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mercoledì 2 settembre 2015

USA: eseguita pena di morte nel Missouri afroamericano condannato a morte 25 anni fa

Agi
Nel Missouri è stata eseguita la condanna di un uomo che ha trascorso 25 anni nel braccio della morte. 

Roderick Nunley, 50 anni, afroamericano, era stato condannato per il sequestro e l'omicidio di una 15enne nel 1989 a Kansas City. È stato giustiziato con una iniezione letale nel carcere di Bonne Terre. Un'ora prima dell'esecuzione la Corte Suprema aveva respinto tutti i ricorsi presentati dai suoi legali.

Detenuto si suicida a Como, tragico record con 12 suicidi in carcere tra luglio e agosto

Adnkronos
Un detenuto di 50 anni, G.S., si è impiccato nel carcere 'Bassone' di Como. Era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio nei confronti della sua ex convivente. A riferirlo è l'associazione Ristretti Orizzonti, precisando che con quest'ultimo episodio sale a 12 il bilancio dei detenuti che si sono tolti la vita tra luglio e agosto.
Si tratta "di un record che eguaglia quello del 2005, quando però negli istituti penitenziari - osserva Ristretti Orizzonti - vi erano oltre 60.000 persone, costrette in uno stato di intollerabile sovraffollamento, a cui fu posto momentaneo rimedio l'anno successivo con la concessione di un indulto".

Islanda - Migranti, 12.000 cittadini si offrono di ospitare rifugiati dalla Siria #refugeeswelcome

Corriere della Sera
L’isola atlantica dovrebbe ricevere una quota di 50 rifugiati, ma scatta la petizione al governo. E il premier risponde di sì: «Dobbiamo solo trovare come farlo al meglio»"
La ripartizione vorrebbe che a Reykjavik arrivassero al massimo 50 dei migranti che in questi mesi stanno cercando rifugio nell’Unione europea. Ma i 320.000 cittadini islandesi non ci stanno. O almeno, non ci stanno 12.000 di loro.


La campagna e la risposta immediata
Raccogliendo un appello lanciato dalla scrittrice e professoressa Bryndis Bjorgvinsdottir, infatti, hanno scritto al Ministro per gli Affari sociali, Eyglo Hardadottir, chiedendo al governo di poter ospitare personalmente rifugiati siriani. In poche ore dal primo appello su Facebook, ma soprattutto sulla piattaforma dedicata alla petizione, hanno risposto 12.600 famiglie registrandosi e offrendo le loro case e le loro risorse, ricordando come non sia la prima volta che la remota isola si muove per aiutare: «I rifugiati sono risorse umane, esperienza e capacità. I rifugiati sono i nostri prossimi sposi, migliori amici, anime gemelle, o i batteristi della band dei nostri figli, i nostri colleghi o miss Islanda 2022, l’idraulico che ci sistemerà il bagno o il pompiere», recita la petizione. Che non è fatta solo di parole, perché le offerte di molte persone riguardano anche i «biglietti aerei».

Il ministro del Welfare: «Faremo tutto il possibile»
Lunedì Bjorgvinsdottir, parlando alla televisione pubblica islandese (Ruv), aveva spiegato come la gente ne abbia abbastanza «di vedere certe notizie di morte dal Mediterraneo e dai campi dei rifugiati e voglia fare abbastanza». Il governo islandese sta valutando le richieste ricevute - ha spiegato Hardadottir - e sta considerando di chiedere una revisione al rialzo della propria quota umanitaria: «Sia chiaro che non fornirò una cifra massima - ha detto alla stessa Ruv - ma percorreremo ogni strada possibile per accogliere più rifugiati».

Il Premier: «Vedremo come agire al meglio»
Il premier Sigmundur David Gunnlaugsson ha promesso che il Consiglio di Gabinetto di martedì ne parlerà: «Intendiamo proporci come forza positiva nella politica estera internazionale, e quella dei migranti è la questione più urgente. Penso che ci sia grande consenso sul fare di più nel rispondere al problema: dobbiamo solo trovare come farlo al meglio».

di Maria Strada

martedì 1 settembre 2015

India village council orders rape of sisters, Amnesty mobilizes - Sign the petition


Amnesty International UK
TWO SISTERS TO BE RAPED AS PUNISHMENT – DEMAND JUSTICE


MISNA

An online petition launched last week continues in a move to demand protection and justice for two low-caste Indian sisters ordered to be raped by a village council in punishment after their brother eloped with a higher caste, married woman. The petition launched by Amnesty International India is addressed to Uttar Pradesh's Chief Minister Akhilesh Yadav, calling on him to take decisive action. The family of the two sisters has also petitioned India's Supreme Court seeking protection to return their village, with the court ordering the administration of the northern province to reply by September 15.

A case that has renewed the perception in India of an inconsistent and easily interpreted justice, in addition to the persisting anti-constitutional privileges, traditions and discrimination.

Amnesty India has gathered over 175,000 signatures in a week mostly on its British website after 23-year-old Meenakshi Kumari and her 15-year-old sister were forced to flee their village with their family when an un-elected village council, dominated by upper caste "Jat" men, in Uttar Pradesh state on July 30 ordered the two "Dalit" sisters be raped and paraded naked with their faces blackened as punishment for their brother's actions.

In northern parts of India, these village councils known as "Khap Panchayats" act as de-facto courts in local disputes, whether civil or criminal cases. These councils are however coming under growing scrutiny as their punitive edicts grow more regressive and archaic, ranging from banning girls from using mobile phones to supporting child marriage, expelling individuals or families from villages and sanctioning the lynching of couples in "honour killings".
[CO/BO]

Papa Francesco: "Giubileo opportunità per una grande amnistia"

Adnkronos
''Il Giubileo ha sempre costituito l'opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza della ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società, portando il loro contributo onesto''. 

Papa Francesco in visita al carcere di Rebibbia - Roma
E' quanto ricorda Papa Francesco, nella lettera inviata a monsignor Rino Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per l'evangelizzazione, in vista del Giubileo straordinario della misericordia che si aprirà il prossimo 8 dicembre.

Nella missiva, inoltre, il Papa comunica la sua "decisione, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l'Anno Santo la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono".

Esorta Francesco: "I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso e indicare un percorso di conversione autentica, per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza".

La Commissione europea prepara un nuovo diritto d'asilo

La Repubblica
Roma - Ora che il dramma migranti mette in difficoltà e scuote le coscienze di quasi tutti i governi europei, Bruxelles prepara il rilancio per imbrigliare la crisi. 


La data cruciale è l'8 settembre, giorno nel quale a sorpresa la Commissione europea approverà un robusto pacchetto con nuove misure poi da sottoporre ai governi con il quale chiederà alle capitali di accogliere un numero di migranti sbarcati in Italia e Grecia superiore ai 40mila chiesti a maggio. Ma soprattutto l'esecutivo comunitario emenderà in modo permanente le regole di Dublino sull'asilo all'insegna della solidarietà verso i paesi sotto pressione.

La Commissione guidata da Jean-Claude Juncker a maggio ha approvato la sua agenda sulle migrazioni, un progetto ambizioso ridimensionato tra giugno e luglio dai governi. Basti pensare alla fine delle quote per la ripartizione dei migranti sbarcati in Italia e Grecia: per Bruxelles si doveva partire da 40mila da ridistribuire obbligatoriamente tra i soci dell'Unione, ma la rivolta guidata da Polonia e dalle altre capitali dell'Est, appoggiate da Madrid, ha depotenziato l'iniziativa al punto che a luglio le quote sono diventate volontarie e si è faticosamente arrivati alla ripartizione di 32mila richiedenti asilo.

Le tragedie degli ultimi giorni e l'epicentro della crisi che si è allargato all'Europa centrale ora danno maggior forza a Bruxelles. Se le imminenti elezioni in Spagna e Polonia non lasciano sperare in un ammorbidimento di Mariano Rajoy ed Ewa Kopacz, le sortite pubbliche della Merkel, da sempre favorevole alla solidarietà in materia di immigrazione ma fino a poche settimane fa più coperta, fanno pensare che la pressione tedesca possa travolgere le resistenze dei governi più egoisti.

Germania - La bella risposta delle tifoserie del calcio tedesco all'arrivo dei profughi #refugeeswelcome

Blog Diritti Umani - Human Rights