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giovedì 4 dicembre 2014

Roma - L'inchiesta Mafia Capitale, Cutini: «La Cupola contro di me»

Avvenire
«Paura per la mia persona? Sinceramente non ci ho mai pensato, anche se ho letto anche io la storia delle pistole con il silenziatore a disposizione della banda. Inizialmente mi sono un po’ sentita come Alice nel Paese delle Meraviglie. Convinta di combattere una battaglia politica, anche aspra, preparata a dover contrastare nel mio cammino interessi più o meno nobili. Ma mai avrei potuto pensare di trovarmi al crocevia di traffici e manovre di una vera e propria cupola mafiosa».

Rita Cutini, 53 anni, docente al corso di laurea per assistenti sociali all’università Roma Tre, è l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Roma. Ci incontriamo mercoledì mattina, sul presto, in un bar vicino al suo assessorato, per leggere e commentare i giornali. Cutini proviene dall’esperienza sul campo della Comunità di Sant’Egidio ed è stata chiamata dal sindaco Marino a far parte della sua giunta come indipendente. Il suo nome ricorre nelle intercettazioni dei protagonisti dello scandalo capitolino come persona inavvicinabile e ostile alla cricca che operava all’ombra del Campidoglio. Un 'virgolettato'
per tutti, quello di Salvatore Buzzi, il presidente della Cooperativa 29 giugno finito in galera, che chiedeva aiuto in giro, perché «con la Cutini siamo proprio messi male». Le diciamo: per lei queste dichiarazioni sono una medaglia. Sorride, ma si capisce che non ha molta voglia di scherzare.

«Ieri – racconta – avevo seguito sulle agenzie e in tv le notizie choccanti. Ma la lettura dei giornali è stata, se possibile, ancora peggiore: c’erano i dettagli, le intercettazioni, i particolari...». È scoraggiata? «Sono sconcertata», è la risposta. Ma dice di vedere nella vicenda anche un lato positivo: «Grazie all’impegno del procuratore Pignatone, con un’indagine seria e approfondita durata due anni, si è finalmente cominciato a fare luce e pulizia sugli intrecci tra affarismo, politica e criminalità organizzata. Roma per fortuna non è più il Porto delle nebbie».

Assessore, le chiediamo, ma non ha mai avuto sentore che qualcosa non andava per il verso giusto? «Da quando mi sono insediata e, in particolare dopo un braccio di ferro per la nomina del direttore del mio dipartimento, è stato un crescendo di difficoltà. Talvolta ho avvertito un senso di solitudine. Ho pensato che fossero dinamiche politiche, di potere, magari non belle ma fisiologiche, dovute anche al fatto che non sono legata a nessun partito. Ora che conosco questi fatti, comincio a pensare, con tutte le cautele del caso, che può esserci regia dietro gli attacchi contro di me». Pretendiamo di saperne di più. Cutini sorride: «Non sono un magistrato né un investigatore. Ho solo messo in relazione l’inizio di una campagna contro di me con alcune mie decisioni all’interno dell’assessorato. Era una campagna di delegittimazione strisciante, nessun attacco frontale. Ma ogni volta che si parlava di rimpasto al Comune di Roma, sui giornali il primo nome che compariva come assessore uscente era sempre il mio. E le critiche non avevano mai collegamenti con fatti reali o possibili errori che abbia potuto commettere».

Nelle vicende degli scontri a Tor Sapienza, le ricordiamo, il suo nome è stato fatto girare spesso, in modo critico: «Vorrei far notare che non ho io la delega alle periferie, ma comunque abbiamo lavorato per rendere il sistema delle accoglienze più piccolo, capillare e più regolare. In quel centro, nato nel 2011, ho ridotto le presenze della metà e ho qualificato l’accoglienza ».

E, dunque, proviamo a insistere, perché tanta ostilità nei suoi confronti? «Posso dire questo: quando sono arrivata, la situazione dell’assessorato era in gran disordine: c’erano 54 milioni fuori bilancio e la parola 'bando di concorso' era quasi sconosciuta. C’erano troppi affidamenti diretti con la motivazione dell’emergenza. In questi mesi ho cercato di riportare ordine amministrativo e trasparenza. A qualcuno questo dava fastidio? Io ho imparato molto presto una cosa: che se la macchina amministrativa funziona a pieno regime è molto difficile che possano trovare spazi corruttori e affaristi».

giovedì 19 dicembre 2013

Immigrazione - Cutini: "Immigrati grande ricchezza per la città. Cittadinanza ai bambini e voto amministrativo"

ASCA
''Oggi si celebra la giornata internazionale dei diritti dei migranti e dei rifugiati. E' l'occasione per ricordare come la presenza dei cittadini immigrati nella nostra citta' sia una grande ricchezza. Il loro lavoro, il loro impegno, le loro relazioni hanno arricchito il nostro tessuto urbano e cittadino, che non puo' piu' immaginarsi senza immigrati''.



 A dichiararlo l'assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarieta' di Roma Capitale, Rita Cutini, che ricorda la campagna ''L'Italia sono anch'io'', promossa dal mondo delle associazioni e della societa' civile: ''riconoscere la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia e il voto amministrativo ai cittadini non comunitari sono ormai due passi imprescindibili. E' impensabile che l'Italia su questo fronte sia ancora cosi' indietro, non si puo' piu' aspettare''. bet/mpd

sabato 14 dicembre 2013

Rom: Strasburgo a Marino, stop campi improvvisati e sgombri La risposta di Roma: abbandonato approccio emergenziale

ANSA
STRASBURGO - Basta con gli "sgombri forzati" e i campi nomadi improvvisati: per Rom e Sinti "si devono trovare soluzioni abitative ordinarie". Lo ha chiesto Nils Muiznieks, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, in una lettera inviata al sindaco di Roma, Ignazio Marino, a cui il Comune ha appena risposto assicurando di aver abbandonato "l'approccio emergenziale" e di aver "intrapreso i passi per la piena attuazione della strategia nazionale di inclusione" delle etnie interessate. 


Nella lettera il commissario ha chiesto anche interventi per i rifugiati che vivono nel cosiddetto Palazzo della vergogna.

Secondo Muiznieks, le già pessime condizioni che vi ha riscontrato nel 2012 sono ulteriormente deteriorate. Il commissario ha comunque preso atto che Marino ha visitato il luogo e che le procedure per la registrazione anagrafica di chi vive nel 'Palazzo' sono "considerevolmente migliorate", ma ha sollecitato il Primo cittadino della Capitale a vagliare tutte le soluzioni per risolvere la questione dei rifugiati e di tenerlo al corrente degli sviluppi. 

Nella risposta inviata a Strasburgo da Rita Cutini, assessore al sostegno sociale e sussidiarietà della Capitale, il Comune ha replicato a Muiznieks rilevando di aver già compiuto un primo passo incrementando del 2000% i posti disponibili per l'accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati. L'assessore ha inoltre evidenziato che l'attuale amministrazione ha "l'ambizione di fare della città di Roma un modello nell'ospitalità dei richiedenti asilo". 

"Sono contento di vedere che il comune di Roma ha risposto in modo costruttivo" ha detto all'Ansa Muiznieks, pur sottolineando che avrebbe voluto maggiori dettagli sulle azioni intraprese, in particolare per quanto riguarda i rifugiati. Muiznieks spera comunque di dare un seguito "a questo dialogo appena cominciato" magari accettando l'invito dell'assessore ad andare a Roma nel prossimo futuro.

martedì 24 settembre 2013

Roma: Cutini su rom, via a gruppi di lavoro su scuola, casa, lavoro e salute

Adnkronos
"Dobbiamo puntare a fare di queste esperienze la norma", ha aggiunto Cutini, che ha sottolineato il lavoro che ogni giorno portano avanti le associazioni e gli operatori del territorio. Mons. Feroci, direttore della Caritas di Roma, ricordando un prete che "..si e' fatto zingaro con gli zingari..", don Bruno Nicolini, ha ribadito "la necessita' di una nuova strategia e di una nuova politica di inclusione per Rom e Sinti". Nel corso del seminario sono intervenuti anche esponenti di: Roma Onlus, Associazione 21 Luglio, Arci Solidarieta', Comunita' di Sant'Egidio.

Al convegno ha partecipato l'assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari opportunita', Alessandra Cattoi, che ha acceso i fari sull'importanza della scolarizzazione dei bambini Rom. "Quando si parla di scolarizzazione Rom si parla di diritto allo studio e pertanto si opera nella direzione tracciata dalla normativa che ci obbliga a mettere in campo tutte le forze possibili per rimuovere gli ostacoli - ha aggiunto - In tal senso e' opportuno analizzare i dati in nostro possesso per poi iniziare a collocare nell'orizzonte dei prossimi anni alcune azioni di sistema che ci consentano di ottenere risultati sempre migliori".

"Il dato che piu' deve far riflettere riguarda la frequenza che, seppure indica un progressivo incremento negli anni, ancora non soddisfa degli standard che possano farci parlare di piena scolarita' - ha concluso - Mi pare che Roma abbia le competenze per affrontare questa situazione: abbiamo una metodologia che nel tempo si e' affinata, puntando sulla progressiva responsabilizzazione delle famiglie; abbiamo un alto numero di operatori che ha sviluppato esperienza e abilita', di cui quasi il 40% appartiene alle comunita' Rom e Sinti, con una formazione che costituisce un capitale per il futuro; abbiamo una struttura amministrativa capace che governa questo processo con professionalita' e passione. Questa e' la strada che con l'assessore Cutini vogliamo seguire".