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martedì 6 marzo 2018

Omicidio Firenze, lo sfogo dei senegalesi: "Salvini vende odio e questo è il risultato"

La Repubblica
"Abbiamo minimizzato il fascismo fino a ritrovarcelo nel governo e questo è il risultato. Salvini ha venduto il suo odio a tutto il Paese. Dopo Macerata ci dicono di stare calmi, ma qualcosa non va". 



Mentre una trentina di senegalesi hanno occupato il ponte dove il 65enne Roberto Pirrone ha ucciso il senegalese Idy Diene, Pape Diaw, per anni referente della comunità del Sengal a Firenze e attivista per i diritti dei migranti, sfoga la sua rabbia davanti ai connazionali:

"Dicono che non c'è un movente razziale? Ma di tutte le persone, come mai ha beccato un nero? Qui un bianco ha preso la pistola e ha ammazzato un nero e mi dicono che non è razzismo. Ditemi voi cos'è". 
Il console onorario invita alla calma: "I senegalesi reagiranno con la consapevolezza tipica di questo popolo"

Andrea Lattanzi

domenica 7 giugno 2015

Firenze - L’offensiva del dialogo con i capi religiosi da tutto il mondo. La proposta di Sant'Egidio

gonews.it
Firenze al centro di “un’offensiva del dialogo”. La Comunità di Sant’Egidio propone lunedì 8 giugno e martedì 9 giugno un incontro internazionale a Firenze, con la partecipazione delle massime autorità religiose del mondo sunnita, guidate dal Grande Imam di Al Azhar (Il Cairo), Ahmad Mohammad Al-Tayyeb, alla sua prima visita ufficiale in Europa. 

Il Comune di Firenze è copromotore dell’evento. La conferenza internazionale “Oriente e Occidente, dialoghi di civiltàsi svolgerà l’8 pomeriggio in Palazzo Vecchio (Salone dei Cinquecento, ore 16) e martedì 9 giugno mattina in Palazzo Medici Riccardi (ore 9.30, Sala Luca Giordano). 

Non si tratta – spiega il Presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo – di un incontro interreligioso, ma di dialogo tra culture, che darà occasione al Grande Imam e ad altre importanti autorità musulmane di spiegare il volto di un Islam tanto diverso da quello presentato oggi dall’Isis e dall’oscurantismo violento” predicato per alimentare i conflitti: “Per togliere acqua a questi movimenti occorre non cedere alla rassegnazione, manifestata in molti casi dalla comunità internazionale di fronte alle guerre in corso in Siria e in Iraq, e al contrario portare avanti un’offensiva di dialogo ”. 

A dialogare con queste prestigiose voci dell’Islam sunnita saranno a Firenze, oltre al fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, alcuni esponenti politici e istituzionali europei tra cui Romano Prodi e il segretario generale dell’European External Action Service, Alain Le Roy. “Questo incontro – osserva il Sindaco di Firenze Dario Nardella – si pone contrmibraocorrente perché punta a dissipare pregiudizi vecchi nuovi, alcuni sedimentati nei secoli, altri più recenti: sono come una patina sui nostri occhi e hanno fatto pensare che lo scontro fosse un destino inevitabile. Crediamo invece che il presente e il futuro siano vivere insieme e insieme, Oriente e Occidente, riscoprire radici e orizzonti comuni. Il Comune di Firenze sarà parte attiva in questo difficile compito. Sono lieto che questo incontro si svolga a Firenze, culla dell’Umanesimo, che accoglie con entusiasmo e con uno sguardo carico di attese e prospettive quanti, lunedì e martedì prossimi, verranno a confrontarsi nei Dialoghi di Civiltà”. Alla conferenza internazionale collabora anche la Città Metropolitana di Firenze che ospita la seconda sessione dell’incontro. 




lunedì 30 marzo 2015

Detenuto italiano, 45 anni si suicida nel carcere di Sollicciano, aveva paura per sua incolumità in libertà

La Repubblica
45 anni, italiano, si è suicidato. Aveva manifestato preoccupazione per la sua incolumità una volta in libertà
[...]

"Si tratta - afferma Beneduci dell'Osar - dell'ennesimo grave episodio occorso presso il centro clinico di Firenze Sollicciano. Il detenuto suicidatosi questa notte sembrerebbe avesse manifestato più volte il proprio disagio e preoccupazioni per la propria incolumità fisica una volta uscito dal carcere, tant'è che ne sarebbe stato chiesto più volte il trasferimento ad altra struttura della regione senza concreti riscontri da parte del competente

provveditore regionale".

"Peraltro - conclude Beneduci - i dati in nostro possesso darebbero la Regione Toscana quale quella con il più alto numero di morti in carcere, benché non con il più alto numero di detenuti presenti, ma nessuno ha mai ritenuto di approfondire ed accertare le responsabilità del caso anche rispetto alle modalità di gestione/organizzazione degli istituti di pena toscani".