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sabato 23 maggio 2020

Avanzata della pandemia Covid in Amazzonia. Le popolazioni indigene a Onu, “misure urgenti o mancanza di azioni porterà a sterminio”

SIR
Le popolazioni indigene dell’Amazzonia si rivolgono direttamente alle Nazioni Unite, nella persona del segretario generale Antonio Guterres, oltre che alla Commissione interamericana per i diritti umani, rivolgendo un “appello urgente” alla comunità internazionale per l’avanzata della pandemia di Covid-19 nel territorio amazzonico. 
La lettera è firmata dal Coica (il Coordinamento dei popoli indigeni del bacino amazzonico) e dalle organizzazioni che rappresentano i popoli nativi a livello nazionale nei nove Paesi della Panamazzonia: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana francese.

I firmatari affermano di voler fare una “dichiarazione d’emergenza” a nome dei 511 popoli indigeni amazzonici, di migliaia di comunità, dei 66 popoli indigeni in isolamento volontario, “nella certezza che la mancanza di azioni chiare da parte dei nostri Governi condurrà allo sterminio dei difensori dell’Amazzonia”.

Il Coica e le altre organizzazioni chiedono all’alto commissario per i diritti umani e al relatore speciale sui diritti delle popolazioni indigene dell’Onu di elaborare dei rapporti informativi sulla condizione delle popolazioni indigene, da inviare agli Stati, “con l’obiettivo di prendere misure urgenti di fronte a questa pandemia. In secondo luogo, la lettera chiede, “di fronte all’inerzia dei Governi, “aiuti e assistenza umanitaria internazionale, con l’obiettivo di proteggere la salute e la vita degli indigeni dell’Amazzonia, che si trovano di fronte alla catastrofe sanitaria, dal momento che se non verranno prese misure urgenti, rischiamo di trovarci alle porte dell’etnocidio”.

I Governi sono quindi “invitati a dare risposte e a intraprendere azioni immediate rispetto alle richieste delle organizzazioni”; tutti sono invitati a partecipare e sostenere la raccolta di fondi avviata dal Coica e da altri soggetti, con l’obiettivo che gli aiuti umanitari vadano direttamente alle popolazioni indigene.

martedì 17 marzo 2020

Il mondo dopo la pandemia COVID-19 dovrà essere diverso. Con il costo di un solo F35 si sarebbero potuti comprare 6.000 ventilatori polmonari

Blog Diritti Umani - Human Rights
Il mondo ha ripreso la corsa agli armamenti  con una spesa di 1.800 miliardi all'anno ma non ha investito in modo adeguato, e in alcuni casi ha smantellando il Sistema Sanitario abbassando la difesa da altri nemici veramente pericolosi. 
Con una Sanità indebolita i paesi si trovano in difficoltà davanti ad un nemico globale come il COVID-19 che sta mietendo migliaia di vite e mettendo in ginocchio l'economia mondiale.
Con il costo di un solo F35 (100 milioni di Euro) si sarebbero potuti acquistare 6.000 ventilatori polmonari.
Il mondo dopo questa epidemia non sarà più lo stesso e dovrà imparare la lezione per difendere veramente la sua popolazione.