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giovedì 28 luglio 2016

Rouen: al Azhar, autori attacco privi dei valori Islam, ordiniamo rispetto per i luoghi di culto

Ansa Med
Noi ordiniamo rispetto tutti luoghi culto, sradicare terrorismo
Ahmad Al-Tayyib, il grande imam di Al-Azhar, ricevuto in Vaticano da papa Francesco nel maggio scorso
Il Cairo - Ahmad Al-Tayyib, il grande imam di Al-Azhar, la massima istituzione dell'Islam sunnita con sede al Cairo, ha condannato "l'attacco terrorista" contro la chiesa in Normandia. 
"Gli autori di questo attacco barbaro si sono spogliati dei valori dell'umanità e dei principi tolleranti dell'Islam che predica la pace e ordina di non uccidere gli innocenti". "L'Islam ordina il rispetto di tutti i luoghi di culto dei non musulmani", ha aggiunto rinnovando l'appello a unirsi per far fronte al "cancro del terrorismo".
"Al Azhar intende proseguire nella sua lotta contro l'ideologia estremista per sradicare il terrorismo - prosegue la nota, scrive l'agenzia Mena - e porge le sue condoglianze al presidente Francois Hollande, all'arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun, alla famiglia della vittima e alla Repubblica francese amica, ma anche al governo e al popolo francese".

mercoledì 10 giugno 2015

Gran Imam di Al Azhar, Al Tayyeb: "L'Islam è stato preso in ostaggio dall'Is"

La Repubblica
Il Gran Imam di Al Azhar, la massima autorità religiosa del mondo sunnita, è a Firenze per la sua prima visita in Europa: "Non si possono nascondere scopi politici dietro la religione"
Ahmed Al Tayyeb
Firenze - "Vorrei che ci mettessimo d'accordo per smettere di emettere sentenze su una religione basandoci su qualcuno che dice di parlare in nome di quella religione ma in realtà l'ha presa in ostaggio a scopo politico". Usa i toni diplomatici che si addicono a un religioso del suo livello, ma non fa sconti a nessuno Ahmed Al Tayyeb, Gran Imam di Al Azhar, la massima autorità religiosa del mondo sunnita, a Firenze per la sua prima visita in Europa.

Al Tayyeb è in Italia su invito della Comunità di Sant'Egidio per partecipare al convegno "Oriente e Occidente. Dialoghi di civiltà". L'Imam è, per il fondatore della Comunità Andrea Riccardi, "l'unica autorità credibile con cui confrontarsi" nel mondo sunnita. Quello dove l'estremismo dilaga e l'Is fa proseliti. Ieri l'Imam ha risposto alle domande di un gruppo di giornalisti italiani.

In questo momento l'Islam è scosso da una guerra intestina durissima. C'è un gruppo che con il suo stesso nome, Stato Islamico, sostiene di interpretare l'essenza più vera della vostra religione: come risponde Lei?
"Non approvo la definizione di Stato Islamico: questi sono movimenti armati fuoriusciti dall'Islam che rappresentano una sfida per tutto il pensiero islamico. Noi siamo un istituto scientifico: vogliamo "armare" i giovani non con le armi ma con una lettura corretta dell'Islam".

La sovrapposizione fra religione e politica nel mondo musulmano è uno dei fattori che contribuiscono a questa confusione. Crede che sarà possibile separarle?
"Sono già due metodologie diverse. In politica spesso gli interessi condizionano le decisioni mentre per la religione l'etica è irrinunciabile. Se vogliamo parlare di politica alta, quella che vuole fare giustizia e tutelare i deboli, allora sì, la religione invade il campo della politica e interviene per sostenere le decisioni politiche riguardo a questi valori supremi".

La Turchia è un caso di sovrapposizione fra religione e politica: cosa pensa del risultato delle elezioni?
"Non faccio politica, quindi non so dare una risposta. Ma di certo quello che oggi si vede va guardato nella situazione di insieme in cui si vede una sorta di "incontro teso" fra la civiltà occidentale e quella orientale ".

Come sono i rapporti con la Chiesa di Papa Francesco?
"Papa Francesco è una persona che ha nel cuore il rispetto delle altre religioni e i problemi dei poveri. C'è una convergenza totale fra gli obiettivi di Al Azhar e il nuovo corso della Chiesa".

mercoledì 4 febbraio 2015

Barbara uccisione pilota giordano, durissima reazione della prestigiosa università islamica Al Azhar contro ‘Is’

MISNA
Il massimo riferimento teologico dell’Islam sunnita, la prestigiosa università di Al Azhar al Cairo, ha condannato in modo duro la barbara uccisione del pilota giordano Muath Al Kasasbeh, sequestrato da Daesh, abbreviazione araba con cui vengono chiamati in modo dispregiativo i combattenti sunniti del sedicente Stato Islamico (Is).
Ahmed Al Tayyeb
Il Grande Imam di Al Azhar, Ahmed Al Tayyeb, ha deplorato quello che ha definito un “atto terroristico ignobile”. Per Al Tayyeb, Daesh è “un’organizzazione terroristica satanica” e la comunità internazionale è chiamata a combatterla poiché “perpetra azioni selvagge e barbare che non soddisfano né Allah, né il suo Profeta».

Anche il presidente Abdel Fattah Al Sisi ha condannato con fermezza l’uccisione del pilota giordano da parte “di un’organizzazione barbara e codarda che sta agendo contro le leggi divine”. Sisi ha anche sostenuto la necessità che la comunità internazionale sia unita “contro il terrorismo, in ogni forma” e l’estremismo, “soprattutto quello praticato da gruppi terroristici che usano l’Islam come scudo”.

Alcuni osservatori ricordano in queste ore il discorso pronunciato da Sisi nel dicembre scorso ai vertici religiosi di Al Azhar, in occasione del nuovo anno e delle celebrazioni per la nascita di Maometto, in cui aveva condannato le cattive interpretazioni dell’Islam e le responsabilità di alcuni teologi nella diffusione del radicalismo, esortando a una “rivoluzione religiosa”.

A gennaio Al Tayyeb aveva deplorato i “barbari crimini” dell’Is in Siria e Iraq da parte di gruppi armati che “si sono dati il nome di ‘Stato islamico’ nel tentativo di esportare il loro falso Islam”.

“Non bisogna ignorare la nostra stessa responsabilità nell’apparizione dell’estremismo che ha dato nascita a organizzazioni come Al Qaeda e altri gruppi armati” aveva aggiunto.

Dopo la strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo – che Al Tayyeb aveva peraltro fortemente criticato nel 2012 per le vignette satiriche su Maometto – l’Imam di Al Azhar era nuovamente intervenuto per bocciare la copertina del numero successivo all’eccidio, invitando i musulmani a “ignorare” le nuove caricature del profeta.