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sabato 12 ottobre 2019

Roma, giornata contro gli sgomberi. Ciani: “Basta immagini di bambini che salvano i loro libri e sgomberi senza valide alternative"

Fanpage
Il tema dell’emergenza abitativa a Roma non è stato ancora risolto. E così, nella giornata contro gli sgomberi, sono stati elencati numerosi dati che devono essere superati se si vuole che le persone possano avere diritto a un’esistenza degna e a un alloggio. “Il 2020 sia l’anno della svolta nelle politiche per la casa”.

Ottanta edifici occupati abitati da 11mila persone. Per ventitré di questi immobili è previsto lo sgombero. 12mila famiglie in attesa dell'alloggio popolare, 3mila senzatetto, 6mila nei campi rom e 3mila in emergenza abitativa. 
Sono i dati del ministero dell'Interno che nella giornata ‘ Sfratti e sgomberi Zero‘ sono stati elencati da Paolo Ciani, consigliere regionale del Lazio di DEMOS – Democrazia Solidale. 

Nonostante per adesso a Roma gli sgomberi ordinati dal Viminale siano stati rimandati, il problema dell'emergenza abitativa non scompare magicamente dalla capitale. È ancora vivido il ricordo di quanto avvenuto con l‘occupazione di via Cardinal Capranica, nel quartiere di Primavalle, dove alcune famiglie sono state smistate in centri lontanissimi dalla zona e altre sono invece finite in occupazioni. Altre ancora, sono finite per strada.

Ciani: "Il 2020 sia l'anno della svolta"
"Abbiamo evitato altre immagini incresciose di bambini che mettono in salvo i libri scortati dalla polizia – ha dichiarato Ciani – ma occorre aprire una stagione nuova. Bisogna uscire dalla contrapposizione tra istituzioni e cittadini: l’abitare è un tema di giustizia sociale ed equità. È evidente anche alla luce degli avvenimenti degli scorsi mesi che, lì dove si debba comunque procedere a sgomberi, questi non possano realizzarsi senza alternative. La ricerca di tali soluzioni non può ridursi ad una offerta solo simbolica e magari last minute. Va compiuta una “fatica sociale” per trovare soluzioni diversificate: recupero di spazi pubblici inutilizzati, garanzie pubbliche sull’affitto, agenzia dell’abitare con la partecipazione di tutte le parti istituzionali e dei costruttori. Il 2020 sia l’anno della svolta nelle politiche per la casa. Al riguardo è allo studio la proposta di una nuova legge con una forte impronta sociale".
Unione Inquilini: "Rivedere canoni territoriali concordati"
L'Unione Inquilini ha invece puntato il faro sulla questione dei canoni territoriali concordati: ossia il limite massimo di affitto che viene stabilito a seconda di alcuni parametri, che vanno dall'ubicazione della casa, ai metri quadrati, all'altezza dello stabile, ecc… "Sin dall'inizio avevamo fatto notare che quell'accordo non era aderente alla realtà – commenta Silvia Paoluzzi di Unione Inquilini – Per questo abbiamo intenzione di aspettare altri sei mesi e poi chiedere la riapertura del tavolo con i sindacati. Abbiamo fatto un bilancio a sei mesi di distanza dall'entrata in vigore del nuovo accordo territoriale e quello che abbiamo registrato è che gli appartamenti vengono pagati in media il 17% in meno di quanto stabilito nell'accordo. Questo perché molti proprietari sanno perfettamente che con quelle cifre si troverebbero davanti inquilini morosi".

lunedì 8 luglio 2019

Roma: Ciani visita la struttura per malati psichici "REMS" di Palombara Sabina "importante monitorare superamento Opg"

Ristretti Orizzonti
"La presenza delle istituzioni nei luoghi di fragilità e di cura è fondamentale per monitorare le politiche sanitarie e realizzare l'integrazione socio-sanitaria. Dopo aver inserito alcuni punti specifici sulla salute mentale nel Piano Sociale Regionale, oggi ho visitato personalmente la Rems di Palombara Sabina per ascoltare i malati e gli operatori e capire come sta procedendo il superamento degli Opg".


Lo ha detto Paolo Ciani, vice Presidente della Commissione Salute della Regione Lazio e consigliere di Demos - Democrazia Solidale, in occasione dell'odierna visita alla Rems di Palombara Sabina.

"La salute mentale è un grande tema per la Regione e l'intero Paese. Così come lo e' il rapporto tra salute mentale e giustizia. Dopo la giusta chiusura degli Opg, ora la sfida sono le Rems (residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza). Bisogna vigilare sui percorsi terapeutici dei malati internati, valorizzare le competenze degli operatori e capire l'interazione delle strutture con il territorio circostante. Ritengo fondamentale mettere le istituzioni in ascolto e cercare soluzioni efficaci per i diversi bisogni, senza escludere nessuno".

Ha proseguito Ciani: "Questi luoghi rappresentano uno snodo fondamentale per l'integrazione sociosanitaria. Per questo, come vicepresidente della Commissione Sanità ho inserito alcuni punti specifici - continuità terapeutica, mediazione linguistica ove necessaria, strutture residenziali alternative alle Rems - nella stesura del Piano sociale regionale.
Ora sto monitorando l'implementazione di queste misure, convinto che il reciproco ascolto e un'effettiva collaborazione fra i diversi soggetti sia fondamentale. L'Italia e' il paese di Franco Basaglia e, a 40 anni dalla legge 180, dobbiamo costruire percorsi di cura e riabilitazione che siano all'altezza della nostra storia
".

Durante la visita il vice presidente Ciani e' stato accompagnato dal Commissario della Asl Rm 5 Giuseppe Quintavalle, dalla referente regionale per la salute mentale, dai diversi responsabili del Distretto e dei moduli, dell'attigua Casa della Salute, dal vicesindaco e da rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri.

mercoledì 19 settembre 2018

Ciani: Bonafede sospende operatori per il dramma nel nido di Rebibbia. Colpisce gli operatori che ogni giorno devono affrontare, con mezzi limitati, gravi problemi di disagio sociale e sanitario.

Omniroma
"Al dramma di Rebibbia non si risponde sospendendo gli operatori che ogni giorno, con tutti i limiti e le criticità possibili, devono affrontare problemi, disagio sociale e sanitario. E' solo una scelta politica che non coglie il dramma dei detenuti, delle famiglie, dei volontari e non coglie il dramma dei poliziotti penitenziari che ogni giorno devono affrontare situazioni di uomini e donne spesso vulnerabili, fragili, marginali". 


Lo afferma Paolo CIANI, capogruppo di Centro Solidale alla Regione Lazio.
"Il ministro e la politica tutta dovrebbe piuttosto rispondere a una domanda: come mai nel 2018, nella patria di Beccaria ci sono sempre 60/70 bambini in carcere? Perché nonostante la disponibilità di realtà nazionali importanti come la Giovanni XXIII o altre all'accoglienza delle madri con bambini, c'è un muro di gomma? 

continua CIANI - 
Non si racconta che c'è una categoria professionale, quella dei direttori e dei vicedirettori che è di fatto sospesa da oltre un anno in attesa delle assegnazioni, senza contratto da sempre: si tratta di persone che devono gestire realtà sociali complesse e articolate come gli Istituti Penitenziari. Insomma, la scelta di Bonafede non affronta per nulla le vere motivazioni del disagio che regna in carcere e la vergogna dei bambini senza colpa dietro le sbarre".