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domenica 26 marzo 2017

Roma: emergenza carcere, da inizio anno secondo suicidio a Regina Coeli

La Repubblica
Ha aspettato che i suoi compagni di cella si addormentassero e poi, nel silenzio della notte, si è tolto la vita. Appeso a una corda attaccata alla grata del bagno. Sono gli agenti penitenziari a scoprire il detenuto che si è suicidato ieri a Regina Coeli. L'uomo, 30 anni, rom di origine bosniaca, era in carcere da agosto. Era in attesa di giudizio per tentato omicidio. 


Quindici giorni fa il detenuto aveva ricevuto una terribile notizia, quella della morte della figlia di un anno. Un duro colpo. Tanto che la direzione dell'istituto penitenziario aveva disposto il trasferimento nel reparto della "grande sorveglianza", un settore all'interno del quale i detenuti dovrebbero essere sottoposti a controlli più rigidi con ispezioni ogni 15 minuti.

Lo spostamento era stato ordinato dalla direzione del carcere, sebbene i medici che l'avevano visitato, in seguito alla morte della figlia, non avevano notato segni di squilibrio. Ieri notte, però, intorno alle 2 e 30, dietro quella porta uno dei quattro letti era vuoto. Il detenuto si era alzato ed era andato in bagno per impiccarsi. Si tratta del secondo suicidio avvenuto a Regina Coeli dall'inizio dell'anno: il 23 febbraio un ragazzo di 22 anni con disturbi psichiatrici si è ucciso nello stesso modo. 

Il giovane era finito dentro per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, dopo essere fuggito dalla Rems nella quale era ricoverato.
"È una nuova tragedia che si ripete nel giro di poche settimane - ha commentato il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia - non conosco nel dettaglio quest'ultimo caso ma forse bisognerebbe fare più attenzione alla misura cautelare del carcere". I due suicidi sono avvenuti nello stesso reparto: "Si tratta della seconda sezione - rende noto il sindacato della polizia penitenziaria Fns Cisl Lazio - un'area che contiene 170 detenuti con un solo agente a vigilare".

Il bilancio in tutta Italia, nei primi tre mesi del 2017, parla di 14 suicidi e di 19 morti per malattia. "Quella di quest'anno è una situazione ancora più grave rispetto all'anno scorso - ha detto il presidente dell'associazione Antigone Patrizio Gonnella - il numero dei detenuti cresce, e cresce la sofferenza. Se continuiamo di questo passo raddoppieranno rispetto al 2016".

di Francesco Salvatore

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