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martedì 27 aprile 2021

Foggia - "Razzisti a caccia di neri". Migranti del ghetto colpiti da fucilate, avevano denunciato degli italiani che li avevano rapinati.

La Repubblica
Biggie colpito al volto da una fucilata esplosa da un suv. “Volevano punirci perché abbiamo denunciato un furto”

Foggia: il Ghetto Rignano
Foggia - Biggie fa fatica a parlare. Ma non ha perso le parole. Una pallottola gli è esplosa davanti alla faccia, mandando in frantumi il lunotto posteriore della vecchia Opel a bordo della quale viaggiava insieme con due amici. Non lo hanno ammazzato per una questione di centimetri. Biggie ha la bocca impastata dai punti che i chirurghi degli Ospedali Riuniti di Foggia gli hanno messo da poco. Fa fatica a parlare, si diceva. Ma non ha paura: "Erano in tre, ci hanno affiancati, erano a bordo di una grande macchina bianca, abbiamo sentito soltanto il rumore. È esploso il vetro, poi ho visto tutta la faccia. 

Cercavano noi, i neri del Ghetto. Volevano farci paura. Ma noi non possiamo smettere di parlare". "Ora ho soltanto sonno. Bastardi", Konate è appena rientrato al Ghetto dopo una giornata in ospedale. Parla con un filo di voce, sulla Opel c'era anche lui: "Ci volevano far pagare di averli denunciati: l'altra notte, quando sono venuti a rubare, i nostri amici li hanno fermati e fatti arrestare. Noi vogliamo vivere e lavorare come persone oneste. Noi non siamo come loro".

Foggia, ghetto di Rignano. Il sole sulla più grande tendopoli di braccianti d'Italia - oggi ci sono poco meno di mille persone, nei momenti di sovraffollamento sono arrivati anche a 3-4mila, all'interno ci sono supermercati, bar, barbieri, sembra una città, con le sue regole e le sue attrazioni, eppure tutto questo sulla carta non esiste, non dovrebbe esistere - si sta abbassando ma nessuno riesce a dimenticare cosa è accaduto quattordici ore prima. 

E cosa potrebbe succedere ancora se si continua a far finta di nulla. Tre ragazzi - Sinayogo Boubakar, 30 anni, del Mali, Konate Mamadou, 26, anche lui maliano, Keita Abdoulaye, 30 anni, Costa d'Avorio - si stavano spostando dal ghetto alla loro baracca, a poche centinaia di metri di distanza, a Torretta Antonacci. 
Erano le due della notte quando sono stati avvicinati da una "grande macchina bianca", un Suv, all'interno del quale c'erano tre persone, probabilmente italiani. Uno ha abbassato il finestrino e ha sparato, con un fucile a pallini. I colpi hanno mandato in frantumi il cruscotto della Opel. I vetri sono finiti addosso a Sinayogo, che tutti chiamano Biggie perché effettivamente è grandissimo, che si è tagliato tutto il volto, la bocca, i vetri sono finiti ovunque. "Poteva morire" hanno detto i medici che lo hanno operato in ospedale. Il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, che coordina le indagini affidate ai carabinieri, non ha dubbi: si è trattato di un agguato. È stata sfortuna che sia capitato a loro. Ma non un caso. Chi ha sparato aspettava la prima macchina di "neri". Per spaventarli e punirli.

"Stiamo lavorando" dice a Repubblica Vaccaro, "ma è possibile che il fatto sia da collegare con quanto accaduto 24 ore prima". Nella notte tra sabato e domenica quattro italiani si sono presentati a Torretta Antonacci per rubare del gasolio, necessario per il funzionamento dell'impianto di illuminazione del centro di accoglienza. Sono stati visti e bloccati dai migranti che hanno chiamato la polizia. 

In tre malviventi sono riusciti a scappare. E mentre fuggivano hanno gridato: "Vi uccidiamo tutti, neri bastardi". Uno non ce l'ha fatta, ed è stato bloccato dai ragazzi del Ghetto: li ha prima minacciati con una pistola. Poi ha offerto loro del denaro perché lo lasciassero andare. 
I migranti hanno rifiutato e hanno aspettato la polizia che poi l'ha arrestato. 

Così è stato. "Sono stati cittadini modello, davvero" dice il procuratore Vaccaro. "E non siamo sorpresi". Il procuratore non dimentica cosa è accaduto in questi anni. Ha visto braccianti uccisi dai caporali perché avevano provato a protestare per la loro vita da schiavi: due euro all'ora per dieci ore di lavoro al giorno. Li ha visti morire ammassati in pulmini fatiscenti, mentre andavano al lavoro. Annegati mentre cercavano di bere di nascosto nelle cisterne, come bestie. Due anni fa dei ragazzi del Ghetto sono stati presi a pietrate da delinquenti del posto: razzisti, annoiati, un migrante ha perso per sempre un occhio.

"Biggie lo conosco da più di un anno" racconta Raffaele Falcone, sindacalista della Cgil che per molti di questi ragazzi è fratello maggiore. "È un nostro iscritto, lavora regolarmente in un'azienda qui vicino, gli vogliono tutti bene". Questo è tempo di asparagi, ma le piogge hanno mandato in fumo un pezzo del raccolto. Tra un po' comincia il grande del lavoro: i pomodori. "Il Ghetto si riempirà - dice Falcone - e noi dovremo essere in grado di dare risposte a questi ragazzi. Biggie, per esempio, è ancora in attesa di avere una risposta sul suo permesso di soggiorno. E aspetta da più di un anno". Biggie in ospedale, comunque, sorride. "Sto meglio. Grazie".

venerdì 3 marzo 2017

Migranti: incendio in Gran Ghetto Rignano, morti 2 immigrati del Mali

Ansa
Due cittadini di probabilmente del Mali, sono morti a causa di un incendio di vaste proporzioni che si è sviluppato nella notte all'interno del ''Gran Ghetto'', la baraccopoli che si trova nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico. 

Rignano foto di archivio - Ansa
Quando si è sviluppato il rogo, che in pochi minuti ha avvolto numerose baracche, sul posto erano già presenti i vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia che stavano presidiando l'area dopo lo sgombero cominciato il 1 marzo.

Il Ghetto è abitato da alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona. Due giorni fa era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell'ordine disposto dalla Dda di Bari nell'ambito di indagini avviate nel marzo del 2016 e culminate con il sequestro probatorio con facoltà d'uso della baraccopoli per presunte infiltrazioni della criminalità. 

Due giorni fa, sempre nell'ambito di queste indagini, è stato deciso ed avviato lo sgombero che non è avvenuto totalmente perchè alcuni dei 350 migranti che erano nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il 'Ghetto'. 

Ieri mattina alcuni di loro - circa 200 - hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare il Ghetto e chiedendo di voler parlare con il prefetto. L'incendio si è sviluppato su un'area di oltre 5000mq e ha distrutto un centinaio di baracche. 

Quando le tre squadre di vigili del fuoco sono riuscite a circoscrivere e spegnere le fiamme hanno trovato i corpi carbonizzati dei due africani. Sulle cause al momento non si può ancora essere certi, ma non si esclude che possa essere di natura dolosa. 

"E' stato troppo violento ed improvviso - ha riferito all'ANSA un vigile del fuoco che ha operato sul posto - e quindi non si esclude che possa essere stato appiccato da qualcuno". Molte bombole di gas sono saltate in aria e hanno contribuito a rendere ancora più pericolosa la situazione.