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martedì 4 agosto 2015

Giustizia: Dap; 15mila volontari prestano loro aiuto ai detenuti, un supporto insostituibile

Ansa
I 15 mila volontari che prestano il loro aiuto ai detenuti in carcere offrono un "supporto insostituibile" alle persone recluse. Lo sottolinea il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che, in una nota, segnala alcuni dati sul volontariato negli istituti penitenziari riferiti al primo semestre 2015.

Pranzo con i volontari della Comunità di Sant'Egidio
nel carcere di Marassi a Genova
"L'opera dei volontari, svolta sia in forma individuale che come appartenenti ad associazioni e organizzazioni, assicura un insostituibile supporto alle persone detenute, cui viene offerto non solo sostegno morale e materiale, ma attività stabili e strutturate di carattere trattamentale. Il rilevamento è stato eseguito dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento nei 198 istituti penitenziari, con la collaborazione delle Direzioni e dei Provveditorati Regionali dell'Amministrazione Penitenziaria", spiega la nota del Dap.

Quanto alle iniziative più rilevanti, il Dap, sottolinea che "sono circa 15.000 i volontari ex art. 17 OP e ex art. 78 OP presenti nelle carceri italiane; circa la metà dei detenuti partecipa alle attività organizzate da organismi, associazioni e singoli volontari. Le attività culturali censite sono 353 a cui partecipano circa 10.700 detenuti. In tale tipologia di iniziative sono compresi: laboratori di scrittura, gruppi di lettura, redazione di giornali interni, laboratori linguistici, biblioteche e attività correlate, seminari letterari e incontri tematici. Quelle in materia di arti visive, cinema e teatro sono 244 e sono seguite da 4.450 detenuti. Inoltre, 110 sono le attività a carattere sportivo (calcio, rugby, pallavolo, basket ma anche corsi di yoga e altre discipline orientali) nelle quali sono coinvolti circa 2.300 detenuti".

"Le circa 60 attività di animazione, giochi da tavolo, tornei e spettacoli di vario genere coinvolgono 3.800 detenuti. Al tema della genitorialità sono dedicati 67 progetti che vanno dalle attività di animazione per i bambini, svolte nelle ludoteche in occasione dei colloqui, e gruppi di riflessione. Si stanno diffondendo le iniziative in materia di pet therapy e di sensibilizzazione alla cura e al rispetto per gli animali.

Si rilevano 15 iniziative che coinvolgono 215 detenuti. Sono stati realizzati 137 laboratori formativi (cucito, grafica, informatica, legatoria, falegnameria, cucina e creazione di manufatti artigianali) frequentati da 1200 detenuti. I detenuti possono fruire della consulenza legale, amministrativa e previdenziale fornita da 48 sportelli attivi gestiti da patronati. Sono 250 le iniziative di sostegno morale e materiale alla persona realizzate attraverso gruppi di ascolto e orientamento, fornitura di indumenti e sussidi economici agli indigenti", conclude il Dap.

venerdì 18 ottobre 2013

Ministro Cancellieri: 30 anni di errori sul carcere, sbagliati anche i dati Dap. Sovraffollamento reale al 175%

Il Manifesto
Sul numero effettivo dei posti letto disponibili in carcere ci siamo sbagliati, aveva ragione Antigone: sono meno di quelli fin qui stimati". E - secondo errore - anche sulla condizione di illegalità in cui versa tutto il sistema penitenziario e penale italiano c'è stata un'incredibile sottovalutazione da parte dei precedenti ministeri di Giustizia: "Per trent'anni abbiano pensato che le cose si sistemassero da sole".

L'apprezzabile mea culpa del governo - primo nel suo genere - arriva per bocca della ministra Annamaria Cancellieri che, intervenendo al convegno organizzato dall'Università Roma Tre e dalle associazioni Antigone, Progetto diritti e Open society foundation per parlare di "Carcere, immigrazione e diritti umani nello spazio costituzionale europeo" (prosegue questa mattina), assume su di sé la responsabilità istituzionale di un percorso storico sbagliato, che è costato all'Italia la condanna della Corte europea dei diritti umani.

"Ho un debito verso Antigone: avete ragione voi, questa storia dei posti letto è tutta vera". La Guardasigilli finalmente adotta i dati forniti dall'associazione sui posti letto regolamentari nei 206 istituti di pena italiani: sono 37 mila e non 47.615 come sostiene il Dap. Perché, spiega Cancellieri, "alcuni posti sono inutilizzabili per vetustà delle strutture, e allora si determina una discrepanza tra i dati ufficiali e quelli reali". "Quindi, con i 63.758 detenuti attuali, il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 175% e non il 136%, come calcola l'amministrazione penitenziaria - spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - Rischiamo di essere il peggiore tra i paesi del Consiglio d'Europa, visto che la Grecia si ferma a un tasso del 136,5% e la Francia al 113,2%, mentre la Germania ha meno detenuti che posti letto". E pensare che ogni recluso costa al giorno 123,78 euro di cui 101,69 per costi di personale e solo 9,26 euro spesi per i pasti, i vestiti, l'igiene e tutte le attività di vita dei reclusi. Una condizione inaccettabile che viola i diritti e mortifica la dignità umana "unico valore non bilanciabile, intangibile, irrinunciabile perfino più del diritto alla vita", come ha spiegato il presidente della Corte costituzionale Gaetano Silvestri intervenuto al convegno.

E il tempo stringe: per effetto della sentenza Torreggiani, a fine maggio 2014 il governo dovrà dimostrare all'Europa di aver intrapreso la via delle riforme "strutturali" per risolvere il problema. Solo pochi giorni dopo l'Italia sarà chiamata al semestre di presidenza del Consiglio europeo. Mentre ad aprile prossimo ci sono altre due scadenze imposte da leggi italiane: la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari e l'adempimento degli obblighi imposti dal Protocollo opzionale alla Convenzione Onu contro la tortura ratificato dal governo Monti nell'aprile 2013. "A breve - ricorda ancora Gonnella - si dovrà rivedere anche tutto il sistema di misure alternative al carcere, perché così impone la legge Severino". Nodi a cui la ministra Cancellieri, che domani sarà ascoltata in commissione Giustizia alla Camera, sta lavorando: "Certo, a maggio non avremo risolto tutti i problemi, nemmeno se fossimo Maga Magò ci riusciremmo, ma stiamo affrontandoli con grande determinazione, a 360 gradi. Abbiamo avviato una grande sfida, che è anche culturale, e a maggio avremo dato almeno un segnale forte di inversione di tendenza". Ma, riconosce Cancellieri, "dobbiamo ringraziare l'Europa che ci ha fatto sbattere la faccia - noi che siamo il paese di Cesare Beccaria - di fronte al problema, e ci riporta alla nostra coscienza".

"Cos'è Maga Magò? Forse l'amnistia?", scherza Marco Ruotolo, docente di Diritto penitenziario di Roma Tre. Ma sui provvedimenti di clemenza Cancellieri tace. Malgrado anche ieri Schifani sia tornato a insistere sul punto ritenendo "inammissibile che in uno Stato di diritto si parli di leggi contra personam", per la ministra l'amnistia è proprio l'ultima ratio.


di Eleonora Martini

mercoledì 18 settembre 2013

Il capo del DAP Tamburrino: "Superata di nuovo la soglia di 65.000, 150 detenuti per 100 posti

La Stampa
Il capo del dap Tamburino: «Oggi abbiamo nuovamente superato la soglia di 65mila».Nelle celle oltre 150 detenuti per 100 posti

È stata superata di nuovo la soglia dei 65mila detenuti nelle carceri italiane. A rendere noto il dato è il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, durante un’audizione in Commissione Giustizia al Senato. «Con l’ultimo decreto legge approvato - ha rilevato Tamburino - nelle prime settimane avevamo osservato effetti notevoli, con qualche centinaio in meno di detenuti a settimana, ma da un mese a questa parte tale ritmo è venuto meno e assistiamo a una ripresa, seppur lenta, a risalire del numero dei detenuti. Eravamo scesi sotto i 65mila, oggi questa `soglia psicologica´ è stata di nuovo superata». .

L’Italia, ha proseguito Tamburino, è «tra i peggiori» paesi d’Europa in termini di sovraffollamento carcerario, con 150 detenuti ogni 100 posti disponibili. Il nostro Paese è invece «sotto la media europea» quanto al numero di detenuti rispetto alla popolazione, con 110 reclusi ogni 10mila abitanti (in Europa la media è di 135-140 detenuti ogni 10mila abitanti). Il «tasso di detenzione» ha osservato Tamburino, sulla base di un’analisi «comparativistica» rispetto a Paesi paragonabili al nostro, e alla situazione della «criminalità in Italia», potrebbe «con una previsione a medio termine» plausibilmente «attestarsi al livello attuale, con 100-110 detenuti ogni 10mila abitanti». Per affrontare il problema, dunque, «è inevitabile - ha sostenuto il capo del Dap - pensare a una disponibilità di edilizia penitenziaria più ampia, capace di reggere una presenza che potrebbe essere considerata fisiologica per un Paese come il nostro».