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venerdì 26 maggio 2017

Nuova strage di cristiani copti in Egitto. 35 morti in un attacco a bus di pellegrini, anche bambini

La Repubblica
Attacco armato a un convoglio di autobus che trasportava cristiani copti a Menyah, a 250 Km a sud dal Cairo. Un commando di dieci uomini armati di mitragliatrici e con addosso divise militari ha bloccato il mezzo, salendo a bordo e aprendo il fuoco sui passeggeri. 


Secondo quanto scritto da un testimone su Twitter, uno degli assalitori ha anche filmato il massacro.

Al momento il bilancio dell'attacco è di 35 morti, secondo quanto riferito su Twitter dall'ex portavoce della chiesa copta ortodossa, Anaba Ermya. Tra le vittime anche molti bambini. 

Il portavoce del ministero della Salute, Khaled Megahed, ha invece parlato di almeno 25 morti e 27 persone feriti. Ma il bilancio è in continuo aggiornamento.

Alabama - Scampò al boia sette volte: ma alla fine eseguita la pena di morte di Tommy Arthur

Globalist
Tommy Arthur condannato per la morte di un uomo nel 1982: i suoi legali avevano sempre trovato cavilli per rinciare l'esecuzione



Nulla da fare, purtroppo per lui: era stato soprannominato "Houdini" perché per ben sette volte era riuscito ad evitare il boia con vari appigli legali. Ma dopo l'ennesimo rinvio, per Tommy Arthur non c'è stato più nulla da fare e lo hanno fatto morire con una ineazione letale. Aveva 75 anni.
Arthur era stato condannato a morte nel 1983 dopo aver ucciso un uomo su commissione della moglie di quest'ultimo: per 33 anni, i suoi legali hanno cercato di convincere praticamente tutti i tribunali dell’Alabama e quelli federali d’appello che Arthur è innocente dell’omicidio per il quale è stato condannato a morte.
Una delle ultime carte da giocare fu quella di contestare il metodo d’esecuzione in quanto la nuova miscela di farmaci (sperimentata una sola volta in Alabama, nell’esecuzione di Christopher Brooks) avrebbe potuto dar luogo a una morte crudele, come già successo in passato in altri stati degli Usa.
La Corte suprema federale aveva esaminato una serie di ricorsi contro i nuovi protocolli dell’iniezione letale stabilendo che spetta al condannato a morte indicare un metodo alternativo che sia “praticabile e attuabile in tempi rapidi” e riduca significativamente il rischio di infliggere grave dolore fisico alla persona che sta per essere messa a morte.

Gli avvocati di Arthur hanno allora proposto il plotone d’esecuzione: si trattava evidentemente di una strategia legale, giacché l’obiettivo è che il loro cliente non venisse messo a morte in alcun modo.
Poi nulla hanno potuto i cavilli legali. 'Houdini' è stato ucciso

Migranti - 2017 annus horribilis: oltre 200 bambini morti in mare

Adnkronos
Sono almeno 200 i bimbi morti quest'anno lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo centrale dal Nord Africa all’Italia, una media di più di un bambino al giorno. Sono le ultime stime dell'Unicef rese note oggi a Palermo, in occasione dell'incontro dei leader del G7 in programma in Sicilia, luogo simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti in Europa.


I dati del 2017 mostrano che il numero di chi, compresi bambini, sta intraprendendo il viaggio per raggiungere l’Europa, nonostante i grandi rischi connessi al viaggio, è in aumento: tra l'1 gennaio e il 23 maggio, oltre 45.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Questo dato comprende anche circa 5.500 minorenni non accompagnati e separati – un aumento del 22% dal 2016 – che rappresentano circa il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale.

"Un numero maggiore di bambini sta affrontando la rotta del Mediterraneo centrale per raggiungere l’Italia - ha detto Justin Forsyth, vice direttore generale Unicef -. Ciò significa che, per questo motivo, stanno morendo ancora più bambini. Un numero record di 26.000 bambini non accompagnati e separati è arrivato in Italia lo scorso anno, ma se il trend attuale continuerà, questo dato sarà ampiamente superato nel 2017".

"Non è un record di cui andare fieri, ma un monito del nostro fallimento collettivo nell’assicurare a questi bambini rifugiati e migranti sicurezza e benessere". Oggi, alla vigilia del G7, l’Unicef, insieme a bambini, volontari e alla Guardia costiera italiana, ha preso parte in un’iniziativa sulla spiaggia di Palermo ad un salvataggio simbolico di barchette di carta per ricordare le migliaia di bambini che hanno rischiato la loro vita, attraversando il Mediterraneo centrale e per lanciare un messaggio ai leader del G7 affinché intervengano per proteggere i bambini migranti.

giovedì 25 maggio 2017

Rifugiati - A giugno i primi arrivi sicuri in Francia con i corridoi umanitari

Riforma.it
Il presidente della Federazione protestante di Francia, pastore François Clavairoly ha confermato per il prossimo mese l’arrivo dal Libano dei primi beneficiari del progetto ecumenico lanciato sul modello italiano dei "corridoi umanitari"


«E’ tutto pronto. I promotori protestanti e cattolici dei “corridoi umanitari” verso la Francia stanno ora solo aspettando il segnale del neo-governo Macron, che ha appena riconfermato il suo impegno a sostenere il nostro progetto. Il primo arrivo di profughi siriani è atteso a giugno». Lo ha confermato il presidente della Federazione protestante di Francia (Fpf), il pastore François Clavairoly, che domenica scorsa, in occasione del Festival internazionale del Cinema di Cannes, alla presenza della 44esima giuria ecumenica del Festival, ha predicato nel tempio protestante della città sul tema della fratellanza e dell’accoglienza.

«La questione è ora nelle mani del neo-ministro dell’Interno Gérard Collomb», ha affermato all’agenzia Nev il pastore Clavairoly, aggiungendo: «Per i trasferimenti aerei abbiamo appena concluso l’accordo con Air France. Aspettiamo di conoscere il giorno preciso del primo volo».

Il progetto, lanciato lo scorso 13 marzo a Parigi alla presenza dell’ex presidente François Hollande, «è stato accolto positivamente sia a livello istituzionale, che a livello della popolazione», ha assicurato il presidente della Fpf: «Siamo davvero felici di riproporre quanto già avviato con successo in Italia. Inoltre, siamo molto riconoscenti per il fatto che, nella nostra laica Francia, questa proposta di natura eminentemente ecumenica sia stata accolta con tanta convinzione».

Nel quadro di un accordo dell’Unione europea la Francia deve accogliere 30mila rifugiati. «Oggi sono non più di 5000 su tutto il territorio – spiega Clavairoly -. Davvero pochi. Il mio augurio è che il nuovo governo francese rispetti gli impegni presi. Non ne sarei affatto sicuro – aggiunge scettico -, e insieme ai nostri partner ecumenici dei “corridoi umanitari”, ci impegneremo affinché il numero dei rifugiati da accogliere venga ulteriormente aumentato, tenendo alta la tradizione francese in materia di diritti fondamentali».

Il protocollo d’intesa per l’attivazione dei “corridoi umanitari” tra Libano e Francia impegna, oltre alla Fpf, anche la Comunità di Sant’Egidio Francia, la Conferenza episcopale francese, l’Entraide Protestante e il Secours Catholique. 

 Il titolo completo del progetto ecumenico è Opération d’accueil solidaire de réfugiés en provenance du Liban – “Operazione d’accoglienza solidale dei rifugiati provenienti dal Libano” – e utilizza la medesima base giuridica del progetto italiano, ovvero l’articolo 25 del Codice dei visti (CE) n. 810/2009. 

Per i prossimi 18 mesi, l’accordo siglato impegna il governo francese a concedere 500 visti umanitari a beneficio di persone in acclarata condizione di vulnerabilità, mentre i cinque enti promotori si faranno carico delle spese, delle strutture d’accoglienza e dell’integrazione dei nuovi arrivati sul suolo francese.

Bangladesh: i cambiamenti climatici e povertà incrementano numero di spose bambine

Internazionale
“Mio padre ha detto che stavolta mi dovevo sposare, non potevo oppormi. Gli ho detto che avremmo dovuto pensarci, ma lui mi ha fatto sposare in fretta e furia”, dice Brishti, 14 anni.

In Bangladesh il 66 per cento delle ragazze si sposa prima dei diciotto anni e più del 30 per cento prima dei quindici anni. 

Negli ultimi tempi il fenomeno si è aggravato a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, che spingono sempre più persone a lasciare la campagna per trasferirsi a Dhaka.

Per i contadini, abituati a coltivare la terra e allevare il bestiame nei villaggi, è molto difficile mantenere una famiglia nella capitale. 

Per liberarsi di quello che considerano un peso economico, sempre più spesso i genitori fanno sposare le figlie in età giovanissima, anche se devono indebitarsi per pagare la dote. 

Se lo sposo non riceve la dote, infatti, può rifiutare la moglie o arrivare a torturarla. Secondo le stime nel 2040 gli sfollati interni saranno più di dieci milioni.

mercoledì 24 maggio 2017

Iran, difensore dei diritti umani curdo libero dopo 10 anni di ingiusta detenzione

Amnesty Italia
Non avrebbe dovuto passare in carcere neanche un giorno e invece vi ha trascorso un intero decennio, solo al termine del quale, il 12 maggio, è stato rilasciato.
Mohammad Sadiq Kavudband
Mohammad Sadiq Kavudband, 55 anni, era stato arrestato nel 2007 e condannato a 10 anni per aver fondato l’Organizzazione per i diritti umani del Kurdistan e aver diretto il quotidiano Payam e-Mardom e-Kurdistan.

Kavudband esce dal carcere malconcio: durante la detenzione ha avuto costanti problemi cardiaci e renali e ciò nonostante ha portato avanti numerosi scioperi della fame, uno dei quali nel 2012 per oltre due mesi).

Ma è determinato a proseguire la sua lotta in difesa dei diritti umani, sempre che le autorità iraniane lascino decadere l’accusa che lo ha raggiunto nel 2016 mentre era in carcere: “Propaganda contro il sistema”, per aver diffuso una dichiarazione a sostegno della lotta dei curdi siriani di Kobane.

Migranti: è strage al largo della Libia, almeno 34 morti, molti bambini, decine di dispersi

Ansa
Nuova strage in mare: i corpi di 34 persone sono stati recuperati in mare dopo il naufragio di un barcone diretto verso l'Italia, a bordo circa 500 migranti. Tra le vittime anche bambini: secondo fonti dei soccorritori, dovrebbero essere una decina.

I migranti naufraghi dalla Nave della ONG MOAS
Il naufragio è avvenuto a circa 30 miglia dalle coste libiche, a largo del porto di Zuara. Sono in corso le ricerche di altre persone finite in acqua, ma si temono numerosi dispersi. Le operazioni sono coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera: in zona stanno operando nave Fiorillo, della stessa Guardia Costiera, un rimorchiatore e una nave di una organizzazione non governativa.