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lunedì 25 febbraio 2019

Dopo la Conferenza Internazionale "Human Fraternity" di Abu Dhabi, lo Sheykh di al-Azhar, Ahmed al-Tayyeb invia una lettera a Sant'Egidio

santegidio.org
A seguito della Conferenza Internazionale "Human Fraternity" di Abu Dhabi, conclusa con l'importante documento sulla "Fratellanza Umana per la pace e mondiale e la convivenza comune" firmato con papa Francesco, Ahmed al Tayyeb, sheykh di Al Azhar, ha scritto una lettera ad Andrea Riccardi sottolineando l'importanza del lungo rapporto di dialogo e di fraternità con la Comunità di Sant'Egidio. 

Nella lettera, Al Tayyeb esprime la sua gioia e gratitudine per la "fedele amicizia" e per "la perseveranza nel rafforzare i vincoli di fraternità che hanno posto le basi alla realizzazione del documento sulla "Fraternità umana" di Abu Dhabi."

La Comunità di Sant'Egidio esprime la sua gratitudine per questa lettera e per un'amicizia che data da circa 10 anni, in cui sono state numerose le occasioni di incontro e di dialogo, nonchè momenti significativi come la partecipazione agli Incontri Internazionali di Preghiera per la Pace e la visita al luogo dell'attentato al Bataclan, a Parigi.

Il Cairo, 20 febbraio 2019

Mio caro fratello, professor Andrea Riccardi,
le porgo i miei cordiali saluti.

Con l'occasione della visita di padre Vittorio e della nostra sorella la professoressa Paola Pizzo, desidero inviare i miei saluti più calorosi a lei e a quanti lavorano con lei nella Comunità di Sant'Egidio.

Desidero felicitarmi per la vostra fedele amicizia e la vostra fraternità sincera delle quali ci avete ricolmato lungo gli anni passati in cui siamo stati lieti di conoscervi.

Allo stesso modo apprezziamo in voi la perseveranza nel rafforzare i vincoli di fraternità che hanno posto le basi alla realizzazione del documento sulla "Fraternità umana" di Abu Dhabi.

Chiedo a Dio che ci conceda di aiutarci tutti a portare a compimento il cammino dell'incontro, del dialogo e della relazione gli uni con gli altri per aprire vasti orizzonti all'ombra della nostra salda amicizia.

Vi prego di non dimenticarci nelle vostre preghiere.

Ahmed al-Tayyeb
Sheykh di al-Azhar

martedì 21 marzo 2017

Giornata contro il razzismo, Marco Impagliazzo: ''Contrastare l’intolleranza con il dialogo e l'integrazione''

www.santegidio.org
Si celebra il 21 marzo, la Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a ricordo del massacro di Shaperville, dove il 21 marzo 1960 la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l’apartheid.



"La giornata - commenta il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo - sia occasione di riflessione sulle crescenti manifestazioni di intolleranza e violenza che, recentemente, hanno colpito nel nostro Paese stranieri e Rom, ma anche soggetti deboli, come senza dimora e anziani".
"Antidoto al razzismo - aggiunge Impagliazzo - è un lavoro lungimirante e tenace per favorire il dialogo e l’integrazione, sia da parte delle istituzioni che da parte della società civile. In un’Europa, attraversata da sentimenti populisti, è necessario più che mai investire sulla cultura del vivere insieme".

sabato 12 novembre 2016

Delegazione del mondo islamico nella sinagoga Roma, sì a dialogo

AnsaMed
Roma - No alla violenza sì al dialogo tra fedi. La Sinagoga di Roma apre le sue porte a una delegazione multi confessionale proveniente dal Bahrain e da altri Paesi arabi: esponenti delle chiese orientali, ortodossi, buddhisti, sikh, sciiti ma anche della società civile provenienti soprattutto dal Bahrein, Egitto e Libano. 


Insieme, allo scopo di ribadire l'impegno delle religioni nel promuovere valori condivisi di pace e tolleranza. A riceverli, il Rabbino Capo, Riccardo Di Segni e la presidente della Comunità ebraica romana, Ruth Dureghello. "Quello di oggi - ha detto Di Segni - è un incontro molto importante, che apre il nostro cuore alla speranza". Dal Tempio Maggiore, ha ricordato, "si è aperta la strada al dialogo tra cattolici ed ebrei" che ha portato "alla visita di tre Papi. E' il momento che si apra anche alle altre religioni"

Un messaggio raccolto dai vari esponenti musulmani presenti, guidati dall'imam francese di origini tunisine, Hassen Chalgoumi. "Siamo qui per dire no alla barbarie e all'odio - ha ribadito l'imam di Drancy - e per lanciare un segnale chiaro: siamo più forti di loro e non ci faremo separare". 

Dalla Sinagoga di Roma, "torniamo a dire no alla violenza, ma anche no a qualsiasi associazione dell'islam al terrore". Un messaggio di pace e un omaggio "alle 130 vittime del Bataclan", massacrate negli attacchi terroristici che hanno insanguinato Parigi la notte del 13 novembre di un anno fa, ha sottolineato l'imam noto Oltralpe per le sue posizioni di apertura al dialogo interreligioso, in particolare a quello fra ebrei e musulmani, tanto da essere definito 'l'imam degli ebrei'. 

Un esempio di convivenza pacifica, ha poi concluso, "è proprio il Bahrain", Paese da cui giunge la maggior parte dei componenti della delegazione. "Il Bahrain è un messaggio di speranza, dove esistono chiese e sinagoghe e dove musulmani, cristiani, ebrei, sikh e buddisti convivono pacificamente". 

"Dal 1948 - ha ricordato dal canto suo il segretario generale della Bahrain Federation of Expatraite Associations, siamo riusciti a celebrare in Bahrain la festa di Hannukkah. Segno dell'apertura del piccolo Regno. Per abbattere muri e rimuovere le paure, l'istruzione è la chiave". Di un nuovo passo avanti nel dialogo tra ebrei e musulmani ha parlato poi la presidente della Comunità ebraica romana, Ruth Dureghello. Si tratta - ha detto - di "un'esperienza unica e siamo molto onorati che questa delegazione sia stata accolta nella nostra Sinagoga, perché speriamo che proprio da Roma questo messaggio possa essere inviato a tutta l'Europa".

di Cristiana Missori

venerdì 19 agosto 2016

Le comunità arabe in Italia al Papa: invitiamo i cristiani in moschea l’11 settembre

Vatican Insider
Dopo l’iniziativa “Musulmani a messa” ora è il turno dei luoghi di culto islamici
Le Comunità del mondo arabo in Italia e il movimento internazionale «Uniti per unire» chiedono a Papa Francesco di rispondere all’appello #Cristianinmoschea per una preghiera interreligiosa l’11 settembre, anniversario dell’attentato alle torri gemelle di New York, che cade un giorno prima della festività islamica dell’Eid.

«Chiediamo alle moschee d’Italia di aprire le porte ai visitatori cristiani e laici, dalle 17 alle 20, per condividere con loro questa festività con un invito alla pace e alla conoscenza rivolto a tutte le religioni. Oltre 35 mila italiani stanno aderendo al nostro appello», afferma Foad Aodi, focal point per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà (Unaoc) e Presidente delle Comunità arabe in Italia e di «Uniti per unire». L’iniziativa «Cristiani in moschea» ripropone a parti invertite quella dei «Musulmani in chiesa», che il 31 luglio scorso ha portato oltre 23 mila islamici in diverse chiese italiane a pregare con i cristiani per le vittime del terrore.

«Ora - afferma Aodi - è il turno delle moschee. Vogliamo abbattere il muro della paura con la forza del dialogo. Alcune provocazioni come il caso- burkini - prosegue Aodi - stanno lasciando il campo a una serie di proposte concrete come l’istituzione di un albo per gli Imam e il censimento delle moschee. Seguendo questa linea vogliamo condividere la festività dell’Eid con tutti quanti si uniranno al nostro appello».

Aodi ribadisce la necessità di un impegno «perché, come abbiamo già dimostrato, la voce della conoscenza, della cultura, dell’istruzione senza confini e della buona informazione é più forte di quella dell’ignoranza e della strumentalizzazione; la voce del dialogo è più forte di quella della paura; la volontà di costruire un futuro di pace deve superare la volontà di chi costruisce muri di pregiudizi e di fobie, di chi dissemina terrore e morte in nome della religione». Aodi interverrà domenica 21 agosto alla messa del mattino celebrata presso la parrocchia di San Giuseppe a Cesenatico per illustrare l’evento dell’11.

martedì 24 maggio 2016

Parigi - Incontro “Oriente e Occidente, dialoghi di civiltà” - Riccardi: «Serve il dialogo di civiltà plurali»

Avvenire
Pubblichiamo ampi stralci della relazione che Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, svolgerà stamani a Parigi durante l’incontro “Oriente e Occidente, dialoghi di civiltà” cui prenderà parte il grande imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib.
"La continuazione del dialogo tra Oriente e Occidente, nonostante le difficoltà, si deve a una volontà tenace di non far cadere i ponti, ma anche alla decisione di continuare a costruire simpatia e scambi d’idee. A tempi fissi, vogliamo fare il punto sul confronto tra due civiltà. Il nostro lavoro è stato definito bene, a Firenze, un anno fa, dal gran imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayyib: «La piattaforma comune per la complementarietà ». E aggiungeva che tra le due civiltà «non ci sono alternative alla solidarietà». Per questo, passo dopo passo, vogliamo sviluppare una piattaforma allargata della complementarietà. Dialogo vuole dire abbandonare l’arroganza e il sospetto, come al-Tayyib diceva a Firenze. 

domenica 7 giugno 2015

Firenze - L’offensiva del dialogo con i capi religiosi da tutto il mondo. La proposta di Sant'Egidio

gonews.it
Firenze al centro di “un’offensiva del dialogo”. La Comunità di Sant’Egidio propone lunedì 8 giugno e martedì 9 giugno un incontro internazionale a Firenze, con la partecipazione delle massime autorità religiose del mondo sunnita, guidate dal Grande Imam di Al Azhar (Il Cairo), Ahmad Mohammad Al-Tayyeb, alla sua prima visita ufficiale in Europa. 

Il Comune di Firenze è copromotore dell’evento. La conferenza internazionale “Oriente e Occidente, dialoghi di civiltàsi svolgerà l’8 pomeriggio in Palazzo Vecchio (Salone dei Cinquecento, ore 16) e martedì 9 giugno mattina in Palazzo Medici Riccardi (ore 9.30, Sala Luca Giordano). 

Non si tratta – spiega il Presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo – di un incontro interreligioso, ma di dialogo tra culture, che darà occasione al Grande Imam e ad altre importanti autorità musulmane di spiegare il volto di un Islam tanto diverso da quello presentato oggi dall’Isis e dall’oscurantismo violento” predicato per alimentare i conflitti: “Per togliere acqua a questi movimenti occorre non cedere alla rassegnazione, manifestata in molti casi dalla comunità internazionale di fronte alle guerre in corso in Siria e in Iraq, e al contrario portare avanti un’offensiva di dialogo ”. 

A dialogare con queste prestigiose voci dell’Islam sunnita saranno a Firenze, oltre al fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, alcuni esponenti politici e istituzionali europei tra cui Romano Prodi e il segretario generale dell’European External Action Service, Alain Le Roy. “Questo incontro – osserva il Sindaco di Firenze Dario Nardella – si pone contrmibraocorrente perché punta a dissipare pregiudizi vecchi nuovi, alcuni sedimentati nei secoli, altri più recenti: sono come una patina sui nostri occhi e hanno fatto pensare che lo scontro fosse un destino inevitabile. Crediamo invece che il presente e il futuro siano vivere insieme e insieme, Oriente e Occidente, riscoprire radici e orizzonti comuni. Il Comune di Firenze sarà parte attiva in questo difficile compito. Sono lieto che questo incontro si svolga a Firenze, culla dell’Umanesimo, che accoglie con entusiasmo e con uno sguardo carico di attese e prospettive quanti, lunedì e martedì prossimi, verranno a confrontarsi nei Dialoghi di Civiltà”. Alla conferenza internazionale collabora anche la Città Metropolitana di Firenze che ospita la seconda sessione dell’incontro. 




lunedì 26 agosto 2013

La Chiesa in Tunisia proclama una giornata di preghiera e di pace per il mondo arabo

Agenzia Fides
La cattedrale cattolica di Tunisi
Tunisi - La comunità cattolica tunisina ha proclamato una giornata di preghiera e digiuno per la pace, domenica 25 agosto, in solidarietà con le popolazione dei Paesi arabi sconvolti dalle violenze e dall'instabilità.

Lo afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides, firmato da S.E. Ilario Antoniazzi, Arcivescovo di Tunisi. “La nostra Chiesa segue con sofferenza gli avvenimenti dolorosi o instabili che accadono in diversi Paesi arabi, del Medio Oriente e dell’Africa” si legge nel documento. “Crediamo che Dio è il Signore della Storia, e attraverso la fede sappiamo che, anche attraverso le difficoltà, tutto contribuisce al bene di coloro che lo amano sinceramente”.
“Sappiamo anche che il Cuore Misericordioso del Signore non è mai indifferente nei confronti di alcuna sofferenza”.
“Basandoci su questa certezza- continua il comunicato- in solidarietà con tutti i nostri fratelli che soffrono, cristiani o musulmani, chiediamo alle nostre comunità di: consacrare domenica prossima (25 agosto) alla preghiera e al digiuno per la pace; di esortare nelle omelie di domenica a prendere parte all’iniziativa; di proporre a nostri fratelli e sorelle malati di offrire al Signore le loro sofferenze per la pace
“Che attraverso l’intercessione della Vergine Maria, Madre del Signore, Nostra Madre, e Regina della Pace, il Signore ci benedica e benedica ciascuno dei nostri Paesi” conclude Mons. Antoniazzi. (L.M.)