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lunedì 13 giugno 2022

Somalia, Etiopia, Kenya, 1,7 milioni di bambini in condizioni di grave malnutrizione, senza interventi la loro vita è in serio pericolo.

Africa Rivista
Una “esplosione di morti infantili” è probabile e imminente nel Corno d’Africa se la comunità internazionale non dovesse intervenire con urgenza per scongiurare tale scenario, garantendo aiuti per gli oltre 1,7 milioni di bambini in condizioni di grave malnutrizione acuti in Somalia, Etiopia e Kenya.


L’allarme è stato lanciato dall’Unicef, i cui operatori hanno raccontato alla stampa a Ginevra di aver incontrato genitori costretti a seppellire i propri figli lungo la strada mentre percorrevano centinaia di chilometri alla ricerca di assistenza medica.


Dopo quattro stagioni consecutive di mancate piogge nella regione orientale del continente africano, situazione che non si registrava da almeno 40 anni, nella sola Somalia sono almeno 386.000 i bambini che hanno urgente bisogno di cure salvavita a causa di una grave malnutrizione. 

Si tratta di una siccità peggiore di quella che colpì il Paese nel 2011, quando in Somalia si contarono 250.000 morti, soprattutto bambini, ha spiegato Rania Dagash, vice direttore dell’Unicef per l’Africa orientale e meridionale. “Le vite dei bambini nel Corno d’Africa sono a maggior rischio anche a causa della guerra in Ucraina e penso sia importante sottolinearlo, perché la sola Somalia importava il 92% del suo grano dalla Russia e dall’Ucraina, ma ora le linee di approvvigionamento sono bloccate”, ha rimarcato.

“Se il mondo non distoglie lo sguardo dalla guerra in Ucraina e non agisce immediatamente, nel Corno d’Africa sta per verificarsi un’esplosione di morti infantili”, ha detto Dagash. Perché il numero di bambini in condizioni di grave malnutrizione acuta è aumentato di oltre il 15% nell’arco di cinque mesi, e oggi in Etiopia, Kenya e Somalia si contano oltre 1,7 milioni di bambini che hanno urgente bisogno di cure. Ma non bastano gli aiuti salvavita, ha aggiunto, occorre investire in misure volte a rafforzare la resilienza, per salvare i mezzi di sussistenza delle persone e impedire loro di dover lasciare le proprie case, in cerca di cibo, acqua e assistenza sanitaria. Anche perché le ultime previsioni meteorologiche mettono in forse anche le piogge della stagione ottobre-dicembre, con la conseguente perdita di altri raccolti e di altri capi di bestiame per il venir meno delle fonti idriche.

Secondo l’Unicef, tra febbraio e maggio di quest’anno il numero di famiglie rimaste senza accesso ad acqua pulita e sicura è quasi raddoppiato, passando da 5,6 milioni a 10,5 milioni. Per aiutare le comunità a resistere alle sempre più frequenti siccità causate dai cambiamenti climatici, i team e i partner delle Nazioni Unite hanno dovuto scavare pozzi ancora più profondi di prima, in alcuni casi fino a due chilometri.

“Stiamo aiutando le famiglie rurali a rimanere dove si trovano garantendo trasferimenti di denaro salvavita per l’acquisto di beni essenziali come cibo, acqua e medicine, nonché beni di sussistenza”, ha detto da parte sua Etienne Peterschmitt, rappresentante della Fao in Somalia, sottolineando che al momento il sostegno richiesto per il 2022 per garantire questa forma di assistenza “non si è ancora completamente concretizzato e centinaia di migliaia di somali corrono un rischio molto reale di morire di fame”.

Stando all’ultima analisi della Fao, 7,1 milioni di persone, ovvero il 45% della popolazione somala, sono in condizioni di grave insicurezza alimentare.

Simona Salvi

domenica 28 gennaio 2018

Venezuela, UNICEF: "con la crisi economica è aumentata la malnutrizione dei bambini"

Blog Diritti Umani - Human Rights
L'UNICEF ha riferito a Ginevra che un numero crescente di bambini soffre di malnutrizione in Venezuela a causa della prolungata crisi economica che colpisce il paese.

Sebbene i dati precisi non siano disponibili perché i dati ufficiali sulla salute e la nutrizione sono piuttosto limitati, vi sono chiare indicazioni che la crisi sta limitando l'accesso dei bambini a servizi sanitari di qualità, medicine e cibo.

"L'UNICEF chiede una rapida implementazione di una risposta a breve termine e coordinata con il governo ei suoi partner per combattere questo flagello, e ribadire il nostro sostegno alla società venezuelana per mitigare il suo impatto", ha detto Christophe Boulierac, portavoce per l'UNICEF.

I dati più recenti sulla malnutrizione nel paese sono stati rivelati dal National Institute of Nutrition nel 2009, quindi la prevalenza di un basso rapporto tra il peso e l'altezza nei bambini sotto i 5 anni è stata del 3,2%. Dati non ufficiali rivelano che questa cifra è aumentata considerevolmente: la ONG Caritas ha rivelato nel 2017 che il rapporto è stato del 15,5%.

"I risultati di questo studio sono localizzati e non rappresentano l'intera popolazione, ma sono un'indicazione del continuo deterioramento dello stato nutrizionale dei bambini", ha aggiunto Boulierac.

Il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha avviato misure per aiutare i bambini, compresa la fornitura di pacchetti mensili di cibo a prezzi accessibili per le famiglie più vulnerabili, trasferimenti di denaro e servizi di nutrizione, tuttavia, è necessario fare di più per invertire il preoccupante declino del benessere nutrizionale dei bambini, ha detto il Fondo per l'infanzia delle Nazioni Unite.

venerdì 9 dicembre 2016

Yemen: UN accusa il mondo di ignorare la crisi. Grave malnutrizione per molti bambini.

Blog Diritti Umani - Human Rights
La tragica situazione della guerra civile in Yemen, sta causando tanti morti tra i civili. La situazione attuale vede la popolazione in una grave mancanza di cibo e assistenza sanitaria che hanno colpito molti i bambini riducendoli in condizioni di grave malnutrizione e con molti decessi.



Uno dei tanti bambini malnutriti colpiti dalla grave crisi umanitaria nelle Yemen
La guerra dimenticata nelle Yemen trova finalmente visibilità in un reportage della BBC che riporta l'appello dell'ONU sulla gravissima condizione di questo paese. 
Le immagini sono sconvolgenti ed è doveroso pubblicarle.

A questo link l'articolo delle BBC con latro foto e video: 
Yemen conflict: UN official accuses world of ignoring crisis

domenica 24 gennaio 2016

14 milioni di persone a rischio fame in Africa. Il programma DREAM e la lotta alla malnutrizione

DREAM - Comunità di Sant'Egidio
Cresce la preoccupazione per la sicurezza alimentare in Africa australe, dove secondo un allarmante rapporto del WFP si stima che circa 14 milioni di persone siano a rischio fame, a causa della prolungata siccità che ha colpito la regione. 

Sono gli effetti a lungo termine del fenomeno climatico El nino, che provoca un riscaldamento della temperatura superficiale dell’oceano nel Pacifico orientale e centrale ogni 5 anni circa, generando effetti a catena in tutto il mondo. Questa volta gli effetti sono stati particolarmente forti, tanto da causare già dallo scorso anno una riduzione del raccolto. 

Adesso è il periodo della semina, ma le piogge sono state scarsissime. In queste aree, il periodo tra gennaio e marzo è conosciuto come la stagione magra, cioè prima che arrivi il nuovo raccolto di aprile. Le zone più colpite dalla siccità sono il Malawi, dove 2,8 milioni di persone sono a rischio fame, il Madagascar, lo Zimbabwe, il Mozambico e lo Swaziland. I prezzi dei principali prodotti sono saliti a causa della scarsità dell’ultimo raccolto, il prezzo del mais in Malawi è salito del 73% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Il WFP chiama all’azione governi, partner internazionali e tutte le organizzazioni coinvolte, al fine di essere preparati ad estendere i programmi di assistenza e a supportare la popolazione in questo momento critico.

Il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio è attivo da 15 anni nella lotta alla malnutrizione nei dieci paesi africani in cui è presente; negli anni si è creata una rete di supporto in contesti urbani e rurali molto diffusa ed efficace che ha permesso in intervenire rapidamente in momenti di crisi alimentare.

Il più recente è stato il caso del Malawi: a febbraio 2015 la Comunità di Sant’Egidio ha portato aiuti alimentari alle zone colpite da l’alluvione; gli aiuti hanno interessato più di 5000 famiglie nelle zone di Mangochi, Balaka, Zomba, Phalombe, Thyolo e Blantyre.

Il programma DREAM inoltre gestisce tre centri nutrizionali in Africa per il contrasto alla malnutrizione infantile fornendo assistenza nutrizionale quotidiana a circa 3.000 bambini, assicurando il loro sviluppo psicofisico.

Inoltre, la Comunità di Sant’Egidio supporta centri di cura per 130.000 persone con HIV nel continente, di cui circa il 20% necessita di supporto nutrizionale a causa delle condizioni cliniche e di povertà.

Il recente rapporto del WFP è preoccupante poiché disegna uno scenario critico in un contesto come quello africano già molto colpito dall’insicurezza alimentare. I fondi per la lotta alla malnutrizione sono invece andati progressivamente calando nonostante l’obiettivo “Zero Hunger” faccia parte dei 17 obiettivi globali che ci si prefigge di raggiungere entro il 2030.

sabato 3 ottobre 2015

Yemen: Unicef, almeno 500 bambini morti in sei mesi di guerra - Allarme malnutrizione per 1,7 milioni di bambini

AnsaMed
Roma - In Yemen, negli ultimi 6 mesi, oltre 500 bambini sono morti e oltre 700 sono rimasti feriti a causa delle incessanti violenze. Lo denuncia l'Unicef sottolineando, inoltre, che sono almeno 1,7 milioni i piccoli a rischio denutrizione. Nel paese - sottolinea in una una nota - circa 10 milioni di bambini, l'80% della popolazione del paese sotto i 18 anni, ha bisogno di urgente assistenza umanitaria, con oltre 1,4 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. 


Bambini yemeniti
"Ogni giorno che passa, i bambini vedono le proprie speranze e i propri sogni per il futuro infranti," ha dichiarato Julien Harneis, Rappresentante Unicef in Yemen. "Le loro case, scuole e comunità vengono distrutte e le loro vite sono sempre più minacciate da malattie e malnutrizione", ha aggiunto. 

Nel 2015, il numero di bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione acuta grave è triplicato, 537.000 bambini sono adesso a rischio, rispetto ai 160.000 prima del conflitto e si stima che almeno il doppio dei bambini sotto i 5 anni, in totale 1,2 milioni, soffriranno di malnutrizione acuta moderata, rispetto ai 690.000 prima della crisi. 

L'Unicef e i suoi partner hanno garantito accesso ad acqua pulita per 3 milioni di persone, squadre mobili sanitarie hanno contribuito a distribuire vaccini per il morbillo e la polio ad oltre 5 milioni di bambini. Circa 93.5000 bambini hanno ricevuto cure per la malnutrizione acuta grave e oltre 520.000 hanno potuto conseguire gli esami scolastici, aggiunge l'Unicef invitando a sostenere la campagna "Non è un viaggio. E' una fuga. Aiuta i bambini in pericolo".

lunedì 14 aprile 2014

Fame di giustizia · In Sud Sudan 250.000 bambini rischiano di essere colpiti da malnutrizione acuta grave

Osservatore Romano
I cittadini più piccoli della Nazione più giovane del mondo rischiano di morire di fame se non verranno prese misure adeguate il prima possibile. 
Si stima che nel Sud Sudan, entro la fine del 2014, circa 250.000 bambini saranno colpiti da malnutrizione acuta se non si interverrà in modo mirato e tempestivo. È questo il drammatico scenario denunciato ieri dall’Unicef che ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché adotti le opportune strategie per fronteggiare l’emergenza. Attualmente nel Paese oltre tre milioni e mezzo di persone sono a rischio di grave insicurezza alimentare: di questi, circa 740.00 sono bambini sotto i cinque anni. Molti di questi piccoli stanno da tempo mangiando cibi chiamati «di carestia», come bulbi ed erbe. «Purtroppo il peggio deve ancora venire» ha ammonito Jonathan Veitch, rappresentante dell’Unicef in Sud Sudan. Se il conflitto continua e gli agricoltori perderanno la stagione della semina, la malnutrizione infantile arriverà a livelli mai raggiunti prima.

sabato 4 gennaio 2014

Siria: Ong; 12 muoiono per malnutrizione, tra loro anche 8 detenuti della prigione di Aleppo

Ansa
Almeno 12 persone sono morte per malnutrizione e mancanza di cure nelle ultime 48 ore in Siria. 



Lo riferisce oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che tra le vittime ci sono anche otto detenuti delle prigione di Aleppo. L'ong ha lanciato un appello alle organizzazioni umanitarie a recarsi nel penitenziario per portare cibo e aiuti medici.

Le ultime quattro vittime si sono registrate nel campo rifugiati di Yarmuk a Damasco (tre, persone tra cui una donna incinta) e ad Homs.