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venerdì 8 novembre 2019

La clemenza dell'Oklahoma. 462 detenuti scarcerati. Il più importante provvedimento di clemenza nella storia degli USA

Internazionale
Il 4 novembre 462 persone detenute nelle carceri dell'Oklahoma per reati non violenti sono state scarcerate dopo che il governatore Kevin Scott, repubblicano, ha commutato la loro pena. Altri 56 detenuti torneranno in libertà nei prossimi mesi.

Un carcere in Oklahoma
"Si tratta del più importante provvedimento di clemenza nella storia degli Stati Uniti", scrive Vox, "ed è una delle tante misure adottate negli ultimi anni dall'Oklahoma per ridurre la popolazione carceraria e fare in modo che le persone condannate per reati non violenti riescano a rifarsi una vita e a reinserirsi nella società".

La decisione rivela un cambio di approccio sul tema dell'incarcerazione di massa, che non riguarda solo l'Oklahoma. In tutto il paese molti politici, sia democratici sia repubblicani, cominciano a dare retta agli studi secondo cui sentenze lunghe per reati non violenti non riducono il crimine e non rendono la società più sicura, e che dimostrano come l'attuale sistema sia discriminatorio nei confronti delle minoranze.

giovedì 15 marzo 2018

Usa - Pena di morte, blocco dei "farmaci" per uccidere: l’Oklahoma pensa a esecuzioni con il gas utilizzando l'azoto

Ansa
Ci sono problemi nel reperire i farmaci per le iniezioni letali? Ecco allora che l'Oklahoma potrebbe essere il primo stato a ricorrere all'uso del gas per la pena di morte. 

Ad annunciarlo alcuni funzionari dello stato Usa che - secondo quanto riporta l'Associated Press - hanno parlato dell'uso dell'azoto per le esecuzioni.
Il piano che sta per essere annunciato dalle autorità dell'Oklahoma prevede di portare a termine le esecuzioni attraverso l'inalazione di azoto. Si è deciso di svilupparlo dopo i mille dubbi e le mille difficoltà sollevati dal ricorso alle iniezioni letali, e dopo un acceso dibattito durato tre anni.

L'uso del gas viene considerato "il miglior protocollo da sviluppare" dal procuratore generale dello stato Mike Hunter, mentre la governatrice Mary Fallin già nel 2015 firmò un provvedimento che inseriva l'azoto nella lista dei possibili agenti da usare per portare a termine le esecuzioni.

giovedì 24 novembre 2016

California, Nebraska e Oklahoma affermazione della pena di morte nell'anno del minimo storico di esecuzioni in USA

Il Manifesto
Il 2016 sembrava l'anno giusto per festeggiare una sensibile regressione della pena di morte negli Stati uniti. Da una recente statistica del Pew Research Center, infatti, risulta che quello in corso è l'anno con meno esecuzioni capitali dell'ultimo quarto di secolo. Dal mese di gennaio i boia statunitensi hanno giustiziato 17 persone, con altre 3 esecuzioni previste entro la fine dell'anno, per un totale di 20, il minimo storico dal 1991, quando vennero portate a termine "soltanto" 14 esecuzioni.


Tuttavia, negli stessi giorni in cui gli Usa eleggevano il nuovo presidente, i cittadini di tre stati, California, Nebraska e Oklahoma, hanno votato anche in rispettivi referendum, i cui esiti non hanno affatto smentito i risultati che incoronavano contemporaneamente il repubblicano Trump. 

La California è lo Stato che vanta il braccio della morte più affollato, con 750 condannati. Tra la proposta referendaria 62, che chiedeva l'abolizione definitiva della pena di morte e la proposta 66 che, al contrario, auspicava addirittura l'accelerazione delle procedure per le uccisioni legalizzate, il 52% degli elettori ha votato per quest'ultima opzione. Il problema è che se adesso la proposta 66 venisse applicata alla lettera, sarebbe una vera e propria mattanza; parecchi giuristi si augurano che non sarà così, altrimenti dovremmo assistere "all'esecuzione di una persona a settimana per 14 anni".
Poi è toccato al Nebraska, dove la pena di morte era stata abolita nel maggio 2015 e reintrodotta dopo appena una manciata di mesi con il consenso del 57% dei cittadini

Infine l'Oklahoma, paese forcaiolo (percentualmente ha il numero più alto di esecuzioni in rapporto al numero di abitanti), che ha confermato la sua ferale tradizione con il 67% degli elettori. Dopo questo voto l'Oklahoma è diventato il primo Stato americano che legittima la pena capitale, includendola nella propria stessa Costituzione.

 Eppure lo stesso sondaggio del Pew Research Center, soltanto il 30 settembre scorso, aveva rivelato una sensibile decrescita di consensi verso la pena di morte da parte dei cittadini americani, con il 49% che restava favorevole alla legge dell'occhio per occhio.

All'interno di queste percentuali, come riportato anche dal Comitato Paul Rougeau nel suo ultimo "Foglio di collegamento", è interessante vedere come si pongono le varie categorie della cittadinanza statunitense. Tanto per cominciare, si conferma che la maggioranza dei Repubblicani (72%) continua ad essere favorevole alla pena di morte, mentre solo il 34% dei Democratici lo è. Per quanto riguarda gli "indipendenti", la percentuale è equamente ripartita (45% a favore, 44% contrari).
Anche il sesso, la razza, il credo religioso e il livello culturale fanno pendere il piatto della bilancia da una parte o dall'altra: i maschi sono più favorevoli alla pena di morte delle femmine (55% contro 43%), i bianchi lo sono molto più degli afroamericani e degli ispanici (57%, contro rispettivamente 29% e 36%), i protestanti evangelici sono favorevoli (69%) mentre i cattolici sono quasi equamente ripartiti (43% favorevoli, 46% contrari) e, concludendo la rassegna, le persone che hanno conseguito almeno la licenza della scuola superiore sono meno "forcaiole" di quelle meno colte (43% contro 51%).
Come se non bastasse, però, adesso anche il New Mexico si è messo nella scia della triade di Stati tornati a quei fasti medievali che permettono ai governi di disporre della vita dei propri cittadini. Nel New Mexico la pena di morte era stata abolita da sette anni, ma l'attuale Governatrice repubblicana, Susana Martinez, sta facendo di tutto per ripristinarla, pretendendo che il Parlamento del suo Stato approvi la legge per la reintroduzione già a gennaio

In tema di diritti umani, sembra che negli Usa tutte le più rosee aspettative si siano infrante nella manciata di poche settimane ed ora, con l'avvento di Donald Trump, forse ci sarà da aspettarsi il peggio.

di Marco Cinque

mercoledì 9 novembre 2016

Referendum USA - Passi indietro nell'abolizione della pena di morte in Nebraska, Oklahoma e California

Blog Città per la Vita - Comunità di Sant'Egidio
Referendum USA: Preoccupazione e sconforto tra gli abolizionisti: torna il consenso alle esecuzioni in Nebraska, Oklahoma e California


Insieme alle elezioni presidenziali si sono tenuti ieri negli USA anche tre referendum sull'applicazione della pena di morte che hanno dato risultati sconfortanti, facendo fare al paese parecchi passi indietro rispetto al recente trend abolizionista. 

In Nebraska, si è votato sul rigetto o mantenimento della legge di abolizione della pena capitale che l'assemblea legislativa aveva approvato nel maggio 2015, superando il veto del governatore. Più del 62% dei votanti si è dichiarato a favore del reinserimento della pena di morte nella legislazione dello Stato.

In California, stato mantenitore, si è votato sulla sostituzione della pena capitale con l'ergastolo senza possibilità di grazia (Proposition 62). Inoltre, si è votato sulle norme che regolano appelli e petizioni dei condannati a morte, per ridurre ad un massimo di 5 anni il tempo per esaurirli (Proposition 66) e sull'obbligo di lavoro per i condannati a morte, inteso quale mezzo per indennizzare i famigliari delle vittime. Il 54% dei votanti ha rifiutato di abolire la pena di morte, mentre il 51% ha votato per rendere più rapido il processo di appello dei condannati a morte. 
La California aveva già votato nel 2012 sull'abolizione della pena di morte: allora il 52% dei votanti si era dichiarato contrario.

In Oklahoma la pena di morte è ammessa ma vige una moratoria da ottobre 2015 in attesa di verificare i problemi di alcuni metodi di esecuzione. Ieri si è votato su un emendamento costituzionale che ammette la pena di morte, rifiutando di considerarla punizione crudele ed inumana, e considera costituzionali tutti i metodi di esecuzione, esclusi quelli vietati dalla costituzione federale. Più del 66% dei votanti si è dichiarato a favore della costituzionalità della pena di morte.

domenica 11 ottobre 2015

USA - Pena di morte: Oklahoma conferma sospensione delle esecuzioni

SwissInfo
Sospese tutte le esecuzioni in Oklahoma sino a che "verrà ripristinata fiducia nel sistema".
La decisione è stata presa dello stesso governatore dello Stato, Mary Fallin, dopo le prove emerse sull'uso di un mix di farmaci sbagliati nella esecuzione del gennaio scorso di Charles Frederick Warner.


"È diventato evidente" dopo un rapporto reso noto la scorsa settimana - ha ammesso la Fallin - che in quel caso venne usato acetato di potassio e non cloruro di potassio come stabilito dal protocollo per le condanne a morte dell'Oklahoma.

Secondo i media Usa, un documento della prigione avrebbe invece erroneamente registrato l'uso del farmaco corretto. La droga sbagliata utilizzata - dicono gli esperti - ci mette molto di più nel bloccare il cuore: "Fino a che non recupereremo completa fiducia nel sistema, posporremo ogni esecuzione", ha dichiarato Fallin.

La corte penale dello Stato aveva già ordinato il blocco delle esecuzioni lo scorso 2 ottobre a causa del sospetto uso di farmaci sbagliati, proprio poche ore prima che il condannato Richard Glossip (per salvare il quale aveva scritto una lettera anche Papa Francesco) ricevesse l'iniezione. Ora il governatore ha concordato con la decisione.

sda-ats

venerdì 9 ottobre 2015

Appello Amnesty International - Usa - Oklahoma: Richard Glossip condannato a morte, nonostante i dubbi

Amnesty International
Appello - Data di pubblicazione dell'appello: 06.10.2015

Firma l'appello
Richard Glossip
La condanna a morte di Richard Glossip sarebbe dovuta essere eseguita il 30 settembre, ma è stata rinviata in extremis al 6 novembre a causa dei dubbi sulle sostanze contenute nelle iniezioni letali dopo che l'anno scorso, sempre in Oklahoma un condannato morì dopo tre quarti d'ora di agonia e dolori atroci. La condanna a morte contro Glossib si basa su prove circostanziali e lui continua a dichiararsi innocente.

Richard Glossip, 52 anni, è stato condannato a morte nel luglio 1998 per l'omicidio di Barry Van Treese, il cui corpo è stato trovato il 7 gennaio 1997 in una delle stanze del motel di sua proprietà a Oklahoma City. Al processo, Justin Sneed, che lavorava come addetto alla manutenzione in cambio di una camera libera nel motel, confessò di aver ucciso la vittima, ma dichiarò che Richard Glossip, il direttore del motel, gli aveva chiesto di farlo. Justin Sneed testimoniò contro Richard Glossip al fine di evitare la pena di morte e ora sta scontando una condanna a vita.

Nel 2001, la Corte d'appello dell'Oklahoma ha concesso a Richard Glossip un nuovo processo perché la sua rappresentanza legale durante le udienze era stata "così inefficace da porre dubbi sull'affidabilità del contraddittorio tra le parti". La Corte ha rilevato che non vi era alcuna prova legale contro Richard Glossip e che "l'unica prova diretta" che lo collega al delitto è la testimonianza di Justin Sneed, e che "nessuna prova convincente abbia confermato la testimonianza di Sneed".

Richard Glossip è stato nuovamente processato nel 2004 e di nuovo condannato a morte. Il caso contro di lui ha continuato ad avere solo prove indiziarie. L'accusa ha sostenuto che Justin Sneed dipendeva Richard Glossip e Sneed ha testimoniato che Glossip gli aveva offerto dieci mila dollari per uccidere Barry Van Treese. Nel 2007, la Corte d'appello ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per corroborare la testimonianza di Justin Sneed.

Nel mese di ottobre 2014, la consiglio per la clemenza dell'Oklahoma ha votato all'unanimità contro la clemenza a Richard Glossip. Nel corso dell'audizione, Richard Glossip ha continuare a sostenere la sua innocenza affermando di non aver ne pianificato né partecipato all'omicidio di Barry Van Treese. Il governatore non può commutare una condanna a morte senza una raccomandazione in tal senso dal Consiglio, ma ha l'autorità di concedere una sospensione di 60 giorni.

giovedì 1 ottobre 2015

USA - Pena di morte - Sospese le esecuzioni di Richard Glossip in Oklahoma e di Alfredo Prieto in Virginia!

www.santegidio.org
Papa Francesco aveva scritto una lettera per chiedere l’annullamento delle sentenze per "dare una più chiara testimonianza del valore e della dignità della vita di ogni persona"
L’appello del Papa contro la pena di morte negli Usa sembra iniziare a dare i suoi frutti.

Richard Glossip e Alfredo Prieto
Papa Francesco era intervenuto per salvare la vita a Kelly Renee Gissendaner, ma il suo appello non era stato accolto era la donna è stata eseguita il 29 settembre in Georgia. Le altre due condanne che dovevano essere eseguite il 30 settembre e il 1 ottobre sono state sospese, in Oklahoma e in Virginia.

La lettera di papa Francesco è stata consegnata al governatore dell'Oklahoma, Mary Fallin, dal nunzio in Usa, Carlo Maria Viganò.

Francesco chiede di commutare la pena a Richard Glossip. Nella lettera si afferma che una commutazione della pena a Richard Glossip "darebbe una più chiara testimonianza del valore e della dignità della vita di ogni persona". Francesco quindi esorta il governatore dell'Oklahoma di considerare le parole di Papa Giovanni II secondo cui la pena capitale dovrebbe essere usata solo "in casi di assoluta necessità", che sono "molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti".

In Oklahoma,la governatrice Mary Fallin ha interrotto all'ultimo momento il procedimento per la preparazione dell'esecuzione concedendo un rinvio di 37 giorni. La prossima data fissata è il 6 di novembre. Questi giorni dovrebbero servire per dare modo alle autorità dello Stato di valutare se i protocolli adottati per l’esecuzione rispettino le procedure approvate dalle corti federali. Glossip si è sempre dichiarato innocente.

In Virginia, un giudice federale dello Stato ha bloccato a tempo indeterminato l’esecuzione di Alfredo Prieto che doveva avvenire il 1 ottobre e fissato un’udienza in cui verrà discussa l’adeguatezza dell’uso del pentobarbital, uno dei farmaci usato per l’iniezione letale.

mercoledì 16 settembre 2015

US - Death penalty - Oklahoma delays Richard Glossip execution amid evidence concerns

CNN
An Oklahoma appellate court granted a two-week stay of execution for Richard Glossip just hours before he was scheduled to die Wednesday, granting a temporary reprieve for a man whose lawyers say he is innocent.

 Richard Glossip
The Oklahoma Court of Criminal Appeals issued the order about three hours before Glossip's scheduled afternoon execution for the 1977 death of motel owner Barry Van Treese.

The move came amid concerns, expressed by Glossip's supporters and attorneys, about his trial and the way the state planned to execute him. The appellate court said it needed time to consider several motions that Glossip's attorneys made less than 24 hours before the scheduled execution, including one asking for an evidentiary hearing.

"Due to Glossip's last minute filing, and in order for this court to give fair consideration to the materials included with his subsequent application for post-conviction relief, we hereby grant an emergency stay of execution for two weeks," the court wrote.

The order resets the execution date to September 30.

After the stay was issued, Oklahoma Gov. Mary Fallin issued a statement saying the "court is the proper place for Richard Glossip and his legal team to argue the merits of his case."

"My office will respect whatever decision the court makes, as we have throughout this process," Fallin said.

Glossip's lawyers have been asking Fallin for a 60-day reprieve, based on what they say is new evidence of innocence discovered in the past two weeks.

Glossip was convicted of murder in Van Treese's death, though Glossip wasn't the actual killer.

The man who bludgeoned Van Treese to death, Justin Sneed, testified that Glossip hired him for the murder. But jurors weren't presented with evidence that Sneed gave contradictory accounts to police about what happened, wrote Sister Helen Prejean, who ministers to prisoners on death row.

Prejean also noted what she said was the lack of evidence linking Glossip to the crime.
Concerns with midazolam
Glossip had been scheduled to be the first inmate to be executed in Oklahoma since a bitterly divided Supreme Court allowed the use of the drug midazolam in June.

The drug was used in the highly publicized execution of Clayton Lockett last year. Lockett's execution was one of the longest in U.S. history; he moaned and writhed on the gurney for 43 minutes before dying of a heart attack.

A state investigation linked the problem to the IV lines not being inserted correctly.

But the state did not deem it necessary to change its controversial three-drug formula. Of particular concern is the use of the sedative midazolam, also used in two other executions that went awry: Dennis McGuire agonized for 26 minutes in Ohio, and Joseph Wood gasped more than 600 times and took two hours to die in Arizona.


'Afraid of how they'll kill me'
In a phone interview with CNN's Moni Basu earlier this year, Glossip said he was terrified he will suffer a similar agonizing death for a crime he says he didn't commit.

"I am worried they will botch it again," Glossip said.

Oklahoma upped its dosage of midazolam to 500 milligrams, compared with the 100 milligrams Lockett got.

Glossip, who has spent more than 17 years in a cell near the death chamber, also spoke about the man whose testimony led to his death sentence.

"At first I was angry at Justin, but now I feel sorry for him," Glossip said. "He's afraid of how Oklahoma will kill him if he owns up to what really happened, just like I am afraid of how they'll kill me."

At a clemency hearing for Glossip last year, Van Treese's brother expressed no sympathy for the inmate.

"I will speak for my brother," Kenneth Van Treese said. "'It hurts like hell to have your head bashed in with a baseball bat. Do not feel sorry for the bastard who took my life.'"

mercoledì 29 luglio 2015

USA - Oklahoma - Sister Prejean and Death Penalty foes assert Glossip's innocence

City Sentinel
Sister Helen Prejean recalled a phone call she received last January from Richard E. Glossip, who had "put me down as someone he wanted to be present when he was executed."
Richard E. Glossip
She accepted because, "I don't believe in working quietly or going quietly into that night" even she believes a person scheduled to receive the ultimate sanction of death is guilty. However, "In this case, I believe he is innocent."

Prejean, author of a book that became the motion picture "Dead Man Walking," said Glossip had ineffective counsel at both of his trials.

Discussing a U.S. Supreme Court decision upholding Oklahoma's execution protocols - and thus, clearing the way for Glossip's scheduled September 16 date with death - the nun jabbed at Supreme Court Justice Antonin Scalia for his defense of Oklahoma's legal system in the case of Glossip v. Gross.

At a July 13 press conference hosted by the Oklahoma Coalition to Abolish the Death Penalty (OK-CADP), Prejean said, "I've met Richard Glossip. He should not die."

She sought to persuade Oklahomans that even advocates of capital punishment should not support its imposition in this particular case: "The death penalty that you say you want in Oklahoma is not the death penalty you actually have in Oklahoma."

She continued, "I've come to know the people of Oklahoma. They are decent and good people. I'm out here asking for monetary support, among other things. Sometimes I hear people say 'the lawyers are in it for the money.' That is, that we are hustling."

She reflected that might seem the case, but added, "I am here to tell you that the death penalty in Oklahoma is broken. All over the country wardens and others who once participated in the death penalty have moved against it."

Prejean and others made the case for Glossip's exoneration or a permanent stay of execution, despite the High Court's 5-4 ruling against him and other death row inmates. She encouraged reporters to study an investigative news report posted by "The Intercept" which raises a plethora of questions about the police investigation that led to Glossip's conviction. She said, "This investigative article documents the brokenness of the system."

Continuing, Prejean said, "I feel sorry for juries. All they know is what they hear in the courtrooms."

After the High Court's decision to sustain Oklahoma's protocols, including the use of the drug - as part of the mix of drugs to induce death, Prejean said, "There are only 2 or 3 avenues to stopping this execution. We need a state or federal court to say they will let what is called a 'successor petition' come in."

Prejean encouraged those seeing videos of the press conference or reading news stories about it to visit the website RichardEGlossip.com, to contribute for the costs of researchers, investigators and attorneys to bolster the work of Colorado attorney Don Knight, who also addressed the gathering of reporters.

In a lengthy presentation and in response to questions from the crowd of journalists, Knight pointed to a variety of factors, elements going beyond "reasonable doubt" in the case, that he says have never been explored.

These include the comings and goings of other possible suspects at the hotel where Barry Van Treese was killed. The admitted killer, Justin Sneed, beat Van Treese to death with a baseball bat.

Sneed testified that Glossip paid him to carry out the killing for hire of Van Treese, owner of the Inn where both he and Glossip worked. In exchange for Sneed's testimony, prosecutors did not seek his execution, but supported a life sentence without possibility of parole.

Sneed's testimony and the contrasting treatment of him and Glossip are at the heart of the last-minute push to prevent Glossip's execution, an effort Knight, an attorney from Littleton, Colorado, is now leading.
With Prejean and Knight were two Oklahoma political leaders.

In brief remarks before and after the session with the press, state Rep. George Young said he was less concerned about the Ten Commandments monument on state property than about living the Ten Commandments in the laws passed under the Capitol Dome.

Former state Sen. Connie Johnson, D-Oklahoma City, declared "the innocence of Richard Glossip" ... She characterized the state government's response to the U.S. Supreme Court decision was "disgusting and ironically predictable." She restated opposition to an upcoming state question she described as a means to "constitutionalize the death penalty in Oklahoma."

Johnson asserted Glossip is "an innocent man, like Jesus. "If the state proceeds to murder Richard Glossip the story of Jesus will be repeated."

She passionately encouraged state officials to take a fresh look: "By not executing Richard Glossip we not make an irreversible mistake."

Countering contentions for Glossip's innocence, Donna Van Treese, the widow of Barry Van Treese, told Rick Green of The Oklahoman, "After 2 murder trials, 2 sets of jurors, and 18 long years, we know who murdered Barry, and there is no doubt. They have not been able to find Glossip innocent or any evidence of his innocence. We stand firm as a family to see this until the end."

Progressive/liberal commentator Arnold Hamilton of The Oklahoma Observer, sat near this reporter during the press conference, which drew four television cameras and at least dozen print, online or broadcast journalists.

It was one of the largest non-gubernatorial press events at the seat of Oklahoma government in recent years.

In a column soon after, Hamilton reflected that no one wants "an innocent executed. After all, there are no do-overs if you later determine an individual was wrongly convicted."
Responding to questions, Sister Prejean said Richard Glossip "feels God is close to him."

sabato 18 luglio 2015

I Am an Inmate at the Prison That Obama Just Visited and This Is My Hope

TIME
This article was compiled from a series of emails Evans sent TIME following President Obama's visit to El Reno Federal Correction Institution where Evans is an inmate. Evans was convicted of charges related to crack-cocaine possession and distribution, among other charges, in 1993
I was very excited when I heard that President Barack Obama was coming to visit the federal prison in El Reno, Okla, where I am an inmate. To be honest, I would have been excited to hear the president was visiting any of the prisons within the Federal Bureau of Prisons. He’s demonstrating his focus and commitment to working diligently to create real change within the criminal justice system. I love that he is moving forward with his clemency project to commute sentences for nonviolent criminals. I’m even more excited by his call to Congress to substantially change the system. He’s making history, and I’m glad to be a part of it.

I agree with what President Obama said this week—”America is a nation of second chances.” I look forward to having mine one day. I am currently serving a life sentence for a non-violent drug offense. I was a low-level street drug dealer, and I fully acknowledge that my activities as a teenager and young adult did harm to my community. But I was sentenced as if I were a drug lord. I walked into prison when I was in my 20s, and I am now a few months away from my 50th birthday, a grandfather, and a completely different man.

I have learned a great deal here. I have become a better, more organized, more business-minded, more mature person. I have learned many skills—from cooking to accounting to teaching to making dental prosthetics—that have encouraged me to change.

I have watched landmark Supreme Court cases right wrongs of the past but have no retroactive effect. I have watched Congress pass new drug laws that have no effect on many who have been incarcerated the longest. And I have watched so many leave prison, only to return because the necessary programs, educational opportunities, and community support were not there to assist them.

The one thing that I would tell the president about life inside El Reno is that rehabilitation does not take 20 or 30 years. Prison time as a punishment is one issue, but that punishment should fit the crime. The rest of the time should be used for genuine rehabilitation and correction.

Living in El Reno has forced me to see both the depravity of mankind and simultaneously the incredible missing dynamism within families and communities out there. It has provoked me to not only face my circumstances, but also face my country and ask whether the intentions of federal courtrooms are being met by this facility.

I have applied for clemency, and my application is under review. After Obama’s visit, my hope transformed into more of a confident expectation. Even though the president only spent a very short time here, it seems that he has now made himself a part of the very important struggle for fairness and true justice. Thursday was a very good day for not only me and the men here at El Reno, but also for America.

lunedì 20 aprile 2015

USA - L’Oklahoma eseguirà la pena di morte con l’azoto per asfissiare i condannati

Il Post
In Oklahoma è passata la legge che consente di eseguire condanne a morte utilizzando l'azoto per asfissiare i condannati. Dopo la mancanza di farmaci per le iniezioni letali, gli Stati americani con in vigore la pena capitale stanno cercando nuovi metodi per le esecuzioni
New York - Il governatore dell'Oklahoma, Mary Fallin, ha firmato oggi una legge che consente al suo stato di eseguire condanne a morte utilizzando l'azoto per asfissiare i condannati. "L'Oklahoma condanna a morte gli assassini e i cui crimini sono particolarmente atroci. Io sostengo questa politica e credo che la punizione capitale debba essere eseguita in maniera efficace e senza crudeltà", ha affermato, aggiungendo che "la legge che ho firmato oggi da allo stato dell'Oklahoma un'altra opzione per la pena di morte che rispecchia questo standard".

Dopo le polemiche e la mancanza di farmaci per le iniezioni letali, diversi stati d'America stanno cercando di organizzarsi diversamente per portare a termine le condanne a morte. L'utilizzo dell'azoto "è probabilmente l'idea migliore", ha commentato il deputato repubblicano Mike Christian, promotore della legge. "Al condannato viene messa una maschera - ha spiegato - e viene pompato azoto al posto di ossigeno, il che lo renderà euforico. Poi seguirà una morte indolore". L'azoto è un gas inodore e non tossico e forma il 78% dell' atmosfera, tuttavia diventa letale quando viene respirato in alte concentrazioni, perchè viene a mancare l'ossigeno. L'anno scorso l'Oklahoma era finito nel mirino delle critiche per aver giustiziato Clayton Lockett con un cocktail di farmaci cosiddetto 'pasticciato', che ha inferto al condannato un'agonia di oltre 40 minuti.

martedì 10 febbraio 2015

USA - Pena di morte, Oklahoma: ok camera gas dopo blocco iniezione letale

TGCom24
Lo Stato dell'Oklahoma sta valutando la possibilità di utilizzare le "camere a gas" come metodo per l'esecuzione delle condanne a morte, in attesa che la Corte suprema degli Stati Uniti si esprima sull'uso dei medicinali impiegati per le iniezioni letali. 

Proprio in seguito al ricorso di tre condannati a morte in Oklahoma, la Corte suprema Usa ha deciso di riesaminare la costituzionalità delle nuove combinazioni di farmaci per l'iniezione letale.

giovedì 29 gennaio 2015

USA - Pena di morte, la Corte Suprema ferma tre esecuzioni in Oklahoma

Corriere della Sera
La decisione dopo il ricorso di tre detenuti contro il farmaco utilizzato per il procedimento: potrebbe non essere abbastanza potente da eliminare il dolore

La Corte Suprema USA
La Corte Suprema ha ordinato all’Oklahoma di rinviare le prossime tre esecuzioni previste fino a quando non sarà presa una decisione sul controverso farmaco usato per il procedimento, che potrebbe violare il divieto, imposto dalla Costituzione americana, di punizioni “troppo” crudeli. 

La sentenza arriva dopo il ricorso di tre condannati a morte che si erano rivolti alla Corte per far fermare le esecuzioni, previste da qui a marzo. In attesa della decisione dei giudici, lo stato dell’Oklahoma(che continua a sostenere che il farmaco utilizzato è giusto) voleva comunque procedere con le esecuzioni usando un altro farmaco, ma la Corte Suprema ha respinto la richiesta. Questo significa che Richard Glossip, John Grant e Benjamin Cole, ritenuti colpevoli di assassinio, non andranno nel braccio della morte. Glossip, accusato di aver ordinato l’assassinio del suo capo nel 1997, doveva morire giovedì prossimo. L’esecuzione di Grant era prevista per il 19 febbraio e quella di Cole, accusato di avere ucciso la sua bambina di nove anni, per il 5 marzo.

Sedativo sotto processo
«Si ordina che le esecuzioni, dove è previsto l’uso del midazolam, siano bloccate in attesa della disposizione finale sul caso», si legge nella decisione della Corte Suprema. Lo scorso venerdì i giudici hanno accettato la richiesta dei tre detenuti e deciso di verificare se il sedativo midazolam possa essere utilizzato nelle esecuzioni a seguito dei timori che non produca un profondo stato comatoso e di incoscienza come è accaduto nelle esecuzioni avvenute in Arizona, Ohio e Oklahoma. 

Il caso sarà discusso ad aprile e una decisione è attesa per giugno. Il midazolam è sotto accusa dall’aprile 2014, dopo l’esecuzione di Clayton Lockett: in quel caso il condannato, dato per incosciente, aveva cominciato ad agitarsi e urlare perché la vena dove dove essere iniettato il mix di farmaci letali era scoppiata, poi è morto d’infarto. La Casa Bianca in quell’occasione aveva commentato: «Nel caso di Lockett non sono stati rispettati gli standard di umanità necessari».
[...]

sabato 27 dicembre 2014

USA - Arizona e Oklahoma sfidano Onu. Giudice, ok a iniezione letale: "è più umana della forca"

Ansa
Oklahoma e Arizona sfidano l'Onu: entrambi gli Stati hanno dato nuovamente il via alle esecuzioni, fermate dopo la morte di due condannati sul lettino dell'iniezione letale dopo prolungate agonie. 


"L'iniezione letale è più umana della forca", ha giustificato il verdetto il giudice Stephen Friot della Corte Federale Distrettuale di Oklahoma City. 

La settimana scorsa l'Assemblea Generale dell'Onu aveva esortato gli Stati membri ad adottare una moratoria della pena di morte.

sabato 11 ottobre 2014

Pena di morte, Oklahoma spende 100 mila dollari per la nuova stanza delle esecuzioni, mentre il mondo chiede uno stop

Huffington Post
L'appuntamento con il boia per Charles Warner è il 13 novembre: per il condannato la cui esecuzione fu sospesa in extremis in aprile dopo il fiasco dell'agonia di Clayton Lockett lo Stato dell'Oklahoma ha srotolato il tappeto rosso. Una camera della morte nuova di zecca, dal lettino dell'iniezione letale da 12.500 dollari alla moquette costata poco più di 500 è stata inaugurata in questi giorni e presentata ai giornalisti: una macabra coincidenza mentre gran parte del mondo riflette sull'abolizione delle esecuzioni nella giornata mondiale contro la pena di morte.
Dal segretario generale Ban Ki-moon al ministro degli esteri italiano Federica Mogherini, l'appello unanime è allo stop di una pratica che, come ha detto Ban, "non ha posto nel 21esimo secolo". Mobilitate le Ong, la Comunità di Sant'Egidio che dedica due convegni all'Asia.

Non così in Oklahoma, dove il 29 aprile Lockett ha impiegato 43 minuti a morire inducendo lo Stato a uno stop temporaneo delle esecuzioni: lì, come in 31 altri Stati americani, la pena di morte continua ad aver posto nei codici anche se alcuni di questi stati osservano una moratoria di fatto. Ai reporter condotti in visita nel penitenziario di McAlester, il direttore delle "operazioni sul campo" Scott Crow ha vantato le capacità del nuovo "tavolo operatorio" dotato di un motore elettrico che può alzarsi o abbassarsi per venire incontro "non solo ai bisogni dei testimoni ma alle richieste dei condannati".

Le migliorie della camera della morte sono state ordinate dal direttore del carcere Robert Patton dopo il fiasco di aprile a un costo complessivo di 106 mila dollari e qualche spicciolo. Per le stringhe di cuoio che fermeranno braccia e gambe di Warner in attesa dell'ingresso dell'ago in vena, i contribuenti statali hanno pagato quasi 2.000 dollari. Altri 6.000 dollari sono andati nella macchina per le ecografie che aiuterà il boia a trovare le vene. Sono stati ordinati 34 nuovi aghi (quelli in dotazione prima non erano della giusta misura, ha scoperto l'inchiesta seguita al caso Lockett) e nuove siringhe. Ed è stato anche approvato un nuovo protocollo di esecuzione su cui il penitenziario ha diffuso scarsi dettagli se non per rivelare che il numero dei giornalisti ammessi come testimoni è stato dimezzato: da 12 saranno d'ora in poi appena cinque, una misura necessaria - ha spiegato Crow - per far più spazio al boia nella cosiddetta "chemical room" dove i tecnici della morte somministrano le iniezioni letali.

mercoledì 18 giugno 2014

Usa, Georgia prima esecuzione con iniezione letale dopo stop per orrenda esecuzione in Oklahoma

La Repubblica
La Corte suprema ha autorizzato la condanna a morte, "cancellando" le polemiche sollevate per le sofferenze inferte in Oklahoma ad uno dei condannati, ucciso con il cocktail di farmaci
La Georgia ha eseguito nella notte la prima condanna a morte negli Stati Uniti in sette settimane, dopo quella dell'Oklahoma che aveva sollevato polemiche per le sofferenze inferte al condannato.

Marcus Wellons, 58 anni [...] omicida nel sudest della Georgia.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, poche ore prima, aveva dato il via libera a questa esecuzione, confermando anche il sì ad altre esecuzioni che saranno messe in atto nelle prossime ore sia in Georgia che in Oklahoma.

sabato 10 maggio 2014

USA - Pena di Morte - Oklahoma : moratoria di 6 mesi delle esecuzioni

Zazoom
L'Oklahoma ha deciso una moratoria di sei mesi delle esecuzioni capitali per permettere che si concluda l'indagine sulla morte di Clayton Lockett, ucciso la settimana scorsa da un infarto dopo 43 minuti di atroci sofferenze a seguito di un'iniezione letale rivelatasi inefficace. 

Il ministro della Giustizia dello Stato Scott Pruitt ha infatti accolto la richiesta dell'avvocato di Warner, il condannato che doveva essere messo a morte subito dopo Lockett, di sospendere l'esecuzione fino alla fine dell'inchiesta. 

Secondo i testimoni Lockett ha cominciato ad agitarsi: tremava, mugugnava, cercava di parlare e di sollevarsi. Alle 18.37 un funzionario del penitenziario ha chiuso la tenda davanti al vetro dietro a cui si trovano i testimoni e il medico ha scoperto che qualcosa era andato storto. Alle 19.06, 43 minuti dopo l’inizio dell’esecuzione, Lockett è morto d’infarto.

martedì 6 maggio 2014

Usa, Onu dopo caso Oklahoma: Serve moratoria immediata pena di morte

LaPresse/AP
Ginevra (Svizzera) - Gli Stati Uniti "dovrebbero imporre una moratoria immediata sull'uso della pena di morte e lavorare all'abolizione di questa pratica crudele e disumana". Così il portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Rupert Colville, a seguito dell'esecuzione in Oklahoma di Clayton Lockett. 

Parlando con i giornalisti a Ginevra, il portavoce ha detto che si tratta del "secondo caso di estrema sofferenza causata dal malfunzionamento delle iniezioni letali" negli Stati Uniti quest'anno, dopo il caso dell'esecuzione di Dennis McGuire in Ohio lo scorso 16 gennaio. "L'apparentemente crudeltà di queste recenti esecuzioni semplicemente rinforza la convinzione che che le autorità negli Stati Uniti dovrebbero imporre una moratoria immediata" sulla pena di morte, ha proseguito il portavoce dell'ufficio Onu.

L'esecuzione di Lockett in Oklahoma, aggiunge l'Onu, potrebbe avere violato il diritto internazionale, configurandosi come trattamento crudele, disumano e degradante.

Il condannato a morte è deceduto mercoledì dopo 43 minuti di agonia a seguito di un'iniezione letale andata non nel modo in cui si prevedeva: dopo circa 20 minuti dall'iniezione l'uomo ha cominciato ad avere le convulsioni sulla barella; le autorità hanno fermato allora l'esecuzione e un medico lo ha dichiarato in stato di non coscienza. Lockett è successivamente morto. 

Per quella esecuzione l'Oklahoma aveva usato per la prima volta un nuovo protocollo, utilizzando il sedativo midazolam come primo elemento del cocktail letale.

lunedì 5 maggio 2014

US President Obama calls for death penalty review

BBC News
US President Barack Obama plans to ask Attorney General Eric Holder to investigate problems surrounding the application of the death penalty.


US President Barack Obama called
the botched execution of 
inmate
Clayton Lockett "deeply troubling"
The US leader's announcement comes just days after a botched execution in Oklahoma drew widespread attention.
Mr Obama called inmate Clayton Lockett's prolonged death earlier this week from an improperly delivered lethal injection "deeply troubling".The president said he has conflicting feelings regarding the death penalty.
"This situation in Oklahoma I think just highlights some of the significant problems," Mr Obama told reporters.
Americans should "ask ourselves some difficult and profound questions around these issues", he added.

Mr Obama, trained as a lawyer, said the death penalty is warranted in some cases - including child and mass murder - but its application in the US is problematic.

Buried alive
At issue are evidence of racial bias and potential exoneration of some inmates, he said.


Clayton Lockett succumbed 
to a heart attack after 
his execution was stopped
 




The US leader said he will task Mr Holder with providing "an analysis of what steps have been taken, not just in this particular instance, but more broadly in this area".
Prison officials in Oklahoma inserted lethal drugs into Lockett's groin after failing to find a vein elsewhere.
They took 51 minutes to find a suitable vein and did not realise the one they chose in his groin had collapsed.
The inmate succumbed to a heart attack 10 minutes after his execution was stopped, as he writhed and mumbled.
Lockett had been sentenced to death for shooting 19-year-old Stephanie Neiman and watching as two accomplices buried her alive in 1999.

Ms Neiman and a friend had interrupted the men as they robbed a home.

The problems surrounding Lockett's execution come amid a wider debate over the legality of the three-drug method and whether its use violates guarantees in the US constitution "against cruel and unusual punishment".
US states have encountered increasing problems in obtaining the drugs for lethal injections, amid an embargo by European pharmaceutical firms.

mercoledì 30 aprile 2014

Usa, pena di morte: orrore in Oklahoma per la rottura della vena durante l'iniezione letale

La Repubblica
Il condannato dato per incosciente si agita e urla, poi muore di infarto. Sospesa una seconda condanna a morte
Clayton D. Lockett
New York - Nel penitenziario di McAlester in Oklahoma era prevista una doppia esecuzione, la prima dopo tantissimi anni, decisa tra mille polemiche. Il primo che doveva essere giustiziato alle 6,30 del pomeriggio con un'iniezione letale era un uomo di colore, di nome Clayton D. Lockett. Ha fatto una fine terribile a causa della rottura della vena in cui gli stavano iniettando il mix letale di veleni.

I testimoni raccontano di aver assistito a una scena raccapricciante ed atroce. Tutto sembrava procedere: iniettato l'anestetico, il prigioniero era stato dichiarato dai medici presenti oramai privo di sensi. Ma quando è iniziata la somministrazione del primo dei due farmaci letali il corpo dell'uomo ha cominciato improvvisamente a muoversi, i suoi piedi e le sue braccia ad agitarsi. Ha cominciato a lamentarsi sempre più forte. Con uno scatto Clayton ha tentato anche di sollevarsi, inutilmente.

In una situazione di caos i medici e gli addetti del carcere hanno abbassato la tenda davanti al vetro dietro al quale c'erano i testimoni. Questi ultimi hanno solo potuto ascoltare l'urlo violento con cui l'uomo ha esalato l'ultimo respiro, ucciso da un attacco cardiaco. Lockett era stato condannato per aver sparato a una donna di 19 anni nel 1999 e per averla poi seppellita viva.

A questo punto la seconda esecuzione è stata rinviata. Per almeno 14 giorni, hanno informato i dirigenti del penitenziario, che ora avvieranno un'indagine per capire cosa è successo e perchè. Ma di sicuro la morte di Clayton è destinata a sollevare polemiche, in una fase in cui ricorrere alla pena di morte nei vari stati Usa che lo permettono è diventato sempre più difficile. Questo anche per la decisione di molti Paesi europei di vietare l'esportazione dei farmaci letali, le cui scorte stanno per esaurirsi, costringendo anche a realizzare mix letali 'meno efficaci'. Tanto che qualcuno - forse una provocazione, ma non troppo - ha già proposto un ritorno alla sedia elettrica.