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sabato 22 ottobre 2016

Il lavoro di salvataggio continua. Salvi 3.300 migranti al largo della costa libica. Trovati 7 morti

InternazionaleGli oltre tremila migranti e rifugiati sono stati soccorsi in un’operazione congiunta della guardia costiera italiana, della forza navale dell’Unione europea e di organizzazioni non governative. Nell’operazione sono stati recuperati anche sette cadaveri. Secondo l’agenzia Frontex, il numero di migranti che hanno attraversato il Mediterraneo centrale a settembre è calato del 40 per cento rispetto al mese precedente, ma i dati dei primi nove mesi del 2016 sono in linea con quelli del 2015.


Francia - Migranti: lunedì sgombero totale 'giungla' Calais

Ansa Med
Processo smantellamento campo dovrebbe durare una settimana
Parigi - Lo sgombero totale della "giungla" di Calais, insediamento nel nord della Francia dove vivono da 18 mesi fra i 5.400 e gli 8.150 migranti, comincerà lunedì alle 8 e dovrebbe durare una settimana. Lo hanno annunciato il ministero dell'Interno francese e la locale prefettura.



Il processo di smantellamento del campo comincerà "da domenica pomeriggio" con pattuglie di funzionari di servizi dell'immigrazione che "si intensificheranno" all'interno del campo per informare i migranti e convincerli a lasciare il luogo spontaneamente. Secondo la prefettura della regione Pas-de-Calais, la prefetto Fabienne Buccio ha emanato un'ordinanza con la quale concede "72 ore" agli "occupanti abusivi e senza titolo" del campo della Lande (nome ufficiale delle 'giungla') per "lasciare" il campo.
Questa direttiva non si applica ai "minori stranieri senza genitori" di cui si occuperanno due centri di accoglienza provvisori.

L'ordinanza ha cominciato ad essere affissa verso le 18 di oggi, in diverse lingue, all'ingresso della 'Giungla'. Nelle ultime settimane, nel campo c'erano ancora 6.400 migranti, stando alla prefettura, 8.143 stando alle associazioni. La zona sud del campo della Lande era stata completamente smantellata lo scorso marzo.

Immigrazione: diminuiscono gli arrivi per lavoro (che non c'è), crescono integrazione e cittadinanza

Huffigton Post
Marco Impagliazzo (Presidente della Comunità di Sant'Egidio)

Recentemente l'Istat ha diffuso un report sulla presenza, i nuovi ingressi e l'accesso alla cittadinanza dei non comunitari in Italia. Dai dati emerge che la presenza di cittadini comunitari e non comunitari nella penisola è sempre più stabile. I loro obiettivi sono i nostri. Questa gente tifa Italia. E lo fa perché vive qui da anni, parla italiano, qui ha comprato casa, qui ha aperto un'attività, è qui che ha generato figli, è qui che li ha iscritti a scuola. Se l'Italia ce la farà, ce la faranno anche loro. Se loro ce la faranno, ce la farà anche l'Italia.



Foto del giorno - Aleppo - "Quando si romperà l'assedio, ti chiederò di sposarmi" 19 ottobre 2016

Blog Diritti Umani - Human Rights
Aleppo, città martoriata dove la vita è sospesa. La guerra oltre a provocare morte e disperazione di donne, uomini e tanti bambini toglie il futuro. La foto di questo graffito spiega bene il clima di vita sospesa dove non si sa cosa succederà domani.
"Quando si romperà l'assedio, ti chiederò di sposarmi" 19 ottobre 2016

venerdì 21 ottobre 2016

Stato di emergenza in Etiopia chiuso internet. Giovani a caccia di WIFI private in angoli della città

Blog Diritti Umani - Human Rights
Dopo la dichiarazione dela stato di emergenza in Etiopia che ha stabilito varie restrizioni tra cui il blocco dell'accesso alla rete internet. I giovani sono a caccia di Wifi privare a cui connettersi nel angoli più diversi della città. Sono ormai usuali le scene documentate dalle foto prelevate de Twitter

Leggi anche da questo blog : Etiopia - Stato d'emergenza: i divieti del governo. 500 morti in manifestazioni anti-governtive





Kenya. Rilasciati 7 mila detenuti, "serve spazio per autori di crimini più gravi"

NovaLe autorità del Kenya hanno stabilito il rilascio di circa 7 mila prigionieri dalle proprie carceri, nelle quali occorre spazio per "autori di crimini più gravi". 


Lo ha annunciato il presidente Uhuru Kenyatta nel corso delle celebrazioni della Giornata degli eroi, nella quale il paese ricorda ogni anno quanti contribuirono all'indipendenza del Kenya. 

"Adesso ci sarà lo spazio per mettere dentro individui condannati per reati più gravi come la corruzione. In carcere avranno tutto lo spazio e il cibo di cui hanno bisogno", ha affermato il capo dello stato, aggiungendo che a essere scarcerati saranno colpevoli di reati minori come piccoli furti. 

Kenyatta ha ammesso nell'occasione che la corruzione resta uno dei più gravi problemi del paese, aggiungendo di aver chiesto al nuovo capo della magistratura di prestare più attenzione al fenomeno rispetto al passato.

La Somalia accusa il Kenya di scaricare i rifugiati oltre il confine senza minimo supporto

The Post Intenazionale
Le autorità somale hanno denunciato che il governo keniano sta “scaricando” i rifugiati somali sul confine lasciandoli senza il minimo supporto.Nairobi ha deciso di chiudere il campo profughi di Dadaab e rimpatriare entro la fine dell'anno 320mila rifugiati somali

Il Kenya sta rimpatriando migliaia di rifugiati somali "scaricandoli" oltre il confine. Credit: Reuters

Nairobi ha infatti annunciato a maggio che avrebbe chiuso il campo rifugiati di Dadaab che ospita oltre 320mila rifugiati somali e che li rimpatrierà entro la fine dell’anno.

Negli ultimi cinque mesi lo stato meridionale somalo di Jubaland, che confina con il Kenya, si è andato riempiendo di campi improvvisati per accogliere intere famiglie di somali espulsi da Nairobi.

Si tratta di sistemazioni estremamente precarie: scarso o nessun accesso a sanità e istruzione e forniture di acqua potabile e servizi igienici limitati se non assenti.

Le autorità locali hanno quindi lanciato l’allarme: il Jubaland non è in grado di far fronte questo ingente afflusso di persone.

La decisione del Kenya di rispedire in Somalia i rifugiati è legata all’approssimarsi delle elezioni in un clima di retorica anti-rifugiati alimentata dai timori che riguardano il gruppo estremista somalo al-Shabaab.

La mossa è stata però criticata sia dalle Nazioni Unite che da altre organizzazioni umanitarie, che sostengono sia sconsiderato forzare un numero così elevato di persone a tornare in un paese dove ancora infuria la guerra.