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venerdì 26 febbraio 2021

Guerre dimenticate - Congo - Altri 13 morti il 24 febbraio nel Nord Kivu, oltre mille morti in quindici mesi nel paese.

Quotidiano.net
Altri tredici morti a Kisima il 24 febbraio, nel nord del Kivu, fanno salire ad almeno 1.013 il numero di civili uccisi nel territorio di Beni dal novembre 2019. A segnalarlo è una ong mista statunitense e congolese insieme per la difesa dei diritti umani "Human Rights Watch".

In tutto il Kivu le vittime civili di violenze registrate dall’inizio delle rilevazioni dell’osservatorio, nel giugno 2017, sono "oltre 10mila": tra cui, 4.265 uccisioni, 174 stupri di gruppo, 2.183 sequestri di persona con richiesta di riscatto nota e 3.411 rapimenti.

venerdì 12 ottobre 2018

In Congo, a Nord Kivu i ragazzi delle scuole sfilano per la pace

Globalist
Studenti fra gli otto e i 12 anni hanno sfilato nelle strade di Beni, nella provincia del Nord Kivu, per chiedere pace nell’est del Congo.



La manifestazione e’ stata organizzata a seguito degli scontri, delle violenze anche sui civili e dei conflitti a fuoco che stanno contrapponendo l’esercito a vari gruppi ribelli, tra i quali le Forze democratiche alleate (Afd). 


“Gli alunni non trovano normale che in una citta’ ci siano scuole che funzionano, dove gli studenti possono studiare e altre che restano chiuse in attesa che i massacri cessino” ha sottolineato Pascal Thembo Muliwavyo, rappresentante del sindacato degli insegnanti delle scuole cattoliche.

Secondo l’organizzazione, i ragazzi sono entrati nelle classi per unirsi ad altri studenti e poi sfilare insieme davanti alla sede del Comune. Sempre secondo i sindacati, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere gli alunni, animatori nelle due settimane di diversi cortei.

lunedì 16 aprile 2018

Congo. Assassinato un altro sacerdote nel Nord Kivu. L'appello del vescovo per la pace

Avvenire
Un sacerdote è stato assassinato domenica dopo aver celebrato messain una parrocchia del Nord Kivu, provincia dell'est della Repubblica Democratica del Congo dove le violenze sono continuate negli ultimi anni nonostante la fine del conflitto armato che ha lacerato il Paese fino al 2003.


Come riferito dalla diocesi di Goma, il capoluogo della provincia, a perdere la vita è stato padre Etienne Sengiyumva, parroco di Kitchanga. A ucciderlo a Kyahemba, una circoscrizione della sua parrocchia, dopo che aveva celebrato la messa, un battesimo e un matrimonio, potrebbero essere stati miliziani di qualche gruppo armato.

La settimana scorsa nel Nord Kivu era stato sequestrato un sacerdote, poi liberato. La provincia è ricca di risorse minerarie ma instabile e insicura: scontri, uccisioni, violenze sessuali e rapimenti sono praticamente all'ordine del giorno.
Il vescovo: un'esecuzione. «Preghiamo per la pace»

«Chiedo ai fedeli della Chiesa universale di pregare per la nostra regione affinché possa ritrovare la pace». È l'appello lanciato da monsignor Thèophile Kaboy Ruboneka, vescovo di Goma. Il vescovo ha raccontato all'agenzia Fides che don Etienne, alle 15, aveva riunito i suoi collaboratori, quando un uomo armato, accompagnato da altre persone, è entrato nella sala e gli ha sparato a bruciapelo alla testa uccidendolo sul colpo. «L'omicidio è stato così rapido - aggiunge il vescovo - che gli astanti non si sono resi conto del numero di persone che sono entrate nella sala per uccidere don Etienne».
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Secondo il vescovo Ruboneka «è difficile attribuire delle responsabilità. La nostra regione è infestata di gruppi armati diversi, almeno 15, che non si riescono a smantellare nonostante la presenza dell'esercito regolare e dei Caschi Blu della Monusco». «Don Etienne è il terzo prete ucciso nell'area», ricorda il vescovo. «Qui nel Nord Kivu - aggiunge - viviamo nel caos totale. La situazione della mia diocesi di Goma, come quella di Butembo-Beni, è incredibile. Siamo completamente abbandonati da tutti; viviamo solo grazie alla Provvidenza».

Le critiche dei cattolici a Kabila. A dicembre le elezioni
Il contesto è quello di un Paese segnato anche da tensioni politiche, con la Chiesa molto critica verso il capo di Stato Joseph Kabila, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali in agenda per dicembre.

La Repubblica democratica del Congo è stata, insieme a Sud Sudan e Siria, uno Paesi al quali papa Francesco ha dedicato la Giornata di digiuno e preghiera di venerdì 23 febbraio. Il governo sembra arroccarsi sempre più su una posizione di chiusura.

venerdì 9 maggio 2014

RD Congo - Nord Kivu, i ribelli del M23 firmano per l'amnistia

MISNA
Un impegno a non riprendere le armi contro l’esercito e i civili nella Repubblica Democratica del Congo è stato messo nero su bianco dai ribelli del Movimento 23 marzo fuggiti in Uganda dopo la sconfitta militare dello scorso anno.
La firma dei documenti è stata confermata dalle Forze armate di Kampala, responsabili di un campo dove si trovano oggi quasi 1300 ex combattenti. Secondo più fonti, l’impegno sarebbe stato assunto nella prospettiva di poter beneficiare di un’amnistia annunciata dal presidente congolese Joseph Kabila in febbraio, relativa anche ad “azioni di guerra e reati politici”.