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sabato 15 giugno 2019

Nicaragua. Rilasciati oltre 100 detenuti politici dopo legge su amnistia

agensir.it
Cinquanta detenuti politici liberati lunedì, altri 56 ieri, tra cui il direttore e la giornalista di "100% Noticias", Miguel Mora e Lucía Pineda, in carcere dal dicembre scorso con l'accusa di terrorismo e incitazione all'odio. 


Sono gli effetti della legge sull'amnistia approvata in Nicaragua dal Parlamento sabato scorso, con i soli voti della maggioranza sandinista e la contrarietà dell'opposizione riunita nel cartello dell'Alianza Cívica.

Secondo le opposizioni sono ancora 89 gli oppositori che si trovano in carcere. La legge è stata contestata perché viene presentata come un provvedimento di clemenza, peraltro previsto dai precedenti accordi raggiunti al tavolo del dialogo nazionale nei mesi scorsi, senza garantire le libertà e i diritti dei cittadini. 

La liberazione dei detenuti è stata comunque accolta in modo festoso ed è stata anzi l'occasione perché a Managua si formassero gruppi di manifestanti che chiedevano il ritorno a una piena libertà nel Paese. 

L'arcidiocesi di Managua, sui propri profili social, ha rilanciato una frase pronunciata domenica scorsa, in un colloquio con alcuni giornalisti, dall'arcivescovo, il card. Leopoldo Brenes: "Che escano dal carcere tutti i detenuti darà gioia a tutte le famiglie, speriamo che questa legge non le danneggi e che tutti coloro che sono stati privati della loro libertà possano vivere liberamente nel loro Paese".

mercoledì 6 febbraio 2019

Iran - Amnistia per 50 mila detenuti in occasione dell'anniversario delle rivoluzione

ilfogliettone.it
La Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, "ha accettato le condizioni di base per offrire l'amnistia a circa 50 mila detenuti" in occasione del 40esimo anniversario della rivoluzione che ha portato alla nascita della Repubblica islamica. 


Lo ha detto il capo della magistratura di Teheran, l'ayatollah Sadeq Amoli Larijani, citato dall'agenzia ufficiale Irna.

"Molti saranno rilasciati presto, mentre altri vedranno commutata la propria pena e potrebbe essere rilasciati tra 2 o 6 mesi", ha aggiunto Larijani, sottolineando come l'Iran abbia una lunga storia di concessioni di amnistie e sostenendo che ciò rappresenta una prova della solidità del sistema nell'affrontare il crimine.

L'annuncio giunge durante le celebrazioni dei "Dieci giorni dell'alba", in cui Teheran commemora il periodo tra il ritorno dall'esilio dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il primo febbraio 1979, e la caduta del governo dello Scià Reza Pahlavi, l'11 febbraio dello stesso anno.

giovedì 3 gennaio 2019

Etiopia. Natale ortodosso, il governo concede l'amnistia a 530 detenuti

Nova
Il governo dell'Etiopia ha concesso l’amnistia a 530 detenuti in vista del Natale ortodosso, che si festeggerà il prossimo 7 gennaio. 

Il premier Abiy Ahmed
Lo ha annunciato oggi in conferenza stampa Zinabu Tunu, responsabile per le pubbliche relazioni dell'ufficio del procuratore federale, precisando che è stata data priorità alle donne con figli. 

Lo scorso 20 luglio il parlamento etiope ha approvato una legge di amnistia nei confronti degli individui e delle organizzazioni indagati o condannati per tradimento, crimine contro l'ordine costituzionale e lotta armata. 

Dalla sua entrata in carica, nell’aprile scorso, il governo del premier Abiy Ahmed ha disposto il rilascio di migliaia di prigionieri, inclusi esponenti politici e giornalisti, e ha avviato una serie di riforme politiche ed economiche volte a imprimere una svolta al paese, tra cui la storica dichiarazione di pace con l’Eritrea e la parziale liberalizzazione dell’economia.

sabato 2 giugno 2018

Etiopia. Amnistia per 500 detenuti, liberato leader opposizione Andargachew Tsige condannato a morte

Dire
È stato liberato in Etiopia Andargachew Tsige, leader del gruppo di opposizione Ginbot 7, condannato a morte in absentia nel 2012. 

Andargachew Tsige
Tsige, con doppia cittadinanza etiope e del Regno Unito, era detenuto dal 2014, dopo essere stato estradato dallo Yemen in una mossa condannata dalle Ong per i diritti umani, del governo britannico e di altri membri della comunità internazionale. 

La scarcerazione, motivata da Addis Abeba con l'esigenza di facilitare la riconciliazione nazionale, è arrivata ieri pomeriggio, nello stesso giorno in cui la procura generale ha confermato di aver fatto cadere le accuse contro Berhanu Nega, altro leader della stessa organizzazione.

"Ginbot 7" significa 7 maggio in amarico: il nome ricorda la data delle elezioni del 2005, quando centinaia di persone furono uccise nel corso delle proteste legate a presunti brogli. 

Il gruppo, fondato da Nega nel 2008 negli Stati Uniti, è stato bandito dalle autorità di Addis Abeba e incluso nella lista delle organizzazioni terroristiche. Insieme ad Andargachew, secondo la tv nazionale "Fana Broadcast Corporate", sarebbero usciti di prigione oltre 500 prigionieri. 

Inoltre, fa sapere "Fana", anche le accuse riguardanti due tv etiopi basate negli Stati Uniti sono state ritirate. Le emittenti sono la 'Ethiopian Satellite Television' e 'Oromia media network', il cui fondatore Jawar Mohammed, critico del governo, era stato accusato di terrorismo.

mercoledì 25 gennaio 2017

Burundi. Liberati centinaia di detenuti per l'amnistia annunciata a fine 2016

Nova
Centinaia di detenuti sono stati scarcerati oggi in Burundi a seguito dell'amnistia annunciata alla fine dello scorso anno dal presidente Pierre Nkurunziza nel tentativo di placare le tensioni in corso nel paese. 

Lo riporta l'emittente britannica "Bbc", secondo cui tra i prigionieri rilasciati figurano diversi esponenti di spicco dell'opposizione. In totale, l'amnistia dovrebbe portare alla liberazione di circa 2.500 detenuti.
Il Burundi attraversa un'aspra crisi politica dall'aprile del 2015, quando lo stesso Nkurunziza ha annunciato l'intenzione di candidarsi per un terzo mandato alla guida del paese, cosa considerata dall'opposizione e dalla società civile una violazione della Costituzione e degli accordi di pace che nel 2005 posero fine a 12 anni di guerra civile. Le violenze hanno causato finora la morte di almeno 500 persone e la fuga dal paese di altre 200 mila.

venerdì 30 dicembre 2016

Colombia. Amnistia per guerriglia e militari consolida la pace. Senato approva all'unanimità

Il Manifesto
Una legge "storica". Così il governo colombiano ha commentato l'approvazione dell'amnistia da parte del Senato: "il primo passo per consolidare la pace", ha detto Santos, insignito del Nobel per aver portato a casa la firma degli accordi con la guerriglia marxista delle Farc. 


Il testo prevede un trattamento giuridico speciale, amnistia e indulto ai componenti delle Farc accusati di reati politici, e riguarda anche i militari.
Esclude dai benefici i responsabili di delitti di lesa umanità, genocidio, violenze sessuali, tortura ed esecuzioni extragiudiziarie. Chi confessa i crimini più gravi davanti a un tribunale speciale che dovrà presiedere alla giustizia di transizione, potrà accedere alle pene alternative al carcere. Se non accetta e viene ritenuto colpevole, dovrà scontare una pena che va da 8 a vent'anni.
Entro il 30 gennaio si saprà quanti guerriglieri verranno esclusi dalla disposizione di legge. Gli agenti dello Stato o i civili responsabili di violenze nel conflitto armato (che dura da oltre cinquant'anni) interessati dall'amnistia sarebbero circa 5.000, e circa 1.200 quelli che uscirebbero dal carcere. Il Senato ha approvato la legge con 69 voti a favore e nessun contrario. In precedenza, l'amnistia era passata alla Camera con 121 voti a favore e nessuna opposizione.
L'estrema destra del Centro democratico, diretto dall'ex presidente Alvaro Uribe, in prima fila contro gli accordi di pace, ha partecipato alla discussione in entrambe le Camere, ma è uscito dall'aula al momento del voto. 

Le Camere hanno deliberato in sessione straordinaria, in base a una procedura d'urgenza (fast track) stabilita il 24 novembre scorso, al momento della firma dell'accordo rivisto, dopo la bocciatura al referendum voluto da Santos. Ora l'ultima parola spetta alla Corte Costituzionale la cui decisione verrà ratificata da Santos.
Potrà allora cominciare la smobilitazione dei circa 5.700 guerriglieri che avevano bloccato il processo di rientro nella vita politica a causa dei ritardi nell'approvazione della normativa. Ora potranno trasferirsi nelle 26 zone stabilite dagli accordi, in attesa che si apra davvero la fase del post-accordo. Un percorso tutt'altro che lineare in un paese che, in America latina, gioca lo stesso ruolo di Israele in Medioriente. Un ruolo che, se i decisori rimangono gli stessi, avrà una ulteriore accelerazione con la firma degli accordi di partenariato con la Nato, annunciata da Santos. E resta in sospeso l'accordo con l'altra guerriglia storica, quella guevarista dell'Eln, che ha auspicato la ripresa dei negoziati.

di Geraldina Colotti

lunedì 12 dicembre 2016

Albania. Amnistia e riduzioni di pena per i detenuti, oltre 1000 saranno rimessi in libertà

Nova
Il governo albanese ha approvato un'amnistia che coinvolgerà circa 4 mila detenuti: di questi, mille saranno rimessi in libertà, mentre il resto godrà di una sconto della pena. L'amnistia entrerà in vigore prima della fine dell'anno. Gli unici a essere esclusi saranno i condannati ad ergastolo e quelli che scontano la pena per omicidio e gravi reati sessuali.

Chi è stato condannato sino a due anni di reclusione sarà scarcerato, mentre saranno sospesi i procedimenti penali per tutte le inchieste relative a reati la cui pena prevista è fino a 24 mesi di reclusione. 

Saranno rimesse in libertà tutte le donne oltre 55 anni di età e gli uomini che hanno compiuto 60 anni, ma che non sono condannati per reati non previsti dall'amnistia. Di uno sconto di pena di un anno approfitteranno invece tutti i detenuti, senza nessuna esclusione.

mercoledì 16 novembre 2016

Cuba. Amnistia per il Giubileo della Misericordia, liberati 787 detenuti

Avvenire
L'annuncio su "Granma" il quotidiano ufficiale del partito comunista cubano. Esclusi i condannati per omicidio, corruzione di minori, stupro e traffico di droga. Le autorità cubane hanno deciso di concedere l'amnistia a 787 prigionieri, tra cui donne, minori e ammalati, in risposta all'appello del Papa lanciato in occasione dell'Anno Santo della Misericordia.



L'annuncio è stato riportato su Granma, il quotidiano ufficiale del partito comunista di Cuba.

"Sono stati presi in considerazione la natura delle accuse, il comportamento in carcere e la durata della pena scontata" si afferma, specificando che le donne, i bambini e gli ammalati sono stati rilasciati per "motivi umanitari". Le autorità hanno escluso i condannati per "omicidio, corruzione di minori, stupro, traffico di droga". 

Già a settembre del 2015, in occasione del viaggio apostolico di Francesco, L'Avana aveva concesso la grazia a 3.522 detenuti.

lunedì 7 novembre 2016

La parola "amnistia" oggi è un tabù ma è scritta nella Costituzione e va riabilitata

Il Sole 24 Ore
Il Papa chiede "un atto di clemenza" per i carcerati. "In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili - ha detto Papa Francesco dopo l'Angelus - la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento".


"In occasione dell'odierno Giubileo dei carcerati - ha detto il Papa dopo la preghiera dell'Angelus -, vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l'importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società. In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza - è l'appello del pontefice - verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento".
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è stato poi presente nella basilica vaticana dove il Papa ha celebrato la messa per il Giubileo dei detenuti. Assieme al ministro anche molti esponenti politici e membri delle organizzazioni che si occupano dei temi relativi al miglioramento delle carceri e della vita dei detenuti.
Tanti palloncini gialli per colorare un grigio e deserto centro di Roma, una marcia per chiedere, nel giorno del Giubileo dei carcerati, un provvedimento di amnistia. Sono state centinaia, inoltre, le persone che hanno partecipato all'iniziativa, partita da carcere di Regina Coeli per arrivare in piazza San Pietro per l'Angelus del Papa. Tante le adesioni, dai radicali all'unione delle Camere penali, alle associazioni come Nessuno tocchi Caino.
"La parola amnistia va riabilitata, è scritta nella Costituzione". Oggi "è negata, è un tabù, si ha paura a pronunciarla perché si è vittima del populismo penale in voga nel nostro paese", hanno spiegato i partecipanti, aggiungendo che "l'amnistia non ha a che fare con un'operazione di clemenza, ma è l'affermazione e il ripristino della legalità". La Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà è stata intitolata a Marco Pannella e a Papa Francesco.

di Bruno Forte

domenica 6 novembre 2016

Giubileo dei carcerati, il Papa chiede un atto di clemenza - Marcia dei Radicali per l'amnistia

Ansa
"Non si pensa alla possibilità di cambiare vita, c'è poca fiducia nella riabilitazione, del reinserimento nella società". Oggi la Marcia per l'Amnistia, organizzata dai Radicali


Il Papa chiede ai governi "un atto di clemenza" per i carcerati. "In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili - ha detto Papa Francesco dopo l'Angelus - la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento"
. "In occasione dell'odierno Giubileo dei carcerati - ha detto il Papa dopo la preghiera dell'Angelus -, vorrei rivolgere un appello in favore del miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. 

Inoltre, desidero ribadire l'importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società. In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza - è il preciso appello del pontefice - verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento".

"A volte - ha detto Francesco durante l'omelia della messa per il Giubileo dei detenuti in San Pietro - una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l'unica via è quella del carcere. Non si pensa alla possibilità di cambiare vita, c'è poca fiducia nella riabilitazione. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto. E' chiusa in cella anche la persona che ha pregiudizi o falsi idoli. Quando si rimane chiusi - ha detto il Papa - nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell'individualismo e dell'autosufficienza, privati della verità che genera la libertà".

venerdì 26 agosto 2016

Iraq: approvata amnistia generale, presto la liberazione di 42mila detenuti

Nova
Il parlamento iracheno presieduto da Salim al Jubouri ha approvato oggi una legge per la concessione dell'amnistia generale a tutti i detenuti. Lo ha riferito una fonte parlamentare irachena ad "Agenzia Nova". 

Carcere iracheno
La normativa, secondo il sito "Iraqi Day", consentirà la liberazione di 42mila detenuti, inclusi quelli accusati di violenze settarie. I partiti sciiti si erano opposti inizialmente alla legge per il timore riguardo alle ripercussioni sulla società irachena. 

Per i sunniti invece la normativa rappresenta "una soluzione alla grave situazione" in cui versa il paese. "Consideriamo le riforme come una tutela dei diritti umani e della dignità - aveva detto il presidente Jubouri nei giorni scorsi. Per questo la presentiamo come una delle riforme chiave per il paese". Un esponente sciita aveva chiarito che l'opposizione degli sciiti alla legge non era dettata da motivazioni politiche, ma dalla preoccupazione che la normativa potesse permettere la liberazione di terroristi dello Stato islamico e di al Qaeda.

venerdì 22 luglio 2016

Moldova: amnistia per 1.700 detenuti in occasione 25mo anniversario indipendenza

Nova
Sono 1.700 i detenuti che beneficeranno di amnistia in occasione del 25mo anniversario della dichiarazione di indipendenza della Moldova. 

Un carcere moldavo
A questo proposito, il parlamento di Chisinau ha votato la fusione di due progetti di legge presentati dal Consiglio dei ministri e da un gruppo di deputati socialisti. In base alla legge presentato dal Consiglio dei ministri, circa 1.300 detenuti saranno amnistiati, mentre altri 400 saranno rilasciati in libertà vigilata.
Secondo gli autori del testo, l'amnistia è un metodo di prevenzione e riparazione del danno causato dalle condizioni scadenti in cui versano gli istituti di detenzione poveri e una misura per spopolare i penitenziari. Il disegno di legge prevede che le persone che hanno commesso reati molto gravi e quelli condannati per concorso di reati non saranno amnistiati. Tuttavia, dato che una parte di questa categoria di persone ha già scontato pene detentive lunghe, queste potrebbero essere ridotte, con alcune eccezioni.

mercoledì 1 giugno 2016

Effetto Pannella, ecco il DDL che apre all'amnistia e all'indulto

LINKIESTA
Il parlamentare del Pd Manconi presenta un disegno di legge costituzionale in memoria del leader radicale e delle sue battaglie: per votare amnistia e indulto basterà la maggioranza assoluta delle Camere. Il sostegno trasversale dei colleghi

Un disegno di legge costituzionale dedicato a Marco Pannella. Un provvedimento appena presentato al Senato che renderà più facile l’approvazione della concessione dell’amnistia e dell’indulto. Oggi servono i due terzi dei parlamentari, nell’obiettivo dei firmatari basterà la maggioranza assoluta. Il promotore dell’iniziativa è il senatore democrat Luigi Manconi, presidente della commissione sui diritti umani. Ma il fronte a sostegno del progetto è rigorosamente bipartisan. Insieme all’esponente del Partito democratico ci sono Luigi Compagna (Conservatori e riformisti), Riccardo Mazzoni (Ala), Altero Matteoli (Forza Italia) e Peppe De Cristofaro (Sinistra Italiana).
«Oggi offriamo l’opportunità di verificare se l’omaggio a Pannella era mera ipocrisia o può avere un seguito concreto»
L’argomento è delicato, da tempo si presta a polemiche e strumentalizzazioni. Il tema delle carceri e dei carcerati rappresenta una delle battaglie storiche del leader radicale: da sempre impegnato in prima persona per denunciare il sovraffollamento e la malasanità, a tutela dei diritti umani e della dignità delle persone. «Oggi offriamo, nei fatti, l’opportunità di verificare se l’omaggio a Pannella era mera ipocrisia o può avere un seguito concreto» spiega Manconi davanti a Rita Bernardini e Sergio D’Elia, presenti alla conferenza stampa a Palazzo Madama.

Nei prossimi giorni il testo del disegno di legge sarà inviato a tutti i senatori per le sottoscrizioni. 

Il provvedimento interviene modificando l’articolo 79 della Costituzione, abbassando il quorum richiesto, laddove si prevede che «l’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale». 

È un articolo piuttosto recente. Inserito nel 1992 in piena bufera Tangentopoli, aveva proprio lo scopo di rendere difficile l’approvazione delle misure di clemenza in favore dei carcerari. 

Obiettivo raggiunto. «Fu un’iniziativa comprensibile ed efficace - spiega Manconi - tanto che da allora fino ad oggi è stato approvato solo un indulto, nel 2006». È arrivato il tempo di cambiare? «Oggi bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che quella scelta è criticabile, in quanto ha sottratto due misure importanti, come l’amnistia e l’indulto, destinate a diminuire l'accumulo delle cause e l’affollamento delle carceri, agli strumenti di politica del diritto in materia penale». 

Strumenti d’eccezione, riconoscono i proponenti del disegno di legge. Ma necessari per anticipare “imprescindibili” riforme del sistema.

domenica 22 maggio 2016

Marazziti «Ora un’amnistia in nome di Marco, invece di fare solo una celebrazione postuma»

Il Dubbio
«Invece di fare solo una celebrazione postuma e per certi aspetti surreale, chiediamo una tregua contro il giustizialismo»

«Visto che quasi tutte le forze politiche manifestano oggi grande apprezzamento dell’operato di Marco Pannella, il modo più serio per ricordarlo è una stabilire una tregua parlamentare per convergere su un provvedimento di amnistia. Invece di fare solo una celebrazione postuma e per certi aspetti surreale, chiediamo una tregua in nome di Marco».


Mario Marazziti, presidente della commissione Affari Sociali della Camera, in quota Democrazia solidale, chiede a tutte le forze politiche di passare dalle parole di cordoglio ai fatti per onorare il leader radicale appena scomparso.

Onorevole Marazziti, perché secondo lei l’amnistia sarebbe il modo migliore di ricordare Pannella?
Perché è una battaglia che ho condiviso personalmente con Marco. Il sistema carcerario italiano viene da un periodo di grande illegalità, sanzionato in Europa. In questa legislatura abbiamo provato a sanare la situazione con una serie di provvedimenti che hanno abbassato il tasso di sovraffollamento e rimesso in circolazione risorse ed energie. All’inizio, anche a causa della crisi economica, non eravamo più in grado nemmeno di sostenere i costi per accompagnare i detenuti a farsi curare fuori dal carcere. Scendere da 67 mila detenuti a un po’ più di 50 mila significa che le stesse risorse possono essere in parte destinate per i percorsi di riabilitazione. E Con il ricorso alle misure alternative, la recidiva è molto più bassa.

Per che tipi di reato propone l’amnistia?
Per quelli che prevedono una pena inferiore a 4 anni e in generale per reati non socialmente pericolosi.

Per un provvedimento del genere serve una maggioranza molto ampia. Crede che sarà mai possibile trovare una convergenza in Parlamento su questi temi?
Una volta chiarito che la sicurezza non è in questione, perché non verrebbe liberato nessun mafioso, e perché alcuni reati corruttivi contro la cosa pubblica potrebbero rimanere esclusi dall’amnistia, credo che a questo punto anche il mondo giustizialista potrebbe aderire a questa richiesta. Prima era quasi una prassi concedere l’amnistia in occasione dell’elezione di un Presidente della Repubblica. Questo percorso si è interrotto con mani pulite.

Lei però ha chiesto anche di riaprire una discussione sull’ergastolo ostativo, cioè la condanna legata a reati associativi per cui non è previsto l’accesso al sistema dei benefici. Non le sembra una proposta un po’ troppo audace?
No. Da due anni ho presentato un disegno di legge per rivedere l’ergastolo ostativo, per cancellare il “fine pena mai”. Spieghiamoci meglio. In Italia tutti sanno che c’è l’ergastolo, ma forse in pochi sanno che si tratta di una condanna che non supera mai i 30 anni di carcere, poi si accede a una serie di benefici. Per i reati associativi, invece, non è previsto alcuno sconto, a meno che non ci sia un percorso di collaborazione. Ecco, io non metto in discussione il fatto che debba esserci un carcere certo e anche duro per determinati reati, propongo la possibilità di studiare un riesame personalizzato durante l’esecuzione della pena. E propongo l’introduzione di tempi certi per tutti.

Cioè?
Pensiamo ai 1.200 detenuti che attualmente si trovano in una posizione di “fine pena mai”. Tra loro c’è sicuramente chi ha commesso reati - anche di mafia - da ragazzo, magari a 25 anni. Secondo me per loro la legge deve prevedere almeno una possibilità di riabilitazione. E poi pensiamo all’errore giudiziario, fosse anche solo l’un per mille. In quei casi il detenuto non può accedere ai benefici perché non collabora con la giustizia. Ma in realtà non può collaborare, perché innocente. Secondo me sarebbe bene, magari a metà della pena, riesaminare i casi singoli. Che non vuol dire cambiare una sentenza di condanna, ma ragionare sul tipo di esecuzione della pena. Che preveda una fine.


di Rocco Vazzana

lunedì 18 aprile 2016

Birmania: il presidente concede l'amnistia a altri 83 prigionieri politici dopo i 100 liberati lo scorso mese

interris.it
Dopo la decisione presa agli inizi di aprile di concedere l'amnistia a oltre 100 detenuti, che erano stati arrestati per motivi legati alla politica, il nuovo presidente birmano Htin Kyaw ha annunciato di aver ordinato la liberazione di ulteriori 83 prigionieri politici. 

Htin Kyaw fedelissimo Aung San Suu Kyi
La decisione è stata pubblicata sulla pagina Facebook dell'Ufficio del presidente.
"Gli 83 detenuti saranno liberati il primo giorno dell'anno nuovo birmano", cioè lo scorso 17 aprile, si legge nel comunicato, con un indulto con cui si vuole "far sentire la popolazione felice e in pace, promuovendo la riconciliazione nazionale". 

In un discorso diffuso dalle tv nazionali, Htin Kyaw - un fedelissimo del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi - ha inoltre aggiunto che "in futuro eviteremo tale tipo di arresti"

Tra i detenuti rimessi che sono stati rimessi in libertà nella giornata di domenica, ci sono anche cinque giornalisti condannati nel 2014 a sette anni ai lavori forzati, per la loro inchiesta su una fabbrica che produceva armi chimiche. 

Si calcola che nelle carceri birmane rimangano meno di un centinaio di prigionieri politici con condanne passate in giudicato, mentre oltre 200 sono in attesa di giudizio dopo gli arresti avvenuti negli ultimi anni, nonostante le aperture fatte dal precedente governo Thein Sein.

di Edith Driscoll

domenica 20 marzo 2016

Tunisia: anniversario dell'indipendenza, concessa l'amnistia a oltre 1.400 detenuti

Aki
Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi ha deciso di concedere l'amnistia in via eccezionale a 1.477 detenuti in occasione del 60esimo anniversario della proclamazione dell'indipendenza. 

La decisione è stata annunciata al termine di un incontro tra Essebsi e il ministro della Giustizia Omar Mansour, come recita un comunicato della presidenza. Nel testo viene precisato che la grazia presidenziale prevede la scarcerazione di 1.065 persone e la riduzione delle sentenze per gli altri.

venerdì 18 dicembre 2015

Papa Francesco rinnova l'appello: “Abolire la pena di morte e concedere l’amnistia”

Blog Cities for Life
Abolire la pena di morte e concedere l’amnistia. È l’appello di papa Francesco contenuto nel Messaggio per la 49a Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il primo gennaio 2016 sul tema: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. Dunque papa Francesco chiede gesti concreti agli Stati in occasione del Giubileo.
Papa Francesco nel carcere di Rebibbia a Roma
E un capitolo del suo messaggio, reso noto oggi dalla Santa Sede, è dedicato alla condizione dei prigionieri.

Innanzitutto cancellare la pena di morte
Il Papa ricorda "la finalità rieducativa della sanzione penale" e chiede di valutare "la possibilità di inserire nelle legislazioni nazionali pene alternative alla detenzione carceraria". Più in generale, sottolinea che "in molti casi appare urgente adottare misure concrete per migliorare le condizioni di vita nelle carceri". E soprattutto, rinnova "l’appello alle autorità statali per l’abolizione della pena di morte, là dove essa è ancora in vigore".

Gli Stati, dice Bergoglio, sono chiamati a gesti concreti, ad atti di coraggio nei confronti delle persone più fragili delle loro società, come i prigionieri, i migranti, i disoccupati e i malati.
C'è quindi la richiesta esplicita di concedere un'amnistia: "Desidero rinnovare l’appello a considerare la possibilità di un’amnistia".
Vinci l’indifferenza e conquista la pace
Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona! All’inizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati.
La pace nel segno del Giubileo della Misericordia. 
Nello spirito del Giubileo della Misericordia, ciascuno è chiamato a riconoscere come l’indifferenza si manifesta nella propria vita e ad adottare un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato o dall’ambiente di lavoro.

sabato 12 settembre 2015

Cuba, amnistia per 3522 detenuti in vista dell’arrivo di Papa Francesco

MISNA
Il Consiglio di Stato di Cuba ha disposto un’amnistia a beneficio di 3522 detenuti in occasione della visita di Papa Francesco in programma dal 19 al 22 settembre: lo ha riferito l’edizione online di Granma, organo ufficiale del Partito comunista al potere nell’isola caraibica.

Nell’articolo si evidenzia che il provvedimento non riguarderà condannati per "attentati alla sicurezza dello Stato" ma in particolare prigionieri anziani, donne, malati e giovani con meno di 20 anni senza precedenti penali.

Altri fattori che saranno tenuti in considerazione, si legge su Granma, sono “la natura del crimini per i quali i prigionieri sono stati condannati, il loro comportamento in prigione, la scadenza del periodo di detenzione e le condizioni di salute”. Amnistie di tipo analogo furono disposte dalle autorità di Cuba anche in prossimità delle visite di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

martedì 1 settembre 2015

Papa Francesco: "Giubileo opportunità per una grande amnistia"

Adnkronos
''Il Giubileo ha sempre costituito l'opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza della ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società, portando il loro contributo onesto''. 

Papa Francesco in visita al carcere di Rebibbia - Roma
E' quanto ricorda Papa Francesco, nella lettera inviata a monsignor Rino Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per l'evangelizzazione, in vista del Giubileo straordinario della misericordia che si aprirà il prossimo 8 dicembre.

Nella missiva, inoltre, il Papa comunica la sua "decisione, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l'Anno Santo la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono".

Esorta Francesco: "I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso e indicare un percorso di conversione autentica, per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza".

domenica 26 aprile 2015

Russia: amnistia per i 70 anni della vittoria sul nazismo, più di 400.000 i beneficiari

Il Velino
Ne beneficeranno circa 400 mila persone. Di queste 60mila, grazie al provvedimento, usciranno dal carcere in anticipo. Approvata oggi all'unanimità dalla Camera alta del parlamento russo la risoluzione che concede l'amnistia, proposta presentata in precedenza dal presidente Vladimir Putin. 

L'amnistia riguarderà tutti coloro che sono sospettati, accusati e giudicati colpevoli di crimini di lieve e media entità, la cui pena non supera i cinque anni di reclusione. Nella categoria di quelli che potranno beneficiare dell'amnistia sono presenti anche gli invalidi, i soldati in missione ed i genitori di figli minori.

Secondo le prime stime, a beneficiare dell'amnistia saranno circa 350 mila persone, ed altre 60mila, per effetto del provvedimento, usciranno dagli istituti di pena in anticipo. Stando alle dichiarazioni degli esperti, dopo l'amnistia la Russia dovrebbe occupare il trentesimo posto al mondo per numero di detenuti, rispetto all'ottavo che occupava in precedenza. Attualmente sono circa 600mila le persone detenute nelle carceri russe.