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mercoledì 2 ottobre 2013

RD Congo - Aumentano sfollati e rifugiati nella crisi del Nord Kivu. 3 milioni di sfollati e 440 mila rifugiati.

MISNA
R.D. CONGO – Continuano ad aumentare gli sfollati e rifugiati causati dall’annosa crisi nella provincia del Nord Kivu. Con gli ultimi 350.000 persone, è passato a tre milioni il numero di sfollati interni mentre sono ormai 440.000 i congolesi ad aver trovato rifugio nei confinanti Burundi, Rwanda e Uganda.

I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto stilato dall’Onu e presentato al Consiglio di sicurezza. Intanto sul terreno combattimenti tra due milizie – l’Alleanza dei patrioti per un Congo libero e sovrano (Apcls) e i Mayi Mayi Sheka – a 90 km dal capoluogo di Goma hanno causato almeno dieci vittime, mentre un numero imprecisato di persone è stato rapito.

Bangladesh: Pena di morte a leader opposizione per crimini di guerra

AGI
Dhaka, In Bangladesh e' stato condannato a morte per crimini di guerra un leader del maggiore partito d'opposizione, l'islamico Bangladesh National Party. 

Salauddin Quader Chowdhury, che sarebbe stato coinvolto nel genocidio compiuto durante la guerra d'indipendenza del 1971, e' il primo deputato del Parlamento a cui viene inflitta la pena capitale.

Il procuratore generale Mahbubey Alam, precisando ha riferito che il Tribunale internazionale ha condannato Chowdhury per nove crimini, tra cui genocidio, omicidio e persecuzione religiosa .

Immigrati: Direttore OIM, 25mila morti in ultimi 20 anni nel Mediterraneo

ASCA
Roma, ''25mila morti negli ultimi 20 anni nel Mediterraneo, 2mila nel 2011, 1700 lo scorso anno'': queste le cifre drammatiche presentate da Jose' Angelo Oropeza, Direttore del Coordinamento Mediterraneo OIM durante l'Incontro internazionale ''Il coraggio della speranza'' organizzato dalla Comunita' di Sant'Egidio. 

Oropeza ha annunciato oggi nel mondo almeno un miliardo di persone sono migranti, 220 milioni migranti internazionali e 700 migranti interni. Egli ha anche ricordato che oggi ci sono anche 500 milioni di utenti Facebook e 200 milioni per Twitter: ''Alcuni migranti che arrivano a Lampedusa - ha continuato - mandano un Sms o addirittura un video. Il mondo oggi funziona in tempo reale''. 

Infine Oropeza ha affermato che la realta' della migrazione e' diversa dalla sua percezione: ''Oggi la migrazione e' Sud-Sud. I 26mila giunti in Italia dopo la crisi libica sono solo il 3% delle persone fuggite da quel Paese durante la crisi''. com/mpd

Oppositore bielorusso premiato dall'Europa In carcere per aver difeso i diritti umani

La Repubblica
Il Consiglio d'Europa ha consegnato a Ales Bialiatsky il premio assegnato a chi si è distinto nella lotta per difendere i diritti dell'uomo. L'attivista bielorusso è stato arrestato quattro anni fa per frode fiscale dal regime di Lukashenko. Ma il sono forti i sospetti che la reclusione sia per l'attività svolta in difesa dei più deboli.

STRASBURGO - L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce) ha assegnato il premio per i diritti umani "Vaclav Havel" al militante bielorusso d'opposizione Ales Bialiatsky. Il premio, alla sua prima edizione, offre sessanta mila euro a coloro che si distinguono nella lotta in difesa dei diritti umani. A ritirare il premio è stata Natallia Pinchuk, moglie dell'attivista premiato da Strasburgo.

Ma dietro l'accusa di frode fiscale... Bialiatsky non ha potuto partecipare alla premiazione. Nel novembre 2011, in seguito a un processo di dubbia correttezza, è stato infatti arrestato e condannato a quattro anni di reclusione per frode fiscale, ma secondo il Consiglio d'Europa, la decisione del tribunale di Minsk è legata all'attività dell'uomo che da anni è in prima fila per difendere i diritti dei più deboli. Bialiatsky presiede il centro dei diritti dell'uomo Viasna, creato nel 1996. Inoltre è vicepresidente della Federazione internazionale dei diritti dell'uomo (Fidh) dal 2007.

L'unico paese fuori dal Consiglio d'Europa. "Nella sua quotidiana lotta - ha dichiarato il presidente dell'Apce Jean-Claude Mignon durante la premiazione - contro le violazioni dei diritti umani, l'ingiustizia, l'arbitrio e l'autoritarismo, Ales Bialiatsky ha operato senza sosta perché i cittadini della Bielorussia possano ambire un giorno agli standard europei, che sono i nostri". La Bielorussia è l'unico paese europeo a non far parte del Consiglio d'Europa, in cui i 47 stati membri si impegnano a difendere i diritti dell'uomo e della democrazia.

A chi non piace la libera espressione. Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko è stato più volte accusato di non rispettare i principi fondamentali della democrazia, soprattutto quelli legati alla libera espressione e al pluralismo politico tanto che nel 2012 gli fu vietato di partecipare alle Olimpiadi di Londra, perchè non gradito. Anche il gruppo femminista Femen ha manifestato contro il presidente definito un 'dittarore'.

Fare i conti con il pugno di ferro. Bialiatsky, che pochi giorni fa ha compiuto 51 anni, ha a lungo lottato contro il pugno di ferro del leader Lukashenko. "Le sue condizioni di detenzione - ha detto la moglie - sono più difficili di quelle di altri detenuti. Subisce forti pressioni psicologiche". Il premio Havel rappresenta un omaggio all'ex presidente ceco, che ha trascorso cinque anni nelle carceri comuniste prima della "rivoluzione di velluto" del 1989. "Havel - ha spiegato Natallia Pinchuk - era il mentore spirituale di Ales. Poco prima della sua morte, Havel mandò una lettera di supporto a Ales che a quel tempo era già in prigione. Ales poi disse che la lettera era stata per lui un raggio di speranza e di solidarietà". Tra le organizzazioni in lizza per il premio Havel c'erano anche l'associazione dei giovani avvocati della Georgia e la Rights Defence Network della Cina.

Mondiali Qatar 2022, immigrati come schiavi per costruire gli stadi

La Voce della Russia
In Qatar gli impianti sportivi che ospiteranno i campionati mondiali di calcio, vengono costruiti con l’uso di lavoro coercitivo dei migranti. Questa notizia, diffusa dal quotidiano britannico “The Guardian”, viene ora verificata dal Comitato organizzatore internazionale, ma le inchieste informali svolte dai giornalisti e dagli attivisti dei diritti dell’uomo gia’ confermano che gli operai stranieri si trovano in pratica in condizioni di schiavitu’.
Nicolas Macgihan, esperto per i paesi del Golfo Persico di “Human Rights Watch”, intervistato da “La Voce della Russia”, ha parlato della gravita’ della situazione in Qatar sul piano dei diritti della persona e della tutela del lavoro.

Quanto e’ grave la situazione in Qatar sul versante dei diritti dell’uomo e della tutela del lavoro? E’ vero che gli operai nepalesi vengono trattati come schiavi?

Le violazioni sono veramente gravi. Agli operai viene ritirato il passaporto, non si paga tempestivamente la retribuzione dovuta, gli immigrati non possono contare sull’aiuto dei sindacati e non hanno accesso al sistema di giustizia. Tutto cio’ serve per costringerli a lavorare. Se voi credete che il lavoro coercitivo sia diverso dalla schiavitu’, allora per voi non e’ lavoro coercitivo.

Qualcuno ha provato a denunciare gli abusi, a fare qualcosa per difendere i diritti degli operai nepalesi?

Si’, in giugno dell’anno scorso “Human Rights Watch” ha pubblicato una relazione sul tems. Siamo una delle organizzazioni che da anni, in tutta la regione, portano avanti la campagna dedicata a questo problema. Il movimento sindacale internazionale prende molto sul serio questo problema, viene discusso anche da vari gruppi attiva contro la discriminazione razziale. L’atteggiamento e’ molto critico.

Il ministero del Lavoro del Qatar dichiara che che nel paese esistono rigide norme che regolamentano la sicurezza dei lavoratori e le modalita’ di retribuzione. Potrebbe intervenire anche l’Organizzazione Internazionale del Lavoro per mettere a nudo le violazioni che il ministero del Qatar cerca di nascondere?In realta’ l’Organizzazione internazionae cerca di non entrare mai in conflitto con i governi. L’Organizzazione preferisce lavorare insieme ai governi e risolvere problemi attraverso la consulenza o gli aiuti. Quindi in Qatar l’Organizzazione Internazionale del Lavoro non fara’ nulla, anche se ha espresso un parere piuttosto critico. Il ministro del Lavoro del Qatar insiste dicendo che il suo paese ha le rispettive leggi, ma le leggi sono buone se convalidate da qualche cosa. Invece non sono convalidate con nulla. Quindi, dal punto di vista della legislazione, la tutela del lavoro in Qatar e’ piu’ una cosa teorica che pratica.

Israele: attivisti del Likud chiedono stop a rilascio detenuti palestinesi

Ansa 
Bloccare in extremis il rilascio di un nuovo scaglione di detenuti palestinesi: questo l'appello lanciato da attivisti del Likud oggi, con vistosi annunci a pagamento sulla stampa. "Il terrorismo avanza; dobbiamo bloccare la liberazione dei terroristi" si legge in un appello che menziona la recente uccisione di due soldati in Cisgiordania. 

Nell'altro annuncio a pagamento decine di membri del Comitato centrale del Likud chiedono a Netanyahu di opporsi "alla liberazione".

martedì 1 ottobre 2013

Leaders religiosi a Roma con Sant'Egidio entrano nelle mura del carcerea Rebibbia per la conferenza "Il coraggio della speranza"


Quest'anno l'Incontro Internazionale di preghiera per la pace nello spirito di Assisi si tiene a Roma. Si tratta della ventisettesima edizione, a partire dalla storica giornata  di preghiera per la pace in Assisi nel 1986, voluta dal Beato Giovanni Paolo II, che nel corso degli anni ha toccato molte città del mediterraneo.

Data l’eccezionale presenza a Roma, e in considerazione dell'assidua presenza negli Istituti Penitenziari romani da parte della Comunità di Sant'Egidio, uno dei Panel si è svolto questa mattina nell’Istituto di Rebibbia N.C., con il coinvolgimento di cento detenuti ed un nutrito numero di esponenti del mondo del carcere, volontari e gente comune.

Il Panel, che prende il titolo dell’evento generale “Il coraggio della speranza”, si è tenuto nel teatro di Rebibbia Nuovo Complesso.

I quattro relatori provenienti dal mondo del cattolicesimo, dell’ortodossia, e dell’islam, si sono alternati per illustrare il valore delle religioni nella costruzione della pace ed del rispetto dei diritti umani.