Blog Diritti Umani - Human Rights
La Corte Suprema del Pakistan ha bloccato l'esecuzione di un uomo grave malato psichico che avrebbe dovuto essere impiccato questa settimana per l'omicidio di un religioso 15 anni fa.
Imdad Ali, 50 anni, ha la schizofrenia. Ha trascorso 14 anni nel braccio della morte.
La Corte Suprema ha recentemente stabilito che la schizofrenia "non era un disturbo mentale permanente", affermando che poteva essere eseguito.
Il 31 ottobre la stessa corte blocca l'esecuzione che era prevista per il 2 novembre.
La moglie di Ali, Safia Bano, ha detto che la decisione dei giudici ha dato alla sua famiglia "un raggio di speranza".
Le Nazioni Unite ha affermato che l'esecuzione di Imdad Ali sarebbe una violazione del diritto internazionale dato che è stato dichiarato malato psichico dopo aver ucciso un religioso nel 2001.
I suoi avvocati dicono che non capisce il crimine fatto e la punizione che dovrebbe subire, i suoi medici dicono che è delirante, sente delle voci nella sua testa, e soffre di un complesso di persecuzione.
L'American Psychological Association definisce la schizofrenia come "una grave malattia mentale caratterizzata da pensieri incoerenti o illogici, comportamento bizzarro e nella parola, e deliri o allucinazioni, come sentire voci".
Visualizzazione post con etichetta Imdad Ali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Imdad Ali. Mostra tutti i post
giovedì 3 novembre 2016
lunedì 31 ottobre 2016
Pakistan - pena di morte: la Corte suprema "il detenuto schizofrenico può essere impiccato" il 2 novembre
Corriere della Sera
Dopo una serie di rinvii all'ultimo minuto Imdad Ali - il cittadino pachistano condannato a morte nonostante sia affetto da schizofrenia paranoide - ha davanti a sé un'altra data di esecuzione: mercoledì 2 novembre.
Dopo la condanna a morte, gli esami medici cui Ali è stato sottoposto sono giunti tutti alla medesima conclusione: il prigioniero è "insano di mente" e la sua condizione mentale è "cronica e disabilitante". Tuttavia, negli ultimi giorni la Corte suprema ha dato il via libera all'esecuzione sostenendo che la schizofrenia non è espressione di un disordine mentale.
Dopo una serie di rinvii all'ultimo minuto Imdad Ali - il cittadino pachistano condannato a morte nonostante sia affetto da schizofrenia paranoide - ha davanti a sé un'altra data di esecuzione: mercoledì 2 novembre.
Ali aveva iniziato a star male nella seconda metà degli anni Novanta. Suo padre soffriva a sua volta di schizofrenia: una volta si era lanciato contro un treno, pensando di essere invincibile. Per anni, la famiglia aveva chiesto aiuto per pagare le medicine necessarie per curare Ali. Che nel 2002, in una fase acuta del suo disturbo mentale, uccise uno studioso di religione.
Dopo la condanna a morte, gli esami medici cui Ali è stato sottoposto sono giunti tutti alla medesima conclusione: il prigioniero è "insano di mente" e la sua condizione mentale è "cronica e disabilitante". Tuttavia, negli ultimi giorni la Corte suprema ha dato il via libera all'esecuzione sostenendo che la schizofrenia non è espressione di un disordine mentale.
Sono così riprese le proteste, dalle Nazioni Unite, delle organizzazioni non governative (Amnesty International, Human Rights Watch e Reprieve in testa) ma anche di un folto gruppo di psichiatri del Pakistan.
Riccardo Noury
Riccardo Noury
Iscriviti a:
Post (Atom)

