumi psicologici" provocati dalla detenzione. Il governo lo chiama "Centre fermé 127bis", centro chiuso. 
Centre fermé 127bis - Belgio
Ma per molti quello di Steenokkerzeel, piccolo comune alle porte di Bruxelles, è una vera e propria prigione in cui vengono rinchiusi i migranti irregolari in attesa di espulsione. E con loro le famiglie, minori compresi. Una situazione che ricorda da vicino i centri di detenzione creati in Texas da Donald Trump.

Belgio come il Texas - In Belgio come negli Usa, vi sono casi di danni psicologici arrecati ai bambini detenuti. L'ultimo ha riguardato uno dei cinque figli di una donna dell'Azerbaijan, tutti rinchiusi a Steenokkerzeel, almeno fino a ieri: già, perché in seguito a un'ispezione dei servizi sociali è emerso che il minore aveva sviluppato seri traumi psicologici. E per questo, le autorità sono state costrette a rimettere l'intera famiglia in libertà.

Nel centro, fino a fine agosto, c'erano anche i figli di una coppia serba. La famiglia è stata rimpatriata, ma prima di lasciare il Belgio una pediatra che li aveva visitati aveva denunciato le gravi condizioni psicologiche in cui versavano questi bambini: "La detenzione potrebbe avere effetti negativi sul loro sviluppo cognitivo, sulle capacità di apprendimento e di socializzazione", aveva detto Paulene De Backer. Uno di questi bambini, ha raccontato un assistente sociale, aveva espresso le sue paure legate alla detenzione, tra cui quella di morire.

Il piano di Francken - Per queste ragioni, diversi cittadini e organizzazioni, tra cui Amnesty International, chiedono al governo belga di evitare la detenzione dei bambini. Ma il ministro per l'Immigrazione, Theo Francken, tira dritto e invita le famiglie "a cooperare alle procedure di rimpatrio per il bene dei loro figli". Non contento, nei prossimi giorni, Francken proporrà al governo di aumentare il numero di posti disponibili nei centri chiusi (a quello di Steenokkerzeel se ne aggiunto uno a Bruges), portandoli a 160 in tutto. L'obiettivo è di rimpatriare 40 irregolari al giorno.

di Dario Prestigiacomo