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lunedì 3 settembre 2018

Svizzera, 3000 manifestanti chiedono alle città svizzere più accoglienza ai migranti.

Tio
L'associazione Seebrücke chiede alle città svizzere maggiore impegno nell'accogliere i migranti.

Zurigo - Oltre 3 mila persone si sono radunate oggi a Zurigo per chiedere corridoi umanitari sicuri a favore dei migranti e la depenalizzazione delle azioni di salvataggio in alto mare da parte delle Ong. L'associazione internazionale "Seebrücke", domanda anche in una nota odierna che le città svizzere si impegnino ad accogliere i fuggiaschi.

Stando agli organizzatori, la politica non può più far finta di nulla di fronte alle morti in mare. La Svizzera deve decidersi ad accogliere più persone, invece di pensare solo ad espellerle verso l'Italia.

Per Thomas Nuding, capitano della nave "Sea-Eye" che opera nel Mediterraneo, i salvataggi in mare non rappresentano un crimine, bensì un dovere umanitario. La cooperazione con la sedicente guardia costiera libica va interrotta e le navi delle Ong bloccate illegalmente devono poter riprendere il loro lavoro.

domenica 2 settembre 2018

Open Arms, ultima Ong a sud dell'Italia va via! Farà salvataggi di fronte alla Spagna

Corriere della Sera
Via anche l'ultima Ong rimasta nel Mediterraneo centrale, d'ora in poi opererà davanti alla Spagna.


Da oggi davanti alla Libia non c'è più nessuna ong a soccorrere i migranti dai naufragi delle carrette della disperazione. Anche Open Arms vira dallo specchio di mare di fronte al paese nordafricano, punto d'imbarco verso l'Italia: l'ong protagonista di accesi scambi di accuse via social con Matteo Salvini e del recupero in mare a metà luglio di Jospephine, la profuga con lo sguardo scioccato rimasta in acqua per ore insieme ai cadaveri di una madre e del suo figlioletto, annuncia che cesserà i salvataggi nel Mediterraneo centrale e si ritirerà in Spagna, per colpa della "criminalizzazione delle organizzazioni non governative".

"Siamo in balia della speculazione politica - ha dichiarato qualche giorno fa al Corriere il fondatore Oscar Camps, l'Unione europea alimenta i populismi: pagano Erdogan, milioni di euro, pagano la Libia, e i trafficanti siamo noi". 

Una nuova vittoria dunque per il ministro dell'Interno, che già lunedì, dopo l'annuncio del rientro a Marsiglia della Aquarius (la nave di SOS Mediterranée e Medici senza Frontiere che ha effettuato due importanti salvataggi quest'estate), aveva cinguettato: "Abbiamo fatto più noi in tre mesi di governo che il Pd in 5 anni. Andiamo avanti senza paura, non saranno inchieste o minacce a fermarci". L'altra nave dei volontari francesi, la Lifeline, è tuttora sequestrata a La Valletta.

In Spagna la nuova frontiera dell'immigrazione - "Nelle prossime settimane ci uniremo alle operazioni di salvataggio nello Stretto di Gibilterra e nel Mare di Alboran" che separano Marocco e Spagna, si legge nel comunicato di Open Arms, arrivata a un passo dalla denuncia nel braccio di ferro col Viminale e costretta per tre volte, tra giugno e agosto, a far sbarcare i migranti a Barcellona, Palma di Maiorca e Algesiras anziché sulle nostre coste.

"L'avvio di politiche disumane ha provocato non solo la chiusura dei porti di Italia e Malta - prosegue la nota, ma la paralisi di numerose organizzazioni umanitarie, come pure l'aumento del flusso migratorio verso il sud della Spagna". Superando Italia e Grecia, la penisola iberica è diventata quest'anno la prima porta di accesso all'Europa per i richiedenti asilo. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, da gennaio ne sono arrivati circa 28mila a bordo di imbarcazioni di fortuna, tanti quanti erano ne sono arrivati in tutto il 2017.
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Giuseppe Gaetano

Il Papa: l'accesso all'acqua è un diritto umano, il mondo ha un debito con i poveri

Globalist
La denuncia di Francesco nella IV Giornata mondiale dedicata alla difesa del Creato sul tema del rispetto e dell'accesso all'acqua


Lui è odiato dai cristiani amanti del capitalismo, da quelli che non disdegnano il razzismo e dai fanatici dei muri che non sopportano l'accoglienza.

C'è stata una forte denuncia di papa Francesco nella IV Giornata mondiale dedicata alla difesa del Creato sul tema: 

'L'acqua, particolarmente in due aspetti: il rispetto dell'acqua come elemento prezioso e l'accesso all'acqua come diritto umano': "Dobbiamo riconoscerlo: non abbiamo saputo custodire il creato con responsabilità. La situazione ambientale, a livello globale così come in molti luoghi specifici, non si può considerare soddisfacente".
In particolare, il Papa, nella Giornata da lui voluta che, come ricorda, "la Chiesa Cattolica da alcuni anni celebra in unione con i fratelli e le sorelle ortodossi, e con l'adesione di altre Chiese e Comunità cristiane", richiama l'attenzione sulla questione dell'acqua, "elemento tanto semplice e prezioso, a cui purtroppo poter accedere è per molti difficile se non impossibile. Eppure, 
'l'accesso all'acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l'esercizio degli altri diritti umani. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all'acqua potabile, perché ciò significa negare ad essi il diritto alla vita radicato nella loro inalienabile dignità'". 
Ricorda il Pontefice, rifacendosi all'enciclica 'verde' Laudato si', che "prendersi cura delle fonti e dei bacini idrici è un imperativo urgente. Oggi più che mai si richiede uno sguardo che vada oltre l'immediato, al di là di 'un criterio utilitarista di efficienza e produttività per il profitto individuale'". Da qui il monito: 
"Urgono progetti condivisi e gesti concreti, tenendo conto che ogni privatizzazione del bene naturale dell'acqua che vada a scapito del diritto umano di potervi accedere è inaccettabile". Dice Francesco che "dare da bere, nel villaggio globale, non comporta solo gesti personali di carità, ma scelte concrete e impegno costante per garantire a tutti il bene primario dell'acqua".

Siria: la guerra non è finita! Mega offensiva su Idlib. Rischio catastrofe umanitaria.

Ansa
In Siria c'è il rischio di una nuova catastrofe umanitaria alla vigilia dell'annunciata offensiva militare russo-iraniano-governativa contro l'ultima roccaforte anti-regime nella parte occidentale del paese in guerra: il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato questo appello ai belligeranti, mentre l'inviato speciale per la Siria, Staffan De Mistura, ha proposto l'apertura di corridoi umanitari per mettere in salvo circa tre milioni di civili presenti nella zona. 


La Russia, che da anni sostiene il governo siriano nel conflitto in corso, è pronta a lanciare l'offensiva su Idlib offrendo piena copertura aerea alle forze di terra, composte da truppe regolari di Damasco e da milizie ausiliarie, incluse quelle filo-iraniane già posizionate ai confini della regione nord-occidentale di Idlib. 

Per il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, la proposta dei corridoi umanitari avanzata da De Mistura "va studiata nel dettaglio". Sia Damasco che Mosca considerano terroristi gran parte dei miliziani asserragliati a Idlib. 

In questo angolo di Siria al confine con la Turchia sono stati ammassati nel corso degli anni moltissimi civili. Ma anche gli insorti che si sono via via arresi all'avanzata russa, iraniana e governativa. Tra le varie fazioni presenti a Idlib spiccano gruppi qaidisti e jihadisti.

sabato 1 settembre 2018

5 settembre - Italia, 80 anni fa il varo delle leggi razziali, una brutta storia da lasciare alle spalle

Notizie/Italia/News
Ricorre l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi contro gli ebrei dell’Italia fascista. Promulgazione realizzata dal sovrano Vittorio Emanuele III. 

Si trattò di un’iniziativa tutta italiana, seppur qualcun oggi continua a ripetere la teoria della pressione da parte del Reich nazista. L’Italia fascista non volle essere seconda a nessuno, hanno sottolineato diversi storici. Ancor più dopo la conquista dell’impero coloniale con conseguente forzata coabitazione con i nuovi sudditi africani.
Come ci ha spiegato lo storico De Felice, l’introduzione delle leggi razziali fu preceduta dalla diffusione dell’idea dell’esistenza di una razza italiana pura nei secoli. Tutto attraverso una propaganda finalizzata a veicolare una immagine inguardabile delle popolazioni considerate razzialmente impure. L’arroganza della propaganda ebbe tra i suoi principali protagonisti la rivista «La Difesa della razza», diretta da Telesio Interlandi, organo ufficiale del regime che ebbe come segretario di redazione Giorgio Almirante.



Antonio Salvati

Un giorno al pronto soccorso con un migrante: l’Italia è molto meglio dell’odio che racconta Salvini

Globalist
Nessuno gli ha chiesto lo status, nessuno è stato razzista, tutti sono stati molto umani. A dimostrazione che l'Italia è migliore di quel che Salvini vorrebbe.


Oggi sono stata al Pronto Soccorso di un grande ospedale del Paese degli odiatori, dei razzisti, dei respingenti. C'erano in attesa con noi, cittadini italici ariani, numerosi migranti. 


Ebbene, a dispetto della narrazione che piace tanto all'odiatore del Viminale, quello che a suo dire avrebbe 60 milioni di affogatori alle spalle, ho visto solo scene di solidarietà. C'era questo ragazzo molto giovane del Burkina Faso che aveva male alla pancia. 

Infermieri, medici, ma pure noi in attesa, ci siamo tutti prodigati con un francese a la Diego Abatantuono "minimamont paradossal" per aiutarlo. Come stai, che te senti, la vuoi l'acqua? Ti vado a prendere l'acqua? Nessuno all'accettazione gli ha chiesto lo status. Nessuno. Ha fatto la sua fila, è passato quando è arrivato il suo turno, ha detto alla sala d'attesa del triage "merci" ed è stato portato via. Idem per altri: credo un cittadino siriano che lavora in una pizzeria, un nero con una sospetta crisi epilettica. Accolti e curati in quanto semplicemente esseri umani.
Per dirvi che siamo un Paese più civile, migliore di quello che qualcuno con scientifica protervia, si ostina a raccontare. Migliore dei forum, dei social, della melma dove galleggiano gli infami. Migliore dei balconi dove a qualcuno fa comodo si moltiplichino i cecchini. Migliori dei fascisti, degli omofobi, della zella degli intolleranti. Siamo migliori.
Ce la faremo a ribadirlo che siamo migliori, che ci meritiamo un Paese migliore.

Nicaragua: rapporto Onu, «ripetute violazioni dei diritti umani». Il caso approderà in Consiglio di Sicurezza

SIR
A partire dal 18 aprile il Governo del Nicaragua ha commesso ripetute violazioni dei diritti umani. 


Lo denuncia l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), che in un rapporto presentato ieri denuncia l’uso sproporzionato della forza da parte della polizia, provvedimenti extragiudiziali, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, episodi di tortura, specificando che i gruppi paramilitari hanno agito con l’approvazione delle autorità.
Il rapporto è intitolato “Violazione di diritti umani e abusi nel contesto delle proteste in Nicaragua” ed è elaborato dall’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il documento ipotizza la possibilità di una Commissione per la Verità, composta sia a livello nazionale che internazionale, con lo scopo di “assicurare la verità, la giustizia e la riparazione delle vittime”.
Il rapporto stima in circa 300 le persone morte e in 2.000 quelle ferite dall’inizio dei disordini. 

Sono in tutto 16 le “raccomandazioni” rivolte dall’Onu alle autorità del Nicaragua. Tra queste la cessazione immediata di ogni minaccia, intimidazione e criminalizzazione, lo smantellamento delle milizie paramilitari, assicurare la possibilità di indagini indipendenti, far cessare gli arresti arbitrari e liberare i prigionieri politici che sono stati arrestati ingiustamente e senza garanzie, far conoscere l’identità delle persone attualmente agli arresti, garantire la libertà di manifestazione e l’autonomia del potere giudiziario, garantire l’accesso alle informazioni ai rappresentanti dell’Alto Comissariato Onu per i diritti umani e ai rappresentanti delle altre organizzazioni internazionali.
La situazione del Nicaragua sarà messa all’ordine del giorno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.