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giovedì 25 ottobre 2018

HRW: Autorità Palestinese e Hamas commettono abusi e torture verso dissidenti e oppositori

Rights Reporter
Secondo un rapporto pubblicato oggi da Human Rights Watch (HRW) i regimi della Autorità Palestinese e di Hamas commettono sistematici abusi sugli oppositori e dissidenti tra i quali arresti arbitrari e torture.


“L’Autorità palestinese guidata da Fatah in Cisgiordania e le autorità di Hamas a Gaza abitualmente arrestano e torturano critici e oppositori pacifici”

HRW accusa i regimi della Autorità Palestinese e di Hamas di aver «stabilito meccanismi di repressione per reprimere il dissenso, anche attraverso l’uso della tortura» e di metterli in pratica in maniera sistematica specie dopo che la faida tra i due regimi si è accentuata.

Scrive HRW nell’introduzione del suo rapporto: «Sia l’Autorità palestinese (Fatah) in Cisgiordania che il Movimento di resistenza islamica (Hamas) a Gaza hanno effettuato negli ultimi anni decine di arresti arbitrari per critiche pacifiche alle autorità, in particolare sui social media, tra giornalisti indipendenti, nei campus universitari e alle manifestazioni. Mentre la faida tra Fatah e Hamas si è approfondita nonostante i tentativi di riconciliazione, i servizi di sicurezza della PA hanno preso di mira i sostenitori di Hamas e viceversa».

Human Rights Watch ha intervistato 147 testimoni, inclusi ex detenuti e parenti, avvocati e rappresentanti di gruppi non governativi e ha esaminato prove fotografiche, rapporti medici e documenti giudiziari e tutti sono concordi con le conclusioni del rapporto: la dissidenza tra i palestinesi non è minimamente ammessa.

«Arresti arbitrari sistematici e torture violano i principali trattati sui diritti umani ai quali la Palestina ha recentemente aderito» scrive HRW nel suo rapporto. «Pochi funzionari di sicurezza sono stati perseguiti penalmente e nessuno è stato condannato per arresto o tortura illegale» aggiunge HRW.

Poi HRW chiede all’Europa e agli USA di interrompere i finanziamenti ai due regimi. «L’Unione europea, gli Stati Uniti e altri governi che sostengono finanziariamente l’Autorità palestinese e Hamas dovrebbero sospendere gli aiuti alle unità o agenzie specifiche implicate in arresti arbitrari e torture diffusi fino a che le autorità non frenino tali pratiche e arrestino i responsabili degli abusi» si legge nel rapporto.

Non manca, come da tradizione, anche un attacco a Israele. «Il fatto che Israele violi sistematicamente i più elementari diritti palestinesi non è un motivo per rimanere in silenzio di fronte alla sistematica repressione del dissenso e alla tortura che le forze di sicurezza palestinesi stanno perpetrando», ha detto Shawan Jabarin, direttore esecutivo dell’organizzazione palestinese per i diritti umani Al-Haq e membro del Comitato consultivo di Human Rights Watch in Medio Oriente e Nord Africa.

Human Rights Watch si lamenta anche del fatto che Israele non ha permesso ai suoi funzionari di entrare a Gaza per intervistare i dirigenti di Hamas mentre hanno potuto interloquire con i dirigenti della Autorità Palestinese. Avrebbero potuto entrare dall’Egitto, ma questo non lo raccontano.

Autorità Palestinese e Hamas hanno comunque rigettato le accuse di Human Rights Watch sostenendo che l’organizzazione per la difesa dei Diritti Umani non è stata né imparziale né sincera nel suo rapporto.

Sarah G. Frankl

venerdì 3 giugno 2016

Palestina - Hamas ignora gli appelli e esegue 3 condanne a morte

Il Manifesto
Gaza. Sono avvenute ieri all'alba del primo giugno. Il movimento islamico sostiene di voler combattere l'aumento della criminalità. La condanna dei centri per i diritti umani. Gli appelli dei centri per i diritti umani non sono serviti a nulla. 


Il primo giugno all'alba a Gaza sono stati eseguiti tre dei 13 palestinesi condannati per omicidio e reati comuni di cui era stata annunciata l'esecuzione in tempi stretti dal premier di Hamas Ismail Haniyeh.
Le esecuzioni sono avvenute nei pressi della sede centrale della polizia - non in pubblico come era stato annunciato inizialmente - alla presenza delle famiglie delle vittime che si sono rifiutate di perdonare e, quindi, di salvare la vita ai tre condannati: Mohammed Othman, Yousef Abu Shamla e Ahmad Sharab. 

Due sono stati impiccati, il terzo è stato fucilato. Il governo di Hamas afferma di voler dare una risposta all'aumento della criminalità.
Il procuratore generale di Gaza ha precisato che i tre avevano compiuto crimini "terrificanti" e che la pena capitale costituirà un deterrente. Hamas ha scelto di ignorare il ruolo della presidenza dell'Anp che, secondo la legge palestinese alla quale il movimento islamico sostiene di far riferimento, deve ratificare le condanne a morte. Chi a Gaza si oppone alla pena di morte afferma che Hamas non deve giustiziare i condannati ma affrontare le cause sociali ed economiche, frutto del blocco israelo-egiziano, che hanno portato alla crescita del criminalità nella Striscia.

mercoledì 27 maggio 2015

Amnesty International "Hamas ha ucciso e torturato cittadini palestinesi e oppositori politici"

Il Manifesto
Amnesty denuncia una serie di violazioni tra le quali l'esecuzione extragiudiziale di 23 palestinesi oltre all'arresto di decine di persone tra le quali anche membri del partito rivale Fatah. Dopo aver messo sotto accusa Israele per la devastante offensiva militare "Margine Protettivo" del 2014 che ha ucciso e ferito migliaia di palestinesi e distrutto decine di migliaia di abitazioni civili a Gaza, Amnesty International ora punta l'indice contro Hamas.
In un rapporto che sarà diffuso oggi, "Strangling Necks: Abduction, torture and summary killings of Palestinians by Hamas forces during the 2014 Gaza/Israel conflict", Amnesty denuncia una serie di violazioni tra le quali l'esecuzione extragiudiziale di 23 palestinesi oltre all'arresto di decine di persone tra le quali anche membri del partito rivale Fatah. "Constatare che mentre le forze israeliane seminavano morte e distruzione a Gaza, le forze di Hamas ne approfittavano per regolamenti di conti spietati, con una serie di uccisioni extragiudiziali e altre gravi violazioni, fa inorridire", ha dichiarato Philip Luther di Amnesty.

Un numero di questi omicidi, ha aggiunto Luther, è stato presentato come attacchi contro collaborazionisti che avevano aiutato Israele durante "Margine Protettivo", ma almeno 16 delle persone uccise erano state fermate dal movimento islamico prima che esplodesse il conflitto. Molti erano in attesa della fine del loro processo quando sono stati messi a morte. 

Le forze di Hamas, secondo il rapporto, hanno pure rapito e torturato militanti di Fatah. Nessuno è stato chiamato a rendere conto di questi crimini, un fattore che, sottolinea Amnesty, indica che sono stati ordinati o tollerati dalle autorità.

di Michele Giorgio

lunedì 1 settembre 2014

Mo: Abu Mazen critica Hamas,si potevano evitare molte vittime, era possibile tregua prima

ANSAmed
Roma - A Gaza "si poteva evitare tutto questo: 2000 martiri, 10mila feriti, 50mila case danneggiate o distrutte". 

In un'intervista mandata in onda da Palestine tv - stando ai principali media internazionali - il presidente palestinese, Abu Mazen ha criticato Hamas per avere prolungato la guerra con Israele nella Striscia di Gaza, lasciando intendere che si sarebbe potuto accettare prima il cessate il fuoco con Israele mediato dall'Egitto.

mercoledì 27 agosto 2014

Tregua a Gaza, c'è l'intesa, "sarà duratura" tra Hamas e Israele

ANSA
La guerra a Gaza dopo 50 giorni è finita: l'Egitto è riuscito a mettere d'accordo Hamas e Israele per un cessate il fuoco "illimitato". [...]

L'accordo - annunciato da Hamas e confermato a nome dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) dal presidente Abu Mazen con un messaggio tv - ha posto fine alla più lunga operazione di Israele nei confronti della Striscia, cominciata lo scorso 8 luglio dopo il continuo lancio di razzi da Gaza.

Spari in aria e grida di gioia: "Dio è grande, la resistenza palestinese ha vinto". Un fiume di gente si è riversato per le strade di Gaza per festeggiare la notizia del cessate il fuoco "illimitato" raggiunto con la mediazione egiziana. Dalle tv controllate da Hamas, i portavoce della fazione islamica parlano di "grande vittoria" contro Israele.

L'intesa è stata salutata da un sospiro di sollievo da più parti: gli Stati Uniti, ha affermato Jen Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato, esprimono "sostegno totale". Il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha detto che "ora è necessario che israeliani e palestinesi avviino al più presto negoziati per una tregua duratura e un'intesa politica che porti finalmente a una soluzione stabile del conflitto". 

Nel dare il benvenuto alla tregua a Gaza, il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki moon ha auspicato che il cessate il fuoco "sia un preludio a un processo politico come unica strada per raggiungere una pace duratura". 

Gli Usa "sostengono fortemente l'accordo di cessate il fuoco" tra Israele e Hamas e auspicano "che sia sostenibile e duraturo", ha affermato il segretario di Stato John Kerry, aggiungendo che "appena sara' ripristinata la calma dovra' essere accelerata la necessaria assistenza alla popolazione di Gaza, e gli Stati Uniti e la comunita' internazionale sono pienamente impegnati a sostenere tale sforzo".

In questi 50 giorni di guerra su Israele sono caduti - secondo l'esercito - 4562 razzi e colpi di mortaio, mentre l'aviazione israeliana ha attaccato 5262 obiettivi a Gaza. E in Israele non tutti sembrano d'accordo con il cessate il fuoco.

L'accordo per il cessate il fuoco a Gaza prevede, "simultaneamente", una serie di misure per togliere il blocco alla Striscia e "andare incontro ai bisogni della popolazione". E' quanto afferma una fonte palestinese che ha chiesto l'anonimato all'agenzia egiziana Mena.

[...]

sabato 2 agosto 2014

Gaza - Denuncia Onu: Hamas e Israele violano i diritti umani

Radio Vaticana
In Medio Oriente continua ad esserci la speranza di una tregua. A sostenerlo è il segretario di Stato americano, John Kerry, ottimista su un accordo tra Israele ed Hamas. Ma l’Onu, intanto, denuncia che gli Stati Uniti armano lo Stato ebraico ed hanno speso quasi un miliardo di dollari per creare un sistema di protezione a beneficio solo dei civili israeliani. Catastrofica la situazione nella Striscia di Gaza dove, secondo fonti locali, le vittime sono oltre 1400. Sull’altro fronte, sono morti 56 soldati e tre civili israeliani. 


Il servizio di Amedeo Lomonaco:
La cronaca del 24.mo giorno di combattimenti in Medio Oriente è segnata da bilanci sempre più pesanti e dalle dure condanne di Nazioni Unite ed Unione Europea. Hamas ed Israele – sottolinea l’Onu - commettono gravi violazioni dei diritti dell’uomo che potrebbero costituire crimini contro l’umanità. Gli Stati Uniti - aggiunge l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay - forniscono armi ad Israele. E mentre la Spagna sollecita una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per mettere fine ai “massacri a Gaza”, l’alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, Catherine Ashton, condanna gli attacchi di ieri alla scuola dell’Onu e ad un mercato nella Striscia di Gaza e chiede una tregua immediata. Intanto sul terreno, mentre prosegue l’operazione militare dello Stato ebraico contro Hamas, l’esercito israeliano mobilita altri 16 mila riservisti. Il premier israeliano Benjiamin Netanyahu, annuncia che non accetterà alcuna tregua che tenti di impedire ad Israele di distruggere tutti i tunnel scavati dai miliziani di Hamas. Il presidente palestinese Abu Mazen definisce la Striscia di Gaza “zona disastrata” e chiede alla comunità internazionale di proteggere la popolazione. Secondo stime dell’Onu, oltre l'80% delle persone uccise finora a Gaza sono civili, di cui 251 bambini. Elettricità e acqua si stanno esaurendo. Oltre un milione di bambini – denuncia Save The Children – rischiano di rimanere intrappolati nella zona di guerra senza alcun servizio di prima necessità.
Per un commento sul proseguimento dell’offensiva, Debora Donni“Io personalmente non vedo alcuno spiraglio di pace nel brevissimo termine, per la semplice ragione che Israele vuole portare ad una smilitarizzazione di Hamas e soprattutto quello per cui il governo israeliano vede rosso: la fine della costruzione dei tunnel. I tunnel rappresentano per Israele il problema strategico in questo momento. E quindi o Hamas e i vari movimenti resistenziali palestinesi rinunceranno ufficialmente alla costruzione di questi tunnel, o la mia sensazione è che Israele andrà avanti con la sua politica militare all’interno di Gaza, non curandosi particolarmente degli aspetti e delle conseguenze umanitarie o di riflesso sulla situazione internazionale, perché in questo momento Israele è assolutamente focalizzata sulle necessità e le richieste della propria popolazione”.

martedì 20 maggio 2014

Mideast - Gaza, EU protest: Hamas-imposed a new death penalty issued by a Hamas military court

ANSAmed
Ramallah - A new death penalty issued by a Hamas military court in Gaza has attracted criticism on behalf of a local NGO and from European Union representation.


In recent days, the military court in Khan Younis (Gaza) sentenced a man found guilty of murder to death by firing squad execution. His accomplice was sentenced to 15 years imprisonment with forced labor.

As in other similar occasions in the past, the EU mission has called the death sentence "cruel and inhuman". And it added that "it fails to provide deterrence to criminal behaviour, and represents an unacceptable denial of human dignity and integrity".

The office of the EU mission has thus asked Gaza authorities to put in moratorium on the judgment as had already been done by the Palestinian Authority for similar verdicts in the West Bank.

Expressions of condemnation also came from the Palestinian NGO Palestinian Center for Human Rights PCHR - Gaza, according to which punishment by execution in the Gaza capital violates the Palestinian law, as Hamas normally does not submit to the ratification of State of Palestine President Mahmoud Abbas.

mercoledì 2 aprile 2014

Gaza: Hamas Imposes Radical New Law: Lashings, Amputations, and Massive Executions

Algemeiner.com
Hamas is now trying to outdo the Taliban in imposing new Shar'ia inspired draconian punishments, including amputations of limbs and massive increases in lashings and executions. 

A senior Hamas official told Gulf News that a new punitive law, "inspired by" Shar'ia Law, is required to replace the former and "impractical" one. The article states that there will be a minimum of 20 lashes for minor offenses and a minimum of 80 lashes for criminal cases: the death penalty will also be expanded in accordance with the Shar'ia. In addition, the new law includes cutting off the hands of a thief.
By replacing an almost 80-year old punitive law with a new radical one, Hamas has earned widespread condemnation by other Palestinian factions. Even other terrorist groups condemn Hamas' new law.
"The new law will harm the interests of the Palestinians and perpetuate the Palestinian internal split. Hamas must retreat and show priority and preference to the higher Palestinian interests," according to The Popular Front for Liberation of Palestine (PFLP) statement.

According to the article, Hamas asserts that the law aims at deterring criminals in Gaza.

Instead of planning to alleviate Gaza's deteriorating economic situation or reining in terrorist groups operating in the Strip, the Hamas regime is reinforcing its radical rule. Clearly, Hamas prioritizes imposing its radical Islamist agenda on Palestinian society over enhancing Gaza's standard of living.


It remains to be seen whether Hamas' front groups and supporters in the United States, including the Council on American-Islamic Relations, American Muslims for Palestine, and the Muslim American Society, who claim to be civil rights organizations, will condemn Hamas for implementing this new law.