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mercoledì 2 gennaio 2019

Turchia - Dopo 14 mesi scarcerato Taner Kılıç, Presidente onorario di Amnesty International Turchia

Amnesty Italia
Finalmente, dopo oltre 14 mesi di carcere, la sera del 15 agosto il presidente onorario di Amnesty International Turchia, Taner Kılıç, ha potuto riabbracciare la moglie e le loro figlie.


In mattinata un tribunale di Istanbul aveva disposto la scarcerazione del noto avvocato per i diritti umani.

“Siamo felicissimi per questa notizia. C’è voluto oltre un anno di campagne e di mobilitazioni per arrivare a questo punto“, ha dichiarato Kumi Naidoo, nuovo segretario generale di Amnesty International.

Insieme alla gioia e al sollievo, tuttavia, restano dolore, rabbia e una profonda determinazione. Dolore per tutte le cose che Taner si è perso durante la sua crudele prigionia. Rabbia perché le infondate accuse contro di lui e altri 10 difensori dei diritti umani non sono state annullate. Determinazione a continuare la nostra lotta per i diritti umani in Turchia e per il rilascio di tutti gli altri difensori dei diritti umani, dei giornalisti e delle altre persone finite ingiustamente in carcere durante una crudele repressione“, ha aggiunto Naidoo.

Italia - Carcere 2018 "annus horribilis" 67 suicidi, mai così tanti dal 2001 e sovraffollamento (2500 detenuti in più portando a 10.000 le persone oltre la capienza regolamentare)

Il Dubbio
Il 2018 è stato un annus horribilis per le carceri italiane: sessantasette sono stati i detenuti che si sono tolti la vita, superando così gli anni 2010 e 2011 che avevano contabilizzato 66 suicidi.


Solo negli ultimi giorni ci sono stati due detenuti che sono morti nel carcere di Sassari Bancali "Giovanni Bacchiddu": uno è un suicidio, l'altro ancora da accertare.

Ma il 2018 è stato anche l'anno del sovraffollamento. Al 30 novembre, dopo 5 anni, i reclusi sono tornati ad essere oltre 60.000, con un aumento di circa 2.500 unità rispetto alla fine del 2017. Con una capienza complessiva del sistema penitenziario di circa 50.500 posti, attualmente ci sono circa 10.000 persone oltre la capienza regolamentare, per un tasso di affollamento del 118,6%.
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Iraq, rientrati in Russia 30 bambini figli di jihadisti Isis. Ancora sono molti i bambini in carcere con le loro mamme appartenenti all'Isis

AskaNews
Trenta bambini russi, le cue mamme sono in prigione in Iraq perchè appartenenti allo Stato islamico (Isis), hanno lasciato il 30 dicembre Baghdad per tornare in Russia. Lo ha riferito una fonte diplomatica russa, aggiungendo che i padri dei bambini, di età compresa tra i tre e i 10 anni, sarebbero rimasti uccisi nei tre anni di guerra combattuta dall’Iraq contro l’Isis. 



Nei giorni scorsi, il presidente ceceno Ramzan Kadyrov aveva annunciato il rientro dei bambini, precisando che 24 di loro sono originari del Daghestan e altri tre della Cecenia.

Sono circa 100 i bambini e le donne rientrati finora in Russia a partire dallo scorso anno, nell’ambito di un programma sostenuto da Kadyrov.

Decreto sicurezza - Migranti: Orlando sospende la norma che toglie la residenza alla scadenza del soggiorno umanitario compresi i minori.

La Repubblica
Il sindaco di Palermo ha disposto di sospendere la misura che, alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non potranno più iscriversi all'anagrafe. L'esponente del governo replica su Twitter.



Orlando chiede al responsabile dell'anagrafe di "approfondire tutti i profili giuridici anagrafici" che deriveranno dall'applicazione della norma, ma, in attesa di questo approfondimento, scrive il sindaco "impartisco la disposizione di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica".

Alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non potranno più iscriversi all'anagrafe; ma la norma colpisce anche i minori non accompagnati (i quali hanno tutti il permesso di soggiorno per motivi umanitari), e gli stranieri che hanno il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Su Twitter la replica di Salvini: "Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare "disobbedienza" sugli immigrati...", scrive il ministro dell'Interno.

"Il nostro non è un atto di disobbedienza civile né di obiezione di coscienza, ma la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese", dice il sindaco di Palermo. "Siamo davanti ad un provvedimento criminogeno - prosegue Orlando -. Ci sono migliaia, centinaia di migliaia di persone che oggi risiedono legalmente in Italia, pagano le tasse, versano contributi all'Inps e fra qualche settimana o mese saranno 'senza documenti' e quindi illegali. Questo significa incentivare la criminalità, non combatterla o prevenirla".

"E' certo, l'ho già detto più volte, che su alcuni temi, il rispetto dei diritti umani fra questi, il sindaco di Palermo ha una visione ed una cultura diversa da quella del ministro dell'Interno - aggiunge Orlando - ma qui siamo di fronte ad un problema non solo ideologico ma giuridico, non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per 'sicurezza' un intervento che puzza molto di 'razziale'".

martedì 1 gennaio 2019

Sudan: 19 morti e oltre 400 feriti nelle manifestazioni contro il governo

Africa ExPress
Non si arrestano le manifestazioni anti-governative in tutto il Paese. E come accade quasi sempre in Sudan, anche le proteste del 28 dicembre sono state represse dalle forze dell’ordine, che hanno fatto largo uso di gas lacrimogeni e granate stordenti per disperdere i manifestanti.

Le autorità hanno ammesso ieri che durante le manifestazioni sono state uccise diciannove persone, mentre oltre quattrocento avrebbero riportato ferite, tra loro anche centottantasette agenti di polizia.

Omar el-Digeir, un leader della formazione politica all’opposizione, Sudanese Congress Party, è stato arrestato a Omdurman, città situata sulla sponda occidentale del Nilo e secondo esponenti del partito, sarebbe stato portato in un luogo sconosciuto. L’associazione degli scrittori sudanesi ha denunciato che le forze di sicurezza avrebbero fermato il poeta Mohamed Taha giovedì scorso a Khartoum. Finora non è dato sapere dove è detenuto. Anche il network dei giornalisti del Paese lamenta la scomparsa di due suoi membri.

Le proteste sono iniziate il 19 dicembre, dopo l’annuncio del governo di voler triplicare il prezzo del pane. Le rivolte si sono presto diffuse in tutto il Sudan fino a raggiungere anche Khartoum; ora la gente chiede non solo una vita dignitosa, ma anche le dimissioni di Omar al Bashir, al potere dopo il colpo di Stato del 30 giugno 1989, con cui ha rovesciato il primo ministro democraticamente eletto, Sadiq al-Mahdi. Sadiq è rientrato nel Paese dopo diversi periodi in esilo, proprio pochi giorni fa. Sull’attuale presidente pende anche un mandato d’arresto internazionale, spiccato dalla Corte penale internazionale, per crimini contro l’umanità e genocidio, commessi nel Darfur.

Le forze dell’ordine sudanesi hanno anche arrestato un gruppo di studenti “ribelli” originari appunto del Darfour. Secondo Boshara Juma, portavoce del governo: “Era loro intenzione di sparare contro i manifestanti”. I giovani farebbero parte di SLA/Abdel Wahid (Movimento per la Liberazione del Sudan, attivo sopratutto in Darfur) e il ministro dell’Informazione, Mamoun Hassan, ha aggiunto che dieci di essi erano in possesso di quattordici Kalashnikov, mille munizioni e alcuni computer.

Un portavoce dell’ONU ha fatto sapere che Antonio Guterres, segretario generale del palazzo di vetro, sta monitorando con grande preoccupazione la situazione in Sudan ed è particolarmente allarmato a causa dell’escalation delle violenze che hanno causato molti morti. Guterres ha sottolineato che è assolutamente necessario salvaguardare la libertà di espressione e riconoscere il diritto di assemblee pacifiche.

Aristide Nononsi, un esperto indipendente dell’ONU, condanna fermamente l’uso della forza eccessiva della polizia e dell’esercito nei confronti di manifestanti pacifici. “Le forze di sicurezza del Sudan – ha precisato Nononsi – devono proteggere il diritto alla vita dei dimostranti ed evitare l’escalation delle violenze”.

La disperazione della popolazione è alle stelle. L’inflazione ha raggiunto il settanta per cento, mentre la sterlina sudanese ha perso il cento per cento del suo valore. Carenza di pane e benzina sono all’ordine del giorno in molte città del Paese.

Sudafrica, riecco l’apartheid: “Spiagge vietate ai neri” Guardie private pattugliano il litorale. In migliaia protestano a Clifton

La Stampa
I fantasmi del passato sono riapparsi sulla spiaggia di Clifton, una delle destinazioni balneari più pittoresche di Città del Capo. Un migliaio di manifestanti inferociti ha invaso la spiaggia affollata di turisti e bagnanti per protestare contro la decisione di alcuni residenti della zona di contrattare guardie private per bloccare l’accesso al litorale alla popolazione nera. 


La protesta sulla spiaggia di Clifton
Un episodio che ha immediatamente richiamato gli anni bui dell’apartheid, quando proprio la spiaggia di Clifton, così come le altre del litorale Atlantico, erano accessibili solo ai bianchi. 


L’impresa di sicurezza privata ha negato ogni atteggiamento razzista, sostenendo che il divieto di accesso alla spiaggia era stato esteso a tutti, bianchi e neri, per tutelare i residenti delle ville in riva al mare da un presunto stupratore che si aggirava nella zona.

La polizia sudafricana ha confermato che ci sarebbe stato un tentativo di violenza sessuale, ma che la vittima sarebbe riuscita a scappare grazie all’aiuto di alcuni bagnanti. In segno di protesta, gli attivisti, che hanno già lanciato su Twitter l’hashtag #OccupyClifton e #ReclaimClifton, hanno sgozzato una pecora sulla spiaggia in un rituale tribale per cacciare gli spiriti del razzismo insediati in quest’area della città.

La tensione è salita alle stelle quando, alcuni membri dei partiti politici più radicali, si sono scontrati a muso duro con alcuni dei residenti della zona accusati di voler ristabilire il regime segregazionista bianco. «C’è una strategia di fondo mirata a vietare l’ingresso a noi neri, soprattutto quelli che vengono dalle baraccopoli - accusa Chumani Maxwele, uno degli attivisti che ha movimentato le proteste e lui stesso cacciato dalle guardie private - i bianchi ci odiano e vorrebbero tornare al passato quando potevano usufruire indisturbati delle spiagge». Dan Plato, il nuovo sindaco di Città del Capo, ha ribadito che «l’accesso a tutte le spiagge della città è pubblico e libero per ogni gruppo sociale e che non esiste alcun progetto di discriminazione nei confronti dei neri». Secondo quanto affermato da alcuni attivisti che hanno partecipato alle proteste, nella zona, già da tempo, sono in corso discriminazioni nei confronti dei neri, compresi alcuni proprietari di immobili.

L’area di Clifton è una delle più care di Città del Capo ed è costituita principalmente da ville con affaccio sull’Oceano Atlantico, i cui prezzi arrivano fino a 3 milioni di euro. Anche il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa possiede una proprietà, a pochi chilometri di distanza da dove è avvenuto il controverso episodio. 


Molti dei residenti sono cittadini europei che vengono a trascorre le ferie natalizie al caldo dell’estate dell’Africa australe, ma negli ultimi anni è aumentato anche il numero di imprenditori neri che hanno acquistato proprietà immobiliari nell’area. Da mesi, in Sudafrica, è in corso un acceso scontro dialettico sulla proposta della riforma della terra, una misura che mira a ridistribuire parte delle tenute dei latifondisti bianchi alla popolazione nera più svantaggiata. Alla protesta erano presenti anche alcuni membri di Black First Land First, un partito politico che ha come scopo l’occupazione di tutte le zone della città in cui risiede la popolazione bianca, accusata di aver preso con la forza la terra agli indigeni durante la colonizzazione del 1600. Il movimento, consapevole delle tradizionali celebrazioni per l’anno nuovo che si svolgono proprio sulle spiagge di Clifton, ha promesso blitz improvvisi, già a partire dalla Festa per l’Anno nuovo.

Lorenzo Simoncelli

Germania, auto travolge immigrati. La polizia: azione deliberata a sfondo razzista

Sputnic
Stanotte a Bottrop, nel Nord Reno-Westfalia, un'auto, guidata da un cinquantenne, ha travolto alcuni immigrati mediorientali. Lo riferisce l’agenzia DPA.


L'incidente è avvenuto nel centro della città poco dopo la mezzanotte. L'auto ha prima investito due immigrati, un siriano e un afgano, per poi lanciarsi contro una fermata dell'autobus. Il bilancio è di quattro feriti.

L'automobilista, con probabili disturbi psichici, è stato arrestato. La procura ha aperto contro di lui un fascicolo per violenza a sfondo razzista.