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giovedì 1 settembre 2016

Cina. Processi lampo, condanne esemplari, repressione per gli avvocati

Il Dubbio
Nel paese del dragone sono all'ordine del giorno gli arresti dei difensori dei diritti civili.
In un paese dove il concetto di democrazia è abbastanza aleatorio, dove i tribunali completano l'iter giudiziario a tempi record (poche ore di processo con confessioni degli imputati e annunci di non ricorrere in appello), dove i sistemi giuridico e giudiziario sono totalmente sotto il controllo di quello politico, il ruolo degli avvocati assume connotati diversi dal normale.


Non a caso, lo stesso governo cinese più volte ha detto che sostiene l'avvocatura come professione, ma che non può tollerare chi usa la legge per minare il sistema giuridico e politico del paese. Molti avvocati per i diritti umani in Cina, per questo ricevono finanziamenti e formazione da parte dei governi stranieri e organizzazioni no profit: per riuscire a fornire una parvenza di giusto processo ai molti oppositori considerati dissidenti e minacce alla stabilità dello Stato.
Su questo solco, dopo ondate di repressione contro ogni tipo di dissidenza, da qualche tempo il governo cinese ha scagliato la sua furia contro la schiera degli avvocati difensori dei diritti civili, nel segno dell'intransigenza e della repressione senza alcuna tolleranza della linea politica del governo del presidente e segretario del partito Xi Jinping. È ormai infatti da oltre un anno, dal 9 luglio del 2015, che nel paese del dragone sono all'ordine del giorno gli arresti che riguardano per lo più avvocati. Arresti che poi vengono seguiti da processi lampo e da condanne esemplari.
Nei giorni scorsi un tribunale della città di Tianjin, nel nord est della Cina, ha condannato per sovversione a tre anni di carcere l'avvocato Gou Hongguo. Nella stessa settimana era finito in carcere, nella stessa città, con una condanna a sette anni anche Zhou Shifeng, direttore di uno studio legale (difensore tra gli altri dei fedeli del Falung Gong, dell'architetto attivista Ai Weiwei e dell'intellettuale uighuro Ilham Tohti condannato nel 2014 a morte per separatismo), accusato di diffondere notizie in modo sensazionalistico allo scopo di rovesciare il partito comunista. 


Nello Del Gatto

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