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giovedì 3 gennaio 2019

Etiopia. Natale ortodosso, il governo concede l'amnistia a 530 detenuti

Nova
Il governo dell'Etiopia ha concesso l’amnistia a 530 detenuti in vista del Natale ortodosso, che si festeggerà il prossimo 7 gennaio. 

Il premier Abiy Ahmed
Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa Zinabu Tunu, responsabile per le pubbliche relazioni dell'ufficio del procuratore federale, precisando che è stata data priorità alle donne con figli. 

Lo scorso 20 luglio il parlamento etiope ha approvato una legge di amnistia nei confronti degli individui e delle organizzazioni indagati o condannati per tradimento, crimine contro l'ordine costituzionale e lotta armata. 

Dalla sua entrata in carica, nell’aprile scorso, il governo del premier Abiy Ahmed ha disposto il rilascio di migliaia di prigionieri, inclusi esponenti politici e giornalisti, e ha avviato una serie di riforme politiche ed economiche volte a imprimere una svolta al paese, tra cui la storica dichiarazione di pace con l’Eritrea e la parziale liberalizzazione dell’economia.

giovedì 28 giugno 2018

Importanti passi avanti per la pace tra Etiopia ed Eritrea. Delegazione eritrea accolta con ghirlande di fiori dal primo ministro Abiy Ahmed

Blog Diritti Umani - Human Rights
Una delegazione del governo eritreo è arrivata nella capitale etiopica di Addis Abeba per avviare dei colloqui, solo alcuni giorni dopo che, i leader dei due paesi, hanno espresso la volontà di risolvere pacificamente la disputa di vecchia data sui confini.



I colloqui di pace saranno i primi dopo due decenni di guerra di confine che hanno causato la morte di almeno 70.000 persone.

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha accolto la delegazione eritrea guidata dal suo ministro degli Esteri, Osman Saleh.
Ci sono grandi speranze che i colloqui costituiranno la fine di due decenni di stallo tra i due paesi che condividono cultura, religione e lingua.

Il giovane leader etiopico, primo ministro che ha assunto la carica solo in aprile ha introdotto un'ampia gamma di riforme, tra cui aperture di convivenza pacifica e cooperazione economica con i paesi vicini.

A prescindere dai protocolli diplomatici e dalle sottigliezze, il primo ministro Abiy Ahmed ha accolto con favore la delegazione eritrea, mantenendo la promessa fatta pochi giorni prima al presidente eritreo Isaias Afwerki.

L'accordo di pace firmato nel dicembre 2000 è stato bloccato per 18 anni fino a quando Ahmed ha teso un ramo di ulivo all'Eritrea in un discorso parlamentare la scorsa settimana, ottenendo una risposta positiva dal presidente eritreo, che ha descritto gli sviluppi come "segnali positivi" da Addis Ababa annunciando l'invio di una delegazione per "valutare gli sviluppi attuali direttamente e in profondità".

Ezio Savasta

Fonte: Notizie ESAT 

sabato 28 aprile 2018

Etiopia: premier Abiy Ahmed promette di cambiare la costituzione. Limite di due mandati per il primo ministro.

Sicurezza Internazionale
Il nuovo premier etiope, Abiy Ahmed, ha annunciato di voler modificare la costituzione dell’Etiopia,introducendo un limite di due mandati per la carica di primo ministro. Abiy ha rilasciato la dichiarazione nel corso di un discorso pubblico nella città di Awasa, dove migliaia di persone si sono radunate per incontrarlo, giovedì 26 aprile.
Abiy Ahmed
Il premier ha dichiarato che, grazie all’emendamento, nessun leader potrà più rimanere in carica per più di due mandati, affermando che si tratterebbe della fine della “detenzione del potere per tutta la vita” in Etiopia. 

Come riportato dall’agenzia di stampa locale Ethiopian News Agency, Abiy ha espresso la volontà di emendare la costituzione, ma non ha fornito ulteriori dettagli riguardo i tempi necessari per il cambiamento.

Il primo ministro ha altresì lodato il suo predecessore, Hailemariam Desalegn, per aver deciso di rassegnare le dimissioni e fare spazio a un percorso di ammodernamento e riforme nel Paese. In questo contesto, Abiy ha sottolineato che, nonostante Hailemariam si sia dimesso in un momento in cui avrebbe potuto “fare molto per il proprio Paese”, continuano a esserci leader che “si rifiutano di lasciare il proprio incarico sebbene debbano andare in pensione”.

Abiy ha anche risposto a diverse domande riguardo lo sviluppo delle infrastrutture, il buon governo e l’uguaglianza di genere, impegnandosi a contrastare la corruzione, migliorare l’emancipazione femminile e colmare le lacune presenti in questi settori. Infine, il premier ha ribadito pubblicamente l’intenzione di voler emanare nuove riforme democratiche e migliorare quelle esistenti.

Ad oggi, in Etiopia è in vigore un sistema di governo parlamentare in cui il partito con la maggioranza dei seggi nomina il primo ministro e, come previsto dall’attuale costituzione, il mandato del premier ha durata illimitata. Le prossime elezioni politiche nel Paese sono previste per il 2020.

Da quando ha assunto la carica di primo ministro, Abiy ha promesso “un nuovo inizio politico”, che dovrebbe comprendere l’avvio di riforme democratiche e in materia di sicurezza, per porre fine alle proteste che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi tre anni. 

L’Oromia è la regione da cui, nel novembre 2015, sono partite le manifestazioni e le proteste politiche nei confronti del governo etiope a causa del Master Plan, un progetto finalizzato ad espandere il territorio della capitale a discapito degli abitanti delle aree circostanti. Nonostante l’iniziativa sia stata cancellata nel gennaio 2016, le proteste sono continuate, espandendosi nel resto del Paese fino a quando, il 16 febbraio 2018, è entrato in vigore lo stato di emergenza.

Negli ultimi 15 anni, l’Etiopia si è distinta per un alto tasso di crescita economica, diventando uno dei principali attori del Corno d’Africa sia sul piano economico sia su quello della sicurezza. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area, nonché il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. “Poiché l’Etiopia è in una rapida fase di crescita”, ha riferito il primo ministro Abiy, “non è possibile consentire a poche persone di rimanere in carica per lungo tempo”.