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mercoledì 19 febbraio 2020

Il Governo inglese "deporta" gli ex condannati in Giamaica. Violazione dei diritti umani.

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È decollato l'11 febbraio alla volta della Giamaica il primo volo con a bordo 20 ex condannati di origine familiare caraibica, ma residenti fin da piccoli in Gran Bretagna, espulsi all'atto della scarcerazione e dopo aver scontato la pena su ordine del governo di Boris Johnson.

Il provvedimento, contestato dalle opposizioni in Parlamento e da organizzazioni per i diritti umani, è stato difeso come rispettoso della legge e giustificato da ragioni di «sicurezza dei cittadini» dalla ministra dell'Interno, Priti Patel.


In teoria sarebbero dovuti partire 50 ex detenuti, ma per 30 di loro è stato imposto un rinvio: a causa del verdetto urgente emesso ieri sera da una giudice incaricata di occuparsi di casi d'immigrazione in base a un ricorso per mancata assistenza legale. 


La ministra ombra laburista Diane Abbott ha intanto contestato la decisione del governo, parlando apertamente di «deportazione» e sollevando dubbi sia sulla portata meno grave dei reati commessi di alcuni di loro rispetto a quanto affermato da Patel, sia sul fatto che si tratta di persone sempre vissute nel Regno Unito e senza legami con la Giamaica. 

Ad alimentare le polemiche è pure il ricordo dello scandalo della cosiddetta Windrush Generation, a cui in anni recenti i governi conservatori avevano negato diritti acquisiti da decenni a causa di documenti mancanti o banali disguidi burocratici, salvo essere costretti a far marcia indietro e a scusarsi in seguito alle denunce pubbliche. 

Uno scandalo evocato in questi mesi come potenziale precedente allarmante per il futuro della promessa tutela dei diritti post Brexit dei cittadini di Paesi Ue già residenti nel Regno.

Alessandra Ferrara

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