Pagine

Visualizzazione post con etichetta tregua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tregua. Mostra tutti i post

giovedì 15 settembre 2016

Tregua in Siria, ad Aleppo la festa e la speranza

Avvenire
Nonostante la tregua regga, le Nazioni Unite non sono riuscite a trasferire aiuti umanitari in Siria per ragioni di sicurezza. "Non vi sono notizie di convogli Onu in movimento, ha detto l'inviato Staffan de Mistura, aggiungendo di aver chiesto "rassicurazioni sul fatto che sia autisti he veicoli non vengano toccati".


Le giostre davanti ai cimiteri sono piene di bambini vestiti a festa. Non si combatte per le strade del centro di Aleppo. Nonostante la tregua entrata in vigore lunedì scorso sia stata violata ripetutamente, ieri in città si è festeggiato il secondo giorno dell’Eid al-Adha, la festa del sacrificio, in un clima relativamente sereno.

Per i musulmani si tratta di una festa tanto importante quanto il Natale per i cristiani. Nella tradizione siriana, oltre allo scambio dei doni e alle visite a casa dei parenti, ogni famiglia dedica un po’ del suo tempo per andare a trovare i propri defunti.

«Di solito si andava nel grande cimitero nella parte orientale della città – racconta Abu Omar raggiunto al telefono nel quartiere di Halab Jdide (Nuova Aleppo) sotto controllo del regime – ma ora sono sorti tanti piccoli cimiteri in ogni quartiere, per evitare i posti di blocco». Dal 2012 a oggi sono stati predisposti decine di cimiteri illegali, soprattutto nelle aree colpite dai bombardamenti e quindi rase la suolo.

Nella parte occidentale della città, ci ricorda Abu Omar con piglio ironico, «capita ancora di morire di vecchiaia o di malattia». Si muore ma si nasce anche ad Aleppo, ancora piena di bambini desiderosi di giocare. Sono scesi in strada ieri come se fosse un Eid normale, in cui si mangia lo zucchero filato e si fa la fila per andare in groppa a un somarello. I giostrai hanno posizionato le altalene e i caroselli davanti ai cimiteri, così da intrattenere i ragazzini mentre i grandi pregano tra le tombe e raccontano ai propri cari dell’ennesimo Eid di guerra, dell’ennesima finta tregua che serve solo a raccogliere le forze per ricominciare a combattere con più efferatezza di prima. «Non si sa quando finirà la guerra – sospira la moglie di Abu Omar – ma di una cosa siamo sicuri: ci vorranno almeno cento anni per far tornare Aleppo come era prima». 

La donna si lamenta delle ristrettezze economiche, dell’impossibilità di fare donazioni per i poveri, un obbligo dell’Eid, dell’insicurezza per le strade. «Nel nostro quartiere si sta meglio che altrove – ammette – ma la presenza di tutti questi uomini stranieri mi mette paura». Il riferimento è ai cosiddetti shabbiaha, ovvero le milizie paramilitari del regime di Assad, composte di mercenari sciiti provenienti da Libano, Afghanistan e Iran. Per la moglie di Abu Omar sono una presenza inquietante per le strade: «Non capisco cosa dicono, sono spesso ubriachi e prendono dalla gente tutto quello che vogliono». Non si vive meglio dall’altra parte della città, a Est, dove i soprusi sulla popolazione civile vengono compiuti dai gruppi islamisti che gestiscono l’entrata dei pochi beni di prima necessità durante i lunghi periodi di assedio.

«A noi questo cessate il fuoco non ha portato alcun beneficio – lamenta un abitante della parte della Est della città – Non abbiamo ricevuto cibo, acqua, verdure, benzina, diesel, vestiti, niente di niente». Il gasolio è la preziosa materia che manda avanti i generatori di corrente, ovvero l’unica fonte di elettricità. «Croce Rossa? Caschi blu dell’Onu? Qui non si è visto nessuno», esclama l’uomo, rassegnato. «Io sono un civile – spiega – non è colpa mia se abito qui. Non ho potuto comprare giocattoli ai miei figli quest’anno. Per quanto mi riguarda è il peggior Eid della mia vita».

In effetti è stata perentoria la posizione delle Nazioni Unite: niente convogli finché non verranno garantite le condizioni di sicurezza. La tregua è stata violata in più località siriane, gli elicotteri militari continuano a sorvolare Aleppo, in alcune zone si odono spari, come testimonia Abdulrahman, soldato regolare di stanza nella base militare di Al-Amrya, nel sud Est di Aleppo. «I ribelli sono riusciti ad abbattere un palazzo a colpi di bazooka – spiega – i cecchini sono sempre in agguato da una parte e dell’altra».

Gli spari fanno da sottofondo alla nostra conversazione telefonica via Whatsapp, alle cinque del pomeriggio di ieri. D’altronde lo aveva preannunciato anche il segretario di Stato americano John Kerry che ci sarebbero stati sporadici combattimenti, «qui e lì». Ed è stato chiaro anche che il gruppo jihadista Fatah al-Sham (ex Jabat al-Nusra), non avrebbe rispettato la tregua, definita «un complotto russo- americano contro il popolo siriano ». Ma per parlare di un vero e proprio fallimento del cessate del fuoco è troppo presto. Le armi dovrebbero tacere per altri cinque lunghissimi giorni.

martedì 13 settembre 2016

Siria: Osservatorio siriano per i diritti umani registra stato di calma in aree interessate da tregua

Agenzia Nova
Damasco - L’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione con sede a Londra, ma con una fitta rete di fonti sul campo, ha registrato una situazione di “calma” nelle provincie di Aleppo, Hama, Damasco, Homs, Daraa, Latakia, Tartous e Idlib dopo l’inizio del cessate il fuoco frutto dell’accordo tra Russia e Stati Uniti. 


In un comunicato stampa, l’organizzazione ha sottolineato che il cessate il fuoco è al momento rispettato ad accezione di alcuni scontri tra esercito e ribelli islamisti nelle aree rurali a nord ovest della provincia di Daraa, nella parte sud occidentale della Siria. Il cessate il fuoco è entrato in vigore alle 18 (ora italiana) ed è frutto dell’accordo russo-statunitense, stipulato lo scorso 9 settembre a Ginevra.

lunedì 12 settembre 2016

Siria: Damasco annuncia inizio tregua alle ore 18.00 ore italiane

Ansa
Le forze armate siriane hanno annunciato l'inizio della sospensione delle loro attività militari in Siria a partire dalle 19 di oggi (le 18 in Italia) "per la durata di 7 giorni" fino alle 23:59 del 18 settembre prossimo. 



E si riservano "il diritto di rispondere in maniera decisa contro qualsiasi gruppo armato che violi la tregua". Lo riferisce l'agenzia ufficiale siriana Sana con una scritta "urgente" sul suo sito Internet.

martedì 10 maggio 2016

Siria: prolungata di 48 ore la tregua per Aleppo

Euro News
Mettere una toppa per curare la frattura scomposta della guerra in Siria. La tregua ad Aleppo viene prolungata di 48 ore. Una decisione raggiunta nella riunione internazionale tenutasi a Parigi e presieduta dal Ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault. La conferma che il regime di Damasco intende rispettare la misura è arrivata poco dopo. 



Resta da vedere se alle parole seguiranno i fatti, come ha sottolineato il Segretario di Stato Americano John Kerry:

“Queste sono soltanto parole su un pezzo di carta, non sono azioni. Ma rappresentano l’impegno da parte della Russia a limitare la possibilità per il regime siriano di sorvolare le aree in cui vivono i civili e allo stesso tempo a lavorare con i comandanti sul terreno per creare un minimo di stabilità e riaffermare il principio di una cessazione delle ostilità” ha detto Kerry.

La nuova tregua rappresenta l’ennesimo tentativo di riportare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati di pace di Ginevra che dovrebbero teoricamente gettare le basi per una transizione politica nel Paese dilaniato da 5 anni di guerra. È la seconda volta che la tregua viene prolungata, ma tra i due tentativi di fare tacere le armi i bombardamenti avevano fatto più di 300 morti, il 22 aprile e il 5 maggio.

di Andrea S. Neri

domenica 28 febbraio 2016

Siria, tregua rispettata. Ad eccezione di alcuni raid aerei nella provincia di Aleppo e Hama

RSI News
L’Osservatorio siriano per i diritti umani (ONDUS) ha riferito di diversi raid aerei che hanno colpito sei città nella provincia di Aleppo e altre nella zona nordoccidentale di Hama, nel secondo giorno del cessate il fuoco entrato in vigore venerdì a mezzanotte. Una persona avrebbe perso la vita.


L’ONG, basata a Londra, non è per ora in grado di riferire chi sia il responsabile di questi bombardamenti, ma fonti indipendenti presenti sul territorio parlano di velivoli di bandiera russa.

Ad eccezione di questi raid, la tregua sembra essere comunque globalmente rispettata. Giornalisti presenti ad Aleppo e a Damasco confermano che la notte è stata calma, senza nessun combattimento. Mosca parla di 9 episodi di violazione del cessate il fuoco in 24 ore, mentre l'opposizione ne ha contate 15.

mercoledì 27 agosto 2014

Tregua a Gaza, c'è l'intesa, "sarà duratura" tra Hamas e Israele

ANSA
La guerra a Gaza dopo 50 giorni è finita: l'Egitto è riuscito a mettere d'accordo Hamas e Israele per un cessate il fuoco "illimitato". [...]

L'accordo - annunciato da Hamas e confermato a nome dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) dal presidente Abu Mazen con un messaggio tv - ha posto fine alla più lunga operazione di Israele nei confronti della Striscia, cominciata lo scorso 8 luglio dopo il continuo lancio di razzi da Gaza.

Spari in aria e grida di gioia: "Dio è grande, la resistenza palestinese ha vinto". Un fiume di gente si è riversato per le strade di Gaza per festeggiare la notizia del cessate il fuoco "illimitato" raggiunto con la mediazione egiziana. Dalle tv controllate da Hamas, i portavoce della fazione islamica parlano di "grande vittoria" contro Israele.

L'intesa è stata salutata da un sospiro di sollievo da più parti: gli Stati Uniti, ha affermato Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, esprimono "sostegno totale". Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha detto che "ora è necessario che israeliani e palestinesi avviino al più presto negoziati per una tregua duratura e un'intesa politica che porti finalmente a una soluzione stabile del conflitto". 

Nel dare il benvenuto alla tregua a Gaza, il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki moon ha auspicato che il cessate il fuoco "sia un preludio a un processo politico come unica strada per raggiungere una pace duratura". 

Gli Usa "sostengono fortemente l'accordo di cessate il fuoco" tra Israele e Hamas e auspicano "che sia sostenibile e duraturo", ha affermato il segretario di Stato John Kerry, aggiungendo che "appena sara' ripristinata la calma dovra' essere accelerata la necessaria assistenza alla popolazione di Gaza, e gli Stati Uniti e la comunita' internazionale sono pienamente impegnati a sostenere tale sforzo".

In questi 50 giorni di guerra su Israele sono caduti - secondo l'esercito - 4562 razzi e colpi di mortaio, mentre l'aviazione israeliana ha attaccato 5262 obiettivi a Gaza. E in Israele non tutti sembrano d'accordo con il cessate il fuoco.

L'accordo per il cessate il fuoco a Gaza prevede, "simultaneamente", una serie di misure per togliere il blocco alla Striscia e "andare incontro ai bisogni della popolazione". E' quanto afferma una fonte palestinese che ha chiesto l'anonimato all'agenzia egiziana Mena.

[...]

venerdì 19 aprile 2013

Siria: Onu, tregua o catastrofe umanitaria per milioni persone - Entro fine anno meta' popolazione avra' bisogno di aiuti

ANSAmed
Un siriano tiene in braccio il figlio morto
(la foto ha vinto il premio Pulitzer 2013)
GINEVRA - Se non si riuscirà a porre fine agli scontri in Siria, entro la fine dell'anno il numero di siriani che avranno bisogno di aiuti umanitari potrebbe salire a quasi 10 milioni di persone, pari a circa la meta' della popolazione, ha ammonito oggi l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Antonio Guterres in un messaggio al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Nelle ultime sette settimane, ha detto Guterres - 400.000 rifugiati sono fuggiti dalla Siria, portando il totale dei siriani rifugiati registrati o in attesa di esserlo ad oltre un milione e 367mila. Se le tendenze attuali continuano, entro la fine dell'anno, il numero di rifugiati siriani potrebbe salire fino a 3,5 milioni, mentre il numero delle persone bisognose di soccorso all'interno della Siria potrebbe salire a 6.5 milioni.

''Queste cifre sono terrificanti'', ha detto. ''So che, come Alto Commissario per i rifugiati, dovrei limitare le mie osservazioni al mio mandato, ma come cittadino del mondo, non posso astenermi dal chiedere: non c'e' modo per fermare questi scontri, per aprire la porta a una soluzione politica''.

Guterres ha lanciato un appello alla comunita' internazionale a finanziare gli aiuti umanitari alle vittime del conflitto siriano e a sostenere i Paesi che ospitano i profughi.