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giovedì 4 dicembre 2014

L'attivista Maryam al Khawaja condannata a un anno di carcere in Bahrein

AFP
L’attivista sciita del Bahrein Maryam al Khawaja è stata condannata da un tribunale di Manama a un anno di prigione per aver aggredito una poliziotta. 

Lo ha reso noto Mohamed al Jishy, uno dei suoi avvocati. Il verdetto è stato emesso in assenza dell’imputata che, ha precisato il legale, si trova a Londra dal 1 ottobre, quando le autorità del Bahrein hanno ritirato il divieto che le impediva di lasciare il paese.

Di doppia nazionalità, danese e bahreinita, Maryam al Khawaja, 27 anni, era stata arrestata il 30 agosto all’aeroporto di Manama, dopo essere rientrata nel paese per visitare il padre, l’oppositore Abdulhadi al Khawaja, condannato all’ergastolo per complotto contro lo stato.

Sul sito dell’organizzazione internazionale Index on Censorship, al Khawaja spiega di aver boicottato il processo a causa della mancanza di indipendenza del sistema giudiziario del Bahrein.

giovedì 4 settembre 2014

Bahrein - Arrestata l’attivista per i diritti umani Maryam al Khawaja

Internazionale
Il 30 agosto l’attivista per i diritti umani Maryam al Khawaja è stata arrestata al suo arrivo a Manama, in Bahrein. Al Khawaja, che viveva in esilio in Danimarca, è tornata nel suo paese per provare a incontrare suo padre, l’attivista Abdulhadi al Khawaja, che è in sciopero della fame dal 26 agosto e che è in carcere dal 2011 con una condanna all’ergastolo.
Maryam al Khawaja, 26 anni, è stata arrestata all’aeroporto con l’accusa di aver aggredito un poliziotto, ma da tempo ad aspettarla nel suo paese c’era un mandato d’arresto per aver condotto una campagna in cui denunciava l’uso di tortura nelle carceri del suo paese e per aver “insultato il re”, un’accusa che può portare alla condanna fino a sette anni di carcere. Al Khawaja, che ha la doppia cittadinanza danese e del Bahrein, dirige il Centro del Golfo per i diritti umani (Gchr).

Nabeel Rajab, uno dei più importanti attivisti per i diritti umani in Bahrein, rilasciato a maggio del 2014 dopo due anni di carcere, a causa della sua partecipazione alle proteste contro il governo nel 2011, ha dichiarato di essere preoccupato per al Khawaja e per l’intero movimento in Bahrein.

“L’intero movimento per i diritti umani in Bahrein sarà messo dietro le sbarre”, ha detto Rajab.

Anche la sorella di Maryam, Zainab, è stata rilasciata su cauzione a febbraio del 2014, dopo almeno un anno di carcere.

Zainab al Khawaja è in cinta di sette mesi e dovrà affrontare un nuovo processo a ottobre. Se fosse condannata, potrebbe partorire in carcere. Secondo Human rights watch, nell’ultimo anno in Bahrein sono aumentati gli arresti arbitrari e l’uso della tortura verso i dissidenti. Per l’associazione, i paesi occidentali non fanno abbastanza pressione sul Bahrein, perché hanno grossi interessi commerciali e strategici nella regione. Per esempio gli Stati Uniti hanno un’importante base navale in Bahrein.