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mercoledì 5 luglio 2017

La Mongolia abolisce, dal 1° luglio la pena di morte per tutti i reati

Amnesty Italia
Con l’entrata in vigore, il 1° luglio, del nuovo codice penale approvato dal Parlamento il 3 dicembre 2015, la Mongolia ha ufficialmente abolito la pena di morte per tutti i reati.
La sezione locale di Amnesty International aveva lanciato la campagna abolizionista nel 1994, ottenendo nel 2010 la commutazione di tutte le condanne a morte e l’adozione di una moratoria sulle esecuzioni (l’ultima risaliva al 2008).

La Mongolia diventa il 105esimo paese ad aver abolito completamente la pena capitale. Altri sette l’hanno abolita per i soli reati comuni e 29 sono abolizionisti “de facto”, non applicandola più da almeno 10 anni.

martedì 8 dicembre 2015

Pena di morte: la Mongolia è il 102/o paese ad abolirla. Nel 2015 anche Figi, Madagascar e Suriname

Onu ItaliaUlan Bator – Il 4 dicembre il parlamento della Mongolia ha approvato il nuovo codice penale, la cui entrata in vigore è prevista nel settembre 2016. Il nuovo testo non prevede più la pena di morte.

Dopo Figi, Madagascar e Suriname, la Mongolia è quindi il quarto paese ad aver abolito la pena di morte nel 2015 e il 102esimo in totale. 

L’ultima esecuzione in Mongolia ha avuto luogo nel 2008. Due anni dopo, il presidente Tsakhiagiin Elbegdorj commutò tutte le condanne, annunciò una moratoria sulle esecuzioni e ratificò un trattato internazionale per l’abolizione della pena di morte.

Il presidente Tsakhiagiin Elbegdorj ha più volte affermato che la pena capitale è una violazione del diritto alla vita, che le esecuzioni non hanno alcun effetto deterrente e che il rischio di errori è inevitabile in qualsiasi sistema giudiziario. Da qui la decisione di abolirla.